Case pollaio a Gallipoli: 17 ragazzi in una casa per 9
🌐 Case pollaio a Gallipoli, controlli della Guardia di Finanza nelle case vacanze di Baia Verde e Lido San Giovanni: in un appartamento destinato a nove persone ne sono state trovate 17, mentre due garage erano stati trasformati in alloggi. Complessivamente sono 480 i turisti identificati nelle 70 abitazioni controllate, con oltre 100 presenze oltre i limiti previsti e sanzioni per più di 48mila euro.
Case pollaio a Gallipoli, l’estate del sovraffollamento
Diciassette ragazzi in un appartamento che, secondo i parametri autorizzativi, avrebbe potuto ospitarne al massimo nove. Undici di loro erano minorenni. In altri due casi, invece, i posti letto erano stati ricavati all’interno di garage utilizzati come abitazioni per le vacanze.
È la fotografia più evidente emersa dai controlli effettuati dalla Guardia di Finanza nelle zone balneari di Baia Verde e Lido San Giovanni, a Gallipoli, nel pieno della stagione estiva e alla vigilia di Ferragosto. Un’attività ispettiva che ha riguardato complessivamente 70 case vacanze e che ha portato alla scoperta di una situazione di sovraffollamento molto più ampia rispetto ai singoli episodi che hanno fatto scattare l’attenzione degli investigatori.
Nel corso delle verifiche sono stati infatti identificati 480 turisti, dei quali 123 minorenni. Gli ospiti alloggiavano in strutture per le quali il numero effettivo delle persone presenti, in numerosi casi, risultava superiore a quello consentito dalla normativa.
Il fenomeno non riguarda quindi soltanto una sistemazione fuori norma. Dietro le cosiddette “case pollaio” emerge un sistema di ospitalità turistica nel quale, soprattutto nei periodi di massima domanda, il numero dei posti letto può diventare il principale elemento su cui cercare di aumentare la redditività di un immobile.
Diciassette persone dove ne potevano stare nove
Il caso più emblematico è quello dell’appartamento nel quale sono stati trovati 17 ragazzi, a fronte di una capienza massima di nove persone.
La differenza non è marginale: significa quasi il raddoppio della presenza autorizzata. Undici degli occupanti erano minorenni, circostanza che rende ancora più delicata la gestione di un’abitazione concepita per un numero di persone sensibilmente inferiore.
In una casa vacanze il limite degli occupanti non rappresenta soltanto una questione amministrativa. La capacità ricettiva è collegata alle caratteristiche dell’immobile, agli spazi disponibili, alle condizioni igienico-sanitarie e ai requisiti di sicurezza. Superare in maniera significativa il numero previsto significa sottoporre gli ambienti a un utilizzo diverso da quello per cui sono stati organizzati.
Il controllo ha quindi consentito di documentare concretamente una delle modalità attraverso cui il sovraffollamento può manifestarsi nelle località turistiche più richieste: concentrare in un unico appartamento un gruppo numeroso di vacanzieri, riducendo il costo individuale della settimana e aumentando contemporaneamente l’incasso complessivo per chi mette a disposizione l’immobile.
Per i giovani che viaggiano in gruppo, dividere la spesa fra molte persone può rendere particolarmente conveniente una sistemazione di questo tipo. Ma quando il numero degli occupanti supera quello consentito, la convenienza economica si trasferisce sul piano della sicurezza e della regolarità dell’alloggio.

Due garage trasformati in case vacanze
Ancora più significativo è il ritrovamento di due garage affittati come se fossero abitazioni per turisti.
Il garage è uno spazio concepito originariamente per una funzione diversa da quella residenziale. Utilizzarlo come dormitorio o alloggio turistico significa trasformare radicalmente la destinazione dell’ambiente e solleva problemi che vanno oltre il semplice numero delle persone presenti.
La vicenda di Gallipoli mostra così due facce dello stesso fenomeno: da una parte appartamenti regolarmente destinati all’ospitalità ma utilizzati oltre la capienza consentita, dall’altra spazi che vengono impiegati come posti letto pur non essendo nati per svolgere quella funzione.
Il denominatore comune è la forte pressione esercitata dalla domanda turistica durante le settimane centrali dell’estate. Baia Verde e Lido San Giovanni sono tra le aree più frequentate dai giovani che scelgono Gallipoli per le vacanze, e nei giorni di Ferragosto la disponibilità degli alloggi diventa particolarmente preziosa.
Quando gli appartamenti disponibili non sono sufficienti a soddisfare la domanda, aumenta il valore economico di ogni posto letto. È in questo contesto che può diventare conveniente aggiungere letti, utilizzare spazi accessori o concentrare gruppi numerosi nello stesso immobile.
480 turisti controllati in 70 abitazioni
L’operazione ha restituito numeri che consentono di misurare l’estensione del fenomeno.
Le verifiche hanno riguardato 70 case vacanze nei due quartieri balneari. All’interno delle abitazioni sono stati trovati complessivamente 480 turisti, con una presenza di 123 minorenni.
