5:59 am, 28 Luglio 26 calendario

Airbnb cambia commissioni: la nuova stangata per gli host

Di: Maria Vittoria Puzzo

🌐 Airbnb cambia il sistema delle commissioni e dal nuovo modello previsto per gli host molti proprietari temono un calo dei guadagni. La commissione unica trasferisce infatti una quota maggiore dei costi direttamente su chi mette a disposizione l’alloggio, modificando gli equilibri economici delle locazioni brevi.

Airbnb cambia le commissioni: cosa succede agli host da ottobre

Il mondo degli affitti brevi si prepara a una nuova modifica destinata a far discutere. Airbnb cambia il sistema delle commissioni e il nuovo meccanismo rischia di pesare soprattutto sui proprietari degli immobili, che potrebbero vedere ridursi il compenso netto ricevuto per ogni prenotazione.

La novità riguarda il passaggio verso un modello di commissione unica a carico dell’host, con l’obiettivo dichiarato dalla piattaforma di rendere più semplice e trasparente il prezzo finale mostrato agli ospiti. Per molti proprietari, però, il cambiamento viene percepito come uno spostamento dei costi dal cliente finale direttamente sulle loro entrate.

Il punto più delicato riguarda la differenza tra il vecchio sistema e quello nuovo. In precedenza, nella formula più diffusa, il costo del servizio veniva diviso tra ospite e proprietario: l’host pagava generalmente una percentuale più contenuta, mentre una quota veniva aggiunta al prezzo pagato dal viaggiatore. Con il nuovo schema, invece, la trattenuta viene concentrata sul compenso del proprietario.

La nuova commissione Airbnb: come cambia il modello

Il sistema tradizionale prevedeva una struttura definita split-fee, cioè una commissione suddivisa tra le due parti.

In questo modello:

  • l’host sosteneva normalmente una commissione intorno al 3%;
  • l’ospite pagava una commissione di servizio aggiuntiva calcolata sulla prenotazione.

Con il nuovo sistema, Airbnb punta invece alla cosiddetta single fee, una commissione unica che viene sottratta direttamente dal compenso del proprietario.

Secondo le informazioni diffuse sulla nuova struttura tariffaria, per molti host la commissione unica si colloca intorno al 15,5% del totale della prenotazione soggetta a commissione.

La conseguenza pratica è immediata: se un proprietario mantiene invariato il prezzo pubblicato, il suo incasso netto può diminuire.

Perché gli host parlano di penalizzazione

Il malcontento nasce soprattutto da un semplice calcolo economico.

Un esempio aiuta a capire il cambiamento.

Con il vecchio sistema, un host che fissava un prezzo di 100 euro poteva vedersi trattenere una commissione relativamente contenuta, mentre il cliente finale sosteneva una parte del costo del servizio.

Con il nuovo modello, la stessa prenotazione può comportare una trattenuta più elevata direttamente sul compenso del proprietario.

Molti host sostengono quindi che il cambiamento rappresenti una riduzione del margine operativo, soprattutto per chi gestisce un solo appartamento e non dispone di grandi economie di scala.

Per i piccoli proprietari, infatti, anche pochi punti percentuali possono incidere sul risultato annuale, considerando altre spese già presenti:

  • pulizie;
  • manutenzione;
  • utenze;
  • tasse;
  • costi condominiali;
  • eventuali servizi esterni.

Airbnb punta alla trasparenza per gli ospiti

Dal punto di vista della piattaforma, il nuovo sistema nasce con una logica diversa.

Airbnb sostiene che una commissione unica permetta agli utenti di vedere più chiaramente il prezzo complessivo dell’alloggio, evitando sorprese nella fase finale della prenotazione.

Il viaggiatore visualizza quindi un prezzo più vicino al costo effettivo dell’alloggio fin dall’inizio della ricerca.

Questa strategia punta a rendere l’esperienza di prenotazione più semplice e immediata, soprattutto in un mercato dove la trasparenza del prezzo è diventata un elemento competitivo fondamentale.

