San Francesco, a Bologna lâarte di otto secoli si mette in dialogo
đ San Francesco, Sorella arte, mostra a Bologna, Museo Civico Medievale, Museo dâarte Lercaro e arte contemporanea: nellâottavo centenario della morte del santo di Assisi, due importanti istituzioni culturali bolognesi lanciano un progetto espositivo che attraversa oltre otto secoli di storia artistica. Dipinti, sculture, miniature e installazioni contemporanee si confrontano in un itinerario articolato su due sedi, dal Medioevo alla ricerca artistica del Novecento e dei nostri giorni. La mostra è giĂ visitabile al Museo dâarte Lercaro e approda al Museo Civico Medievale dal 17 ottobre 2026, con chiusura prevista per entrambe le esposizioni il 17 gennaio 2027.
Sorella arte, Bologna celebra San Francesco con una mostra inedita
Otto secoli di storia, sensibilitĂ artistiche lontane e un messaggio spirituale capace di attraversare le generazioni. Ă da questo incontro che nasce âSorella arte. San Francesco tra Medioevo e Contemporaneoâ, il progetto espositivo promosso dai Musei Civici dâArte Antica del Comune di Bologna e dalla Fondazione Museo dâarte Cardinale Giacomo Lercaro ETS in occasione dellâottavo centenario della morte di San Francesco dâAssisi.
Lâiniziativa presenta una formula originale: due musei, due percorsi complementari e un unico racconto che invita a rileggere la figura del santo attraverso le trasformazioni del linguaggio artistico. Non una semplice esposizione celebrativa, ma un confronto tra opere nate in contesti storici differenti, accomunate dalla possibilitĂ di interrogare il rapporto tra spiritualitĂ , materia, natura e condizione umana.
Il progetto assume un significato particolare per Bologna, città legata alla predicazione francescana e allo sviluppo di una vivace cultura artistica medievale. Qui Francesco predicò nel 1222, contribuendo a lasciare una traccia nella storia religiosa e culturale del territorio.
La mostra prende le mosse proprio da questa ereditĂ per costruire un itinerario che supera i confini cronologici tradizionali. Le opere medievali entrano in relazione con quelle del Novecento e della contemporaneitĂ , dando vita a un percorso nel quale il passato non viene presentato come una realtĂ conclusa, ma come una presenza capace di generare nuove domande.

Due musei, un unico racconto tra Medioevo e contemporaneitĂ
Uno degli aspetti piĂš interessanti di âSorella arteâ è la collaborazione tra due istituzioni museali che, per la prima volta, progettano insieme una mostra concepita come un’esperienza unitaria.
Il percorso si divide tra il Museo Civico Medievale, in via Alessandro Manzoni 4, e il Museo dâarte Lercaro, in via Riva Reno 57. Le due sedi non ripetono lo stesso racconto: lo sviluppano da prospettive differenti, invitando il pubblico a passare da un museo all’altro per cogliere le molteplici interpretazioni della figura francescana.
Al Museo Civico Medievale il punto di partenza è costituito dalle testimonianze figurative del XIII e XIV secolo, messe a confronto diretto con opere del Novecento e della ricerca contemporanea.
Al Museo dâarte Lercaro, invece, il percorso si ribalta: l’arte contemporanea viene riletta alla luce del patrimonio medievale, in una relazione che modifica la prospettiva e suggerisce nuove interpretazioni.
Questa struttura rende la visita piÚ articolata di una tradizionale esposizione cronologica. Il pubblico è chiamato a osservare le opere non soltanto per epoca, tecnica o autore, ma anche per le questioni che emergono dal loro accostamento.
Il valore degli accostamenti: quando opere lontane nel tempo si parlano
Il principio curatoriale della mostra si fonda sul confronto, evitando di ridurre il dialogo tra passato e presente a una ricerca di influenze dirette o somiglianze formali.
