10:17 pm, 27 Luglio 26 calendario

Gino Paoli trovato senza vita dopo settimane di ricerche in Trentino

Di: Viviana Solari

🌐 Gino Paoli trovato senza vita: si è conclusa nel modo più tragico la vicenda dell’85enne di Brentonico scomparso il 2 luglio. Il corpo è stato rinvenuto nella zona di Malga Mortigola dopo settimane di ricerche che hanno coinvolto centinaia di soccorritori, volontari, unità cinofile, droni ed elicotteri. La comunità locale è sotto shock per un epilogo che chiude una delle operazioni di ricerca più imponenti degli ultimi mesi sul territorio trentino.

Gino Paoli trovato senza vita dopo settimane di ricerche in Trentino

Si è conclusa con il più doloroso degli epiloghi la vicenda di Gino Paoli, l’85enne residente a Brentonico, in Trentino, del quale si erano perse le tracce lo scorso 2 luglio. Nella mattinata di oggi, 27 luglio, il corpo dell’uomo è stato rinvenuto nella zona di Malga Mortigola, mettendo fine a quasi quattro settimane di speranze, ricerche e appelli che avevano mobilitato l’intera comunità locale e un imponente dispositivo di soccorso.

Il ritrovamento chiude una delle operazioni di ricerca più articolate registrate negli ultimi mesi sul territorio trentino. Per settimane, centinaia di operatori specializzati e volontari hanno battuto sentieri, boschi e aree montane nella speranza di individuare l’anziano ancora in vita. L’esito, purtroppo, conferma i timori che con il passare dei giorni erano diventati sempre più concreti.

Il ritrovamento nella zona di Malga Mortigola

Il corpo di Gino Paoli è stato individuato nella mattinata di lunedì nell’area di Malga Mortigola, una zona montana situata nel territorio di Brentonico. Le operazioni di recupero sono state avviate immediatamente dopo la segnalazione del ritrovamento.

L’identificazione dell’uomo pone definitivamente fine alle ricerche iniziate all’inizio di luglio, quando i familiari avevano denunciato la sua scomparsa non vedendolo rientrare e non riuscendo più a mettersi in contatto con lui.

Resta ora il compito delle autorità competenti di ricostruire con precisione gli ultimi movimenti dell’85enne e chiarire ogni elemento utile a definire la dinamica della vicenda. Al momento, le informazioni disponibili riguardano esclusivamente il ritrovamento del corpo e la conclusione delle attività di ricerca.

La scomparsa del 2 luglio

L’intera vicenda era iniziata il 2 luglio, giorno in cui dell’anziano si erano improvvisamente perse le tracce.

L’allarme lanciato dai familiari aveva fatto scattare in tempi rapidissimi il protocollo previsto per le persone scomparse, soprattutto considerando l’età avanzata dell’uomo e il territorio particolarmente complesso in cui si ipotizzava potesse trovarsi.

Fin dalle prime ore, ogni minuto è stato considerato prezioso. Le ricerche si sono concentrate inizialmente nelle aree frequentate abitualmente dall’85enne, per poi estendersi progressivamente a una porzione sempre più ampia del territorio montano circostante.

La speranza era quella di individuare rapidamente qualche traccia utile: un indumento, un oggetto personale o qualsiasi elemento che potesse restringere il campo delle ricerche. Tuttavia, con il trascorrere dei giorni, nessun indizio significativo era emerso.

Una delle più grandi operazioni di ricerca degli ultimi mesi

L’intervento coordinato per ritrovare Gino Paoli ha rappresentato una delle operazioni di ricerca più impegnative affrontate recentemente nell’area della Vallagarina.

Complessivamente sono state coinvolte circa 400 persone, impegnate a vario titolo nelle attività di ricerca e coordinamento.

Tra i protagonisti delle operazioni figuravano gli operatori delle stazioni del Soccorso Alpino della Vallagarina, Ala, Altipiani, Fai della Paganella, Pergine, Riva del Garda e Trento-Monte Bondone.

Accanto ai tecnici del soccorso alpino hanno operato anche i vigili del fuoco volontari della Vallagarina, i vigili del fuoco permanenti di Trento, i Carabinieri di Brentonico, oltre alle numerose unità cinofile appartenenti alla Polizia di Stato, alla Guardia di Finanza e alla Scuola provinciale Cani da ricerca e Catastrofe.

