8:33 am, 26 Luglio 26 calendario

Libano, Makhzoumi: «Il futuro passa da gas ed energia»

Di: Michele Savaiano

🌐 Libano ed energia: il deputato e imprenditore Fouad Makhzoumi rilancia la sfida per trasformare il Paese in un produttore di gas naturale e fornitore di energia nel Mediterraneo orientale. Al centro della sua visione ci sono lo sviluppo delle risorse offshore, le riforme economiche, il superamento delle inefficienze istituzionali e una maggiore apertura agli investimenti internazionali, con un ruolo potenzialmente strategico anche per le imprese italiane.

Il Libano attraversa una delle fasi più difficili della sua storia contemporanea. La crisi economica che ha colpito il Paese negli ultimi anni ha provocato il crollo della valuta nazionale, un drastico impoverimento della popolazione, difficoltà nell’approvvigionamento energetico e un progressivo deterioramento dei servizi pubblici. In questo contesto, il dibattito sul rilancio dell’economia ruota sempre più attorno a una domanda fondamentale: quale potrà essere il motore della ripresa?

Per Fouad Makhzoumi, imprenditore, parlamentare e figura di primo piano della politica libanese, la risposta passa dall’energia. Secondo la sua visione, il Libano deve smettere di essere un Paese costretto a importare energia e diventare invece un produttore di gas naturale capace di rifornire il mercato regionale, sfruttando le risorse presenti nel Mediterraneo orientale.

Si tratta di un progetto ambizioso che va ben oltre la semplice estrazione di idrocarburi. Nelle intenzioni di Makhzoumi, l’energia dovrebbe diventare il punto di partenza per una più ampia trasformazione economica, istituzionale e industriale del Paese, attirando investimenti esteri e creando nuove opportunità per il tessuto produttivo locale.

La crisi economica che ha cambiato il Libano

Negli ultimi anni il Libano ha vissuto una crisi senza precedenti.

Il collasso del sistema finanziario ha inciso profondamente sulla vita quotidiana dei cittadini.

Inflazione elevata, perdita del potere d’acquisto, difficoltà nell’accesso ai servizi essenziali e instabilità politica hanno ridotto drasticamente la capacità dello Stato di garantire continuità nelle forniture di energia elettrica e nei servizi pubblici.

L’energia è diventata uno dei simboli più evidenti delle difficoltà del Paese.

Interruzioni quotidiane della corrente elettrica, ricorso diffuso ai generatori privati e costi elevati rappresentano ancora oggi una realtà per molte famiglie e imprese.

In questo scenario, la prospettiva di valorizzare i giacimenti offshore assume un significato strategico che va oltre il semplice settore energetico.

Il Mediterraneo orientale al centro della geopolitica energetica

Negli ultimi due decenni il Mediterraneo orientale è diventato una delle aree più interessanti dal punto di vista energetico.

Le scoperte di importanti giacimenti di gas naturale hanno modificato gli equilibri regionali, coinvolgendo numerosi Paesi affacciati sul bacino.

Israele, Egitto e Cipro hanno già avviato importanti programmi di sviluppo delle proprie risorse.

Anche il Libano guarda ora con crescente interesse alle potenzialità presenti nelle proprie acque territoriali.

L’obiettivo è inserirsi in un mercato che potrebbe assumere un ruolo sempre più rilevante per la sicurezza energetica dell’area mediterranea e, più in generale, dell’Europa.

Perché il gas rappresenta una grande opportunità

Secondo Makhzoumi, il gas naturale potrebbe costituire la leva per rilanciare l’intera economia nazionale.

I possibili benefici sarebbero molteplici.

Tra questi:

  • incremento delle entrate pubbliche;
  • riduzione della dipendenza energetica;
  • attrazione di capitali internazionali;
  • sviluppo di nuove infrastrutture;
  • creazione di occupazione qualificata;
  • crescita dell’industria locale.

Naturalmente tutto questo presuppone che le risorse presenti nei fondali possano essere effettivamente sfruttate in modo sostenibile e che vengano realizzati gli investimenti necessari.

Dalle importazioni all’autosufficienza energetica

Uno dei principali obiettivi indicati da Makhzoumi consiste nel trasformare il Libano da importatore netto di energia a esportatore.

Oggi gran parte del fabbisogno energetico nazionale dipende ancora dalle importazioni.

Questa situazione espone il Paese alla volatilità dei mercati internazionali e aumenta i costi per cittadini e imprese.

Lo sviluppo della produzione nazionale potrebbe invece:

  • rafforzare la sicurezza energetica;
  • migliorare la competitività economica;
  • ridurre il peso della bolletta energetica;
  • favorire nuovi investimenti industriali.

Le riforme prima delle risorse

Secondo il parlamentare, tuttavia, lo sfruttamento del gas da solo non basta.

Per trasformare questa opportunità in crescita economica servono profonde riforme istituzionali.

Makhzoumi individua come uno dei principali ostacoli la presenza di inefficienze amministrative e di un sistema decisionale che rallenta gli investimenti.

