Alberi erranti, il nuovo film di Salvatore Mereu arriva al cinema
🌐 Alberi erranti, il nuovo film di Salvatore Mereu, arriva a Roma con una Proiezione speciale alla XXIV edizione di Alice nella città e si prepara poi a incontrare il pubblico nelle sale italiane dal 29 ottobre. Tratto dal romanzo Alberi erranti e naufraghi di Alberto Capitta, il film intreccia famiglie rivali, amore, natura, conflitto generazionale e ricerca della propria identità, muovendosi continuamente tra realismo e dimensione fiabesca.
Alberi erranti, dalla prima mondiale di Locarno ad Alice nella città
Il percorso di Alberi erranti è iniziato in uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati al cinema d’autore.
Il film di Salvatore Mereu è stato presentato in prima mondiale nel Concorso Internazionale della 79ª edizione del Locarno Film Festival, dove ha attirato l’attenzione della critica proprio per la sua ambizione narrativa e per il particolare equilibrio tra racconto familiare, dramma e fiaba.
Ora il film prosegue il suo cammino con una Proiezione speciale alla XXIV edizione di Alice nella città, la sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma dedicata in particolare alle nuove generazioni e alla scoperta di opere capaci di dialogare con un pubblico ampio.
È un passaggio significativo per un’opera che nasce dalla letteratura sarda e che porta sullo schermo una storia profondamente legata alla ricerca di un posto nel mondo.
Dopo l’appuntamento romano, Alberi erranti arriverà nelle sale italiane distribuito da Viacolvento: l’uscita è prevista dal 22 ottobre nei cinema della Sardegna e dal 29 ottobre nel resto d’Italia.
La storia di Giuliano e di una famiglia ai margini
Al centro della vicenda c’è Giuliano, interpretato da Romeo Perrone.
Da bambino vive con il padre Piero Arca, interpretato da Alessandro Haber, in una fattoria ai margini della città. È un luogo molto lontano dalle regole e dalle convenzioni della società circostante: padre e figlio raccolgono e curano animali feriti, costruendo intorno a loro una sorta di rifugio per creature che non trovano spazio altrove.
È una scelta di vita che diventa immediatamente anche una dichiarazione di libertà.
Gli Arca vivono infatti in una condizione di comunione con la natura che entra in contrasto con quella di una parte della comunità. In particolare con i Nonne, famiglia potente e ostile che considera quella presenza ai margini come qualcosa da eliminare.
La contrapposizione non è soltanto sociale.
È anche una contrapposizione tra due modi diversi di concepire la vita, la famiglia, il rapporto con gli altri e persino ciò che viene considerato normale.

Tre famiglie, tre modi di stare al mondo
Uno degli elementi più interessanti di Alberi erranti è proprio la costruzione di una storia che ruota intorno a tre nuclei familiari.
Da una parte ci sono gli Arca, rappresentati da Piero e Giuliano, che hanno scelto un’esistenza appartata e un rapporto quasi simbiotico con la natura.
Dall’altra ci sono i Nonne, famiglia descritta come autoritaria e aggressiva, legata alle gerarchie sociali e alla necessità di difendere il proprio potere.
A completare questo universo c’è la famiglia del notaio Branca, alla quale appartiene Maddalena, interpretata da Giulia Maenza.
Sono tre mondi che finiscono per incontrarsi e scontrarsi, dando vita a una vicenda che assume progressivamente i contorni di una favola oscura e sentimentale. La struttura a più famiglie è stata sottolineata anche dal regista, che ha descritto il film come un racconto in cui realtà e favola convivono.
La scomparsa di Piero cambia tutto
Il punto di svolta arriva quando Piero scompare durante una nevicata.
Gli animali che padre e figlio hanno accudito vengono uccisi e Giuliano si ritrova costretto ad abbandonare il luogo in cui è cresciuto.
Comincia così una ricerca che è contemporaneamente concreta e simbolica.
Giuliano cerca il padre, ma nel viaggio cerca anche qualcosa di più difficile da definire: la propria identità.
È un ragazzo cresciuto lontano dalle regole del mondo e improvvisamente costretto a confrontarsi con quel mondo. Il viaggio diventa quindi un passaggio dall’infanzia all’età adulta, dalla protezione alla responsabilità, dalla solitudine alla scoperta dell’altro.
È uno dei temi centrali del film: capire chi siamo quando le certezze che ci hanno cresciuto vengono meno.

L’incontro con Maddalena e l’amore come possibilità di fuga
Durante il suo percorso Giuliano incontra Maddalena, giovane donna appartenente a un universo completamente diverso dal suo.
Tra i due nasce immediatamente un legame sentimentale.
Ma anche l’amore, in Alberi erranti, non è libero da ostacoli. Maddalena è infatti legata alla famiglia Nonne e destinata a un matrimonio che la inserisce all’interno di un sistema di rapporti e imposizioni dal quale vorrebbe sottrarsi.
La relazione tra Giuliano e Maddalena diventa così molto più di una storia romantica.
È la possibilità di scegliere la propria strada, anche quando quella strada entra in collisione con ciò che la famiglia, la comunità o le convenzioni hanno stabilito.
Il regista Salvatore Mereu ha spiegato che al centro del film c’è anche la difficoltà di trovare un proprio posto nel mondo e, attraverso l’incontro tra Giuliano e Maddalena, la possibilità di costruire una relazione capace di aprire una nuova strada.

