10:29 am, 17 Agosto 26 calendario

Rossana compie 100 anni: la storia della caramella italiana

Di: Viviana Solari
🌐 Rossana compie 100 anni: la storia della celebre caramella rossa nata in Perugina, il significato del nome ispirato a Cyrano de Bergerac e il ruolo di Luisa Spagnoli e Federico Seneca nella sua nascita.

Ci sono prodotti che smettono da tempo di essere soltanto prodotti. Entrano nelle case, nelle abitudini, nei ricordi e finiscono per diventare una piccola parte della memoria collettiva. La Rossana è uno di questi.

Nel 2026 la celebre caramella dall’involucro rosso compie 100 anni. Un secolo durante il quale l’Italia è cambiata radicalmente: sono cambiate le città, i consumi, la pubblicità, i supermercati e il modo stesso di intendere il dolce. Lei, invece, ha conservato un’identità immediatamente riconoscibile: il rosso acceso dell’incarto, la scritta dorata e quel contrasto tra il guscio duro e il cuore cremoso.

La sua storia comincia nel 1926, negli stabilimenti Perugina. Ma per capire perché una caramella sia riuscita a trasformarsi in un’icona bisogna andare oltre la ricetta. Dentro la Rossana ci sono infatti imprenditoria, grafica pubblicitaria, letteratura francese e una precisa idea di comunicazione che, per l’epoca, era sorprendentemente moderna.

E c’è anche una domanda che accompagna il suo nome da generazioni: perché si chiama Rossana?

La risposta porta direttamente a Cyrano de Bergerac.

Rossana, 100 anni di storia italiana

Quando nasce la Rossana, l’industria dolciaria italiana sta attraversando una fase di trasformazione. La Perugina, fondata a Perugia nel 1907, è già diventata una realtà importante e negli anni Venti sta costruendo quella riconoscibilità che la renderà uno dei marchi più celebri del settore.

La nuova caramella arriva in questo contesto e propone qualcosa di diverso rispetto alla semplice caramella dura tradizionale. All’esterno c’è uno strato croccante, mentre all’interno si trova un ripieno morbido e cremoso, caratterizzato dalla presenza di latte, mandorle e nocciole. È proprio questa doppia consistenza a diventare una delle sue caratteristiche distintive.

Ma il prodotto non viene affidato soltanto al gusto.

Fin dall’inizio, infatti, la Rossana viene costruita anche come un oggetto visivo. Il suo incarto rosso, accompagnato dagli elementi dorati, diventa una sorta di firma. Non servono grandi spiegazioni: basta vedere quel colore per riconoscerla.

È una delle ragioni per cui la Rossana ha resistito così bene al passare delle generazioni.

La caramella non viene ricordata soltanto per il sapore. Viene ricordata anche per il gesto di scartarla, per il rumore della carta, per il colore che compariva nei porta-dolci delle case e per quel piccolo involucro che spesso veniva offerto agli ospiti insieme al caffè.

Chi ha inventato la Rossana

Attribuire la nascita della Rossana a una sola persona rischia di semplificare una storia che coinvolge due figure fondamentali: Luisa Spagnoli e Federico Seneca.

Luisa Spagnoli è una delle personalità più interessanti dell’imprenditoria italiana del primo Novecento. Legata alla nascita e allo sviluppo della Perugina, è associata ad alcune delle innovazioni più celebri della storia dolciaria dell’azienda.

La tradizione della Rossana individua proprio in Luisa Spagnoli una delle protagoniste della sua ideazione, insieme al grafico e pubblicitario Federico Seneca. Anche la storia ufficiale del marchio attribuisce ai due la nascita della caramella nel 1926.

Seneca, però, non è semplicemente l’uomo incaricato di realizzare qualche manifesto.

È uno dei grandi protagonisti della grafica pubblicitaria italiana del Novecento. Nato a Fano nel 1891, aveva studiato arte e lavorato come cartellonista prima di entrare nel mondo della comunicazione commerciale. All’inizio degli anni Venti iniziò una lunga collaborazione con Perugina, diventandone responsabile dell’ufficio pubblicità.

