2:22 pm, 13 Agosto 26 calendario

Lakers venduti per 12,5 miliardi: la nuova era Iger-Kushner

Di: Francis Rosewell

🌐 Los Angeles Lakers venduti per 12,5 miliardi di dollari, circa 10,4 miliardi di euro: Bob Iger e Joshua Kushner hanno raggiunto un accordo per acquistare la franchigia NBA da Mark Walter, appena un anno dopo il precedente passaggio di proprietà. Un’operazione senza precedenti per il valore della squadra, che apre una nuova era per il club più iconico di Los Angeles e cambia ancora una volta gli equilibri economici della NBA.

La notizia ha il peso di un terremoto nel mondo dello sport americano: i Los Angeles Lakers stanno per cambiare nuovamente proprietario, e questa volta la cifra in gioco porta la franchigia a un livello mai raggiunto prima.

Bob Iger e Joshua Kushner hanno raggiunto un accordo per acquistare i Lakers da Mark Walter per una valutazione di 12,5 miliardi di dollari, cifra che corrisponde a circa 10,4 miliardi di euro nella conversione riportata dalla stampa italiana. Se l’operazione riceverà l’approvazione del Board of Governors della NBA e supererà la fase di due diligence, diventerà la più importante transazione mai registrata per una squadra sportiva professionistica statunitense.

Il dato più sorprendente, però, non è soltanto il prezzo.

È la velocità con cui i Lakers sono tornati sul mercato.

Mark Walter aveva acquisito la quota di controllo della franchigia dalla famiglia Buss soltanto nel 2025, in un’operazione che aveva attribuito ai Lakers una valutazione record di circa 10 miliardi di dollari. Poco più di un anno dopo, la stessa squadra viene valutata 2,5 miliardi in più.

Una rivalutazione enorme, che racconta meglio di qualsiasi classifica quanto sia diventato prezioso il marchio Lakers.

Lakers, una vendita record che riscrive il valore della NBA

Il passaggio da 10 a 12,5 miliardi di dollari in poco più di un anno rappresenta molto più di una semplice plusvalenza.

I Lakers sono una delle proprietà sportive più riconoscibili del pianeta e appartengono a un gruppo ristretto di marchi capaci di generare valore anche al di fuori del campo.

Il loro patrimonio non è composto soltanto dal roster, dai diritti televisivi o dagli incassi delle partite.

C’è il marchio globale, ci sono le sponsorizzazioni, il merchandising, le licenze, il rapporto con Hollywood e con l’industria dell’intrattenimento di Los Angeles. E c’è soprattutto una storia sportiva che ha attraversato generazioni.

Diciassette titoli NBA, leggende come Magic Johnson, Kareem Abdul-Jabbar, Shaquille O’Neal, Kobe Bryant e LeBron James, milioni di tifosi nel mondo: il valore della franchigia è inseparabile dal suo patrimonio culturale.

Il nuovo prezzo d’acquisto dimostra che gli investitori non stanno più valutando le squadre NBA soltanto come società sportive.

Le stanno trattando come asset globali dell’intrattenimento, con una capacità di crescita che può estendersi ben oltre il risultato di una stagione.

Chi sono i nuovi proprietari dei Lakers

La nuova coppia al comando unisce due mondi apparentemente differenti ma molto compatibili.

Da una parte c’è Bob Iger, una delle figure più importanti della storia recente dell’industria dell’intrattenimento statunitense.

Iger è stato per anni il volto di Disney e ha guidato la trasformazione del gruppo in un colosso globale dell’intrattenimento. Il suo percorso comprende cinema, televisione, streaming, sport e grandi operazioni societarie.

Il legame con il mondo sportivo non è quindi casuale.

Iger aveva già manifestato un interesse concreto verso l’espansione della NBA a Las Vegas insieme a Kushner. L’obiettivo iniziale era entrare nel basket professionistico attraverso una nuova franchigia. Quando si è aperta la possibilità di acquistare direttamente i Lakers, la strategia è però cambiata radicalmente.

Dall’altra parte c’è Joshua Kushner, imprenditore e investitore tecnologico, fondatore di Thrive Capital.

Kushner appartiene a una delle famiglie più note della politica e dell’imprenditoria americana, ma il suo percorso professionale è distinto da quello del fratello Jared. Il suo nome è legato soprattutto al venture capital e agli investimenti nel settore tecnologico.

L’acquisizione dei Lakers rappresenta però un salto di categoria.

Non è più soltanto una partecipazione finanziaria in una società in crescita: significa entrare nel ristretto club dei proprietari di una delle franchigie sportive più importanti del mondo.

Dal progetto Las Vegas alla conquista dei Lakers

Uno degli elementi più interessanti della vicenda è proprio il progetto che Iger e Kushner stavano valutando prima dell’accordo.

I due erano coinvolti nel percorso legato alla possibile espansione della NBA a Las Vegas, una delle città considerate da tempo come candidata naturale per una futura franchigia.

L’espansione avrebbe rappresentato il classico ingresso nel sistema NBA: una nuova squadra, un nuovo mercato, una nuova arena e la possibilità di costruire gradualmente un’identità.