La distanza temporale diventa, al contrario, uno strumento di lettura. Un’opera medievale può essere osservata accanto a una scultura contemporanea non perchĂŠ le due condividano necessariamente uno stile, ma perchĂŠ entrambe possono sollevare interrogativi sulla spiritualitĂ , sulla fragilitĂ della materia o sul rapporto dell’uomo con il mondo.
Ă una prospettiva che consente di superare l’idea secondo cui l’arte antica debba essere interpretata esclusivamente attraverso il proprio contesto originario. Le immagini del Medioevo continuano a parlare al presente, mentre le opere contemporanee possono contribuire a rendere visibili aspetti meno immediati della tradizione.
Il risultato atteso è un dialogo aperto, nel quale il visitatore è invitato a costruire connessioni personali senza che il percorso imponga una lettura unica.
Da Lucio Fontana ad Alberto Burri: i protagonisti del percorso
Il progetto mette in relazione opere provenienti dalle collezioni dei due musei con prestiti di importanti istituzioni artistiche emiliano-romagnole e nazionali.
Tra i protagonisti del Novecento e della contemporaneitĂ figurano Lucio Fontana, Alberto Burri, Ettore Spalletti, Giuseppe Penone, Floriano Bodini, Sidival Fila, Maurizio Osti e Aldo Borgonzoni.
Sono artisti che hanno affrontato la materia, lo spazio, il corpo e la percezione attraverso linguaggi differenti. Le loro ricerche permettono di ampliare il confronto con il patrimonio medievale, aprendo un campo di riflessione che non si limita alla rappresentazione religiosa.
Fontana ha rivoluzionato il rapporto tra superficie e spazio, mentre Burri ha trasformato materiali e lacerazioni in elementi centrali della propria ricerca. Penone ha sviluppato un’indagine profonda sul rapporto tra corpo, natura e trasformazione. Spalletti ha lavorato sulla luce, sul colore e sulla percezione dello spazio, mentre gli altri artisti presenti contribuiscono a comporre una costellazione di prospettive differenti.
Accostare queste ricerche alle opere medievali significa mettere a confronto modi diversi di interrogare la materia e il significato dell’esistenza. Non si tratta di attribuire agli artisti contemporanei un’intenzione francescana non documentata, ma di verificare come le opere possano entrare in relazione attraverso domande condivise.

Dipinti, sculture, miniature e installazioni: un patrimonio composito
La varietà dei materiali esposti è un altro elemento distintivo della mostra. Il percorso comprende dipinti, sculture, miniature, codici miniati, ceramiche e installazioni contemporanee.
Questa pluralitĂ consente di osservare come la figura di San Francesco e la tradizione a lui collegata siano state interpretate attraverso supporti e tecniche differenti.
Le miniature e i codici raccontano la cultura visiva medievale e il ruolo delle immagini nella trasmissione dei testi e della memoria religiosa. Le sculture e i dipinti restituiscono altre forme di rappresentazione, mentre le ceramiche e le installazioni contemporanee ampliano il campo delle possibilitĂ espressive.
La mostra propone cosĂŹ un viaggio che attraversa non soltanto i secoli, ma anche i modi in cui l’arte costruisce significati attraverso la materia.
Gli otto secoli di San Francesco: perchĂŠ il suo messaggio parla ancora al presente
L’ottavo centenario della morte di Francesco d’Assisi offre l’occasione per tornare su una figura centrale della storia religiosa e culturale europea. Il suo rapporto con la povertĂ , la natura e la fraternitĂ ha alimentato nei secoli interpretazioni spirituali, artistiche e filosofiche differenti.
Il progetto bolognese sceglie di non affrontare questa ereditĂ soltanto attraverso una ricostruzione storica. La mette invece in relazione con la produzione contemporanea, mostrando come le domande suscitate dalla figura francescana possano continuare a trovare spazio nelle forme artistiche piĂš diverse.
Il titolo âSorella arteâ richiama idealmente il linguaggio di una tradizione nella quale il rapporto con il creato occupa un posto centrale. Il confronto tra opere medievali e contemporanee consente di esplorare temi come la relazione con la natura, il valore della materia e il significato della spiritualitĂ nella societĂ attuale.