L’obiettivo dichiarato è costruire uno Stato più efficiente, trasparente e capace di garantire regole certe agli operatori economici.

La fiducia degli investitori internazionali dipende infatti non soltanto dalla presenza di risorse naturali, ma anche dalla stabilità normativa e dalla qualità delle istituzioni.

L’importanza degli investimenti esteri

Lo sviluppo dei giacimenti offshore richiede tecnologie avanzate e ingenti capitali.

Per questa ragione il coinvolgimento delle imprese internazionali viene considerato essenziale.

Le grandi compagnie energetiche possiedono infatti:

  • competenze tecnologiche;
  • esperienza nelle perforazioni offshore;
  • capacità finanziaria;
  • reti commerciali internazionali.

Il Libano punta quindi ad attrarre nuovi partner industriali interessati a partecipare allo sviluppo del settore.

Le opportunità per le imprese italiane

Nella visione delineata da Makhzoumi, anche l’Italia potrebbe svolgere un ruolo importante.

Le aziende italiane vantano infatti una lunga esperienza nei comparti:

  • energia;
  • infrastrutture;
  • ingegneria;
  • costruzioni;
  • impiantistica;
  • logistica.

L’eventuale crescita dell’industria energetica libanese potrebbe generare opportunità non soltanto per le società direttamente impegnate nell’estrazione del gas, ma anche per tutto l’indotto legato ai servizi tecnologici e industriali.

Il Mediterraneo rappresenta inoltre uno spazio naturale di cooperazione economica tra Italia e Libano.

Energia e stabilità politica

Lo sviluppo del settore energetico viene spesso associato anche a un obiettivo più ampio.

Una maggiore crescita economica potrebbe infatti contribuire a rafforzare la stabilità sociale.

Nuovi investimenti significano:

  • occupazione;
  • aumento delle entrate fiscali;
  • miglioramento delle infrastrutture;
  • crescita del reddito.

Naturalmente il rapporto tra economia e stabilità politica è complesso e dipende da numerosi fattori.

Tuttavia molti osservatori ritengono che una ripresa economica rappresenti una condizione importante per favorire il rafforzamento delle istituzioni.

Le sfide ancora aperte

Nonostante le prospettive, il percorso resta impegnativo.

Tra le principali sfide figurano:

  • definizione del quadro normativo;
  • attrazione degli investitori;
  • sviluppo delle infrastrutture;
  • gestione sostenibile delle risorse;
  • stabilità politica interna;
  • equilibrio geopolitico nell’area mediterranea.

Ognuno di questi elementi può influenzare tempi e modalità dello sviluppo energetico.

Il ruolo del Mediterraneo nella sicurezza energetica europea

Negli ultimi anni il tema della diversificazione delle fonti energetiche è diventato centrale anche per l’Europa.

Per questo motivo il Mediterraneo orientale assume un’importanza crescente.

L’eventuale ingresso del Libano tra i produttori regionali potrebbe contribuire ad ampliare l’offerta disponibile e rafforzare la cooperazione energetica tra le due sponde del Mediterraneo.

Naturalmente tutto dipenderà dalla reale capacità del Paese di sviluppare le proprie risorse e inserirsi nelle reti energetiche internazionali.

Gas, ma anche innovazione e sviluppo industriale

L’energia non rappresenta soltanto una fonte di reddito.

Può diventare il punto di partenza per costruire nuove filiere industriali.

Lo sviluppo del settore potrebbe infatti favorire:

  • ricerca tecnologica;
  • formazione professionale;
  • innovazione industriale;
  • crescita della manifattura;
  • sviluppo della logistica portuale.

In questo senso il gas verrebbe considerato non come un fine, ma come uno strumento per rilanciare l’intero sistema economico nazionale.

Una scommessa che guarda al lungo periodo

La visione illustrata da Fouad Makhzoumi propone un cambio di paradigma per il Libano: trasformare una nazione segnata da una profonda crisi economica in un attore capace di valorizzare le proprie risorse energetiche e di ritagliarsi un ruolo nel Mediterraneo orientale. La prospettiva di diventare produttore di gas naturale e fornitore di energia viene presentata come una leva per rilanciare investimenti, occupazione e crescita, ma il successo di questo progetto dipenderà dalla capacità del Paese di affrontare contemporaneamente le sfide economiche, istituzionali e geopolitiche che ancora ne condizionano lo sviluppo.

Per il Libano, il gas rappresenta certamente un’opportunità, ma non una soluzione automatica. Serviranno riforme, trasparenza amministrativa, infrastrutture moderne e un contesto favorevole agli investimenti internazionali. Se questi elementi riusciranno a convergere, il settore energetico potrà diventare uno dei pilastri della ripresa economica nazionale e rafforzare anche la cooperazione con partner strategici come l’Italia, contribuendo a ridisegnare il ruolo del Paese nello scenario energetico del Mediterraneo.

26 Luglio 2026 ( modificato il 25 Luglio 2026 | 12:37 )
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