6:13 am, 28 Settembre 26 calendario

Garlasco, oggi la chiusura dell’inchiesta bis

Di: Redazione Metrotoday

🌐 Garlasco, oggi si chiude l’inchiesta bis sull’omicidio di Chiara Poggi che vede Andrea Sempio indagato. Dopo mesi di nuovi accertamenti, la Procura di Pavia arriva alla scadenza del termine per le indagini preliminari con un fascicolo arricchito da consulenze su DNA, impronta della scarpa e misurazioni del piede. Per la difesa si apre ora una nuova fase: avrà 20 giorni dalla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini per presentare memorie, documenti e consulenze.

Il calendario dell’inchiesta sul delitto di Chiara Poggi arriva oggi a uno dei passaggi più delicati.

La Procura di Pavia chiude infatti la seconda fase delle indagini nei confronti di Andrea Sempio, 38 anni, già destinatario di un primo avviso di conclusione delle indagini lo scorso maggio. Il termine fissato per le indagini preliminari è quello del 28 settembre 2026.

La chiusura delle indagini non equivale a una condanna e nemmeno, da sola, significa che il processo sia già stato disposto. È l’atto con cui la Procura comunica formalmente alla persona sottoposta alle indagini gli elementi raccolti e le contestazioni che intende sostenere.

Nel caso di Sempio, l’ipotesi investigativa riguarda l’omicidio aggravato di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia a Garlasco.

Il nuovo fascicolo ha riaperto l’attenzione giudiziaria su un delitto per il quale Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva a 16 anni di carcere.

Il secondo avviso dopo quello di maggio

La Procura aveva già notificato a Sempio e ai suoi legali il primo avviso di conclusione delle indagini il 7 maggio 2026.

Successivamente, però, gli inquirenti hanno disposto ulteriori approfondimenti, trasformando di fatto la fase finale dell’inchiesta in un nuovo segmento investigativo. Le consulenze aggiuntive hanno riguardato alcuni degli elementi più discussi della ricostruzione del delitto.

Il nuovo avviso di conclusione delle indagini consente ora alla difesa di conoscere gli esiti di questi accertamenti e di preparare le proprie controdeduzioni.

Il passaggio è particolarmente importante perché le consulenze tecniche non determinano automaticamente la responsabilità dell’indagato: il loro valore dovrà essere valutato nel complesso degli elementi raccolti e, qualora si arrivasse a un processo, sottoposto al contraddittorio.

DNA sotto le unghie di Chiara Poggi

Uno dei capitoli più delicati riguarda il DNA trovato sotto le unghie della vittima.

La Procura ha affidato al genetista Carlo Previderè un nuovo esame del materiale genetico, alla luce delle osservazioni e delle questioni sollevate nel corso dell’inchiesta. Il profilo era già stato collegato in precedenti accertamenti alla linea paterna di Sempio, ma il dato è stato oggetto di ulteriori valutazioni anche nell’ambito dell’incidente probatorio.

Proprio per questo il nuovo esame assume un peso particolare nel fascicolo.

La questione non può tuttavia essere ridotta alla semplice presenza o assenza di una compatibilità genetica. In un’indagine complessa come quella di Garlasco, il significato di una traccia deve essere valutato considerando modalità di rinvenimento, caratteristiche del campione, attendibilità dell’analisi e contesto complessivo.

La scarpa Frau e il nodo della misura del piede

L’altro grande capitolo riguarda la cosiddetta impronta a pallini individuata sul pavimento della villetta di via Pascoli.

Gli investigatori hanno chiesto una nuova consulenza sulle misurazioni antropometriche di Sempio, affidata alla medico legale Cristina Cattaneo, per verificare la compatibilità tra le caratteristiche del suo piede e l’impronta attribuita a una scarpa Frau.

È un elemento che si inserisce in una discussione già emersa nel corso delle precedenti indagini.

La questione riguarda anche la misura del piede attribuita a Sempio nel periodo del delitto. Alcune ricostruzioni indicano misure compatibili con calzature 42-43, mentre l’interessato aveva riferito di portare il 44 nel 2007. La distanza temporale tra il delitto e le misurazioni odierne rappresenta naturalmente un elemento da considerare nell’interpretazione dei dati.

La nuova consulenza non stabilisce da sola chi abbia lasciato l’impronta. Serve a fornire agli investigatori un ulteriore dato tecnico da inserire nella valutazione complessiva.

L’impronta sul pavimento torna al centro dell’indagine

Accanto alle misurazioni antropometriche, la Procura ha disposto anche una consulenza supplementare sull’impronta a pallini.

L’incarico è stato affidato a Giampaolo Iuliano e Nicola Caprioli, con l’obiettivo di approfondire un elemento che da anni occupa un posto centrale nella ricostruzione scientifica del delitto. Le nuove relazioni sono state depositate nella fase finale delle indagini e dovranno ora essere messe a disposizione della difesa.

Il tema è particolarmente delicato perché le consulenze scientifiche devono essere lette in termini di compatibilità e probabilità, quando non consentono un’identificazione certa.

È proprio su questi aspetti tecnici che la difesa di Sempio sta preparando le proprie osservazioni.

La consulenza psichiatrica resta un capitolo separato

Nel fascicolo figura anche una consulenza affidata allo psichiatra Roberto Catanesi.

