đ Bernini e i Barberini libertaĚ creativa nella ritrattistica barocca
Non vuole essere solo una retrospettiva. Vuole essere una circumnavigazione tra rapporti molto speciali e vuole essere una ricerca sul significato dei rapporti tra Gian Lorenzo Bernini e Maffeo Barberini che nel 1623 divenne papa col nome di Urbano VIII e che fu il suo primo importante, anzi decisivo committente. Una comunicazione, un comprendersi, un sodalizio che fu determinante per la nascita del Barocco.
Parte da qui l’esposizione Bernini e i Barberini , curata da Andrea Bacchi e Maurizia Cicconi , appena inaugurata a Palazzo Barberini e visitabile sino al 14 giugno, e che propone per la prima volta una ricostruzione visiva e critica del rapporto personale, intellettuale e politico che fu allâorigine di una delle piuĚ radicali trasformazioni della storia dellâarte europea.

Barberini, ancora prima di diventare papa, infatti intuiĚ le potenzialitaĚ rivoluzionarie del giovane scultore, favorendone lâemancipazione dalla bottega paterna e accompagnandone la trasformazione da prodigio tecnico ad artista universale e la mostra ripercorre questo rapporto dall’inizio per dimostrare come lâaffermazione del Barocco non sia il risultato di una generica evoluzione stilistica, ma lâesito concreto di un rapporto privilegiato tra artista e committente, capace di orientare scelte formali, iconografiche e politiche. IL che significa che nel dibattito ancora aperto sulle origini del Barocco (tra chi ne individua lâinizio intorno al 1600 con Carracci e Caravaggio e chi lo colloca negli anni Trenta del Seicento) la mostra offre una lettura centrata sulla responsabilitaĚ storica di Urbano VIII come vero artefice della svolta nell’affermarsi del barocco.
Articolata in sei sezioni, la mostra segue la parabola creativa di Gian Lorenzo Bernini, dagli esordi nella bottega paterna alla piena maturitaĚ, zoomando proprio sul ruolo decisivo svolto da Maffeo Barberini nella definizione di un linguaggio artistico nuovo, destinato a imporsi come paradigma del Barocco europeo.

Si parte dalla prima sezione che ricostruisce il momento fondativo del rapporto tra Maffeo e il giovane artista, quando il futuro Urbano VIII intuiĚ le sue potenzialitaĚ rivoluzionarie alla seconda sezione dedicata al cantiere di San Pietro, il luogo simbolico in cui si manifesta con maggiore evidenza lâalleanza tra Urbano VIII e Bernini, alla conclusione della nuova basilica, avvenuta nel 1626, spetta infatti al pontefice e al suo artista prediletto il compito di reinventarne lâinterno.
Dalla terza sezione che ripercorre lâattivitaĚ di Bernini come ritrattista pontificio, a partire dai primi busti di Paolo V Borghese  e Gregorio XV Ludovisi, affiancati da ritratti in bronzo di entrambi i pontefici che testimoniano lâassimilazione da parte del giovane Bernini dei modelli della ritrattistica antica alla quarta dedicata a Palazzo Barberini, luogo simbolico della Roma barberiniana e sede della mostra, con disegni, modelli e opere che raccontano la genesi di un edificio che rappresenta uno dei primi e piuĚ riusciti esempi di architettura barocca corale perchè Bernini, Borromini e Pietro da Cortona collaborano e competono alla definizione di uno spazio che fonde la tipologia del palazzo urbano con quella della villa suburbana.
Per passare alla quinta sezione, antologia di busti della Roma di Urbano VIII, cardinali, intellettuali, cortigiani e figure eccentriche che ruotavano intorno al pontefice e poi all’ultima, che indaga sulla problematicita del rapporto tra Bernini e Urbano VIII e quindi sulla libertaĚ creativa dellâartista. Qui trovano spazio busti raramente esposti, come quello di Thomas Baker (Victoria and Albert Museum, Londra) e dipinti attribuiti a Bernini, che testimoniano unâattivitaĚ svolta per diletto e sperimentazione, lontana dai vincoli della grande committenza pubblica.

Al centro il celebre busto di Costanza Bonarelli , unico ritratto scultoreo realizzato dallâartista senza committente, unâopera che restituisce tutta lâintensitaĚ di una relazione personale violenta segnando uno dei vertici della ritrattistica barocca.
Un volo su lavoro e passioni di un genio che gustò fama e potere , afferrando ogni situazione e necessita al volo, non fermandosi mai al già fatto, andando veloce, velocissimo.
S.D.P.
© RIPRODUZIONE RISERVATA






