12:33 am, 9 Ottobre 26 calendario

9 ottobre Metrolunario del giorno: Vajont, Lennon e curiosità

Di: Astrolabio

🌐 Il Metrolunario del giorno del 9 ottobre racconta San Dionigi, la tragedia del Vajont, la nascita dell’Unione Postale Universale, Che Guevara, John Lennon, la musica di PJ Harvey e una Luna ormai vicinissima alla fase nuova. Nel cielo simbolico, dopo i giorni dedicati a Vergine e Scorpione, è la Bilancia a prendersi la scena.

Il 9 ottobre tra memoria, lettere, musica e storia

Il 9 ottobre è una data dal carattere particolare.

Ha una parte luminosa, fatta di lettere, musica, cultura e comunicazione internazionale.

E ne ha una profondamente dolorosa, rappresentata da una delle tragedie più gravi della storia italiana contemporanea: il disastro del Vajont del 1963.

Sono quasi due calendari sovrapposti.

Da una parte, il 9 ottobre è la Giornata mondiale della posta, perché proprio quel giorno del 1874 venne firmato a Berna il trattato che diede vita alla General Postal Union, poi diventata Universal Postal Union. Oggi l’UPU è un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite e riunisce 192 Paesi membri.

Dall’altra, il 9 ottobre 1963 alle 22:39, una gigantesca frana si staccò dal Monte Toc, precipitò nel bacino del Vajont e provocò un’onda devastante che cancellò Longarone e altri centri abitati. Le vittime furono 1.917.

È anche il giorno in cui nel 1940 nacque John Lennon, una delle figure più importanti della musica del Novecento.

E proprio il giorno del suo 45° compleanno, nel 1985, venne inaugurato a New York il memoriale di Strawberry Fields, dedicato alla sua memoria.

Il 9 ottobre ci porta poi in Bolivia, dove nel 1967 venne ucciso Ernesto Che Guevara, e nel mondo della musica contemporanea con compleanni come quelli di PJ Harvey, Jackson Browne e John Entwistle.

Una giornata che passa dalla posta al rock, dalla memoria civile alla politica internazionale.

Il calendario, oggi, non fa sconti.

Santo del Giorno: San Dionigi e i martiri di Parigi

Il Santo del Giorno del 9 ottobre è San Dionigi, vescovo e martire di Parigi, ricordato insieme ai compagni Eleuterio e Rustico.

Secondo la tradizione riportata da Vatican News, Dionigi era un cristiano di origine gallica proveniente da Roma e fu tra i sette vescovi inviati nel III secolo nelle Gallie da Papa Clemente. A lui venne affidata la comunità cristiana di Lutezia, l’antica Parigi.

Dionigi sarebbe stato martirizzato intorno al 250, insieme al presbitero Eleuterio e al diacono Rustico.

Il luogo della sua morte sarebbe poi diventato quello legato alla grande abbazia di Saint-Denis, destinata nei secoli successivi a diventare uno dei luoghi più importanti della storia religiosa e monarchica francese.

C’è però un particolare curioso.

Per molto tempo San Dionigi di Parigi venne confuso con Dionigi l’Areopagita, il personaggio ricordato negli Atti degli Apostoli come convertito dopo la predicazione di San Paolo ad Atene.

La sovrapposizione tra le due figure si consolidò nella tradizione medievale, ma oggi vengono considerate persone differenti.

San Dionigi è inoltre associato alla collina di Montmartre, il cui nome deriva dalla tradizione del Mons Martyrum, il monte dei martiri.

È interessante pensare a come una figura religiosa del III secolo sia rimasta incorporata nella geografia di una delle città più visitate del mondo.

Parigi non conserva soltanto monumenti, musei e boulevard.

Conserva anche strati di memoria, alcuni dei quali risalgono ai primi secoli del cristianesimo.

E il 9 ottobre ce lo ricorda proprio attraverso il suo santo.

Accadde Oggi: il disastro del Vajont

Il 9 ottobre 1963 rimane una delle date più dolorose del calendario italiano.

Alle 22:39, una gigantesca frana si staccò dal versante settentrionale del Monte Toc, al confine tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia, precipitando nel bacino artificiale del Vajont.

La quantità di materiale coinvolto fu enorme: le stime ufficiali parlano di circa 260-270 milioni di metri cubi di roccia. L’impatto con l’acqua generò un’onda che superò la diga e si riversò nella valle del Piave.

