10:31 pm, 1 Ottobre 26 calendario

Sondaggi politici, il Pd scende al 20,4% e Vannacci si stabilizza

Di: Redazione Metrotoday

🌐 Sondaggi politici, Partito Democratico al 20,4%, Futuro Nazionale al 7,7% e Movimento 5 Stelle al 12,8%: la nuova Supermedia fotografa un quadro in movimento alla vigilia di una fase politica particolarmente delicata.

La nuova fotografia delle intenzioni di voto in Italia restituisce un quadro diverso rispetto a quello osservato nelle settimane precedenti. Non c’è un solo movimento a caratterizzare la rilevazione del 1° ottobre: da una parte il Partito Democratico scende al 20,4%, dall’altra Futuro Nazionale di Roberto Vannacci si ferma al 7,7%, interrompendo almeno per ora la sequenza di aumenti che aveva accompagnato la nascita e il consolidamento della nuova formazione.

Nel frattempo, il Movimento 5 Stelle sale al 12,8%, mentre Fratelli d’Italia si attesta al 26,8%. Le variazioni, considerate rispetto alla precedente Supermedia del 17 settembre, mostrano quindi una fase nella quale i principali partiti si muovono con intensità differenti.

Supermedia del 1° ottobre: cosa cambia nei sondaggi politici

Il dato più evidente riguarda il Partito Democratico, che perde 0,7 punti rispetto alla rilevazione precedente e si porta al 20,4%. La percentuale rappresenta il valore più basso registrato dalla Supermedia per il partito dalle elezioni europee del 2024.

Il dato va però letto nel suo contesto: una Supermedia non coincide con un singolo sondaggio e non rappresenta un risultato elettorale. Si tratta di una media ponderata di diverse rilevazioni realizzate in un determinato arco temporale. Per questa edizione sono stati considerati sondaggi condotti tra il 17 e il 30 settembre, con una ponderazione effettuata il 1° ottobre.

La dinamica del Pd assume particolare rilievo perché arriva dopo settimane nelle quali il partito aveva già mostrato oscillazioni intorno alla soglia del 20-21%. Nella Supermedia di inizio settembre era al 20,7%, mentre nella rilevazione del 25 settembre risultava al 20,8%. Il nuovo 20,4% segnala dunque un arretramento rispetto alla fotografia di metà settembre e si inserisce in una fase che sarà da verificare attraverso le prossime rilevazioni.

 

Futuro Nazionale resta al 7,7%

L’altro elemento centrale riguarda Roberto Vannacci e Futuro Nazionale. La formazione viene indicata al 7,7%, esattamente sullo stesso valore della precedente Supermedia.

È un cambiamento significativo soprattutto se osservato attraverso la sequenza degli ultimi mesi. Futuro Nazionale aveva infatti registrato una crescita progressiva, arrivando a collocarsi nella fascia immediatamente sotto i partiti maggiori. Il dato odierno non indica un arretramento, ma una stabilizzazione.

Anche le altre rilevazioni pubblicate nelle ultime settimane mostrano oscillazioni intorno a questo livello. Un sondaggio YouTrend del 24 settembre indicava Futuro Nazionale all’8,1%, mentre la Supermedia del 25 settembre lo collocava al 7,8%. La nuova rilevazione porta quindi il dato medio a 7,7%, senza variazioni rispetto a due settimane prima.

Il passaggio è particolarmente interessante perché arriva dopo le elezioni suppletive nel collegio di Reggio Calabria del 27 e 28 settembre. Il candidato sostenuto da Futuro Nazionale ha ottenuto poco meno dell’11% dei voti, in una consultazione caratterizzata da un’affluenza particolarmente contenuta. Il risultato costituisce quindi un ulteriore elemento di confronto per valutare la capacità della nuova formazione di trasformare il consenso rilevato nei sondaggi in voti effettivi, pur trattandosi di due grandezze non direttamente sovrapponibili.

Pd, M5S e la nuova dinamica nel centrosinistra

Mentre il Pd arretra, il Movimento 5 Stelle registra un movimento nella direzione opposta. La formazione guidata da Giuseppe Conte sale infatti di 0,3 punti, raggiungendo il 12,8%.

Il dato non cancella la distanza tra le due forze, ma modifica la fotografia rispetto alla rilevazione precedente. Il Movimento aveva chiuso la Supermedia di inizio settembre al 12,7%, mentre nella rilevazione del 17 settembre era indicato al 12,5%. Il nuovo 12,8% rappresenta quindi un recupero nel confronto con la precedente fotografia.

Anche Alleanza Verdi e Sinistra si muove, ma in direzione opposta: passa al 6,3%, con una variazione negativa di 0,1 punti.

Il risultato complessivo è quello di un’area progressista nella quale i movimenti dei singoli partiti non sono uniformi. Il Pd perde terreno, il Movimento 5 Stelle recupera e Avs registra una lieve flessione. Per capire se questi spostamenti rappresentino una tendenza destinata a consolidarsi sarà necessario osservare la continuità dei dati nelle prossime settimane.

