Rio Ari O. Luca Carboni: 40 anni tra musica e arte
Sabato 8 febbraio alle ore 18.00, un evento speciale si svolgerà nella piazza coperta della Biblioteca Salaborsa (Piazza del Nettuno 3) con Luca Carboni in un omaggio unico. L’evento fa parte del programma pubblico della mostra in corso presso il Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna, prorogata fino al 2 marzo 2025. I partecipanti avranno l’opportunità di onorare Luca Beatrice (1961-2025), curatore e critico d’arte, recentemente scomparso. L’evento sarà condotto dalla giornalista Simonetta Sciandivasci e includerà ospiti come Francesca Parisini dell’agenzia Elastica, insieme a Luca Carboni stesso.
L’iniziativa, intitolata Rio Ari O. Luca Carboni: 40 anni tra musica e arte, è sostenuta dalla Regione Emilia-Romagna e ha il patrocinio del Comune di Bologna. L’evento è reso possibile grazie ai contributi di vari sponsor, tra cui EmilBanca, Gruppo Hera, Macron, Manifattura Ceccarelli, e al supporto di Michele Casadei Massari, chef bolognese residente a New York. La mostra ha anche il patrocinio tecnico di EFFE 3 Design, con Radio Capital come emittente radiofonica ufficiale.
L’esposizione, situata in quattro stanze e una wunderkammer presso il Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna, celebra il titolo UNESCO della città creativa e rende omaggio a uno dei suoi artisti più versatili, Luca Carboni. I visitatori avranno l’opportunità di esplorare oggetti, copertine di dischi, testi inediti, appunti e memorie che tracciano il percorso artistico di Carboni a partire dal 1984.

La mostra va oltre la dimensione pubblica dell’artista, approfondendo gli aspetti nascosti del suo lavoro. Rivela uno sguardo dietro le quinte sul processo creativo di Carboni, mostrando schizzi, appunti e dipinti che corrono parallelamente ai suoi successi musicali. L’esposizione presenta anche un design sonoro nell’ultima sala, che include canzoni, tracce inedite, audio in studio, accompagnati da immagini in un’atmosfera a tema pop.
Bologna gioca un ruolo centrale nell’ambientazione della mostra, con porte in rovere scuro, maniglie e pannelli con forme misteriose e intriganti come satiri, fauni e serpenti. L’esposizione si estende al di fuori del museo sotto il Portico del Pavaglione, creando una traccia spettrale da via dell’Archiginnasio alle 9 chiavi del portico.
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