Il centro di Longarone venne devastato.

Furono colpiti anche Erto, Casso e altri abitati.

Il bilancio definitivo fu di 1.917 vittime, mentre circa 400 persone non vennero mai ritrovate.

La diga, paradossalmente, non crollò.

Fu l’acqua che la superò dopo l’enorme spostamento provocato dalla frana a trasformarsi nella forza distruttiva principale.

È uno dei dettagli più impressionanti dell’intera vicenda.

Una delle opere di ingegneria più imponenti dell’epoca rimase in piedi.

La valle, invece, venne sconvolta.

Il disastro non fu considerato semplicemente una fatalità naturale.

Le successive indagini, i processi e le sentenze misero in evidenza responsabilità legate alla gestione del bacino, alla conoscenza delle condizioni geologiche del versante e alle decisioni prese prima della tragedia. Treccani ricorda che la Cassazione nel 1971 confermò responsabilità a carico della SADE, dell’ENEL e di alcuni dirigenti.

La Protezione Civile sottolinea oggi proprio il rapporto tra le caratteristiche morfologiche del territorio e la realizzazione del bacino artificiale.

Il Vajont è quindi diventato anche un simbolo della necessità di ascoltare i segnali del territorio, valutare i rischi e non considerare la tecnologia automaticamente superiore alla natura.

L’onda del Vajont è rimasta nella memoria italiana non soltanto per la sua potenza.

È rimasta perché dietro il numero delle vittime c’erano famiglie, bambini, case, paesi e vite quotidiane.

E perché una tragedia di quelle dimensioni non può essere raccontata soltanto attraverso una cifra.

Il 9 ottobre è quindi anche una giornata di memoria civile.

La Giornata mondiale della posta: quando una lettera attraversò il mondo

C’è però un’altra storia del 9 ottobre, molto diversa.

Il 9 ottobre 1874, a Berna, i rappresentanti di 22 Paesi firmarono il Trattato di Berna, creando la General Postal Union. L’organizzazione avrebbe assunto nel 1878 il nome di Universal Postal Union.

La ragione era molto concreta.

Nel XIX secolo spedire una lettera oltre confine poteva significare attraversare una complicata rete di accordi, tariffe e regolamenti differenti.

Ogni frontiera poteva aggiungere problemi.

Il nuovo sistema puntava invece a creare un territorio postale unico, semplificando lo scambio internazionale della corrispondenza.

Nel 1969 il Congresso postale universale di Tokyo stabilì che il 9 ottobre sarebbe diventato la Giornata mondiale della posta, proprio per ricordare la fondazione dell’organizzazione.

Oggi viviamo nell’epoca dei messaggi istantanei.

Una fotografia può arrivare dall’altra parte del mondo in pochi secondi.

Un documento può essere firmato digitalmente senza che nessuno debba entrare in un ufficio postale.

Eppure il sistema postale continua a svolgere una funzione enorme.

L’UPU ricorda che la rete comprende 192 Paesi membri e che il settore coinvolge milioni di lavoratori in tutto il mondo.

La posta, inoltre, non significa più soltanto lettere.

Significa pacchi, servizi finanziari, logistica, comunicazioni e accesso a servizi essenziali, soprattutto in aree dove le infrastrutture digitali possono essere più fragili.

La cosa curiosa è che una delle più antiche forme di comunicazione organizzata continua quindi a convivere con l’era digitale.

Il postino e lo smartphone non si sono eliminati a vicenda.

Per ora convivono.

E probabilmente continueranno a farlo ancora per parecchio tempo.

Nati in questo giorno: John Lennon

Il 9 ottobre 1940 nasceva a Liverpool John Lennon.

Sarebbe diventato uno dei musicisti più influenti del Novecento, prima come membro dei Beatles e poi attraverso una carriera solista costruita insieme a Yoko Ono.

Lennon non fu soltanto cantante e chitarrista.

Fu autore, compositore e figura pubblica capace di trasformare alcune canzoni in veri e propri simboli culturali.

Con i Beatles partecipò alla creazione di un repertorio che avrebbe cambiato profondamente la musica popolare.

Brani come “Imagine”, realizzati nella sua fase solista, sono invece entrati nella cultura globale ben oltre il semplice ambito musicale.

Il 9 ottobre ha quindi una curiosa relazione con la memoria di Lennon.