L’acquisto dei Lakers cambia completamente la prospettiva.

Invece di aspettare la nascita di una nuova squadra, Iger e Kushner hanno scelto di entrare immediatamente nel mercato più prestigioso possibile.

Non una franchigia da costruire, ma un marchio già globale.

La differenza economica è enorme, così come quella sportiva.

I Lakers non hanno bisogno di creare una base di tifosi, vendere il proprio marchio al pubblico internazionale o dimostrare il proprio potenziale commerciale. Tutto questo esiste già.

Perché Mark Walter vende dopo appena un anno

Il passaggio di proprietà sorprende anche per un altro motivo: la permanenza relativamente breve di Mark Walter.

Walter aveva rilevato il controllo dei Lakers dalla famiglia Buss nel 2025, ponendo fine a una gestione familiare durata decenni. La sua società, TWG Global, aveva già una presenza importante nello sport americano e internazionale, compresi i Los Angeles Dodgers.

L’acquisto aveva segnato la fine dell’epoca Buss, iniziata quando Jerry Buss aveva rilevato i Lakers nel 1979.

Ora anche quella fase è destinata a essere molto breve.

La vendita a 12,5 miliardi di dollari crea per Walter una plusvalenza potenziale straordinaria, considerando la valutazione di circa 10 miliardi attribuita alla squadra nel precedente accordo.

Il salto di valore in un periodo così breve è uno degli aspetti che gli investitori sportivi analizzeranno con maggiore attenzione.

Non è soltanto un record per i Lakers.

È un segnale del modo in cui il mercato sta rivalutando le grandi franchigie sportive americane.

La famiglia Buss esce definitivamente dalla scena

Per quasi mezzo secolo il nome Buss è stato indissolubilmente legato ai Lakers.

Jerry Buss acquistò la franchigia nel 1979 e sotto la sua proprietà la squadra costruì una delle dinastie più importanti nella storia della NBA. Dopo la sua morte, la gestione passò alla famiglia e Jeanie Buss assunse un ruolo centrale nella governance.

La cessione a Walter aveva già rappresentato una svolta storica.

Quella a Iger e Kushner consolida il passaggio a una nuova generazione di proprietà.

Secondo quanto riportato dalle ricostruzioni sull’accordo precedente, Jeanie Buss avrebbe dovuto mantenere un ruolo di governance per un periodo definito. I nuovi acquirenti hanno espresso l’intenzione di rispettare gli accordi esistenti e di preservare l’eredità della famiglia.

Questo dettaglio è tutt’altro che marginale.

Per un marchio come i Lakers, la continuità culturale vale quasi quanto la strategia finanziaria.

Il rischio per un nuovo proprietario non è soltanto sbagliare un investimento. È alterare un’identità costruita in quasi cinquant’anni.

Iger porta Hollywood dentro i Lakers

Se c’è una caratteristica che rende particolarmente interessante la nuova proprietà, è il profilo di Iger.

I Lakers sono una squadra di basket, ma a Los Angeles sport e industria dell’intrattenimento sono praticamente inseparabili.

Hollywood, musica, televisione, streaming e sport convivono nello stesso ecosistema.

Iger conosce perfettamente questo ambiente.

La sua esperienza in Disney gli ha permesso di gestire alcuni dei più importanti marchi globali dell’intrattenimento. Ha lavorato su cinema, televisione, piattaforme digitali e proprietà intellettuali capaci di generare ricavi su scala planetaria.

Il suo arrivo nei Lakers potrebbe quindi accelerare una trasformazione già in corso: la franchigia come piattaforma globale di contenuti.

Partite, documentari, serie, contenuti digitali, merchandising e partnership internazionali possono essere sviluppati come elementi di un unico ecosistema.

Non è detto che Iger rivoluzioni immediatamente la struttura del club.

Ma il suo background suggerisce che il potenziale commerciale dei Lakers potrebbe essere sfruttato in modo ancora più aggressivo.

Kushner porta capitale e tecnologia

Il secondo elemento della coppia proprietaria è altrettanto significativo.

Joshua Kushner arriva dal mondo degli investimenti tecnologici e del venture capital. La sua esperienza è molto diversa da quella di un tradizionale proprietario sportivo.

Questo potrebbe diventare un vantaggio in un momento in cui la NBA sta entrando sempre più profondamente nell’economia digitale.

I dati degli spettatori, le piattaforme streaming, l’intelligenza artificiale, l’esperienza personalizzata dei tifosi, le applicazioni mobile e le nuove forme di monetizzazione stanno trasformando il rapporto tra squadra e pubblico.

I Lakers sono già un brand digitale globale.

La sfida sarà trasformare quella popolarità in una macchina commerciale ancora più efficiente.

La combinazione tra esperienza nell’intrattenimento di Iger e cultura tecnologico-finanziaria di Kushner potrebbe quindi produrre una strategia molto diversa da quella di una proprietà tradizionale.

E sul campo? Tutto ruota intorno a Luka Doncic

Il passaggio di proprietà arriva anche in un momento particolare per la squadra.

