12:01 pm, 26 Settembre 26 calendario

Demna porta a Gucci una visione personale, con “The Store”

Di: Ginevra Fiano

🌐 Gucci primavera estate 2027 entra in scena con “The Store”, la nuova collezione firmata da Demna, che porta nella maison una visione personale, contemporanea e fortemente riconoscibile. Tra lusso, desiderio, loghi, tailoring e contaminazioni pop, la passerella costruisce un guardaroba pensato per raccontare Gucci attraverso oggetti e silhouette destinati a diventare protagonisti.

C’è un’idea precisa dietro “The Store”, la collezione Gucci primavera estate 2027: trasformare la moda in un’esperienza di desiderio. Non soltanto abiti da osservare in passerella, dunque, ma un universo fatto di oggetti, codici, dettagli e riferimenti capaci di alimentare l’immaginario della maison.

È anche il terreno sul quale Demna continua a costruire la propria interpretazione di Gucci. Il direttore creativo non sembra interessato a cancellare la storia del marchio per sostituirla con una nuova identità. Al contrario, la sua operazione consiste nel selezionare, deformare e ricomporre elementi riconoscibili, portandoli dentro un linguaggio contemporaneo.

“The Store” diventa così più di un titolo. È quasi una dichiarazione di metodo: entrare nel mondo Gucci significa confrontarsi con un archivio di simboli, prodotti e desideri, dai quali partire per immaginare il futuro.

Demna porta a Gucci una visione personale

Il punto centrale della collezione è la presenza di Demna come autore. La sua Gucci non rinuncia ai codici della maison, ma li sottopone a una rilettura che punta sul contrasto.

Il risultato è un guardaroba nel quale convivono rigore sartoriale e provocazione, minimalismo e ostentazione, capi quotidiani e pezzi dichiaratamente fashion.

È proprio questa tensione a rendere interessante la proposta per la primavera estate 2027. Il lusso non viene raccontato esclusivamente attraverso materiali preziosi o costruzioni elaborate. Può emergere anche da un dettaglio, da una proporzione inattesa, dalla trasformazione di un elemento apparentemente ordinario in qualcosa di immediatamente desiderabile.

Demna lavora quindi sulla riconoscibilità. Gucci deve continuare a sembrare Gucci, ma attraverso un punto di vista capace di spostarne continuamente i confini.

“The Store” e il concetto di desiderio

Il nome della collezione suggerisce un’altra chiave di lettura fondamentale. Il negozio è il luogo nel quale il desiderio diventa concreto: si entra, si osserva, si scelgono gli oggetti e si costruisce la propria idea di stile.

Nella collezione questo principio sembra tradursi in una molteplicità di possibilità. Non c’è un unico modo di interpretare Gucci, ma una serie di personalità e atteggiamenti.

Il guardaroba diventa quindi un archivio aperto. Tailoring, capi casual, accessori e dettagli decorativi possono essere combinati senza necessariamente seguire una grammatica rigida.

È una strategia particolarmente coerente con il modo in cui oggi si costruisce l’immagine personale: non attraverso un’uniforme, ma attraverso un insieme di elementi riconoscibili che possono essere mescolati e reinterpretati.

Tailoring e silhouette: la nuova grammatica Gucci

Tra gli elementi più interessanti della proposta emerge il rapporto con il tailoring. Giacche, pantaloni e costruzioni sartoriali vengono utilizzati come strumenti per definire la silhouette, ma senza trasformare necessariamente il look in qualcosa di convenzionale.

Il completo può diventare più rilassato, la giacca può assumere proporzioni differenti e il rapporto tra volumi può essere volutamente alterato.

È qui che la firma di Demna diventa particolarmente leggibile: la sartorialità non è soltanto eleganza, ma anche un modo per mettere in discussione l’idea stessa di eleganza.

Le proporzioni acquistano quindi un ruolo centrale. Spalle definite, volumi più ampi e contrasti tra capi aderenti e silhouette oversize contribuiscono a creare un’immagine che non cerca necessariamente la perfezione classica.

