6:37 am, 3 Agosto 26 calendario

Grillo attacca il M5S: “Ha perso identità, la politica lo ha cambiato”

Di: Jonathan K. Mercer

🌐 Movimento 5 Stelle diviso dopo le parole di Beppe Grillo: il fondatore accusa il partito di aver smarrito la sua identità originaria, mentre Giuseppe Conte replica difendendo il percorso politico del Movimento e rilanciando lo scontro interno.

Lo scontro nel Movimento 5 Stelle torna ad accendersi con un nuovo intervento di Beppe Grillo, che punta il dito contro la trasformazione del progetto nato oltre quindici anni fa come forza alternativa ai partiti tradizionali. In un lungo intervento pubblicato sul suo blog, dal titolo “Si sono montati la testa senza leggere le istruzioni”, il fondatore del Movimento sostiene che il M5S abbia progressivamente abbandonato i principi che ne avevano determinato la nascita.

Secondo Grillo, il Movimento avrebbe dovuto cambiare la politica italiana, ma sarebbe accaduto il contrario: “La politica ha cambiato il Movimento”. Un’accusa pesante che riapre il confronto sul rapporto tra le origini del progetto grillino e la sua evoluzione istituzionale, soprattutto dopo anni di partecipazione al governo e di alleanze politiche.

Grillo contro il Movimento 5 Stelle: “Ha perso la sua diversità”

Nel suo intervento, Beppe Grillo individua nella perdita della “diversità” il principale problema del Movimento 5 Stelle. Una diversità che, secondo il fondatore, rappresentava il tratto distintivo rispetto ai partiti tradizionali e che aveva permesso al M5S di raccogliere consenso tra cittadini delusi dalla politica.

“Era nato per cambiare la politica ma poi la politica ha cambiato il Movimento”, scrive Grillo, accusando l’organizzazione di essersi allontanata dalle esigenze della base. Nel suo ragionamento emerge la critica a una forza politica che, a suo giudizio, avrebbe sostituito l’ascolto diretto dei cittadini con una maggiore attenzione ai sondaggi e alle dinamiche interne.

Il fondatore del Movimento denuncia anche il passaggio da una politica orientata alla programmazione del futuro a una gestione concentrata sulle esigenze elettorali immediate. “Doveva occuparsi del futuro e ha finito per occuparsi delle poltrone”, è una delle frasi più dure rivolte agli attuali vertici del M5S.

Le battaglie storiche del M5S secondo il fondatore

Nel lungo messaggio pubblicato online, Grillo richiama alcune delle battaglie simbolo che hanno caratterizzato la prima fase del Movimento 5 Stelle. Tra queste cita il reddito di cittadinanza, il limite dei due mandati, il sistema delle restituzioni degli stipendi parlamentari e la democrazia diretta.

Secondo il fondatore, queste idee sarebbero state progressivamente trasformate in semplici slogan, perdendo il loro significato originario. “Proposte che, con il tempo, sono diventate slogan da pronunciare nei convegni e dimenticate dopo il buffet”, afferma Grillo nel suo intervento.

Il riferimento è a un Movimento che, nella sua fase iniziale, aveva costruito il proprio consenso proprio sulla promessa di una rottura con i meccanismi tradizionali della politica. Negli anni successivi, però, l’ingresso nelle istituzioni, le responsabilità di governo e le alleanze parlamentari hanno modificato profondamente il profilo del partito.

La critica alla politica occidentale e il tema della democrazia

L’intervento di Grillo non si limita al futuro del Movimento 5 Stelle, ma amplia il ragionamento alla crisi del modello politico occidentale. Secondo il fondatore del M5S, esisterebbe una difficoltà più ampia legata al rapporto tra cittadini e istituzioni.

Nel suo messaggio parla di una crisi caratterizzata da una crescente distanza tra persone e politica, indicando tra i temi centrali immigrazione, sicurezza, salute, equità sociale e partecipazione democratica.

Grillo sostiene che alcune problematiche vengano spesso utilizzate politicamente invece di essere affrontate con soluzioni concrete. Il riferimento riguarda anche il disagio sociale legato ai flussi migratori, che secondo il fondatore del Movimento dovrebbe essere gestito attraverso politiche di governo e integrazione.