La sua idea di pubblicità contribuì a trasformare i prodotti in immagini riconoscibili, capaci di parlare al pubblico prima ancora che il consumatore avesse assaggiato ciò che veniva venduto.

Ed è qui che la storia della Rossana diventa particolarmente interessante.

Perché la caramella si chiama Rossana

Il nome non nasce da una semplice scelta fonetica.

Rossana è un omaggio a Roxane, la donna amata da Cyrano de Bergerac nella celebre opera teatrale di Edmond Rostand.

La commedia, rappresentata per la prima volta alla fine dell’Ottocento, aveva trasformato la vicenda di Cyrano e Roxane in uno dei grandi racconti romantici della cultura europea. La Rossana prende dunque il nome dalla figura femminile che rappresenta l’oggetto dell’amore di Cyrano.

È una scelta tutt’altro che casuale.

Il nome porta con sé un’associazione immediata con amore, eleganza, seduzione e romanticismo. Tutti elementi che si sposano perfettamente con l’immagine di una caramella pensata non soltanto come alimento, ma anche come piccolo gesto da regalare.

Il passaggio da Roxane a Rossana rende inoltre il nome più naturale per il pubblico italiano, trasformando il riferimento letterario in un marchio semplice, memorabile e immediatamente pronunciabile.

In questo senso, il nome racconta già una parte della strategia comunicativa della caramella: la Rossana non vuole essere soltanto buona, vuole evocare qualcosa.

Federico Seneca e la nascita della “Signora in rosso”

Se Luisa Spagnoli rappresenta la dimensione imprenditoriale e creativa della Perugina, Federico Seneca è una figura fondamentale per capire l’estetica che ha accompagnato Rossana nel tempo.

La sua collaborazione con Perugina durò circa dodici anni e coincise con una fase decisiva per l’affermazione dell’identità visiva dell’azienda. La grafica di Seneca era innovativa, sintetica e fortemente riconoscibile, con influenze legate alle avanguardie artistiche del periodo.

Per Rossana il risultato è un’immagine che sembra quasi anticipare il concetto moderno di brand identity.

Il rosso diventa infatti inseparabile dal nome.

Ancora oggi, vedere una caramella avvolta nella caratteristica carta rossa significa riconoscere il prodotto quasi istantaneamente. È una forma di memoria visiva che pochi alimenti possono vantare.

La definizione di “Signora in rosso” è quindi particolarmente efficace: racconta contemporaneamente il colore dell’incarto e quell’aura elegante e vagamente romantica che accompagna il prodotto fin dalla sua nascita.

Il successo arriva rapidamente

La Rossana non ha impiegato decenni per diventare popolare.

Secondo la ricostruzione storica riportata da ANSA, il successo fu immediato: in appena due mesi venne venduta la produzione che era stata programmata per l’intero anno.

Un risultato impressionante per una caramella lanciata in un mercato che non aveva ancora conosciuto la moderna distribuzione di massa.

La forza del prodotto stava probabilmente nell’equilibrio tra elementi molto diversi: un nome elegante, un’immagine distintiva e una ricetta capace di distinguersi dalla classica caramella dura.

Il ripieno era la vera sorpresa.

Prima arriva la consistenza croccante dell’involucro, poi la crema. È un piccolo effetto sorpresa racchiuso in pochi grammi di prodotto.

Ed è proprio questa esperienza a contribuire alla sua riconoscibilità.

Dalla dispensa delle nonne alla memoria degli italiani

La Rossana ha avuto una particolarità che va oltre le vendite: è diventata una presenza domestica.

Per molte famiglie italiane era la caramella conservata in un contenitore sul tavolo del soggiorno, pronta da offrire agli ospiti. Per altri era quella che compariva nelle tasche di nonni e nonne, nelle borse delle mamme o accanto al caffè.

È difficile separare la Rossana dalla dimensione del ricordo.

Questo spiega anche perché il suo pubblico sia trasversale. Non è legata esclusivamente a una generazione. Un bambino degli anni Sessanta poteva riceverla dalla nonna; quello degli anni Novanta poteva trovarla ancora nello stesso porta-caramelle; un consumatore di oggi riconosce ancora il caratteristico involucro rosso.

