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12:25 am, 26 Dicembre 24 calendario
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La “retata” di Xiamen e le richieste di Amnesty International

Di: Camilla Locoratolo
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 Il 26 dicembre 2019, un gruppo di difensori dei diritti umani si riunì per una cena a Xiamen, Cina. Ciò che doveva essere un incontro innocuo e pacifico per discutere del futuro del paese si trasformò in un incubo quando la polizia cinese arrestò più di dieci partecipanti nel corso di alcune settimane. Tra di loro, l’avvocato per i diritti umani Ding Jiaxi e lo studioso di diritto Xu Zhiyong, entrambi membri del Movimento dei Nuovi Cittadini, fondato da Xu nel 2012 per promuovere la trasparenza e denunciare la corruzione nel governo. Sono stati posti in regime di “sorveglianza residenziale in una località stabilita”, privati di contatti esterni.

Dopo processi a porte chiuse, il 10 aprile 2023, Ding è stato condannato a 12 anni e Xu a 14 anni di carcere per “sovversione dei poteri dello stato”. Il verdetto è stato confermato in appello nel novembre 2023, ma la condanna non è ancora definitiva. In prigione, Ding e Xu sono privati di molte libertà fondamentali, inclusa l’accesso a cure mediche adeguate e le comunicazioni limitate con l’esterno. Le loro famiglie subiscono minacce regolari e intimidazioni.

Nel tentativo di protestare contro le condizioni detentive e le aggressioni subite, Xu ha iniziato uno sciopero della fame nell’ottobre 2024, con il consenso delle autorità carcerarie. Solo grazie a questa protesta è riuscito ad incontrare il suo avvocato il 26 novembre e ha ripreso a nutrirsi. Amnesty International ha dichiarato che Ding e Xu sono prigionieri di coscienza e chiede la loro liberazione immediata e incondizionata.

Altri partecipanti alla cena di Xiamen sono stati perseguitati: Chang Weiping condannato a tre anni e mezzo di carcere, Li Quiaochu a tre anni e otto mesi, Zhanh Zhongshun a quattro anni e mezzo. Dai Zhenya e Li Yingjun sono stati rilasciati su cauzione ma con divieto di viaggio.

26 Dicembre 2024 ( modificato il 13 Maggio 2025 | 20:14 )
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