11:10 am, 27 Luglio 26 calendario

Ucraina-Russia, droni su Rostov: due morti e raid su Belgorod

Di: Viviana Solari

🌐 La guerra tra Ucraina e Russia registra una nuova escalation con un massiccio scambio di attacchi con droni. Nella regione russa di Rostov due persone sono morte e cinque sono rimaste ferite dopo un raid attribuito a Kiev, mentre a Belgorod altre dodici persone sono rimaste ferite. Sul fronte opposto, Mosca ha lanciato 147 droni contro l’Ucraina, con la difesa aerea di Kiev che dichiara di averne neutralizzati 123. Gli attacchi confermano l’intensificazione della guerra a distanza tra i due Paesi e il crescente ricorso ai velivoli senza pilota.

Nuova escalation nella guerra tra Russia e Ucraina

La guerra tra Russia e Ucraina continua a essere caratterizzata da un’intensificazione degli attacchi con droni, diventati ormai uno degli strumenti principali del conflitto. Nelle ultime ore entrambe le parti hanno rivendicato o denunciato operazioni su larga scala, con conseguenze sia sul fronte militare sia sulle aree civili.

La notte è stata segnata da esplosioni nella città russa di Rostov sul Don, mentre contemporaneamente le autorità ucraine hanno riferito di un nuovo massiccio attacco aereo lanciato dalle forze di Mosca contro diverse regioni del Paese.

Il bilancio provvisorio racconta di vittime, feriti e danni materiali su entrambi i lati del confine, confermando come la guerra stia assumendo sempre più le caratteristiche di un confronto basato sull’impiego sistematico di droni e sistemi di difesa aerea.

Attacco su Rostov: due morti e cinque feriti

Secondo le autorità russe, il raid che ha colpito Rostov sul Don, importante centro della Russia meridionale, ha provocato la morte di due persone e il ferimento di altre cinque.

Le prime notizie sono arrivate durante la notte attraverso canali locali che hanno segnalato diverse esplosioni nella città. Successivamente il sindaco Alexander Skryabin ha confermato che un edificio residenziale era stato danneggiato dall’attacco.

A fornire un quadro più dettagliato è stato il governatore della regione di Rostov, Yuri Slyusar, secondo il quale l’offensiva avrebbe provocato anche incendi in magazzini e in diverse abitazioni.

Le autorità locali hanno inoltre riferito che l’onda d’urto delle esplosioni ha causato la rottura delle finestre di numerosi edifici residenziali, interessando anche i piani superiori di un condominio e una struttura destinata ai servizi sociali.

Danni anche nelle aree urbane

Le immagini e le testimonianze diffuse nelle ore successive descrivono una situazione di forte tensione nelle zone colpite.

Secondo quanto riportato da media indipendenti russi, una colonna di fumo sarebbe stata osservata nella zona del porto di Rostov sul Don, in prossimità dell’area dove è stato danneggiato un edificio residenziale.

Al momento non sono stati resi noti ulteriori dettagli ufficiali sull’eventuale presenza di obiettivi militari nelle vicinanze delle aree colpite né sull’entità complessiva dei danni alle infrastrutture.

Belgorod ancora sotto attacco

Quello su Rostov non è stato l’unico episodio registrato nelle ultime ore sul territorio russo.

Le autorità hanno infatti segnalato un ulteriore attacco nella regione di Belgorod, una delle aree più frequentemente interessate dalle operazioni ucraine per la vicinanza al confine.

In questo caso il bilancio parla di dodici persone ferite, confermando come le regioni meridionali e occidentali della Federazione Russa continuino a essere esposte ai raid provenienti oltre frontiera.

Belgorod è diventata negli ultimi anni uno dei principali fronti della guerra a distanza, con bombardamenti e attacchi con droni che si susseguono con frequenza crescente.

Mosca: abbattuti 276 droni ucraini

Il Ministero della Difesa russo ha diffuso un proprio bilancio delle operazioni difensive, sostenendo che nel corso della notte siano stati abbattuti 276 droni ucraini diretti verso il territorio della Federazione.

Il dato non è verificabile in modo indipendente e si inserisce nel consueto scambio di comunicazioni tra le parti, che spesso diffondono cifre differenti sugli effetti delle rispettive operazioni militari.

