Tonno rosso da 338 kg torna nel Mare del Nord dopo decenni
🌐 Il tonno rosso è tornato nel Mare del Nord: un esemplare gigante da circa 338 kg è stato catturato al largo di Whitby, nello Yorkshire, in una delle più sorprendenti testimonianze del ritorno di un grande predatore nelle acque britanniche.
Tonno rosso gigante, la cattura che ha sorpreso Whitby
Per capire quanto sia eccezionale quello che è accaduto al largo dello Yorkshire bisogna guardare indietro di molti decenni. Il tonno rosso atlantico, uno dei pesci più grandi e potenti dell’oceano, era praticamente scomparso dal Mare del Nord. Ora è tornato, e lo ha fatto nel modo più spettacolare possibile: con un esemplare gigantesco, lungo circa 2,84 metri e dal peso stimato di 338 chilogrammi.
La cattura è avvenuta nelle acque al largo di Whitby, sulla costa nord-orientale dell’Inghilterra, dove il tonno rosso aveva rappresentato una presenza storica fino alla metà del Novecento. Il pesce è stato portato a bordo della Dominator A, imbarcazione di circa 12 metri guidata dallo skipper Ben Shutt.
Per l’equipaggio non è stata una normale giornata di pesca. Il primo segnale è arrivato dall’alto: un grande gruppo di uccelli marini si concentrava in una zona precisa, indicando la presenza di una notevole quantità di pesce. La barca ha cambiato rotta e quello che sembrava un semplice inseguimento di prede si è trasformato in un incontro con uno dei giganti del Mare del Nord.
Il tonno ha abboccato e ha iniziato una battaglia che, secondo il racconto dell’equipaggio, è durata circa un’ora e cinquanta minuti.
A bordo c’erano cinque persone, tra cui il ventottenne Jack Gardner e la diciottenne Ada Peake, giovane allieva della Whitby Fishing School. Per lei quella che doveva essere un’esperienza di formazione in mare si è trasformata in un episodio destinato a entrare nella storia recente della pesca locale.

Un pesce da 338 kg, ma il peso ufficiale è diverso
C’è un dettaglio che aiuta a comprendere meglio i numeri della cattura.
Il tonno è stato inizialmente stimato a bordo intorno ai 338 kg, mentre il peso registrato sulla banchina, dopo le operazioni necessarie alla lavorazione, è risultato di circa 302 kg.
La differenza non cambia la portata dell’evento. Anche il dato ufficiale colloca l’animale nella categoria dei grandi esemplari e conferma quanto siano imponenti i tonni rossi che stanno raggiungendo le acque settentrionali.
La vicenda è diventata ancora più significativa il giorno successivo, quando lo stesso equipaggio ha portato a terra un secondo esemplare, anch’esso superiore ai 300 kg.
Non si tratta quindi soltanto di un’apparizione isolata.
La presenza ravvicinata di più individui di queste dimensioni suggerisce che le acque al largo dello Yorkshire sono tornate a essere un ambiente utilizzato dal tonno rosso durante i suoi spostamenti stagionali.
Il ritorno del tonno rosso dopo la scomparsa dal Mare del Nord
Il tonno rosso non è una specie estranea a queste acque. Al contrario, la sua presenza ha una lunga storia lungo le coste britanniche.
Negli anni Trenta, la costa dello Yorkshire era conosciuta a livello internazionale proprio per la pesca ai grandi tonni. Scarborough e Whitby erano diventate destinazioni celebri per la pesca sportiva, attirando appassionati disposti a confrontarsi con pesci che potevano superare abbondantemente i 300 chilogrammi.
Nel 1933, proprio in quest’area, venne registrato un record britannico di circa 386 kg.
Poi il quadro cambiò radicalmente.
La pressione della pesca aumentò, le popolazioni di alcune delle principali prede del tonno diminuirono e, progressivamente, i grandi predatori smisero di frequentare con la stessa regolarità il Mare del Nord.
Negli anni Sessanta la loro presenza era diventata talmente rara da poter essere considerata, di fatto, scomparsa dalla regione.
Per questo la cattura odierna ha un significato che va molto oltre il peso del singolo animale. È il segnale visibile di un cambiamento dell’ecosistema marino.

