9:22 pm, 16 Settembre 26 calendario

Cecchino di Prati individuato: interrogato l’uomo di via Giuliana

Di: Redazione Metrotoday
🌐 Cecchino di Prati individuato dai carabinieri: un uomo residente in via della Giuliana, la strada romana dove lunedì 14 settembre è stata ferita la giornalista e scrittrice Cristina Stillitano, è stato individuato dagli investigatori e si trova ora sotto interrogatorio. L’uomo, accompagnato dal proprio legale, viene ascoltato dal pubblico ministero della Procura di Roma. L’inchiesta punta a chiarire chi abbia sparato con un’arma ad aria compressa e se l’episodio ai danni di Stillitano sia collegato ad altri casi segnalati nella stessa zona.

La caccia al cosiddetto “cecchino di Prati” è arrivata a una svolta nella serata di mercoledì 16 settembre. Dopo due giorni di verifiche, testimonianze, accertamenti tecnici e perquisizioni, i carabinieri hanno stretto il cerchio attorno a un residente di via della Giuliana.

È proprio in quella strada, a poche centinaia di metri dalle mura del Vaticano, che lunedì pomeriggio Cristina Stillitano è stata raggiunta al braccio da un pallino metallico mentre camminava sul marciapiede.

L’uomo individuato dagli investigatori non è però ancora, sul piano giudiziario, il responsabile accertato dei fatti. È una distinzione fondamentale mentre gli accertamenti sono in corso: sarà il procedimento penale a stabilire eventuali responsabilità.

L’uomo individuato vive nella strada degli spari

Il particolare che emerge con maggiore evidenza dalle indagini è la residenza dell’uomo: abita proprio in via della Giuliana, nell’area nella quale si sono verificati gli episodi oggetto degli accertamenti.

I carabinieri della Compagnia Roma San Pietro hanno raccolto elementi e testimonianze nel quartiere e hanno concentrato l’attenzione su alcune abitazioni. Le verifiche sono state accompagnate dai rilievi tecnici necessari per ricostruire la possibile provenienza del colpo che ha raggiunto Stillitano.

Il sospetto è ora nella caserma della Compagnia Roma San Pietro, dove viene ascoltato alla presenza del suo avvocato.

L’interrogatorio dovrà contribuire a chiarire se l’uomo abbia utilizzato l’arma, quando l’abbia acquistata, dove la conservasse e soprattutto quale possa essere stata la dinamica degli spari.

Sono domande centrali perché l’inchiesta non riguarda soltanto il ferimento di Stillitano, ma anche la possibilità che dietro quel colpo ci sia una sequenza più ampia.

Cristina Stillitano colpita al braccio mentre camminava

Il primo episodio al centro dell’inchiesta risale al pomeriggio di lunedì 14 settembre.

Cristina Stillitano stava percorrendo via della Giuliana quando ha avvertito un colpo improvviso al braccio destro. In un primo momento non avrebbe compreso che si trattava di un proiettile.

Poi il dolore e la presenza di sangue hanno reso evidente che qualcosa l’aveva colpita.

La donna ha raccontato di avere notato un foro sulla maglietta e una ferita sulla pelle. Il pallino era rimasto in profondità nel braccio, rendendo necessario un intervento chirurgico per la rimozione.

L’intervento è stato eseguito mercoledì al CTO di Roma. Il proiettile estratto è stato immediatamente sequestrato dai carabinieri e rappresenta ora un reperto importante per gli accertamenti balistici.

Il pallino estratto dal braccio può diventare decisivo

Il reperto recuperato dal corpo della giornalista potrebbe fornire informazioni importanti sulla tipologia dell’arma utilizzata.

Gli specialisti del Ris e i militari impegnati nei rilievi stanno cercando di ricostruire anche la possibile traiettoria del colpo, la distanza e il punto dal quale sarebbe partito.

L’analisi balistica può infatti contribuire a verificare la compatibilità tra il pallino e un’eventuale arma sequestrata durante le perquisizioni.

Per questo l’interrogatorio dell’uomo individuato e gli accertamenti tecnici procedono su binari paralleli: da una parte si cerca di ricostruire la sua versione dei fatti, dall’altra si cercano riscontri oggettivi.

Il punto centrale dell’indagine sarà proprio la possibilità di collegare il reperto, la traiettoria dello sparo, il luogo e un’eventuale arma.

Non c’è soltanto il caso Stillitano

La vicenda ha assunto dimensioni più ampie dopo l’emersione di altre segnalazioni.

Un’altra donna, la commercialista Angela Perrone, ha raccontato di essere stata colpita di striscio al polpaccio qualche giorno prima, sempre in via della Giuliana. In quel caso la conseguenza sarebbe stata un livido, senza una ferita grave. La denuncia è stata presentata dopo che la donna ha appreso dell’aggressione subita da Stillitano.

Gli investigatori stanno inoltre verificando un episodio che avrebbe coinvolto due turiste spagnole e altre segnalazioni relative a colpi esplosi nella zona nelle settimane precedenti.

Non è ancora stabilito che tutti questi episodi siano riconducibili alla stessa persona. È proprio uno degli aspetti sui quali si concentrano gli accertamenti.

Se esistesse un collegamento, infatti, l’inchiesta potrebbe assumere una dimensione molto più ampia rispetto al singolo ferimento di lunedì.

Gli investigatori verificano la pista degli spari contro le donne

Nelle prime ore dell’indagine erano state considerate diverse ipotesi.