L’utilizzo di sciami di droni rappresenta ormai una componente stabile della strategia bellica di entrambe le nazioni, con l’obiettivo di colpire infrastrutture, depositi logistici, basi militari e, in alcuni casi, obiettivi situati a notevole distanza dalla linea del fronte.

La risposta russa: 147 droni contro l’Ucraina

Sul fronte opposto, l’Aeronautica militare delle Forze armate ucraine ha denunciato un nuovo attacco su vasta scala condotto dalla Russia.

Secondo Kiev, Mosca avrebbe lanciato 147 droni contro il territorio ucraino utilizzando differenti tipologie di velivoli senza pilota.

Tra questi figurano:

  • Shahed, compresi modelli a reazione;
  • Gerbera;
  • Italmas;
  • droni-esca Parodiya.

Le autorità ucraine riferiscono che i lanci sarebbero partiti dalle regioni russe di Brijansk, Primorsko-Akhtarsk e Orel, oltre che dai territori occupati di Donetsk e dalla Crimea.

Kiev: neutralizzati 123 droni

La difesa aerea ucraina sostiene di aver intercettato o neutralizzato 123 dei 147 droni impiegati nell’offensiva.

Alle operazioni di contrasto hanno partecipato diversi assetti militari:

  • aviazione;
  • unità missilistiche antiaeree;
  • reparti di guerra elettronica;
  • sistemi senza pilota;
  • gruppi mobili di fuoco.

Secondo il comunicato diffuso dalle autorità di Kiev, le intercettazioni hanno interessato soprattutto il nord, il sud e l’est dell’Ucraina.

Gli impatti sul territorio ucraino

Nonostante l’elevato numero di droni dichiarati neutralizzati, le autorità ucraine riferiscono che alcuni velivoli sono riusciti a raggiungere i propri obiettivi.

Nel bilancio provvisorio vengono segnalati:

  • 21 impatti in dieci diverse località;
  • caduta di frammenti di droni in altre sette aree.

Al momento della diffusione dell’aggiornamento ufficiale, Kiev ha inoltre precisato che l’attacco risultava ancora in corso e che ulteriori droni russi erano presenti nello spazio aereo nazionale.

Questo evidenzia come le offensive vengano ormai condotte per diverse ore consecutive, costringendo i sistemi di difesa aerea a operare senza interruzioni.

La guerra dei droni cambia il volto del conflitto

L’impiego massiccio di droni da parte di entrambe le forze armate rappresenta una delle principali evoluzioni della guerra iniziata nel febbraio 2022.

Questi sistemi consentono di colpire obiettivi molto distanti dalla linea del fronte, riducendo il rischio diretto per gli equipaggi e aumentando la capacità di saturare le difese avversarie.

Parallelamente, sia Mosca sia Kiev hanno investito significativamente nello sviluppo di sistemi di difesa aerea, guerra elettronica e intercettazione, dando vita a un continuo confronto tecnologico che evolve rapidamente.

Ogni nuova offensiva viene ormai accompagnata da dichiarazioni sull’elevato numero di droni abbattuti, mentre resta difficile verificare in maniera indipendente i dati forniti dalle parti coinvolte.

Un conflitto sempre più esteso oltre il fronte

Gli ultimi attacchi confermano come la guerra non sia più limitata alle aree direttamente interessate dalle operazioni terrestri, ma coinvolga con crescente frequenza città, infrastrutture e centri logistici situati a centinaia di chilometri dal fronte.

Le regioni russe di Rostov e Belgorod continuano a essere tra le più esposte agli attacchi ucraini, mentre il territorio ucraino resta bersaglio di raid quasi quotidiani condotti con droni e missili.

In questo contesto, il crescente utilizzo di velivoli senza pilota sta trasformando il conflitto in una guerra di logoramento tecnologico, nella quale la capacità di produrre, lanciare e intercettare droni assume un’importanza strategica sempre maggiore. Le informazioni diffuse da Mosca e Kiev, tuttavia, riflettono le rispettive posizioni ufficiali e non possono essere verificate in modo indipendente nelle aree interessate dalle ostilità.

27 Luglio 2026
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