L’obiettivo era quello di sfruttare ogni possibile risorsa disponibile per aumentare le probabilità di localizzare rapidamente l’anziano disperso.

Droni, elicotteri e tecnologia al servizio delle ricerche

Le attività non si sono limitate alle sole squadre impegnate a terra.

Nel corso delle settimane sono stati impiegati anche elicotteri e droni, strumenti ormai fondamentali nelle operazioni di ricerca in ambiente montano.

L’utilizzo della tecnologia consente infatti di monitorare rapidamente vaste aree difficilmente raggiungibili dai soccorritori, individuando eventuali anomalie o punti di interesse che meritano approfondimenti.

I droni vengono utilizzati soprattutto nelle zone più impervie, dove la vegetazione fitta, i dislivelli e la conformazione del terreno possono rendere estremamente complicate le operazioni tradizionali.

Anche in questo caso, però, il ricorso ai mezzi tecnologici non aveva permesso di individuare elementi decisivi durante le prime settimane.

Le ricerche proseguite anche dopo i primi giorni

Con il passare del tempo e l’assenza di risultati concreti, il dispositivo di ricerca è stato inevitabilmente rimodulato.

Dopo una prima fase caratterizzata da un dispiegamento eccezionale di uomini e mezzi, dal pomeriggio del 5 luglio le attività sono proseguite in forma ridotta.

Una scelta che rappresenta una prassi consolidata nelle operazioni di lunga durata, quando le aree inizialmente considerate prioritarie sono già state controllate più volte senza esito.

Ciò non significa interrompere le ricerche, ma adattarle a un monitoraggio costante del territorio, mantenendo viva la possibilità di individuare nuovi elementi utili.

È proprio durante questa fase successiva che si è arrivati, nella mattinata odierna, al ritrovamento del corpo dell’85enne.

Il dolore della comunità di Brentonico

La notizia del ritrovamento ha profondamente colpito Brentonico, il comune in cui viveva Gino Paoli.

Durante tutto il periodo della scomparsa la comunità aveva seguito con partecipazione l’evolversi delle ricerche, condividendo appelli e sostenendo il lavoro dei soccorritori.

Nei piccoli centri di montagna, episodi di questo genere assumono inevitabilmente una dimensione collettiva. Ogni persona scomparsa rappresenta una vicenda che coinvolge non soltanto i familiari, ma anche vicini, amici e volontari che si mobilitano nella speranza di contribuire a un esito positivo.

L’epilogo odierno lascia inevitabilmente spazio al cordoglio e alla vicinanza nei confronti della famiglia dell’anziano.

Il ruolo decisivo della collaborazione tra enti

Uno degli aspetti che ha caratterizzato questa vicenda è stato il forte coordinamento tra le diverse componenti del sistema di soccorso.

Le operazioni hanno richiesto la collaborazione di Soccorso Alpino, vigili del fuoco, Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, unità cinofile e numerosi volontari.

In contesti montani complessi, la sinergia tra professionalità differenti rappresenta un elemento essenziale per affrontare le emergenze.

Ogni struttura mette infatti a disposizione competenze specifiche: chi opera nelle ricerche a terra, chi gestisce il coordinamento, chi utilizza mezzi aerei, chi impiega cani addestrati alla ricerca di persone disperse e chi fornisce supporto logistico alle squadre impegnate sul campo.

Anche quando il risultato finale è purtroppo drammatico, il lavoro congiunto di tutti gli operatori testimonia il livello di preparazione del sistema di protezione e soccorso presente sul territorio.

Una vicenda che si chiude nel dolore

Il ritrovamento del corpo di Gino Paoli mette fine a settimane di incertezza che avevano tenuto con il fiato sospeso familiari, soccorritori e cittadini.

Per quasi un mese la speranza di ritrovare l’85enne vivo aveva alimentato un’intensa attività di ricerca, sostenuta dall’impegno di centinaia di persone e dall’utilizzo dei più moderni strumenti disponibili per il soccorso in ambiente montano.

L’esito odierno trasforma quella speranza in lutto, chiudendo una vicenda che resterà impressa nella memoria della comunità di Brentonico e di tutti coloro che hanno partecipato, direttamente o indirettamente, alle operazioni di ricerca.

27 Luglio 2026
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