Nel 1985, esattamente nel giorno in cui avrebbe compiuto 45 anni, venne inaugurato a Central Park il memoriale Strawberry Fields. Il giardino fu dedicato alla sua memoria e prende il nome dalla canzone dei Beatles Strawberry Fields Forever.  

Il cuore del memoriale è il mosaico con la scritta Imagine, realizzato con materiali provenienti da diversi Paesi.

Non è soltanto un luogo dedicato a un musicista.

È diventato un luogo di raccoglimento e memoria per milioni di visitatori.

E così il calendario costruisce una piccola circonferenza perfetta:

Lennon nasce il 9 ottobre.
Strawberry Fields viene inaugurato il 9 ottobre.

Una coincidenza difficile da progettare meglio.

Che Guevara: il 9 ottobre 1967 finisce la sua storia

Il 9 ottobre 1967 venne ucciso in Bolivia Ernesto “Che” Guevara.

La vicenda era iniziata con la sua attività rivoluzionaria a Cuba e proseguita con tentativi di esportare la guerriglia rivoluzionaria in altri Paesi.

Nel 1967 Guevara si trovava in Bolivia alla guida di un piccolo gruppo armato.

Dopo essere stato catturato dall’esercito boliviano nella zona di La Higuera, venne ucciso il giorno successivo alla cattura, il 9 ottobre.

La sua morte lo trasformò rapidamente in una figura simbolica internazionale.

Nel corso dei decenni, la fotografia di Alberto Korda che lo ritrae con il berretto e lo sguardo rivolto verso l’alto è diventata una delle immagini più riprodotte della cultura politica e popolare del XX secolo.

Ma dietro l’icona rimane una vicenda storica complessa.

Guevara fu un protagonista della Rivoluzione cubana, ma anche una figura coinvolta nella lotta armata e nelle esecuzioni successive alla rivoluzione. La sua figura è stata interpretata in modi molto diversi, come simbolo rivoluzionario da alcuni e come responsabile di violenza politica da altri.

Il 9 ottobre ricorda quindi soprattutto la fine della sua esperienza boliviana e la sua morte, senza ridurre la vicenda a un’unica lettura.

È un buon esempio di quanto una fotografia possa sopravvivere alla persona che rappresenta e diventare qualcosa di completamente diverso nel corso del tempo.

PJ Harvey e John Entwistle: la musica continua

Il 9 ottobre non appartiene soltanto alla storia dei Beatles.

Nel 1944 nasceva John Entwistle, bassista e membro fondamentale degli Who. Il sito ufficiale della band conferma la sua nascita il 9 ottobre a Chiswick, Londra.

Entwistle sviluppò uno stile di basso particolarmente riconoscibile, diventando una delle figure più importanti dello strumento nella storia del rock.

E nello stesso giorno, nel 1969, nasceva PJ Harvey, cantautrice britannica che avrebbe costruito una carriera molto diversa, attraversando rock alternativo, folk, blues e sperimentazione.

Nella lista dei compleanni musicali del 9 ottobre compare anche Jackson Browne, nato nel 1948.

È curioso come una singola data possa quindi racchiudere generazioni musicali completamente differenti.

Lennon, Entwistle, Browne e PJ Harvey appartengono a epoche e linguaggi diversi, ma hanno tutti contribuito a trasformare il modo di intendere la musica popolare.

E il calendario, per una volta, sembra avere una playlist niente male.

Eventi e curiosità del 9 ottobre

Il 9 ottobre conserva molte altre date interessanti.

Nel 1962 l’Uganda ottenne l’indipendenza dal Regno Unito, entrando in una nuova fase della propria storia nazionale.

Nel 1992, un meteorite chiamato Peekskill meteorite attraversò l’atmosfera e colpì una Chevrolet Malibu parcheggiata a Peekskill, nello Stato di New York. Il caso divenne celebre perché l’evento venne filmato da diverse persone e il meteorite fu recuperato.

Nel 2010, i soccorritori raggiunsero una svolta decisiva nell’operazione di salvataggio dei 33 minatori cileni rimasti intrappolati nella miniera di San José. La liberazione completa sarebbe avvenuta nei giorni immediatamente successivi.

E nel 1985, oltre all’inaugurazione di Strawberry Fields, il 9 ottobre segnò quello che sarebbe diventato uno dei principali luoghi della memoria dedicati a John Lennon.

