25 settembre 2026 – Metrozibaldone
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ToggleTrump-Xi a Washington, tregua sui dazi e Iran al centro
🌐 Trump-Xi dominano la giornata internazionale del 24 settembre: il presidente cinese è alla Casa Bianca per il primo vertice a Washington da oltre un decennio, mentre Usa e Cina prorogano fino al 10 gennaio la tregua commerciale. Sul tavolo anche Iran, Taiwan e intelligenza artificiale. In Italia il governo approva i decreti su scuola, giustizia e diesel Euro 5; sul fronte della cronaca arrestato Riccardo Bossi.
Trump-Xi, vertice alla Casa Bianca tra dazi, Iran, Taiwan e IA
Washington è stata il centro della diplomazia internazionale del 24 settembre. Il presidente cinese Xi Jinping ha incontrato Donald Trump alla Casa Bianca nella sua prima visita negli Stati Uniti da oltre dieci anni. La giornata è stata aperta da una cerimonia ufficiale sul South Lawn, con quasi 500 militari coinvolti nelle celebrazioni, e prosegue con i colloqui bilaterali e la cena di Stato prevista alla Casa Bianca.
Il vertice arriva in una fase nella quale i due Paesi hanno mantenuto aperto il dialogo economico pur lasciando irrisolte numerose controversie. Trump e Xi hanno discusso di commercio, tecnologia, intelligenza artificiale, terre rare, Taiwan e della guerra tra Stati Uniti e Iran. Xi ha ribadito la necessità che Cina e Stati Uniti siano partner e non avversari, mentre Trump ha parlato del rapporto personale costruito negli incontri precedenti.

Il primo risultato concreto era arrivato già all’inizio della giornata: la tregua commerciale tra Washington e Pechino, che sarebbe scaduta il 10 novembre, è stata prorogata fino al 10 gennaio 2027. La proroga lascia più tempo ai due governi per negoziare sui dossier commerciali ancora aperti, senza eliminare le questioni legate a dazi, terre rare, tecnologia e accesso ai mercati.
Cina e Stati Uniti, il dossier Iran entra nel vertice
La guerra contro l’Iran è uno degli elementi che hanno allargato il significato del confronto tra Washington e Pechino. Nel corso dei colloqui Xi ha sostenuto il ritorno ai termini del memorandum d’intesa raggiunto a giugno, che prevedeva la cessazione delle ostilità, la riapertura dello Stretto di Hormuz e la revoca del blocco navale statunitense, accompagnate da negoziati per una soluzione più duratura.
La questione di Hormuz resta infatti centrale anche sul piano economico. L’Organizzazione marittima internazionale ha registrato, fino al 24 settembre, 85 incidenti confermati nello Stretto e nell’area mediorientale collegata alla crisi. Tra gli episodi più recenti figura quello della nave mercantile Cape Dao, colpita il 23 settembre al largo dell’Oman: un membro dell’equipaggio è morto e la nave è rimasta danneggiata.
La situazione marittima ha conseguenze anche sui prezzi dell’energia. Il Brent è tornato sopra i 105 dollari al barile nella giornata del 24 settembre, mentre le trattative diplomatiche non hanno prodotto un accordo definitivo sulla riapertura della rotta.
Iran, l’Onu chiede la riapertura di Hormuz mentre la diplomazia resta aperta
Il secondo grande fronte della giornata resta quello iraniano. All’Assemblea generale dell’Onu, il presidente Masoud Pezeshkian ha respinto le minacce statunitensi e ha confermato la disponibilità di Teheran a discutere, ma senza accettare negoziati condotti sotto pressione militare. Parallelamente sono ripresi i contatti indiretti tra Iran e Stati Uniti attraverso la mediazione del Qatar.

La diplomazia si muove quindi su due binari. Da una parte Washington mantiene la pressione economica e militare su Teheran; dall’altra i contatti diplomatici non sono stati interrotti. Sullo sfondo resta il nodo del programma nucleare iraniano e quello della navigazione nello Stretto di Hormuz.
