Roma, famiglia trovata morta in casa: si indaga sull’omicidio-suicidio
🌐 Roma, padre, madre e la figlia di 5 anni trovati morti nell’abitazione di Pietralata: tutti presentavano ferite d’arma da fuoco. In casa anche il cane senza vita. Lettere e una pistola regolarmente detenuta sono al vaglio degli investigatori: prende corpo l’ipotesi dell’omicidio-suicidio, ma la Procura deve ancora ricostruire la dinamica.
Una famiglia intera trovata senza vita nella propria abitazione. È il dramma scoperto a Pietralata, nella periferia est di Roma, dove padre, madre e la loro figlia di appena cinque anni sono stati trovati morti all’interno della casa di via dell’Antracite.
La scoperta è avvenuta nel primo pomeriggio di lunedì 31 agosto, dopo che alcuni familiari non riuscivano da ore a mettersi in contatto con loro. I vigili del fuoco e i carabinieri sono intervenuti nell’appartamento e, dopo aver fatto ingresso nell’abitazione, hanno trovato i tre corpi nella camera da letto.
Tutti presentavano ferite provocate da colpi d’arma da fuoco.
La bambina, Bianca, aveva cinque anni e sarebbe dovuta diventare maggiorenne? No, avrebbe compiuto sei anni a breve. La piccola era affetta da una grave disabilità. I genitori erano Luca Abbasciano, 42 anni, tecnico informatico, e Valentina Pambianco, 41 anni. Anche il cane della famiglia, Teo, è stato trovato morto all’interno della stanza.
La pista dell’omicidio-suicidio
Le indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo di Roma si stanno concentrando sull’ipotesi dell’omicidio-suicidio, ma gli investigatori devono ancora stabilire con certezza come siano andati i fatti.
Nell’appartamento è stata trovata una pistola regolarmente detenuta, che potrebbe essere l’arma utilizzata per provocare le ferite mortali. Sono stati inoltre rinvenuti alcuni scritti e lettere indirizzati ai familiari.
Il contenuto dei messaggi viene esaminato dagli inquirenti perché potrebbe contribuire a ricostruire le ragioni del gesto e soprattutto la sequenza degli avvenimenti. Alcuni degli scritti riporterebbero le firme di entrambi i coniugi.
Ma c’è un punto che rimane ancora da chiarire: chi abbia materialmente premuto il grilletto.
È una delle domande alle quali dovranno rispondere gli accertamenti tecnici e medico-legali. Le autopsie e gli esami balistici saranno fondamentali per stabilire la dinamica e verificare la posizione dei corpi, la traiettoria dei proiettili e l’eventuale compatibilità con l’arma trovata nell’abitazione.
Le indagini devono escludere altre ipotesi
Nonostante l’ipotesi dell’omicidio-suicidio sia al momento quella maggiormente considerata, la Procura non ha ancora chiuso definitivamente il quadro investigativo.
Gli investigatori devono infatti escludere il coinvolgimento di altre persone e ricostruire ogni passaggio precedente al ritrovamento.
La porta dell’appartamento era chiusa e l’allarme era stato dato da persone vicine alla famiglia che non riuscivano a ricevere risposta. Elementi che, insieme alla presenza dell’arma e degli scritti, vengono valutati nell’ambito di un’indagine ancora in corso.

L’allarme dei familiari e l’arrivo dei soccorritori
A far scattare l’intervento sarebbero stati i familiari di Luca, preoccupati perché non riuscivano a raggiungere telefonicamente la coppia.
Una volta ricevuta la segnalazione, sul posto sono arrivati vigili del fuoco, carabinieri e personale sanitario. Per poter accedere all’abitazione è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco.
La scena trovata all’interno ha immediatamente fatto scattare gli accertamenti della Sezione Rilievi Scientifici dell’Arma.
La presenza dei tre corpi nella stessa camera da letto e le ferite d’arma da fuoco hanno indirizzato fin dalle prime ore le indagini verso una possibile tragedia familiare. A rendere il quadro ancora più drammatico è stato il ritrovamento del cane, anch’esso morto per un colpo d’arma da fuoco.
Una famiglia seguita dai servizi sociali
Con il passare delle ore è emerso anche un altro elemento importante per comprendere il contesto della tragedia.
La famiglia era seguita dai servizi sociali del IV Municipio di Roma, anche in relazione alla grave disabilità della bambina.
Il presidente del Municipio, Massimiliano Umberti, ha descritto la coppia come una famiglia non marginalizzata e ha sottolineato che i genitori erano stati assistiti anche economicamente dai servizi. La piccola necessitava di cure e attenzioni particolari, una situazione che, secondo quanto riferito dalle istituzioni locali, aveva rappresentato negli anni una difficoltà significativa per i genitori.
È un aspetto che gli investigatori e gli inquirenti stanno valutando con attenzione, ma che deve essere mantenuto distinto dalle conclusioni sull’esatta motivazione della tragedia.