L’obiettivo sembra piuttosto essere quello di dare ai vestiti una presenza immediata.

Il quotidiano diventa lusso

Uno degli aspetti più interessanti della collezione è il modo in cui elementi quotidiani vengono trasferiti all’interno di un contesto di lusso.

È un meccanismo ormai profondamente legato alla moda contemporanea: prendere qualcosa di familiare e modificarne il significato attraverso materiali, proporzioni, styling e branding.

In questa prospettiva, “The Store” non ha bisogno di proporre soltanto abiti spettacolari. Il suo vero potenziale sta nella capacità di rendere desiderabili anche capi apparentemente semplici.

La collezione sembra così parlare a una persona che non vuole necessariamente indossare un look costruito dalla testa ai piedi, ma preferisce scegliere un singolo elemento Gucci e trasformarlo nel centro dell’outfit.

Gli accessori diventano protagonisti

Se il concetto di “Store” rimanda direttamente al mondo degli oggetti, non sorprende che gli accessori abbiano un ruolo importante nella costruzione dell’immagine.

Borse, calzature e piccoli dettagli contribuiscono a rendere riconoscibile il look e, soprattutto, a trasformarlo in qualcosa di immediatamente identificabile.

La borsa, in particolare, non è più soltanto un elemento funzionale. Diventa un oggetto di desiderio autonomo, capace di vivere anche al di fuori dell’outfit con cui viene presentato.

È una logica che appartiene alla storia stessa di Gucci, maison nella quale pelletteria e accessori hanno sempre rappresentato una componente essenziale dell’identità.

La lettura di Demna sembra però spostare ulteriormente l’attenzione sulla capacità dell’accessorio di diventare un vero e proprio segno grafico.

Logomania, riconoscibilità e ironia

Un altro tema inevitabile è quello del logo. In una casa come Gucci, il branding è parte integrante della storia e dell’immaginario.

La collezione primavera estate 2027 non sembra però trattarlo semplicemente come una dichiarazione di appartenenza. Il logo può diventare elemento decorativo, riferimento culturale o strumento ironico.

È proprio attraverso questo equilibrio tra desiderabilità e consapevolezza che la collezione costruisce la propria identità.

Gucci non deve fingere di essere un marchio discreto o invisibile. Al contrario, può rivendicare la propria riconoscibilità e trasformarla in una componente estetica.

Una collezione pensata per essere desiderata

“The Store” trova la propria forza proprio in questa idea: la moda come oggetto del desiderio.

Non necessariamente desiderio di possedere tutto, ma di individuare qualcosa che rappresenti una parte della propria identità. Una borsa, una giacca, un paio di scarpe, un dettaglio di styling.

È una prospettiva particolarmente efficace per un brand globale, perché permette alla collezione di funzionare su più livelli. Da una parte c’è la spettacolarità della passerella; dall’altra la possibilità di estrarre singoli elementi e trasformarli in oggetti riconoscibili della vita quotidiana.

Il risultato è una Gucci che punta meno sulla costruzione di un unico universo estetico e più sulla moltiplicazione delle possibilità.

Gucci primavera estate 2027: cosa resta dopo la passerella

La domanda più interessante, davanti a una collezione come “The Store”, non è soltanto quali siano i look più fotografati. È capire quali codici riusciranno a entrare davvero nel guardaroba contemporaneo.

Demna sembra proporre una risposta attraverso una moda fatta di contrasti: lusso e quotidianità, rigore e irriverenza, archivio e contemporaneità.

La primavera estate 2027 di Gucci diventa così un esercizio sulla riconoscibilità. La maison mantiene il proprio patrimonio visivo, ma lo sottopone a una nuova interpretazione.

E forse è proprio questo il significato più interessante di “The Store”: non un semplice luogo nel quale acquistare moda, ma uno spazio nel quale scegliere quale versione di Gucci portare con sé.

Per Demna, il futuro della maison passa dunque anche dalla capacità di rendere desiderabile ogni singolo elemento del suo universo. Un guardaroba nel quale non esiste necessariamente un unico look Gucci, ma una costellazione di possibilità.

26 Settembre 2026
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