Nel corso della giornata 80 Paesi hanno chiesto la riapertura urgente dello Stretto, denunciando gli attacchi contro la navigazione e le conseguenze sulla sicurezza energetica e sul commercio internazionale. Anche l’Italia ha sostenuto la necessità di riaprire Hormuz e di fermare gli attacchi alla navigazione nel Mar Rosso.
Ucraina, Kyiv colpita mentre Zelensky rilancia la richiesta di un cessate il fuoco
La guerra in Ucraina è rimasta tra i dossier principali dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il presidente Volodymyr Zelensky ha chiesto un cessate il fuoco e ha denunciato la prosecuzione degli attacchi russi contro il territorio ucraino.
La capitale Kyiv è stata nuovamente interessata da bombardamenti e attacchi con droni. Il bilancio iniziale diffuso dalle autorità ha indicato almeno due vittime. Gli attacchi hanno interessato anche infrastrutture e aree civili, mentre il confronto diplomatico sulla possibilità di una tregua continua senza un’intesa definitiva.
Zelensky ha inoltre richiamato il rischio che la guerra coinvolga progressivamente nuove tecnologie. Nel suo intervento all’Onu ha posto l’accento sull’intelligenza artificiale applicata alle operazioni militari, sostenendo la necessità di arrivare a una soluzione prima che i sistemi autonomi assumano un ruolo ancora maggiore sul campo di battaglia.
Nello stesso quadro diplomatico, gli Stati Uniti hanno indicato la possibilità di un incontro con Vladimir Putin al G20 previsto a Miami nel mese di dicembre. L’eventuale presenza del presidente russo costituirebbe il primo ritorno in presenza del leader di Mosca a un vertice G20 dal 2019.
Italia, il governo approva il decreto scuola
In Italia il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto sulla scuola, uno dei provvedimenti più rilevanti della giornata. Il testo interviene sull’integrazione degli studenti stranieri, sull’uso di indumenti che impediscono il riconoscimento del volto negli ambienti scolastici, sul sostegno agli alunni con disabilità e sull’organizzazione dell’istruzione tecnica e professionale.
Tra le misure più discusse c’è il limite del 30% nelle classi prime per determinate categorie di studenti con cittadinanza non italiana e con una conoscenza insufficiente della lingua italiana. La formulazione definitiva lega il criterio alla situazione linguistica e scolastica degli studenti, prevedendo condizioni differenti a seconda dell’ordine di scuola.

Il decreto introduce inoltre il divieto di partecipare alle attività scolastiche con il volto coperto quando ciò impedisca il riconoscimento della persona, salvo specifiche ragioni sanitarie o di sicurezza. Per le violazioni è prevista una sanzione amministrativa compresa tra 200 e 1.000 euro; quando l’interessato è minorenne, la sanzione riguarda chi esercita la responsabilità genitoriale.
Il provvedimento comprende anche interventi sul sostegno, sulla dispersione scolastica, sulla digitalizzazione dei servizi, sui libri di testo e sull’edilizia scolastica. Il governo ha collegato le misure all’avvio dell’anno scolastico 2026-2027 e all’attuazione degli interventi previsti dal PNRR.
Diesel Euro 5, il governo evita il blocco nel Bacino Padano
Il Consiglio dei ministri ha approvato anche il decreto-legge destinato a evitare il blocco generalizzato dei veicoli diesel Euro 5 nel Bacino Padano, che sarebbe dovuto scattare dal primo ottobre secondo il quadro precedente.
In Italia circolano circa 3,5 milioni di autoveicoli diesel Euro 5 e circa 600mila veicoli commerciali della stessa categoria. Nel Bacino Padano sono presenti oltre 1,2 milioni di autoveicoli e circa 200mila veicoli commerciali Euro 5.