Il problema sollevato dagli host è però un altro: chi sostiene realmente il costo di questa semplificazione?

Il rischio per i proprietari: aumentare i prezzi o accettare meno guadagni

Davanti alla nuova commissione, gli host hanno principalmente due possibilità.

La prima è mantenere invariato il prezzo dell’annuncio e accettare una riduzione del guadagno netto.

La seconda è aumentare la tariffa per compensare la maggiore trattenuta.

Quest’ultima soluzione, però, presenta alcune difficoltà.

Aumentare i prezzi significa confrontarsi con un mercato molto competitivo, dove gli utenti possono scegliere tra numerose alternative.

Un aumento troppo elevato potrebbe ridurre la capacità di attrarre prenotazioni, soprattutto nelle zone con maggiore offerta di appartamenti turistici.

Gli host dovranno quindi lavorare maggiormente sulla gestione delle tariffe, valutando:

  • stagionalità;
  • domanda locale;
  • eventi;
  • concorrenza;
  • recensioni;
  • qualità dell’offerta.

Le conseguenze per il mercato degli affitti brevi

La modifica delle commissioni arriva in una fase già delicata per il settore degli affitti turistici.

Negli ultimi anni il comparto è cresciuto rapidamente, ma contemporaneamente sono aumentate le pressioni normative e fiscali.

Molti proprietari stanno affrontando un contesto caratterizzato da:

  • maggiore concorrenza;
  • nuove regole locali;
  • obblighi amministrativi;
  • aumento dei costi di gestione.

Una commissione più alta può quindi spingere alcuni piccoli operatori a rivalutare la convenienza dell’affitto breve rispetto ad altre formule, come la locazione tradizionale.

Per chi invece gestisce più immobili, il problema potrebbe essere affrontato attraverso strategie più sofisticate di gestione dei prezzi.

Gli host dovranno rivedere le strategie

Il cambiamento delle commissioni rende ancora più importante la gestione professionale dell’annuncio.

Non sarà più sufficiente pubblicare un appartamento e attendere le prenotazioni.

Gli host dovranno prestare maggiore attenzione a:

  • fotografie professionali;
  • descrizioni efficaci;
  • posizionamento del prezzo;
  • calendario aggiornato;
  • gestione delle recensioni.

In un mercato dove il margine si riduce, ogni dettaglio può diventare determinante.

Anche piccoli miglioramenti nell’occupazione dell’immobile possono compensare parte dell’impatto economico della nuova commissione.

Il confronto con altre piattaforme

La modifica di Airbnb potrebbe inoltre riaprire il confronto con altre piattaforme di prenotazione.

Molti proprietari valutano già strategie di diversificazione, evitando di dipendere da un solo canale.

Affidarsi a più strumenti può consentire di distribuire il rischio e avere maggiore controllo sulle prenotazioni.

Tuttavia, Airbnb mantiene una posizione molto forte grazie alla notorietà internazionale, alla grande base di utenti e alla capacità di generare domanda in molte destinazioni.

Per questo motivo molti host difficilmente abbandoneranno completamente la piattaforma, ma potrebbero modificare il modo in cui la utilizzano.

Ottobre sarà un passaggio decisivo per gli host

Il cambio delle commissioni rappresenta quindi una trasformazione importante nel rapporto tra Airbnb e i proprietari.

Per gli ospiti potrebbe significare maggiore chiarezza sul prezzo finale.

Per gli host, invece, significa fare nuovi calcoli e valutare con attenzione la redditività delle proprie locazioni.

La vera sfida sarà trovare un equilibrio tra prezzi competitivi e sostenibilità economica.

Il nuovo modello non elimina il mercato degli affitti brevi, ma cambia le regole del gioco: chi gestisce un alloggio dovrà conoscere meglio costi, margini e strategie di vendita per continuare a ottenere risultati positivi.

28 Luglio 2026
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