6:21 am, 29 Luglio 26 calendario

Florida, due condanne a morte eseguite in sei ore: record storico

Di: Giuseppe Nasca

🌐 La Florida entra nella storia della pena di morte negli Stati Uniti con due esecuzioni avvenute nello stesso giorno a distanza di appena sei ore. James Aren Duckett e Dominick Anthony Occhicone sono stati giustiziati con un’iniezione letale, segnando un evento senza precedenti nello Stato da oltre sessant’anni. Il doppio provvedimento riaccende il dibattito sulla pena capitale e sul forte incremento delle esecuzioni registrato durante il mandato del governatore Ron DeSantis.

Florida, due esecuzioni nello stesso giorno: un primato che riapre il dibattito sulla pena di morte

La Florida ha scritto una nuova pagina nella storia della pena di morte negli Stati Uniti. Per la prima volta da oltre sessant’anni, due detenuti sono stati giustiziati nello stesso giorno a distanza di appena sei ore, un evento che conferma il forte incremento delle esecuzioni nello Stato americano e riporta al centro del dibattito il ricorso alla pena capitale.

Le esecuzioni hanno riguardato James Aren Duckett, 68 anni, e Dominick Anthony Occhicone, 80 anni, entrambi condannati per omicidi commessi negli anni Ottanta e rimasti per decenni nel braccio della morte.

Il doppio intervento delle autorità penitenziarie rappresenta un nuovo record per la Florida, già considerata negli ultimi anni lo Stato più attivo nell’applicazione della pena capitale.

Due esecuzioni in meno di sei ore

La prima esecuzione è stata eseguita nella tarda mattinata del 28 luglio, quando James Aren Duckett è stato sottoposto all’iniezione letale.

Circa sei ore più tardi è stata la volta di Dominick Anthony Occhicone, anch’egli giustiziato attraverso la stessa procedura.

Le due esecuzioni sono avvenute nel medesimo istituto penitenziario, seguendo il protocollo previsto dalla legislazione della Florida.

L’intervallo estremamente ridotto tra i due provvedimenti costituisce un fatto eccezionale nella storia recente dello Stato.

Chi era James Aren Duckett

Duckett aveva trascorso oltre trent’anni nel braccio della morte.

L’ex agente di polizia era stato riconosciuto colpevole dello stupro e dell’omicidio di una bambina di undici anni, delitto commesso nel 1987 mentre prestava servizio in una cittadina della Florida.

Nel corso degli anni la difesa aveva presentato diversi ricorsi, sostenendo che nuove analisi del DNA potessero mettere in discussione la condanna.

Le autorità giudiziarie della Florida hanno tuttavia ritenuto che gli elementi prodotti non fossero sufficienti per modificare il verdetto pronunciato nei precedenti gradi di giudizio.

Con l’esaurimento delle possibilità di appello, è stata fissata la data dell’esecuzione.

Il caso di Dominick Anthony Occhicone

Anche Dominick Anthony Occhicone era detenuto da decenni nel braccio della morte.

L’uomo era stato condannato per il duplice omicidio dei genitori della sua ex fidanzata, avvenuto nel 1986.

Secondo la ricostruzione processuale, il delitto fu commesso dopo che la donna aveva interrotto i rapporti con lui e si era rifiutata di incontrarlo.

La sentenza definitiva aveva confermato la responsabilità dell’imputato, che ha trascorso gran parte della propria vita nel reparto destinato ai condannati alla pena capitale.

Come funziona l’iniezione letale

Entrambi i detenuti sono stati giustiziati mediante iniezione letale, il metodo di esecuzione utilizzato dalla Florida.

La procedura prevede generalmente la somministrazione sequenziale di farmaci destinati a:

  • indurre uno stato di sedazione;
  • bloccare le funzioni muscolari e respiratorie, secondo il protocollo adottato nello Stato;
  • provocare l’arresto cardiaco.

