L’invecchiamento attivo: scopri i 3 consigli degli esperti per vivere più a lungo
Nell’ottica di promuovere un invecchiamento attivo e pieno di salute, l’Istituto Romano di San Michele ha recentemente sottolineato l’importanza di seguire alcuni semplici consigli per garantire una vita più lunga e soddisfacente.
Secondo i dati più recenti dell’ISTAT, la speranza di vita in Italia è in costante aumento, con la Liguria che primeggia per longevità e la Campania che si trova in coda alla classifica. Vivere in una comunità, specialmente nei piccoli centri, è stato associato a una maggiore memoria e a una migliore qualità di vita per gli anziani, rispetto a coloro che vivono soli o con una badante. Frequentare luoghi di socializzazione, come il bar del centro, e condividere interessi con amici può essere la chiave per allontanare la solitudine e godere di una vecchiaia serena e attiva.
Un recente studio condotto da Road to Green e Consumerismo per l’Istituto Romano di San Michele ha rivelato che calore, contatto e umanità sono le parole chiave per una vita sana nella terza età. Essendo l’uomo un animale sociale, i contatti sociali sono essenziali per mantenere attiva l’attività neurale nel cervello. Durante gli anni della pandemia, il distanziamento sociale e l’uso delle mascherine hanno messo a dura prova la nostra necessità di contatto umano, portandoci a salutarci toccandoci il gomito anziché stringerci la mano. Questa ricerca sottolinea quanto sia fondamentale il contatto umano per il benessere della nostra specie, poiché gli esseri umani sono naturalmente orientati all’assistenza reciproca.
Il presidente dell’Istituto San Michele, Giovanni Libanori, ha evidenziato l’impegno dell’ASP di San Michele nel promuovere iniziative e progetti di innovazione sociale, come passeggiate, laboratori e progetti artistici, per favorire un invecchiamento attivo e una vita piena di significato per gli anziani.
Nel contesto dei meccanismi che portano a problemi, malattie e patologie legate all’invecchiamento, sono stati individuati decadimenti sottocorticali che comportano diminuzioni nelle relazioni affettive, comportamentali e di contatti. Altri tipi di decadimento possono portare a condizioni come l’Alzheimer, la perdita di neuroni e la demenza. Per identificare precocemente queste condizioni, è possibile sottoporsi a test cognitivi come il Mini Mental Status Exam (MMSE), che esamina diversi aspetti della funzionalità cerebrale. Il Dott. Piero Petrini, esperto in medicina, psichiatria e neurologia, ha sottolineato l’importanza di riconoscere i primi segni di decadimento cerebrale lieve e di adottare approcci appropriati per la gestione della malattia.
Durante una giornata dedicata alla prevenzione presso l’Istituto Romano di San Michele, la signora Annamaria, 89 anni, ha condiviso con lucidità le sue passioni per il cinema, le parole crociate, giocare a carte e trascorrere del tempo con le amiche. Originaria della Toscana e residente presso l’ASP San Michele da 8 anni, ha sempre lavorato nel campo dell’alta moda. La sua ricetta per una vita longeva si basa sull’importanza di stare in compagnia, un consiglio prezioso per tutti coloro che desiderano invecchiare con vitalità.
I tre consigli chiave emersi per vivere una vita sana nella terza età includono:
Stare con gli altri: Le relazioni e le interazioni sociali sono fondamentali per una vita più lunga e appagante. L’aiuto reciproco e le reazioni positive possono contribuire al benessere generale.
Tenersi attivi: Impegnarsi in attività che stimolano la mente è essenziale per preservare le funzioni cognitive. Giocare a carte, guardare film, ascoltare musica e particolarmente impegnarsi nelle parole crociate sono ottimi modi per mantenere attiva la mente.
Bere acqua: Mantenere il corpo idratato è cruciale per la salute generale, e integrare sostanze come il magnesio e il potassio può favorire il benessere. Le vitamine B e C contenute nella frutta, la vitamina E presente nei grassi e la vitamina D sono essenziali per la salute.
Inoltre, un focus speciale è stato posto sui social, che vengono fortemente sconsigliati nell’età anziana. Il dottor Petrini mette in guardia sull’isolamento che può derivare dall’uso eccessivo dei social, sottolineando i rischi legati alle fake news, alle truffe e alle trappole economiche a cui gli anziani sono maggiormente esposti su queste piattaforme.
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