Non è necessario che ogni opera affronti direttamente la vita del santo. Ă proprio la possibilitĂ di far dialogare esperienze artistiche autonome a rendere il progetto interessante: il visitatore può interrogare il passato attraverso il presente e, allo stesso tempo, osservare l’arte contemporanea con una sensibilitĂ diversa.
Le istituzioni coinvolte e i prestiti da Bologna e dallâEmilia-Romagna
La mostra si avvale di opere provenienti da numerose collezioni pubbliche e private, a conferma della rete di collaborazioni necessaria per costruire un progetto di questa ampiezza.
Accanto ai nuclei del Museo dâarte Lercaro e del Museo Civico Medievale, sono presenti prestiti della Pinacoteca nazionale di Bologna, del MAMbo â Museo dâArte Moderna di Bologna e delle Collezioni Comunali dâArte di Bologna.
Il percorso comprende inoltre opere della Pinacoteca Comunale di Faenza, del Museo Diocesano di Faenza, del Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza, dei Musei Civici di ForlĂŹ e del Patrimonio Artistico del Gruppo Unipol.
La collaborazione tra istituzioni permette di riunire opere che, nella normale fruizione museale, appartengono a contesti distinti. Il loro accostamento temporaneo crea una nuova occasione di conoscenza e rende possibile un confronto che difficilmente emergerebbe osservando le collezioni separatamente.
Il progetto assume cosĂŹ anche una dimensione territoriale: Bologna diventa il centro di una rete culturale che coinvolge musei, collezioni e patrimoni artistici distribuiti in diverse cittĂ .

Date, sedi e inaugurazione: quando visitare âSorella arteâ
L’esposizione è articolata in due appuntamenti complementari, con calendari coordinati.
Museo dâarte Lercaro
- Indirizzo: via Riva Reno 57, Bologna.
- Periodo: mostra giĂ visitabile, fino al 17 gennaio 2027.
Museo Civico Medievale
- Indirizzo: via Alessandro Manzoni 4, Bologna.
- Periodo: dal 17 ottobre 2026 al 17 gennaio 2027.
- Conferenza e visita in anteprima per la stampa: venerdĂŹ 16 ottobre 2026 alle ore 11.
Il percorso al Museo Civico Medievale sarà allestito nel Lapidario. Per informazioni aggiornate su orari, biglietti e modalità di accesso è consigliabile consultare i canali ufficiali dei musei coinvolti.
La durata della mostra offre diverse settimane per visitare entrambe le sedi e approfondire le relazioni tra le opere. Per cogliere pienamente il progetto, la visita a entrambi i musei rappresenta la scelta piĂš coerente con l’impostazione curatoriale.
Bologna riscopre San Francesco attraverso un dialogo che attraversa i secoli
âSorella arte. San Francesco tra Medioevo e Contemporaneoâ propone una lettura della storia artistica che evita le separazioni rigide tra epoche e linguaggi. Il suo elemento distintivo è il confronto: opere medievali e contemporanee vengono messe in relazione per aprire prospettive nuove sulla spiritualitĂ , sulla materia e sul rapporto tra l’uomo e il mondo.
La collaborazione tra il Museo Civico Medievale e il Museo d’arte Lercaro offre inoltre un esempio di progettazione culturale condivisa, nella quale due istituzioni costruiscono un racconto comune senza rinunciare alle rispettive identitĂ .
Nel contesto dell’ottavo centenario francescano, Bologna torna cosĂŹ a interrogare una tradizione che appartiene alla sua storia, ma che continua a offrire spunti per comprendere il presente.
Due musei, otto secoli di arte e un’unica domanda di fondo: che cosa può ancora dirci oggi la tradizione francescana? La risposta non viene affidata a una sola opera o a un’unica interpretazione, ma nasce dal dialogo tra immagini, materiali e sensibilitĂ lontane nel tempo.
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