Il dato più significativo riguarda le persone risultate in eccedenza rispetto ai parametri previsti: sono state individuate oltre 100 presenze oltre il limite consentito.
Non si tratta quindi di un singolo episodio isolato. Il numero delle violazioni rilevate evidenzia una diffusione del problema all’interno del campione sottoposto ai controlli.
Gli affitti settimanali degli immobili controllati arrivavano inoltre a cifre comprese tra 2.000 e 5.000 euro. Si tratta di valori che fotografano la particolare capacità di spesa associata alla domanda turistica di agosto e, soprattutto, il valore economico raggiunto dagli alloggi destinati ai gruppi.
In questo mercato, ogni posto letto aggiuntivo può trasformarsi in una quota ulteriore dell’affitto. Ma la possibilità di incrementare gli incassi non può tradursi nell’abbattimento dei limiti imposti per l’ospitalità.
Le violazioni dell’ordinanza di Gallipoli
Durante l’attività sono state accertate 27 violazioni dell’ordinanza del sindaco di Gallipoli relativa ai parametri di densità abitativa.
La disciplina stabilisce un limite preciso alla concentrazione delle persone all’interno degli immobili destinati all’accoglienza. Quando tale soglia viene superata, il sistema sanzionatorio prevede 480 euro per ogni persona eccedente.
La conseguenza non è soltanto economica. Per gli immobili nei quali viene accertato un sovraffollamento può essere disposto anche lo sgombero dei locali, con l’obiettivo di riportare immediatamente la situazione entro i parametri previsti.
È un meccanismo che rende particolarmente pesante la violazione quando gli occupanti sono numerosi. Più aumenta la distanza tra capienza autorizzata e presenze effettive, maggiore diventa infatti l’importo della sanzione.
Nel caso emerso a Gallipoli, la presenza di oltre 100 persone complessivamente in eccedenza restituisce la dimensione del problema affrontato dagli ispettori.

Il nodo della sicurezza nelle case vacanze
Il tema del sovraffollamento turistico non può essere ridotto alla sola questione del comfort.
Una casa progettata e autorizzata per un determinato numero di persone dispone di spazi, servizi e caratteristiche coerenti con quella capacità. Quando gli occupanti aumentano in modo consistente, cambiano inevitabilmente le condizioni di utilizzo dell’immobile.
Bagni, camere, impianti, vie di uscita e spazi comuni vengono sottoposti a un carico superiore. In caso di emergenza, inoltre, la presenza di persone non previste può rendere più complessa l’evacuazione e l’identificazione degli occupanti.
Il problema diventa ancora più delicato quando tra gli ospiti ci sono minorenni. Nel caso scoperto a Gallipoli, undici degli 17 ragazzi presenti nell’appartamento sovraffollato non avevano ancora compiuto 18 anni.
La presenza di minori non modifica di per sé i limiti di capienza, ma aumenta la necessità che le condizioni dell’alloggio siano pienamente conformi alle regole previste.
Case vacanze, il controllo sul Codice Identificativo Nazionale
Le verifiche non si sono concentrate soltanto sul numero delle persone presenti.
I finanzieri hanno contestato anche 37 violazioni relative agli obblighi di esposizione del CIN, il Codice Identificativo Nazionale previsto per le strutture e gli immobili destinati alle locazioni turistiche.
Il CIN ha una funzione di identificazione dell’attività ricettiva e consente di collegare l’immobile al soggetto che lo mette a disposizione sul mercato turistico. La sua corretta esposizione costituisce quindi uno degli elementi attraverso cui viene garantita maggiore trasparenza nell’offerta di alloggi.
Per le violazioni accertate sono previste sanzioni amministrative fino a 8.000 euro per ogni singolo caso.
Il controllo del codice identificativo assume particolare importanza in un mercato nel quale gli affitti brevi hanno avuto una crescita significativa e nel quale il confine fra attività regolare e offerta irregolare può diventare più difficile da individuare durante i periodi di massima domanda.
Anche le comunicazioni alla Questura sotto esame
Uno dei locatori è stato inoltre denunciato per omessa comunicazione alla Questura di Lecce delle generalità delle persone alloggiate.
Si tratta di un ulteriore obbligo che riguarda chi offre ospitalità e che consente alle autorità di conoscere le persone presenti nelle strutture ricettive e negli immobili utilizzati per soggiorni turistici.
Nel caso specifico, la violazione ha assunto rilievo penale ed è stata trasmessa agli organi competenti.
La corretta registrazione degli ospiti rappresenta infatti uno degli elementi essenziali della tracciabilità delle presenze. In un’estate caratterizzata da migliaia di arrivi, il controllo degli alloggi non riguarda soltanto il rispetto delle condizioni economiche dell’affitto, ma anche la corretta identificazione di chi soggiorna negli immobili.
Gallipoli, quando il turismo mette sotto pressione gli alloggi
Gallipoli vive nel mese di agosto una trasformazione profonda. Le zone balneari, soprattutto quelle più vicine alla costa e ai luoghi della movida, concentrano in pochi giorni una quantità di persone molto superiore a quella ordinaria.
