Barbianello, multa al parroco: sindaco e don Camillo
🌐 A Barbianello, nel Pavese, una multa da 296 euro al parroco don Gianfranco Maggi riaccende il confronto con il sindaco Giorgio Falbo. L’auto era stata parcheggiata durante la festa patronale in una posizione contestata per più violazioni del Codice della strada. Il sacerdote parla di un intervento inopportuno e richiama i vecchi contrasti con il Comune; il sindaco replica che le regole valgono per tutti.
La multa da 296 euro durante la festa patronale
La scena sembra uscita dalle pagine di Giovannino Guareschi, ma questa volta non siamo a Brescello. Siamo a Barbianello, in provincia di Pavia, piccolo centro dell’Oltrepò Pavese dove da anni i rapporti tra amministrazione comunale e parrocchia sono segnati da contrasti e controversie.
L’ultimo capitolo della vicenda è arrivato durante la festa patronale di settembre e ha avuto come protagonista il parroco don Gianfranco Maggi. Al sacerdote è stata contestata una serie di violazioni legate alla sosta della sua automobile, con una sanzione complessiva di 296 euro.
La contestazione risale a domenica 13 settembre, giornata nella quale il paese era impegnato nelle iniziative della festa. Il programma ufficiale prevedeva, tra gli altri appuntamenti, la messa solenne nella chiesa di San Giorgio Martire e le attività organizzate nell’oratorio.
Secondo quanto ricostruito dalla cronaca locale, don Maggi era rientrato a Barbianello dopo aver celebrato una messa a Torricella Verzate e aveva raggiunto il paese per prendere parte alla parte conclusiva dei festeggiamenti.
È proprio in quel contesto che è stata contestata la posizione dell’auto.

Parcheggio vicino a incrocio e attraversamento pedonale
La vicenda non riguarda, secondo le contestazioni riportate, un semplice divieto di sosta. Alla vettura sarebbero state attribuite più violazioni del Codice della strada, tra cui la sosta in prossimità di un’intersezione e di un attraversamento pedonale.
La contravvenzione sarebbe stata rilevata intorno alle 19.20, mentre nel paese erano ancora in corso le iniziative della festa.
Il parroco ha fornito una ricostruzione diversa sulle circostanze. Ha spiegato di aver lasciato la macchina in quello che gli era sembrato uno spazio libero, sostenendo di non aver creato intralcio alla circolazione.
Il punto più controverso, però, non sembra essere soltanto l’importo della sanzione. A pesare nel giudizio del sacerdote è soprattutto il momento nel quale è stata elevata la multa, proprio durante la festa patronale e in un paese nel quale i rapporti con il primo cittadino sono già stati segnati da precedenti contrasti.
Don Maggi: “Qualcosa non va”
Il sacerdote ha manifestato pubblicamente il proprio disappunto, mettendo in relazione l’episodio con la lunga storia di tensioni tra parrocchia e amministrazione.
La sua posizione, riportata dalla cronaca, è che l’intervento sia stato inopportuno per tempi e modalità. Don Maggi ha anche lasciato intendere che la multa possa essere interpretata alla luce delle vecchie ruggini con il Comune.
È un’accusa che, però, resta una valutazione del sacerdote e che il sindaco respinge.
Il confronto, dunque, si sviluppa su due piani distinti: da una parte c’è la questione concreta della sosta e delle violazioni contestate; dall’altra c’è il rapporto, ormai da anni problematico, tra i due protagonisti.
Il sindaco Falbo: “La legge è uguale per tutti”
Giorgio Falbo ha negato che la contravvenzione possa essere letta come una ritorsione personale.
Secondo il sindaco, infatti, quel giorno furono contestate altre tre violazioni, circostanza che a suo giudizio dimostrerebbe come l’intervento non fosse rivolto esclusivamente contro il parroco.
La posizione dell’amministrazione è quindi basata sull’applicazione delle norme sulla circolazione stradale senza eccezioni legate al ruolo della persona coinvolta. Falbo ha inoltre ricordato che, qualora don Maggi ritenga ingiusta la sanzione, può utilizzare gli strumenti previsti dalla legge per contestarla.
La contrapposizione è diventata così anche una questione di principio: il parroco interpreta la multa dentro una storia di rapporti difficili, mentre il sindaco la presenta come una normale applicazione delle regole.
Perché si parla di Peppone e don Camillo
Il paragone con Peppone e don Camillo nasce naturalmente dal contesto. Nei racconti di Guareschi, ambientati nella Brescello del dopoguerra, il sindaco comunista Peppone e il parroco don Camillo rappresentavano due mondi contrapposti, protagonisti di continui battibecchi e scontri.
A Barbianello, il paragone viene utilizzato dalla cronaca per descrivere una relazione realmente caratterizzata da contrasti amministrativi e giudiziari. Non si tratta, naturalmente, di una riproposizione letterale dei personaggi di Guareschi, ma di una similitudine giornalistica legata al confronto tra municipio e parrocchia.
Il piccolo centro pavese ha meno di mille abitanti e proprio le dimensioni della comunità rendono particolarmente visibili le vicende che coinvolgono le principali istituzioni locali.