Tra queste anche quella di una “bravata”, cioè di spari effettuati senza un obiettivo specifico. Ma le testimonianze relative ad altri episodi hanno spinto gli investigatori a verificare anche la possibilità che alcuni passanti, in particolare donne, siano stati scelti deliberatamente come bersagli.

Si tratta, allo stato, di una pista investigativa e non di una ricostruzione accertata.

La ripetizione di episodi simili nella stessa strada costituisce tuttavia un elemento che gli investigatori devono necessariamente approfondire.

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per lesioni in relazione al ferimento di Stillitano. L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini.

Le perquisizioni nelle abitazioni della zona

Prima di arrivare all’individuazione dell’uomo, i carabinieri hanno effettuato controlli e perquisizioni in alcune abitazioni della zona.

L’obiettivo era cercare elementi compatibili con l’arma utilizzata e ricostruire la possibile posizione dalla quale è stato esploso il colpo.

La particolare conformazione di via della Giuliana rende importante stabilire da quale edificio o finestra possa essere partito il pallino. Il sopralluogo tecnico serve proprio a mettere in relazione il punto in cui si trovava la vittima con la possibile origine dello sparo.

In precedenza, le difficoltà investigative erano state accentuate anche dall’assenza di telecamere proprio nel punto in cui Stillitano è stata colpita. Per questo testimonianze, immagini eventualmente disponibili nelle strade limitrofe e accertamenti balistici hanno assunto un peso particolare.

L’ipotesi della carabina ad aria compressa

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, l’arma utilizzata sarebbe una carabina ad aria compressa.

Le verifiche investigative si stanno concentrando anche sulla provenienza dell’arma e sulla possibilità che sia stata acquistata recentemente. Alcune ricostruzioni riportano l’acquisto di una carabina in un’armeria della zona nelle settimane precedenti.

Anche questo elemento dovrà essere verificato attraverso gli accertamenti sul materiale eventualmente sequestrato e attraverso la compatibilità balistica con il pallino estratto dal braccio di Stillitano.

Non basta, infatti, individuare una persona che vive nella zona o che possiede un’arma dello stesso tipo: sarà necessario stabilire se esista un collegamento concreto con il proiettile e con la dinamica del ferimento.

L’interrogatorio può chiarire la dinamica

È quindi l’interrogatorio uno dei passaggi più attesi nelle prossime ore.

Il pm dovrà confrontare la versione dell’uomo con gli elementi già raccolti dai carabinieri. Le sue dichiarazioni potranno essere messe a confronto con testimonianze, eventuali immagini, risultati delle perquisizioni e accertamenti balistici.

Il fatto che l’uomo risieda proprio nella strada degli episodi rappresenta un elemento investigativo, ma non costituisce da solo la prova della responsabilità.

La ricostruzione dovrà essere sostenuta da elementi ulteriori e verificabili.

Perché il caso ha allarmato il quartiere Prati

Via della Giuliana si trova nel quartiere Prati, in una zona centrale di Roma e a breve distanza dal Vaticano.

L’ipotesi di colpi esplosi dalle abitazioni verso persone che camminavano lungo la strada ha provocato preoccupazione tra residenti e commercianti, soprattutto dopo che sono emersi racconti relativi ad altri episodi.

Il caso ha inoltre attirato particolare attenzione perché la vittima di lunedì è una giornalista e scrittrice conosciuta nel quartiere.

Ma l’aspetto che preoccupa maggiormente gli investigatori è la possibilità che non si sia trattato di un episodio isolato.

Se gli altri casi venissero collegati allo stesso autore, sarebbe necessario ricostruire quando siano iniziati gli spari, quante persone siano state coinvolte e quale criterio, se esistente, sarebbe stato utilizzato nella scelta dei bersagli.

Per ora, queste domande restano aperte.

Il prossimo passaggio: arma, pallino e traiettoria

L’indagine entra dunque nella fase più delicata.

Da una parte c’è un uomo individuato e sottoposto a interrogatorio. Dall’altra ci sono un pallino metallico estratto dal corpo di una donna, una serie di segnalazioni e una strada nella quale gli investigatori stanno cercando di ricostruire la posizione esatta da cui sarebbe partito il colpo.

Il confronto tra questi elementi potrebbe determinare la direzione dell’inchiesta.

La prova balistica avrà un ruolo importante: se l’arma eventualmente sequestrata risultasse compatibile con il reperto estratto dal braccio di Stillitano, si aggiungerebbe un elemento concreto alla ricostruzione. Se invece emergessero incongruenze, gli investigatori dovrebbero continuare a cercare.

Anche gli altri episodi denunciati saranno determinanti per capire se esista un unico filo conduttore.

La giornalista è stata operata, il caso resta aperto

Cristina Stillitano è stata sottoposta all’intervento necessario per rimuovere il pallino dal braccio. Il reperto è ora nelle mani degli investigatori.

La vicenda giudiziaria, invece, è ancora nelle sue fasi iniziali.

L’uomo individuato dai carabinieri viene ascoltato con il proprio difensore e dovrà essere valutata la sua eventuale posizione nell’inchiesta. Non è ancora possibile considerarlo responsabile degli spari, perché gli accertamenti e il procedimento dovranno stabilire la dinamica e le eventuali responsabilità.

Il caso di Prati passa così dalla ricerca del responsabile alla verifica delle prove.

Dopo giorni di paura in via della Giuliana, gli investigatori hanno individuato una persona che potrebbe fornire risposte decisive. Ora saranno l’interrogatorio, gli esami balistici e il confronto con gli altri episodi a stabilire se quella pista porterà alla soluzione del caso o se la caccia al vero autore dovrà proseguire.

16 Settembre 2026
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