I Lakers stanno attraversando una fase di transizione sportiva e il progetto tecnico ruota sempre più attorno a Luka Doncic.

La partenza di LeBron James ha segnato la fine di un’epoca. Il futuro della squadra deve ora essere costruito intorno a una nuova generazione e a un giocatore destinato a essere il volto della franchigia.

Questo rende la tempistica della vendita particolarmente interessante.

Un nuovo proprietario non eredita soltanto un marchio da 12,5 miliardi di dollari. Eredita anche una squadra che deve dimostrare di poter tornare stabilmente ai vertici della NBA.

Il valore commerciale può essere gigantesco, ma nel basket la prestazione sul parquet rimane una componente fondamentale.

I Lakers devono vincere.

È questa la pressione che accompagna ogni nuovo proprietario.

Il precedente che ha cambiato il mercato NBA

La cifra di 12,5 miliardi non arriva dal nulla.

La vendita del 2025 aveva già stabilito un nuovo punto di riferimento per il valore delle franchigie professionistiche. All’epoca, una valutazione da circa 10 miliardi per i Lakers aveva sorpreso il mercato e alimentato le discussioni sull’espansione della NBA.

Ora quel record viene superato in modo clamoroso.

E la conseguenza potrebbe essere importante anche per le altre squadre.

Se i Lakers valgono 12,5 miliardi, quanto valgono allora i Boston Celtics? E i Golden State Warriors? E i New York Knicks?

Le grandi franchigie NBA potrebbero iniziare a essere valutate con multipli ancora più elevati.

La vendita dei Lakers diventa quindi anche un benchmark per l’intero campionato.

Una franchigia NBA vale ormai come una multinazionale

Il fenomeno non riguarda soltanto il basket.

Negli Stati Uniti lo sport professionistico è diventato una delle forme più sofisticate di intrattenimento globale.

Una squadra possiede diritti televisivi, contenuti, dati, sponsorizzazioni, biglietteria, merchandising, hospitality, proprietà intellettuale e un rapporto diretto con milioni di consumatori.

Nel caso dei Lakers, la scala è ancora maggiore.

Il marchio è riconosciuto in mercati nei quali la NBA non rappresenta necessariamente lo sport principale.

La maglia gialloviola è diventata un prodotto culturale.

Le immagini di Magic Johnson, Kobe Bryant e LeBron James hanno contribuito a trasformare la squadra in qualcosa che va oltre la competizione sportiva.

Acquistare i Lakers significa acquistare una parte dell’immaginario globale dello sport americano.

L’approvazione NBA è il prossimo passaggio

Nonostante l’accordo sia stato raggiunto, il cambio di proprietà non può essere considerato completamente concluso.

L’operazione deve ancora superare la fase di due diligence e ottenere l’approvazione del Board of Governors della NBA.

È una procedura fondamentale per qualsiasi passaggio di controllo di una franchigia.

La NBA non è infatti una semplice associazione di squadre indipendenti. Le franchigie condividono una struttura economica e commerciale estremamente integrata, dai diritti media ai contratti collettivi fino alle regole finanziarie.

L’ingresso di nuovi proprietari viene quindi sottoposto a un processo di valutazione.

Per Iger e Kushner, il prossimo obiettivo sarà completare questo percorso.

La sfida sarà mantenere l’anima dei Lakers

Il denaro può acquistare una franchigia.

Non può acquistare automaticamente il consenso dei tifosi.

Questa sarà probabilmente la sfida più importante per i nuovi proprietari.

I Lakers sono una squadra con una storia particolare, costruita intorno a una successione di icone. Ogni nuova proprietà deve confrontarsi con questa eredità.

Iger e Kushner hanno già sottolineato il rispetto per la storia dei Buss e l’intenzione di preservarne il lascito. Magic Johnson ha accolto positivamente l’arrivo dei nuovi proprietari, sottolineando la loro passione per il basket e la loro esperienza.

Il messaggio è chiaro: non basta essere miliardari per diventare proprietari dei Lakers.

Bisogna dimostrare di comprendere cosa rappresentano.

Il vero valore dell’operazione è appena iniziato

La vendita per 12,5 miliardi di dollari potrebbe essere ricordata come uno dei passaggi più importanti nella storia economica della NBA.

Ma il prezzo pagato è soltanto l’inizio.

Iger e Kushner dovranno dimostrare che il valore della franchigia può continuare a crescere. Dovranno gestire il rapporto con la città, con i tifosi, con la lega e con gli sponsor. Dovranno decidere quanto investire nel roster e quanto spingere sulla dimensione globale del marchio.

E soprattutto dovranno affrontare una domanda inevitabile: come si rende ancora più grande un brand che è già uno dei più famosi dello sport mondiale?

La risposta potrebbe arrivare dalla combinazione tra sport e intrattenimento.

È qui che il profilo di Iger assume un significato particolare. E qui che l’esperienza finanziaria e tecnologica di Kushner può diventare complementare.

Il nuovo progetto Lakers potrebbe essere costruito proprio sull’incrocio di questi due mondi.

13 Agosto 2026
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