Il decreto prevede una proroga di almeno un anno, accompagnata dall’obiettivo dichiarato di individuare nel frattempo misure alternative per la riduzione delle emissioni. Il provvedimento interviene così sulla circolazione in Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna, evitando l’entrata in vigore immediata delle limitazioni previste dal precedente quadro normativo.
Riccardo Bossi arrestato a Busto Arsizio
Una delle principali notizie di cronaca italiana riguarda l’arresto di Riccardo Bossi, primogenito di Umberto Bossi. I carabinieri lo hanno raggiunto nella sua abitazione di Busto Arsizio e lo hanno condotto nel carcere della città.
Il provvedimento riguarda un cumulo di pene pari a 5 anni e 9 mesi, relativo a condanne definitive per appropriazione indebita, truffa e indebita percezione del reddito di cittadinanza. I fatti interessati dalle condanne risalgono al 2011 e al 2020. Dal cumulo è rimasta fuori una condanna a un anno e quattro mesi per maltrattamenti nei confronti della madre, perché la relativa vicenda è ancora pendente davanti alla Cassazione.
Benevento, 17 indagati nell’inchiesta su corruzione e appalti
A Benevento si è allargata l’inchiesta giudiziaria avviata dopo l’arresto in flagranza, avvenuto nei mesi scorsi, di un dirigente comunale.
Il 24 settembre i carabinieri hanno effettuato perquisizioni nei confronti di 17 persone, tra cui quattro dirigenti e funzionari del Comune di Benevento, un ex dirigente della Regione Campania, sette imprenditori, quattro tecnici e due amministratori locali.
Le ipotesi di reato comprendono corruzione, induzione indebita, ricettazione e finanziamento illecito ai partiti. Gli accertamenti riguardano procedure urbanistiche, incarichi professionali, progettazioni di opere pubbliche, concorsi per assunzioni e interventi legati al dissesto idrogeologico in diversi Comuni della provincia.
L’inchiesta resta nella fase investigativa e le persone coinvolte sono da considerarsi indagate fino a eventuali decisioni giudiziarie definitive.
Garlasco, attesa per la chiusura bis delle indagini su Sempio
Il caso dell’omicidio di Chiara Poggi torna al centro della cronaca giudiziaria con l’avvicinarsi del termine del 28 settembre, indicato per la chiusura delle indagini integrative nei confronti di Andrea Sempio.
La Procura di Pavia sta completando quattro consulenze. Tra gli accertamenti figurano il riesame del Dna rilevato sotto le unghie della vittima, le misurazioni antropometriche e l’analisi di un’impronta presente sul pavimento della villetta. Resta attesa la consulenza psichiatrica affidata a Roberto Catanesi.
Gli esiti delle consulenze dovranno essere messi a disposizione della difesa con il secondo avviso di conclusione delle indagini. Il procedimento riguarda l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto nel 2007 a Garlasco.
David Alaba è un nuovo giocatore dell’Udinese
La notizia più rilevante legata direttamente ai club di Serie A è l’ingaggio di David Alaba da parte dell’Udinese.
Il difensore austriaco ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2027. Alaba, 34 anni, arriva dopo una carriera ai massimi livelli con Bayern Monaco e Real Madrid. Con il club bavarese ha conquistato, tra gli altri trofei, due Champions League e dieci campionati tedeschi; a Madrid ha aggiunto altre due Champions League e due titoli di Liga.
L’operazione rappresenta uno dei principali movimenti dell’Udinese in vista della ripresa del campionato, fissata dopo la lunga pausa internazionale.
Italia, Mancini prepara l’esordio contro il Belgio
La Nazionale italiana ha completato a Coverciano l’ultima seduta prima della partenza per Roma, dove venerdì 25 settembre affronterà il Belgio nella prima giornata della Nations League.
La partita dell’Olimpico è prevista alle 20.45. Il commissario tecnico Roberto Mancini ha lavorato con il gruppo al completo e ha valutato anche l’ipotesi di schierare il giovane centrocampista del Cagliari Alessandro Romano.