L’impiego dell’iniezione letale continua a essere oggetto di un ampio dibattito giuridico ed etico negli Stati Uniti, con numerosi ricorsi che negli anni hanno contestato sia i protocolli farmacologici sia le modalità operative.

La Florida accelera sulle esecuzioni

Il doppio provvedimento si inserisce in una tendenza che ha caratterizzato gli ultimi anni della Florida.

Negli ultimi diciotto mesi lo Stato ha registrato un netto aumento delle esecuzioni capitali, diventando il più attivo del Paese nell’applicazione della pena di morte.

L’accelerazione è avvenuta durante il mandato del governatore repubblicano Ron DeSantis, che negli ultimi anni della sua amministrazione ha autorizzato un numero di esecuzioni significativamente superiore rispetto alla prima parte del mandato.

Secondo i dati diffusi dalle autorità statali, il ritmo delle esecuzioni ha raggiunto livelli che non si registravano dalla reintroduzione della pena di morte negli Stati Uniti nel 1976.

Numeri senza precedenti

Il 2025 aveva già rappresentato un anno record per la Florida, con 19 esecuzioni autorizzate, il dato più elevato registrato in un singolo anno sotto un governatore dello Stato dall’entrata in vigore dell’attuale sistema della pena capitale.

Il precedente primato risaliva al 2014, quando le esecuzioni erano state otto.

Con le due esecuzioni del 28 luglio, il numero complessivo dei detenuti messi a morte negli ultimi due anni dell’amministrazione DeSantis è salito a 31, un dato nettamente superiore rispetto alle nove esecuzioni registrate nei primi sei anni del suo mandato.

Anche il 2026 potrebbe chiudersi con un nuovo record, poiché un’ulteriore esecuzione risulta già programmata per il mese di agosto.

La Florida e la pena di morte negli Stati Uniti

La Florida è da tempo uno degli Stati americani che fanno maggiore ricorso alla pena capitale.

Negli Stati Uniti la pena di morte è disciplinata dalle singole legislazioni statali e non tutti gli Stati la prevedono.

Negli ultimi anni alcune amministrazioni hanno sospeso o abolito le esecuzioni, mentre altre continuano ad applicarle regolarmente.

La Florida rientra tra gli Stati che mantengono una politica particolarmente rigorosa nell’esecuzione delle condanne definitive.

I precedenti negli altri Stati americani

Pur essendo raro, il caso di due esecuzioni nello stesso giorno non rappresenta un’assoluta novità negli Stati Uniti.

Nel 2017, l’Arkansas eseguì due condanne a morte nello stesso giorno a distanza di circa tre ore.

Anche il Texas, nel 2000, mise a morte due detenuti nella stessa giornata, in un anno che si concluse con quaranta esecuzioni complessive.

La particolarità del caso della Florida risiede però nel fatto che si tratta della prima doppia esecuzione nello Stato in oltre sessant’anni, oltre che del simbolo di una politica che negli ultimi anni ha notevolmente intensificato il ricorso alla pena capitale.

Un tema che continua a dividere l’opinione pubblica

La pena di morte resta uno degli argomenti più controversi del sistema giudiziario statunitense. I sostenitori ritengono che rappresenti la massima risposta prevista dalla legge per i reati più gravi e un elemento di giustizia nei confronti delle vittime e delle loro famiglie. I contrari, invece, sottolineano le implicazioni etiche, il rischio di errori giudiziari irreparabili e mettono in discussione la sua efficacia come deterrente.

Le due esecuzioni avvenute in Florida nello stesso giorno riportano così al centro del confronto pubblico non solo il caso dei singoli condannati, ma anche il futuro della pena capitale negli Stati Uniti. Mentre alcuni Stati continuano a ridurne progressivamente l’applicazione, altri, come la Florida, confermano una linea rigorosa che continua a suscitare un intenso dibattito giuridico, politico e sociale.

29 Luglio 2026
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