«Oggi come oggi»: perché ripetiamo due volte la stessa parola?
🌐 Oggi come oggi, significato, lingua italiana e nostalgia: una delle espressioni più comuni del nostro linguaggio sembra una ripetizione inutile, ma nasconde il modo in cui giudichiamo il presente confrontandolo con il passato.
«Oggi come oggi» è una di quelle espressioni che pronunciamo quasi senza accorgercene. La utilizziamo nelle conversazioni familiari, nei discorsi tra amici, nelle discussioni sul lavoro e nei commenti sui cambiamenti della società.
Apparentemente, contiene una ripetizione superflua.
Se diciamo «oggi», abbiamo già indicato il presente. Perché aggiungere «come oggi»?
Eppure questa formula continua a occupare un posto importante nella lingua parlata. Non soltanto perché è familiare, ma perché permette di introdurre un giudizio sul mondo in cui viviamo.
«Oggi come oggi» non indica necessariamente la giornata in corso: richiama soprattutto le condizioni del presente, spesso confrontate con quelle di un’epoca precedente.
È questa sfumatura a renderla più interessante del semplice avverbio «oggi».
Che cosa significa davvero «oggi come oggi»
Il significato più immediato è «attualmente», «al giorno d’oggi» oppure «nelle condizioni presenti».
Se qualcuno afferma «oggi come oggi trovare un’abitazione conveniente è difficile», non si riferisce necessariamente alle prossime ventiquattro ore.
Sta commentando una situazione che considera caratteristica del periodo storico in cui vive.
La formula introduce quindi una valutazione più ampia.
Non descrive soltanto un momento temporale.
Suggerisce che le condizioni attuali meritino una considerazione particolare.
La frase potrebbe spesso essere sostituita con «attualmente», ma perderebbe una parte del tono colloquiale e personale.
Perché questa ripetizione funziona così bene
L’italiano utilizza spesso ripetizioni per rafforzare un concetto.
Pensiamo a espressioni come «piano piano» oppure «presto presto».
La ripetizione non serve necessariamente ad aggiungere un nuovo contenuto informativo.
Può dare ritmo, intensità o naturalezza.
Nel caso di «oggi come oggi», il secondo riferimento temporale rafforza il primo e lo colloca in una prospettiva più generale.
È quasi come dire: «Considerando il mondo così come si presenta adesso».
La formula crea una piccola introduzione prima del giudizio.
Il confronto con il passato è spesso nascosto nella frase
Una delle caratteristiche più interessanti è il rapporto implicito con il passato.
«Una volta si viveva diversamente, ma oggi come oggi…».
Molte conversazioni seguono proprio questa struttura, anche quando la prima parte non viene pronunciata.
Il passato rimane sullo sfondo.
Il presente diventa il termine di paragone.
È così che una semplice espressione temporale può trasformarsi in un commento sui cambiamenti sociali.
Il lavoro è cambiato.
Le abitudini di consumo sono mutate.
La tecnologia ha modificato le comunicazioni.
Anche il modo di costruire e mantenere le relazioni ha assunto forme differenti.
Quando diciamo «oggi come oggi», spesso stiamo suggerendo proprio questo: le regole attraverso cui interpretavamo il mondo potrebbero non essere più sufficienti.
Una frase che può diventare nostalgica
L’espressione compare frequentemente nei discorsi tra generazioni.
«Oggi come oggi i ragazzi hanno molte possibilità».
Oppure: «Oggi come oggi è tutto più complicato».
Le due affermazioni possono essere molto diverse, ma condividono un elemento: osservano il presente confrontandolo, esplicitamente o implicitamente, con il passato.
La nostalgia nasce spesso proprio da questo confronto.
Ricordiamo le abitudini della giovinezza, le condizioni familiari, il modo di trascorrere il tempo libero e i rapporti sociali.
Il rischio, naturalmente, è idealizzare ciò che è stato.
Non tutto era migliore prima.
E non tutto ciò che è cambiato rappresenta un peggioramento.
Il tono ironico di «oggi come oggi»
La formula può anche essere utilizzata con ironia.
Immaginiamo qualcuno che pronunci con grande solennità: «Oggi come oggi non si riesce neppure a bere un caffè in pace».
Il tono suggerisce una riflessione epocale, ma il contenuto riguarda un inconveniente quotidiano.
È proprio questa sproporzione a generare l’effetto comico.
L’espressione può trasformare una considerazione banale in una piccola sentenza sul mondo.
In questo senso appartiene alla tradizione della conversazione italiana, nella quale modi di dire e formule ricorrenti permettono di colorare anche le osservazioni più semplici.
«Oggi come oggi» e «al giorno d’oggi» sono uguali?
Le due espressioni possono essere considerate sinonime in numerosi contesti, ma non producono sempre lo stesso effetto.
«Al giorno d’oggi» possiede un tono relativamente neutro e si adatta anche alla scrittura formale.
«Oggi come oggi» conserva maggiormente l’immediatezza della lingua parlata.
La prima può introdurre una descrizione generale.
La seconda sembra più spesso anticipare un’opinione personale.
Inoltre, «oggi come oggi» lascia frequentemente intendere che la valutazione possa cambiare se cambiano le circostanze.
Non afferma necessariamente una verità permanente.
Descrive ciò che appare valido nel momento presente.
Perché la usiamo quando dobbiamo prendere una decisione
La frase ha anche una funzione pratica.
Possiamo utilizzarla prima di esprimere una scelta:
«Oggi come oggi preferisco aspettare».
«Oggi come oggi non cambierei lavoro».
«Oggi come oggi quella soluzione non mi sembra conveniente».
In questi esempi la formula non indica soltanto il tempo.
Serve a precisare che la decisione dipende dalle condizioni attuali.
È un modo per evitare affermazioni definitive.
Ciò che non appare opportuno oggi potrebbe diventarlo domani.
La frase introduce quindi una forma di prudenza.
Una piccola espressione che racconta il nostro tempo
La popolarità di «oggi come oggi» dipende dalla sua flessibilità.
Può essere seria, ironica, nostalgica o pragmatica.
Può introdurre una critica oppure una constatazione.
Può descrivere un cambiamento importante o un’abitudine quotidiana.
La sua forza non sta nell’originalità delle parole, ma nella capacità di richiamare il rapporto tra presente, passato e futuro.
Ogni volta che la pronunciamo stiamo osservando le condizioni in cui viviamo, consapevoli almeno implicitamente che potrebbero cambiare.
Forse è proprio questa la ragione per cui una ripetizione apparentemente inutile continua a resistere nella lingua italiana.
Perché quando diciamo «oggi come oggi» non stiamo parlando soltanto di oggi: stiamo esprimendo il nostro giudizio sul tempo che ci è capitato di vivere.
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