Il Belgio arriva alla sfida con il nuovo commissario tecnico Mark van Bommel, che ha presentato la gara come il primo appuntamento del nuovo ciclo della Nazionale belga. Nel gruppo dell’Italia figurano anche Francia e Turchia.
Prima del fischio d’inizio di Italia-Belgio sarà osservato un minuto di raccoglimento per Sandro Mazzola; è inoltre previsto un momento di ricordo per Franco Baresi.
Economia, BCE conferma il quadro di alta inflazione e tassi al 2,50%
Il quadro economico europeo resta condizionato dallo shock energetico legato al conflitto in Medio Oriente. Il 24 settembre la Banca centrale europea ha pubblicato il nuovo Bollettino economico, nel quale ha confermato il quadro delineato dopo la riunione del 10 settembre.
I tassi di riferimento sono stati portati al 2,50% per i depositi, al 2,65% per le operazioni di rifinanziamento principali e al 2,90% per quelle marginali. La BCE prevede per l’area euro un’inflazione media del 3% nel 2026, del 2,5% nel 2027 e del 2,1% nel 2028. La crescita prevista è dello 0,9% nel 2026, dell’1,4% nel 2027 e dell’1,5% nel 2028.
Il quadro resta però incerto. L’istituto ha sottolineato che il conflitto mediorientale può produrre ulteriori pressioni sui prezzi dell’energia e che le decisioni future saranno prese riunione per riunione sulla base dell’evoluzione dell’inflazione e dei dati economici.
In Italia, nel frattempo, l’inflazione di agosto è indicata al 3,2%, mentre la crescita del Pil nel secondo trimestre del 2026 è stata dello 0,2% rispetto al trimestre precedente.
Mondo, il Sudan resta senza una tregua
La crisi sudanese continua a produrre combattimenti mentre i tentativi diplomatici non hanno ancora portato a una cessazione stabile delle ostilità.
Il 24 settembre le forze armate sudanesi hanno annunciato di aver abbattuto un drone a lunga gittata nel Nord Kordofan, mentre le Forze di supporto rapido hanno intensificato le operazioni nella regione. I due schieramenti utilizzano sempre più frequentemente droni per colpire linee di rifornimento, posizioni militari e convogli.
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha intanto accusato gli attori esterni di contribuire al prolungamento del conflitto e ha denunciato il mancato rispetto degli impegni assunti dalle parti nei precedenti tentativi di mediazione.
Scienza e tecnologia, l’intelligenza artificiale entra nei colloqui tra Washington e Pechino
L’intelligenza artificiale è stata uno dei dossier tecnologici del vertice Trump-Xi. I due Paesi stanno cercando di mantenere aperti canali di confronto su una tecnologia che coinvolge contemporaneamente industria, sicurezza, ricerca e competizione internazionale.
Xi ha richiamato la necessità che lo sviluppo dell’IA rimanga sotto controllo umano, mentre Washington e Pechino discutono anche di sicurezza dei modelli avanzati, semiconduttori e accesso alle tecnologie strategiche. Il tema si intreccia con la più ampia competizione tecnologica tra le due economie e con le restrizioni all’esportazione di componenti avanzati.
L’ultima notizia significativa: Xi resta a Washington per il secondo giorno di visita
La giornata del 24 settembre si chiude con la visita di Stato di Xi Jinping ancora in corso a Washington. Dopo la cerimonia ufficiale alla Casa Bianca e i colloqui con Donald Trump, il presidente cinese partecipa alla cena di Stato organizzata nell’East Room insieme alla delegazione cinese e ai rappresentanti statunitensi.
Il programma della visita prevede per venerdì 25 settembre un ultimo appuntamento a Washington, con un incontro informale alla Casa Bianca e una visita alla National Archives prima della partenza della delegazione cinese.
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