Il 9 ottobre, dunque, mette insieme decolonizzazione, meteoriti, salvataggi, musica e memoria urbana.

Un altro giorno in cui il calendario dimostra di avere un archivio decisamente più ricco del nostro telefono.

Il cielo del 9 ottobre 2026

Arriviamo al cielo del 9 ottobre 2026.

Il Sole è in Bilancia. La Luna passa dalla Vergine alla Bilancia nel corso della giornata; secondo le effemeridi consultate, il passaggio avviene in mattinata. Mercurio e Venere sono in Scorpione, Marte e Giove in Leone, Saturno è retrogrado in Ariete, Urano retrogrado in Gemelli, Nettuno retrogrado in Ariete e Plutone retrogrado in Acquario.

La Luna è ormai quasi nuova, con soltanto una piccola frazione del disco illuminata. La Luna nuova è prevista il 10 ottobre in Bilancia.

Il quadro astronomico è un dato osservabile; l’interpretazione astrologica appartiene invece alla tradizione simbolica e, come sempre nel MetroLunario, viene proposta a scopo di intrattenimento, non come previsione scientifica.

Ed è proprio la Bilancia a diventare interessante.

Dopo la Vergine del 7 ottobre e lo Scorpione dell’8, il 9 ottobre il calendario simbolico torna infatti a un segno d’aria.

Segno zodiacale più fortunato del giorno: Bilancia

Il protagonista simbolico del 9 ottobre 2026 è la Bilancia.

La scelta è particolarmente coerente con il cielo del giorno: Sole e Luna si trovano in Bilancia, con la Luna ormai prossima alla fase nuova.

Nella tradizione astrologica, la Bilancia viene associata a equilibrio, diplomazia, relazioni, estetica e ricerca dell’armonia.

Il simbolismo della giornata suggerisce quindi una fase adatta a ricomporre, semplificare e scegliere con maggiore equilibrio.

La Luna nuova, inoltre, viene tradizionalmente collegata ai nuovi inizi.

Non significa che alle 11:52 del 9 ottobre bisogna necessariamente cambiare vita.

Anzi.

Potrebbe essere sufficiente cambiare password.

O finalmente rispondere a quella mail.

O smettere di tenere aperte dodici schede del browser che non servono più.

Per la Bilancia il messaggio simbolico è soprattutto quello di ritrovare una misura.

Non tutto deve essere risolto immediatamente.

Non ogni discussione deve diventare una gara.

E non ogni decisione deve soddisfare tutti.

L’equilibrio, nella tradizione astrologica, non coincide con l’immobilità.

È piuttosto la capacità di valutare più elementi prima di scegliere.

Con Mercurio e Venere in Scorpione, inoltre, la giornata aggiunge simbolicamente un elemento di profondità: dietro una scelta apparentemente semplice potrebbe esserci qualcosa che merita di essere osservato meglio.

La parola del giorno per la Bilancia è quindi armonia.

Non l’armonia perfetta da cartolina.

Quella reale: fatta di compromessi, ascolto, qualche correzione e la capacità di capire quando vale la pena insistere e quando è meglio lasciar andare.

E così il 9 ottobre 2026 chiude il suo giro attraverso il calendario con un contrasto potentissimo.

San Dionigi racconta le origini della cristianità parigina.

La Giornata mondiale della posta celebra una rete nata per abbattere le frontiere della comunicazione.

Il Vajont ricorda invece quanto possano essere drammatiche le conseguenze di decisioni prese senza adeguata considerazione dei rischi.

John Lennon rappresenta la musica capace di diventare memoria collettiva.

Che Guevara mostra quanto una figura storica possa trasformarsi in simbolo e dividere ancora le interpretazioni.

PJ Harvey ed Entwistle aggiungono due generazioni di rock.

E la Bilancia, nel cielo simbolico, invita a cercare un punto di equilibrio.

Il 9 ottobre, in fondo, parla soprattutto di connessioni.

Tra persone.

Tra Paesi.

Tra passato e presente.

Tra memoria e futuro.

E forse non è un caso che proprio oggi si celebri la posta: perché una lettera, come una storia, parte sempre da qualcuno e arriva a qualcun altro.

Il calendario fa la stessa cosa.

Parte dal passato e arriva fino a noi.

 

9 Ottobre 2026 ( modificato il 4 Ottobre 2026 | 23:43 )
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