Bologna, Dafne Boggeri riporta al MAMbo la controcultura
🌐 Archivi dimenticati, fanzine, autoproduzioni e memoria delle culture underground tornano protagonisti a Bologna. Dal 23 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027, il MAMbo ospita Fuori registro, mostra personale di Dafne Boggeri a cura di Caterina Molteni. Un viaggio attraverso le reti creative e politiche che hanno attraversato la città dagli anni Ottanta ai primi Duemila.
Dafne Boggeri al MAMbo: la memoria diventa arte
Ci sono storie che non sopravvivono nei grandi musei o nei documenti ufficiali, ma all’interno di piccoli archivi privati, fotografie, volantini, riviste indipendenti e pubblicazioni realizzate fuori dai circuiti tradizionali.
È da questa memoria alternativa che nasce Fuori registro, la mostra personale di Dafne Boggeri, ospitata nella Project Room del MAMbo di Bologna.
L’esposizione, curata da Caterina Molteni, sarà visitabile dal 23 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027, con inaugurazione prevista giovedì 22 ottobre alle ore 18.
Bologna e le culture underground dagli anni Ottanta
Il progetto prende forma dall’archivio raccolto dall’artista, nata a Tortona nel 1975 e attiva a Milano.
Documenti, materiali cartacei e reperti editoriali diventano strumenti per ricostruire l’immaginario di movimenti culturali spesso nati ai margini delle istituzioni.
Bologna assume un ruolo centrale perché ha rappresentato uno dei principali luoghi italiani delle subculture metropolitane, dell’autoproduzione e dell’editoria indipendente.
Fanzine e autoproduzioni come strumenti di libertà
Prima della diffusione di Internet e dei social network, le fanzine permettevano a collettivi, musicisti, artisti e attivisti di costruire reti di comunicazione indipendenti.
Stampate in tirature limitate e distribuite attraverso circuiti informali, queste pubblicazioni rappresentavano un modo per affermare identità creative, sperimentare linguaggi e condividere idee.
La mostra restituisce valore a materiali spesso considerati effimeri, trasformandoli in testimonianze della storia culturale contemporanea.
La Project Room e il lavoro di Caterina Molteni
La scelta della Project Room del MAMbo valorizza la dimensione di ricerca e sperimentazione che caratterizza il percorso artistico.
L’esposizione non si limita a presentare documenti storici, ma propone una riflessione sul modo in cui gli archivi possono essere riattivati attraverso nuove interpretazioni.
La mostra invita a riscoprire una Bologna creativa e anticonformista, dimostrando che anche i documenti apparentemente minori possono custodire una parte essenziale della memoria collettiva.
Le fotografie visualizzate sono riferimenti di repertorio di corredo all’articolo, meramente indicative.
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