Baia Verde è uno dei principali poli della vacanza giovanile salentina, con spiagge, stabilimenti, locali e attività serali che attirano gruppi provenienti da numerose regioni italiane.
L’aumento della domanda produce una conseguenza immediata sul mercato degli alloggi: gli appartamenti vengono ricercati soprattutto da gruppi numerosi, spesso composti da amici che vogliono dividere la spesa.
Il prezzo settimanale può così diventare una variabile decisiva. Un appartamento che costa diverse migliaia di euro può risultare accessibile se il costo viene suddiviso tra molte persone. È proprio questo meccanismo a creare, in alcuni casi, un incentivo a superare la capienza autorizzata.
Ma la disponibilità di posti letto non è illimitata e non può essere determinata esclusivamente dal numero di persone disposte a pagare.

Oltre 48mila euro di sanzioni
Il bilancio economico dei controlli è già significativo.
Per le violazioni relative al sovraffollamento, ai mancati adempimenti e alle altre irregolarità individuate, le sanzioni complessive superano i 48mila euro.
A queste somme si possono aggiungere gli importi collegati alle singole violazioni del CIN, per le quali il quadro sanzionatorio può arrivare fino a 8.000 euro per ciascun caso.
L’operazione ha quindi prodotto non soltanto una fotografia delle irregolarità presenti nelle abitazioni controllate, ma anche un intervento diretto sul mercato degli affitti turistici.
Il dato delle 27 violazioni dell’ordinanza comunale e quello delle 37 contestazioni relative al CIN mostrano come il problema non sia circoscritto a una sola tipologia di irregolarità.
Sotto esame anche il pagamento delle tasse
L’attività degli investigatori non si è conclusa con il controllo della capienza e della documentazione relativa agli immobili.
Sono infatti al vaglio le singole posizioni fiscali, con l’obiettivo di verificare il regolare pagamento delle tasse.
È un ulteriore livello di controllo che riguarda gli aspetti economici delle locazioni turistiche. In presenza di numerosi soggiorni e di importi settimanali che possono arrivare a 5.000 euro, la verifica fiscale consente di ricostruire il rapporto tra attività di ospitalità, redditi dichiarati e obblighi tributari.
Il fenomeno degli affitti brevi si colloca infatti all’incrocio tra turismo, mercato immobiliare e fiscalità. Per questo le verifiche possono interessare contemporaneamente la regolarità dell’immobile, la posizione del locatore e la gestione delle presenze.
Ferragosto, il momento più delicato per il turismo salentino
I controlli sono arrivati nel momento di massima pressione della stagione turistica.
Il Ferragosto a Gallipoli rappresenta uno dei periodi con maggiore concentrazione di visitatori e di gruppi di giovani. Le località balneari vengono raggiunte da migliaia di persone e gli appartamenti destinati agli affitti brevi registrano una domanda particolarmente elevata.
È proprio in queste giornate che la capacità degli immobili può diventare una questione centrale.
L’episodio dell’appartamento con 17 ragazzi, insieme alla scoperta dei due garage utilizzati come alloggi, mette in evidenza il rischio di una corsa alla massimizzazione degli spazi disponibili proprio quando la richiesta raggiunge il suo punto più alto.
Il dato complessivo dei 480 turisti controllati in 70 abitazioni restituisce la dimensione dell’attività svolta nei quartieri più interessati dalla presenza turistica.
La stretta sulle “case pollaio”
Le verifiche di Gallipoli portano dunque al centro dell’attenzione il fenomeno delle “case pollaio”, espressione utilizzata per descrivere abitazioni nelle quali il numero degli occupanti viene portato ben oltre la capacità prevista.
Il caso dei 17 ragazzi rappresenta l’immagine più evidente di questa pratica. Ma l’indagine ha mostrato anche altre forme di irregolarità: posti letto ricavati in garage, oltre 100 persone complessivamente in eccedenza, violazioni dell’ordinanza comunale e mancata esposizione del CIN.
La dimensione economica degli affitti, con richieste comprese tra 2.000 e 5.000 euro a settimana, spiega anche perché il fenomeno possa assumere rilievo durante le settimane più richieste dell’estate.
Il punto centrale resta la differenza tra ospitalità turistica e sovraffollamento. Un immobile può essere regolarmente offerto sul mercato delle vacanze, ma deve rispettare la capienza, i requisiti e gli obblighi previsti.
A Gallipoli, nel pieno della stagione estiva, i controlli hanno trasformato questa distinzione in numeri concreti: 70 abitazioni ispezionate, 480 turisti identificati, 123 minorenni, oltre 100 persone oltre i limiti consentiti, 27 violazioni dell’ordinanza e 37 contestazioni relative al CIN.
Il caso dell’appartamento con 17 ragazzi e quello dei due garage utilizzati come abitazioni restano i due episodi più emblematici emersi dalle verifiche nella vigilia di Ferragosto.
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