I precedenti tra sindaco e parroco
La multa non arriva infatti in un vuoto di rapporti. Giorgio Falbo e don Gianfranco Maggi si erano già confrontati in passato anche in sede giudiziaria.
Uno dei principali contenziosi aveva riguardato la scuola materna, al centro di una lunga disputa amministrativa. La vicenda era arrivata davanti al Tar, che aveva confermato l’esproprio dell’edificio a favore del Comune, seguito dalla ristrutturazione della struttura.
Parallelamente, tra i due erano nate contestazioni legate a comunicazioni e iniziative attribuite al primo cittadino e a un suo collaboratore. Il parroco aveva promosso un’azione per diffamazione e la controversia aveva avuto anche conseguenze sul piano civile.
Secondo le ricostruzioni pubblicate dalla stampa, il procedimento aveva portato a un risarcimento complessivo di 43mila euro, con 25mila euro a carico del sindaco e 18mila a carico di un suo collaboratore.
Anche nel 2024 la vicenda aveva avuto un seguito giudiziario, con il sindaco coinvolto in un procedimento per diffamazione relativo a lettere e volantini riguardanti il parroco.
Una nuova scintilla in un paese dove tutti si conoscono
È proprio questo passato a rendere la multa da 296 euro qualcosa di più di una semplice contravvenzione agli occhi dei protagonisti.
Sul piano formale, la questione resta quella di una sanzione per violazioni del Codice della strada. La posizione dell’amministrazione è che la contestazione sia stata effettuata secondo le regole e che il sacerdote possa ricorrere se non la ritiene corretta.
Sul piano dei rapporti personali e istituzionali, invece, la vicenda riapre una contrapposizione che dura da anni.
La circostanza che il verbale sia stato contestato proprio nel giorno della festa patronale ha contribuito ad alimentare il confronto. Per il parroco, quel contesto rende l’episodio particolarmente significativo; per il sindaco, invece, il fatto che siano state elevate altre sanzioni nella stessa giornata ridimensiona l’interpretazione di un intervento mirato.

La festa patronale diventa il nuovo capitolo della contesa
La singolare vicenda si inserisce in una giornata che, almeno nelle intenzioni, avrebbe dovuto essere dedicata soprattutto alla comunità.
Il programma ufficiale di Barbianello prevedeva per domenica 13 settembre la messa solenne nella chiesa di San Giorgio Martire, l’inaugurazione di una nuova sala giochi dell’oratorio e una serie di attività per famiglie e partecipanti.
La festa, invece, ha lasciato spazio anche a un nuovo episodio della lunga contrapposizione tra Comune e parrocchia.
In un paese di piccole dimensioni, una multa può così diventare rapidamente argomento di discussione collettiva. E quando i protagonisti sono due figure istituzionali molto riconoscibili, il sindaco e il parroco, il confine tra una vicenda amministrativa e una storia destinata a far parlare l’intera comunità diventa inevitabilmente sottile.
La questione resta aperta
Per il momento, la contravvenzione rappresenta dunque l’ultimo capitolo di una storia più ampia. Da una parte c’è la posizione del Comune, che sostiene l’applicazione uniforme delle norme e richiama la possibilità di contestare formalmente la sanzione. Dall’altra c’è quella del parroco, che contesta modalità e opportunità dell’intervento e collega l’episodio ai precedenti contrasti.
La questione potrà essere chiarita nelle sedi previste dalla legge, qualora il sacerdote decida di impugnare la multa.
Intanto a Barbianello, il caso del parcheggio durante la festa patronale ha riportato alla ribalta una contrapposizione che negli anni ha già attraversato amministrazione, parrocchia e tribunali. Una storia molto lontana dalla fantasia di Guareschi, ma abbastanza singolare da evocare ancora una volta il duello tra Peppone e don Camillo.
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