Perché il tonno rosso è tornato proprio adesso
La spiegazione non è legata a un solo fattore.
Il primo elemento è il recupero della popolazione di tonno rosso nell’Atlantico orientale e nel Mediterraneo, favorito da anni di gestione più rigorosa della pesca. Dopo il forte declino provocato dal sovrasfruttamento, soprattutto nelle aree riproduttive, le misure internazionali di tutela hanno consentito agli stock di ricostituirsi.
Il secondo fattore riguarda la disponibilità di cibo.
Il tonno rosso è un predatore altamente mobile e segue le concentrazioni delle proprie prede. Aringhe, spratti e altri piccoli pesci possono diventare vere e proprie calamite per questi giganti.
Il terzo elemento è ancora più interessante e riguarda l’aumento delle temperature marine.
Il Mare del Nord sta attraversando una trasformazione climatica che modifica la distribuzione delle specie. Le acque più calde possono favorire lo spostamento verso nord di alcune popolazioni di pesci foraggio. E quando si spostano le prede, spesso si muovono anche i predatori che le inseguono.
Questo significa che il ritorno del tonno rosso non può essere interpretato soltanto come una storia positiva legata alla conservazione.
È anche una fotografia dei cambiamenti in corso nei mari europei.
Un gigante che segue il cambiamento del clima
Il tonno rosso è un animale straordinariamente adatto agli spostamenti su grandi distanze.
Può attraversare vaste porzioni dell’Atlantico, raggiungere acque relativamente fredde e percorrere migliaia di chilometri seguendo le condizioni più favorevoli per alimentarsi.
Per questo la sua comparsa nel Mare del Nord non significa necessariamente che abbia stabilito una nuova popolazione permanente nella regione.
È più corretto pensare a un corridoio alimentare tornato disponibile.
Le temperature, la presenza delle prede e il recupero numerico della specie possono aver creato una combinazione particolarmente favorevole. I grandi tonni hanno quindi ricominciato a frequentare territori che avevano abbandonato molti decenni fa.
Le dimensioni degli esemplari catturati rendono il fenomeno ancora più interessante.
Pesci di oltre 300 kg non sono semplicemente grandi tonni: sono animali adulti che hanno accumulato una notevole quantità di energia e che, per raggiungere quelle dimensioni, hanno avuto bisogno di trovare condizioni alimentari favorevoli per diversi anni.
La pesca del tonno rosso oggi è molto più regolamentata
Il ritorno del tonno rosso avviene inoltre in un contesto completamente diverso rispetto a quello degli anni Trenta.
La specie è sottoposta a quote, autorizzazioni, sistemi di controllo e obblighi di registrazione delle catture. Nel Regno Unito la pesca commerciale autorizzata nel 2026 è stata ampliata, ma rimane rigidamente regolamentata.
Sono state autorizzate circa 30 imbarcazioni commerciali e la pesca deve essere effettuata con canna e lenza, senza ricorrere a sistemi più intensivi. Ogni imbarcazione dispone inoltre di una quota specifica.
Per il triennio 2026-2028 il Regno Unito dispone di poco più di 230 tonnellate di quota annuale, con 120 tonnellate destinate alla pesca commerciale nel 2026.
Il dato è importante perché mostra una trasformazione significativa: il ritorno del tonno non viene necessariamente visto come un problema da evitare, ma come una risorsa che può essere gestita attraverso una pesca selettiva e controllata.
La sfida consiste nel trovare un equilibrio molto delicato.
Se la popolazione è tornata a crescere, aumentare troppo rapidamente la pressione potrebbe compromettere i risultati ottenuti. Se invece la gestione rimane rigorosa, il ritorno dei grandi predatori può rappresentare anche un’opportunità economica per le comunità costiere.
Gli scienziati stanno già studiando questi tonni
Il caso di Whitby arriva mentre i ricercatori stanno cercando di capire molto meglio cosa stia accadendo nelle acque britanniche.
Nelle settimane precedenti alla cattura sono stati marcati diversi tonni rossi al largo di Whitby, con l’obiettivo di seguire i loro movimenti e ricostruire le rotte migratorie.
Il monitoraggio è fondamentale perché una domanda rimane ancora aperta: da dove arrivano questi giganti e dove vanno dopo aver attraversato il Mare del Nord?
Le informazioni raccolte attraverso la marcatura possono aiutare a capire quanto tempo trascorrano nelle acque britanniche, quali zone frequentino maggiormente e se tendano a tornare negli stessi territori negli anni successivi.
Questi dati hanno anche un valore internazionale.
Il tonno rosso non conosce i confini amministrativi. Un singolo animale può attraversare le acque di diversi Paesi durante il proprio ciclo vitale. La sua gestione, di conseguenza, richiede una cooperazione che va ben oltre il singolo porto di pesca.

Il Mare del Nord sta cambiando
La cattura di Whitby offre infine una prospettiva più ampia.
Il ritorno di un grande predatore può essere letto come un successo della conservazione, perché dimostra che una specie fortemente sfruttata può recuperare quando la pressione della pesca viene ridotta e la gestione diventa più efficace.
Ma sarebbe sbagliato fermarsi a questa interpretazione.
Il tonno rosso sta tornando anche perché il mare nel quale si muove non è più quello di sessanta o cento anni fa.
Le temperature aumentano, le correnti cambiano, le specie si spostano e le catene alimentari vengono riorganizzate. Alcuni animali arrivano in territori nuovi, altri arretrano verso nord, mentre specie considerate un tempo occasionali possono diventare presenze sempre più frequenti.
Il gigante di Whitby è quindi contemporaneamente una buona notizia e un campanello d’allarme.
È una buona notizia perché dimostra la capacità della natura di recuperare quando la pressione umana viene ridotta. È un campanello d’allarme perché il ritorno di una specie non significa che l’ecosistema sia tornato alle condizioni del passato.
La vera notizia non è soltanto il peso del tonno
338 chilogrammi sono certamente il numero che ha fatto il giro del web.
Ma il dato più importante è un altro: un animale che per decenni era praticamente scomparso è tornato a cacciare nelle acque dello Yorkshire.
E non è arrivato da solo.
Due esemplari giganti catturati a distanza di un giorno, altri individui già osservati e marcati dai ricercatori e una crescente attenzione scientifica raccontano una storia molto più ampia di quella di una semplice cattura eccezionale.
Il tonno rosso sta riconquistando una parte del suo antico territorio.
La domanda, adesso, non è più se possa tornare nel Mare del Nord.
La domanda è quanto spesso lo farà, per quanto tempo resterà e come cambierà il suo rapporto con un mare che, nel frattempo, è diventato più caldo e profondamente diverso da quello che aveva lasciato decenni fa.
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