Avere una figlia con una grave disabilità non costituisce, di per sé, una spiegazione di un gesto criminale o suicidario. Saranno le indagini a stabilire se e quale ruolo abbiano avuto le condizioni personali e familiari nel dramma.
Le lettere potrebbero chiarire il movente
Tra gli elementi che potrebbero assumere maggiore importanza nei prossimi giorni ci sono proprio gli scritti trovati nell’appartamento.
Secondo gli ultimi aggiornamenti, si tratterebbe di più lettere indirizzate ai familiari. Alcune sarebbero firmate da entrambi i coniugi e conterrebbero riferimenti alla loro condizione personale e alla difficoltà di andare avanti.
Gli investigatori stanno analizzando il materiale per capire quando sia stato scritto, da chi e in quale contesto.
Il contenuto potrebbe contribuire a chiarire il possibile movente, ma non è ancora possibile trasformare quanto riportato negli scritti in una ricostruzione definitiva della tragedia. L’interpretazione dei messaggi dovrà essere confrontata con gli elementi scientifici raccolti sulla scena.
La bambina e il dramma di una famiglia
La morte della piccola Bianca rende la vicenda particolarmente dolorosa.
La bambina aveva cinque anni ed era affetta da una grave patologia che aveva compromesso in maniera importante la sua vita quotidiana. Secondo quanto emerso nelle ore successive alla tragedia, la famiglia aveva affrontato negli anni le difficoltà legate alla sua condizione e aveva ricevuto il sostegno dei servizi territoriali.
Le informazioni sulla situazione familiare devono tuttavia essere trattate con particolare cautela. La vicenda è ancora oggetto di un’indagine giudiziaria e qualsiasi ricostruzione definitiva sulle motivazioni dei genitori sarebbe prematura.
La Procura dovrà prima stabilire esattamente cosa sia accaduto nell’abitazione e chi abbia utilizzato l’arma.
Autopsie e balistica, i prossimi passaggi
I prossimi giorni saranno decisivi soprattutto sul piano tecnico.
Gli esami autoptici dovranno fornire indicazioni sulle cause e sui tempi della morte, mentre gli accertamenti balistici serviranno a verificare la dinamica degli spari.
Particolare attenzione sarà dedicata alla pistola trovata nell’appartamento, una Glock che secondo gli ultimi aggiornamenti sarebbe stata regolarmente detenuta da Luca Abbasciano per uso domestico. Gli esperti dovranno verificare ogni elemento utile a stabilire la sequenza dei colpi e la posizione delle persone coinvolte.
Contemporaneamente, i carabinieri continueranno ad analizzare gli scritti e ogni altro elemento raccolto nella casa.
L’obiettivo è arrivare a una ricostruzione che consenta di rispondere alle domande ancora aperte: chi ha sparato, in quale ordine sono avvenuti i colpi e quale dinamica ha portato alla morte dei tre componenti della famiglia.

Pietralata sotto shock
Nel quartiere, intanto, resta lo sgomento per una tragedia consumatasi all’interno di una casa apparentemente normale.
La notizia ha rapidamente raggiunto gli abitanti della zona, mentre davanti all’abitazione sono rimasti a lungo gli investigatori impegnati nei rilievi.
La vicenda ha inoltre riaperto una riflessione sul peso che situazioni familiari particolarmente complesse possono avere sulla vita quotidiana e sull’importanza della rete di assistenza territoriale.
Il presidente del IV Municipio ha parlato di una famiglia conosciuta dai servizi e ha espresso il proprio dolore per una tragedia che, nonostante gli interventi di sostegno già attivati, non è stato possibile evitare.
Ma prima di qualsiasi valutazione più ampia sarà necessario attendere l’esito delle indagini.
Una tragedia ancora da ricostruire
A oltre 24 ore dal ritrovamento dei tre corpi, il quadro investigativo appare più definito rispetto alle prime ore, ma non ancora concluso.
L’ipotesi dell’omicidio-suicidio è considerata quella più concreta. Le lettere trovate in casa sembrano rafforzare questa pista, mentre la presenza di una pistola legalmente detenuta fornisce un elemento materiale sul quale si concentreranno gli accertamenti.
Resta però da chiarire il passaggio fondamentale: chi abbia sparato e come si sia consumata la sequenza che ha portato alla morte di padre, madre e figlia.
Le risposte arriveranno dagli esami scientifici, dalle autopsie e dall’analisi complessiva degli elementi raccolti nella casa.
Per ora, via dell’Antracite resta il luogo di una delle più drammatiche vicende di cronaca delle ultime ore a Roma: tre persone della stessa famiglia e il loro cane trovati senza vita, una bambina di appena cinque anni tra le vittime e una serie di interrogativi che gli investigatori devono ancora sciogliere.
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