Fratelli d’Italia al 26,8%, Forza Italia stabile

Sul fronte opposto della rilevazione, Fratelli d’Italia si attesta al 26,8%, con un incremento di 0,2 punti rispetto alla precedente Supermedia.

Il dato è sostanzialmente in linea con quello registrato all’inizio di settembre, quando FdI era anch’esso al 26,8%. La variazione odierna è quindi contenuta e va interpretata nel quadro delle oscillazioni normalmente presenti nelle rilevazioni sulle intenzioni di voto.

Forza Italia, invece, rimane stabile al 7,4%. La distanza da Futuro Nazionale si riduce dunque a pochi decimali, in una fascia nella quale anche piccoli spostamenti possono modificare l’ordine delle forze politiche da una rilevazione all’altra.

La Lega sale al 5,7%, con un incremento di 0,1 punti, mentre Azione scende al 3,2% e Italia Viva al 2,2%. +Europa arriva all’1,7%, con un aumento di 0,2 punti. Il Partito Liberal Democratico è all’1,3% e Noi Moderati all’1,1%.

La fotografia delle coalizioni

Il quadro cambia ulteriormente quando si passa dai singoli partiti alle aggregazioni considerate nella Supermedia.

Per le coalizioni 2026, il cosiddetto Campo largo viene stimato al 43,4%, con una variazione negativa di 0,5 punti rispetto alla precedente rilevazione. Il centrodestra si colloca al 41,1%, in aumento di 0,4 punti. Futuro Nazionale viene conteggiato separatamente al 7,7%, mentre un’ipotetica area di centro è indicata al 4,6%.

Questi numeri vanno trattati con particolare cautela perché le aggregazioni utilizzate nei sondaggi sono ipotesi di coalizione, non necessariamente configurazioni elettorali già definite. Inoltre, il consenso di una coalizione non equivale automaticamente alla distribuzione dei seggi, che dipende dal sistema elettorale, dai collegi e dalle candidature.

Per questo la fotografia delle intenzioni di voto può essere utile per osservare gli orientamenti dell’elettorato, ma non può essere trasformata in una previsione dell’esito di una futura elezione.

Perché il dato di Vannacci è importante

La novità legata a Futuro Nazionale assume un significato particolare perché la formazione ha costruito la propria presenza politica in tempi relativamente brevi. Nei mesi precedenti il partito aveva progressivamente aumentato il proprio peso nelle rilevazioni, arrivando a superare alcune forze politiche consolidate.

Il 7,7% della nuova Supermedia non rappresenta quindi una perdita rispetto alla rilevazione precedente. La questione riguarda piuttosto il cambio di ritmo: dopo una fase di crescita, il dato resta invariato.

È ancora presto per stabilire se si tratti di una semplice oscillazione statistica o dell’inizio di una fase più stabile. Anche in questo caso sarà il confronto con le prossime rilevazioni a fornire gli elementi necessari.

Il contesto delle ultime settimane aggiunge comunque un elemento concreto di confronto: alle suppletive di Reggio Calabria, il candidato sostenuto da Futuro Nazionale si è fermato poco sotto l’11%, mentre il candidato della coalizione di governo ha ottenuto circa il 53% e quello dell’area di centrosinistra circa il 35%. L’affluenza si è attestata intorno al 22%, rendendo prudente qualsiasi confronto diretto con le intenzioni di voto nazionali.

Il dato da seguire nelle prossime settimane

La Supermedia del 1° ottobre 2026 restituisce quindi diversi segnali contemporaneamente. Il Pd al 20,4% registra il valore più basso della serie dalla fase successiva alle Europee 2024; il M5S sale al 12,8%; Futuro Nazionale si ferma al 7,7% dopo una fase di crescita; Fratelli d’Italia raggiunge il 26,8% e le altre forze mostrano variazioni generalmente più contenute.

Il dato politicamente più interessante, però, non è necessariamente quello di una singola giornata. È la direzione dei movimenti che sarà possibile osservare soltanto attraverso una successione di rilevazioni omogenee.

Per il Partito Democratico, la questione centrale sarà capire se il 20,4% resterà un passaggio temporaneo oppure se le prossime medie confermeranno valori analoghi. Per Futuro Nazionale, invece, il tema sarà verificare se il 7,7% rappresenti un nuovo livello di stabilizzazione o soltanto una pausa dopo l’espansione dei mesi precedenti.

Nel frattempo, il Movimento 5 Stelle registra un recupero e il quadro dei rapporti tra le principali forze politiche continua a modificarsi. La fotografia del 1° ottobre non chiude una fase: fotografa un sistema ancora in movimento, nel quale variazioni anche inferiori al punto percentuale possono diventare rilevanti quando vengono osservate lungo un periodo più ampio.

1 Ottobre 2026
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