Un secolo di presenza trasforma inevitabilmente un prodotto in un oggetto culturale.

Non significa che il gusto sia rimasto completamente immobile nel tempo. Significa che l’idea di Rossana è riuscita a sopravvivere ai cambiamenti del mercato.

Il passaggio da Perugina a Fida

La storia recente della Rossana ha conosciuto una svolta importante.

Dopo essere rimasta per decenni nell’orbita Perugina e, successivamente, Nestlé, la caramella è passata nel 2016 a Fida, azienda dolciaria piemontese. La cessione arrivò dopo una fase nella quale il futuro del marchio era diventato incerto e suscitò una forte reazione da parte degli estimatori e dei lavoratori legati alla produzione.

Il passaggio ha segnato la fine di un’epoca, ma non quella della caramella.

Anzi, il marchio ha continuato a essere commercializzato e la storia ufficiale di Rossana sottolinea come l’identità del prodotto sia stata preservata anche dopo il cambio di proprietà.

Nel frattempo sono arrivate anche nuove versioni e variazioni sul tema, segno di un tentativo di dialogare con consumatori diversi senza rinunciare all’originale.

Ma, quando si parla di Rossana, l’immagine che torna sempre è quella della caramella rossa tradizionale.

Perché Rossana è ancora riconoscibile dopo un secolo

La longevità della Rossana non può essere spiegata soltanto dalla ricetta.

Ci sono prodotti altrettanto longevi che, con il passare degli anni, hanno perso riconoscibilità o sono rimasti confinati a un pubblico nostalgico. Rossana ha invece mantenuto una presenza particolare nell’immaginario italiano.

La ragione è probabilmente nell’insieme di tre elementi.

Il primo è il gusto, costruito attorno al contrasto tra involucro duro e cuore cremoso.

Il secondo è il nome, semplice ma legato a una storia letteraria romantica.

Il terzo è l’immagine, dominata da quel rosso che ha funzionato come una vera firma grafica.

Quando questi tre elementi restano coerenti per decenni, il prodotto smette di essere facilmente sostituibile.

Non si compra soltanto una caramella: si compra, almeno in parte, il ricordo della caramella.

Un secolo dopo, la Rossana racconta ancora l’Italia

Festeggiare i 100 anni di Rossana significa quindi raccontare molto più della storia di un dolciume.

Significa attraversare un secolo di industria italiana, pubblicità, costume e consumi. Significa partire dalla Perugina degli anni Venti e arrivare alla contemporaneità, passando per la stagione dei grandi manifesti, la televisione, la distribuzione moderna e le trasformazioni dell’industria alimentare.

In mezzo c’è una caramella che ha conservato il suo tratto più distintivo: quel cuore cremoso nascosto dentro un involucro duro e rosso.

E poi c’è la storia del nome, forse la parte più curiosa di tutte.

Dietro una parola che milioni di italiani hanno pronunciato quasi senza pensarci c’è infatti Roxane, la donna amata da Cyrano de Bergerac. Dietro il disegno e la riconoscibilità del marchio c’è invece Federico Seneca, uno dei grandi nomi della grafica pubblicitaria italiana. E dietro la nascita della caramella c’è la creatività imprenditoriale di Luisa Spagnoli.

Tre storie diverse che finiscono nello stesso piccolo oggetto.

Rossana compie un secolo, ma il vero miracolo non è essere arrivata al 2026. È essere arrivata fino a qui conservando un’identità che gli italiani riconoscono ancora al primo sguardo.

In un mercato nel quale i prodotti cambiano continuamente confezione, ricetta e posizionamento, la “Signora in rosso” rappresenta quasi un’eccezione: una marca che ha fatto della propria memoria un valore.

E forse è proprio questo il segreto della sua longevità.

Perché una caramella può essere dolce, cremosa e piacevole. Ma quando riesce a diventare un ricordo condiviso da più generazioni, allora non è più soltanto una caramella.

È diventata parte della storia di un Paese.

17 Agosto 2026 ( modificato il 15 Agosto 2026 | 23:33 )
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