L’accertamento è stato disposto per valutare, sulla base degli elementi disponibili, alcuni aspetti relativi alla personalità e alle condizioni di Sempio riferiti al periodo dell’omicidio. Secondo le ricostruzioni, lo specialista aveva chiesto un confronto diretto con l’indagato, che non si è svolto dopo il rifiuto comunicato dalla difesa.

La consulenza dovrebbe quindi basarsi su materiale già disponibile: dichiarazioni pubbliche, scritti, diari e altri elementi acquisiti nel corso delle indagini.

La difesa ha contestato l’impostazione di questo accertamento, sostenendo che determinati profili non possano essere valutati correttamente senza una documentata condizione patologica pregressa e senza le garanzie proprie di una perizia disposta nel contraddittorio.

Garofano e i rilievi del 2007

Nelle ultimissime ore dell’inchiesta è emerso anche un altro passaggio significativo.

La Procura di Pavia ha sentito Luciano Garofano, ex comandante del Ris di Parma e consulente che, per un periodo, ha assistito la difesa di Sempio. Con lui sarebbero stati ascoltati anche alcuni militari che facevano parte del Ris all’epoca delle prime indagini sul delitto.

Sul contenuto degli incontri viene mantenuto il massimo riserbo.

L’iniziativa si colloca comunque nelle ultime battute dell’attività investigativa e riguarda direttamente il lavoro scientifico compiuto nel 2007, anno dell’omicidio di Chiara Poggi.

È un ulteriore segnale di quanto gli accertamenti tecnici rappresentino uno dei punti centrali dell’inchiesta bis.

Cosa succede dopo la chiusura delle indagini

Con la chiusura dell’inchiesta non arriva automaticamente il momento del processo.

Dopo la notifica dell’avviso previsto dall’articolo 415-bis del codice di procedura penale, Andrea Sempio e i suoi difensori avranno 20 giorni per esercitare le proprie facoltà difensive. Potranno presentare memorie, documenti e nuove consulenze e, nei casi previsti, chiedere ulteriori atti o rendere dichiarazioni.

È una fase fondamentale perché permette alla difesa di confrontarsi formalmente con il quadro investigativo consolidato dalla Procura.

Solo successivamente si potrà capire quale sarà la scelta dell’accusa.

Tra gli scenari possibili c’è la richiesta di rinvio a giudizio, ma l’iter prevede anche altri sviluppi processuali. L’eventuale decisione sul rinvio a giudizio non spetta infatti alla Procura in modo definitivo: sarà il giudice per l’udienza preliminare a valutare la richiesta secondo le regole del procedimento.

Sempio continua a respingere l’accusa

Andrea Sempio continua a respingere l’accusa di aver ucciso Chiara Poggi.

La sua difesa ha contestato nel corso dell’inchiesta diversi elementi dell’impianto accusatorio e sta preparando una risposta tecnica alle nuove consulenze depositate dai consulenti della Procura.

I prossimi venti giorni saranno quindi dedicati soprattutto al confronto tra le valutazioni degli esperti dell’accusa e quelle della difesa.

Il punto centrale sarà capire se gli elementi raccolti dai magistrati siano sufficienti, considerati nel loro insieme, per sostenere l’accusa nella successiva fase giudiziaria.

Alberto Stasi e l’ipotesi di revisione

Sul fondo resta anche la posizione di Alberto Stasi, unico condannato definitivamente per l’omicidio di Chiara Poggi.

Stasi sta scontando una condanna a 16 anni di reclusione e gli sviluppi della nuova inchiesta vengono osservati anche per le possibili conseguenze sulla sua posizione processuale.

Un eventuale processo a Sempio non cancellerebbe automaticamente la sentenza definitiva nei confronti di Stasi. Per modificare quel verdetto sarebbero necessari gli strumenti processuali previsti dall’ordinamento, tra cui l’eventuale revisione, che segue un percorso autonomo e specifico.

La difesa di Stasi ha continuato negli ultimi mesi a valutare gli elementi emersi dalla nuova indagine, mentre i familiari di Chiara Poggi hanno mantenuto una posizione critica rispetto alle ipotesi di riapertura della vicenda giudiziaria.

Il giorno della svolta investigativa

Oggi, dunque, 28 settembre 2026, si chiude formalmente il nuovo capitolo investigativo su Andrea Sempio.

Non è ancora il giorno di una sentenza e non è nemmeno il giorno in cui viene stabilita una responsabilità penale.

È il giorno nel quale la Procura consegna alla difesa il quadro conclusivo degli accertamenti compiuti dopo gli ulteriori approfondimenti su DNA, impronta della scarpa, misurazioni antropometriche e altri elementi scientifici.

Da questo momento il confronto passa soprattutto nelle mani dei difensori.

I 20 giorni successivi saranno decisivi per capire quali elementi verranno contestati, quali consulenze verranno depositate e quali osservazioni saranno sottoposte ai magistrati.

Dopo quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso Garlasco entra così in una nuova fase: dalle indagini agli atti della difesa, e dagli accertamenti tecnici alle prossime decisioni dell’autorità giudiziaria.

L’eventuale processo, se richiesto e successivamente disposto, dovrà poi stabilire attraverso il contraddittorio processuale quale peso attribuire alle singole prove e alla loro lettura complessiva.

28 Settembre 2026 ( modificato il 27 Settembre 2026 | 21:18 )
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