Secondo Grillo, la difesa del modello democratico passa dalla capacità della politica di tornare credibile e di rispondere ai bisogni reali dei cittadini. Il rischio, avverte, è che la perdita di fiducia nelle istituzioni favorisca modelli autoritari o forme di controllo lontane dai principi democratici.

Intelligenza artificiale e futuro: il nuovo terreno della politica

Tra i temi affrontati da Grillo trova spazio anche l’impatto dell’intelligenza artificiale, considerata una delle grandi sfide dei prossimi anni. Nel suo intervento il fondatore del M5S richiama le conseguenze che questa tecnologia potrà avere sul lavoro, sulla sanità e sulla gestione dei dati personali.

Secondo Grillo, la politica dovrebbe elaborare risposte capaci di guardare oltre la logica del consenso immediato e dei sondaggi. Il futuro, a suo avviso, richiede una visione di lungo periodo e una capacità di affrontare cambiamenti profondi nella società.

Un passaggio centrale riguarda anche il rapporto tra tecnologia e democrazia. Grillo sostiene che la rete potrebbe consentire forme più avanzate di partecipazione dei cittadini alle decisioni pubbliche, attraverso strumenti digitali capaci di affiancare e controllare la rappresentanza politica.

L’idea alla base del ragionamento è quella di una democrazia più partecipata, nella quale gli eletti non ricevano una delega totale per l’intera legislatura, ma siano sottoposti a un confronto continuo con gli elettori.

La replica di Giuseppe Conte: “Fate un po’ voi”

Le parole di Grillo hanno provocato la reazione immediata di Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, che ha difeso il percorso intrapreso negli ultimi anni.

Rispondendo ai giornalisti alla Camera dei Deputati, Conte ha contestato la lettura del fondatore del Movimento, ricordando alcune posizioni espresse in passato dallo stesso Grillo.

“Il Movimento ha perso identità? Con tutte le nostre battaglie che stiamo facendo, spesso contro tutti?”, ha dichiarato Conte. Poi ha aggiunto: “Lui aveva detto che Draghi è un grillino, fate un po’ voi”.

Il riferimento è alla fase in cui il governo guidato da Mario Draghi coinvolse anche il Movimento 5 Stelle, una scelta che aveva già generato forti discussioni interne tra sostenitori e critici della linea governista.

Un confronto che riapre le ferite interne del Movimento

Le parole di Grillo e la risposta di Conte riportano al centro il tema della trasformazione del Movimento 5 Stelle. Nato come forza antisistema e di forte contestazione nei confronti dei partiti tradizionali, il M5S è diventato negli anni una componente stabile del sistema politico italiano.

Il passaggio dalla protesta alla responsabilità istituzionale ha rappresentato una delle principali sfide del Movimento. Da una parte c’è chi considera questa evoluzione necessaria per incidere realmente sulle decisioni del Paese; dall’altra chi ritiene che abbia comportato un allontanamento dai valori originari.

Il confronto tra Grillo e Conte evidenzia proprio questa frattura: da una parte la difesa delle origini e della spinta rivoluzionaria del Movimento, dall’altra la rivendicazione di un percorso politico maturato attraverso l’esperienza nelle istituzioni.

Il futuro del M5S tra identità e nuove sfide

Lo scontro interno arriva in una fase delicata per il Movimento 5 Stelle, chiamato a definire il proprio ruolo nello scenario politico italiano. La domanda centrale resta quella posta dallo stesso Grillo: come mantenere un’identità riconoscibile dopo essere entrati pienamente nei meccanismi della politica tradizionale?

Il futuro del M5S dipenderà dalla capacità di conciliare le proprie origini con le esigenze di una forza politica chiamata a governare, costruire alleanze e proporre soluzioni concrete.

Le parole di Grillo hanno riaperto un dibattito che accompagna il Movimento fin dalla sua nascita: essere una forza di rottura o diventare una forza stabile del sistema politico. Una questione ancora aperta e destinata a influenzare il percorso futuro del Movimento 5 Stelle.

3 Agosto 2026
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