Dal realismo alla fiaba
È proprio qui che il film compie la sua trasformazione più particolare.
La vicenda parte da elementi fortemente realistici: famiglie, conflitti, violenza, marginalità, rapporti di potere.
Poi, progressivamente, il racconto si sposta verso una dimensione fiabesca e quasi mitologica.
Giuliano conosce infatti un luogo segreto che il padre gli aveva mostrato fin da bambino. È un luogo nascosto nel quale vive una piccola comunità di persone che hanno scelto di sottrarsi alle regole del mondo degli adulti.
La natura diventa allora qualcosa di più di un semplice paesaggio.
Diventa rifugio, possibilità di rinascita e spazio della libertà.
Diverse recensioni hanno evidenziato proprio questa trasformazione, sottolineando il passaggio dal realismo iniziale alla dimensione della favola e il ruolo sempre più importante del bosco e della natura nella parte finale del film.
La natura come luogo in cui ricominciare
Il titolo Alberi erranti racchiude gran parte del significato dell’opera.
Gli alberi, per definizione, sono associati alle radici. Sono simbolo di stabilità, appartenenza e permanenza.
Ma quelli del titolo sono “erranti”.
Il loro destino diventa così una metafora delle persone che non riescono, o non vogliono, mettere radici in un luogo imposto dagli altri.
Salvatore Mereu ha spiegato il titolo attraverso l’immagine di foglie trasportate dal vento, alle quali viene però concessa la possibilità di infilarsi nella direzione della folata che desiderano.
È un’immagine particolarmente adatta alla storia di Giuliano e Maddalena.
Entrambi devono trovare una direzione propria.
Non possono scegliere da dove arrivano, ma possono provare a scegliere dove andare.

Un film sul conflitto tra padri e figli
Un altro tema fondamentale è il rapporto tra generazioni.
Piero ha cresciuto Giuliano secondo principi molto lontani da quelli della società circostante. Gli ha insegnato a rispettare gli animali, la natura e chi viene considerato diverso.
I Nonne, invece, rappresentano un modello familiare basato sull’autorità e sulla trasmissione di regole molto più rigide.
Il conflitto tra padri e figli attraversa quindi tutto il film e diventa anche un conflitto tra differenti idee di futuro.
La domanda implicita è semplice ma radicale: quanto della vita che ci è stata consegnata dobbiamo conservare e quanto, invece, possiamo cambiare?
Il film porta questa domanda fino alla dimensione della favola, dove la fuga non è soltanto una fuga fisica ma anche il tentativo di trovare un’esistenza diversa. RaiNews ha indicato proprio il conflitto generazionale e la ricerca dell’identità tra i nuclei tematici dell’opera.
Romeo Perrone e Giulia Maenza al centro del racconto
A interpretare i due giovani protagonisti sono Romeo Perrone e Giulia Maenza, affiancati da un cast particolarmente ricco.
Tra gli interpreti figurano Lorenzo Richelmy, Lupo Barbiero, Edoardo Raiola, Alessandro Haber, Massimo Popolizio, Alberto Cracco, Adriano Chiaramida, Lorenzo Urso, Sandra Toffolatti, Monica Demuru, Barbara Chichiarelli, Eugenia Costantini, Margareth Madè e Maximilian Dirr.
Il cast mette insieme interpreti di generazioni differenti, contribuendo a costruire quella dimensione corale che caratterizza la storia delle tre famiglie.
Le recensioni provenienti da Locarno hanno inoltre evidenziato il confronto tra i due giovani protagonisti e un gruppo di interpreti più esperti, all’interno di un film che cerca deliberatamente un linguaggio sospeso tra realismo e fiaba.
Salvatore Mereu torna alla Sardegna, ma cambia prospettiva
Con Alberi erranti, Salvatore Mereu continua il suo rapporto con il territorio e con le storie della Sardegna, ma amplia il proprio registro narrativo.
Il film nasce infatti da un’opera letteraria e affronta una costruzione più vicina alla saga familiare, mescolando elementi realistici e fantastici.
La Sardegna non è soltanto lo sfondo della vicenda: diventa parte integrante dell’immaginario del film, anche quando il racconto si allontana dal realismo e assume una forma più universale.
Il risultato, secondo la critica, è un’opera ambiziosa che ha suscitato letture differenti proprio per la sua durata e per il tentativo di tenere insieme registri diversi. Alcuni critici hanno apprezzato la dimensione poetica e naturalistica, mentre altri hanno segnalato una certa dispersione narrativa legata alla durata di circa tre ore.

Un film che parla di diversità e libertà
Al di là della storia d’amore e dello scontro tra famiglie, Alberi erranti mette al centro una domanda molto contemporanea: chi decide quale modo di vivere sia accettabile?
Giuliano cresce ai margini perché il suo modo di stare al mondo viene percepito come diverso.
Maddalena è intrappolata in un destino che altri hanno contribuito a costruire per lei.
La comunità nascosta nel bosco rappresenta infine un’altra possibilità: quella di persone che, per ragioni diverse, hanno scelto di vivere lontano dalle regole dominanti.
Il film trasforma così il tema dell’esclusione in una favola sulla possibilità di essere se stessi senza chiedere il permesso a chi pretende di stabilire il proprio posto nel mondo.
Quando arriva al cinema Alberi erranti
Dopo la prima mondiale a Locarno e l’appuntamento con Alice nella città, il viaggio di Alberi erranti continuerà nelle sale.
Il film sarà distribuito da Viacolvento dal 29 ottobre 2026 sul territorio nazionale, mentre in Sardegna l’uscita è anticipata al 22 ottobre.
È dunque un film che arriva al pubblico dopo un percorso festivaliero già importante e con una storia capace di attraversare diversi generi: dramma familiare, storia d’amore, racconto di formazione e fiaba.
Al centro resta Giuliano, un ragazzo alla ricerca del padre e, forse, anche di se stesso.
E resta quella domanda che dà senso all’immagine degli alberi erranti: quando la vita ci costringe a lasciare il luogo in cui siamo cresciuti, perdere le radici significa necessariamente perdersi oppure può essere l’inizio della libertà?
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