Mps-Intesa, Lovaglio cerca il piano anti-Opas: il risiko bancario
🌐 Mps Intesa: il risiko bancario entra in una fase decisiva con Luigi Lovaglio impegnato a studiare nuove contromosse contro l’Opas di Intesa Sanpaolo. Dopo il tramonto dell’ipotesi di fusione con Banco BPM, il mercato guarda alle prossime mosse del Monte e alle autorizzazioni delle authority.
Il risiko bancario accelera: Mps sotto pressione dopo il passo indietro di Banco BPM
Il consolidamento del sistema bancario italiano vive una delle sue fasi più delicate degli ultimi anni. Al centro della partita c’è Banca Monte dei Paschi di Siena (Mps), impegnata a difendersi dall’Offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) lanciata da Intesa Sanpaolo, mentre il mercato attende i prossimi consigli di amministrazione dedicati ai conti semestrali.
La situazione si è ulteriormente complicata dopo il venir meno dell’ipotesi di una fusione tra Mps e Banco BPM, scenario che nelle settimane precedenti era stato indicato come una possibile alternativa all’offerta promossa dal gruppo guidato da Carlo Messina. Secondo le ricostruzioni emerse nelle ultime ore, l’amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio, starebbe valutando nuove opzioni strategiche, anche se la loro concreta realizzazione appare complessa.
Perché la fusione con Banco BPM si è raffreddata
Per diverso tempo il mercato aveva ipotizzato un’integrazione tra Monte dei Paschi e Banco BPM, considerata una delle possibili risposte industriali all’offerta di Intesa.
Tuttavia, il progetto ha progressivamente perso slancio.
Tra gli elementi che hanno contribuito a raffreddare lo scenario pesa il ruolo di Crédit Agricole, primo azionista di Banco BPM con una partecipazione rilevante, che ha espresso forti perplessità sull’operazione. I vertici del gruppo francese hanno infatti dichiarato di non vedere una creazione di valore in una fusione con Mps, indicando come più interessante un’eventuale integrazione tra Banco BPM e Crédit Agricole Italia.

Le contromosse allo studio di Luigi Lovaglio
Con l’ipotesi Banco BPM sempre più difficile da realizzare, il management del Monte continua a valutare possibili alternative.
Secondo indiscrezioni di stampa, tra le opzioni analizzate vi sarebbe anche la possibilità di operazioni straordinarie capaci di rafforzare la posizione della banca o incrementare il valore riconosciuto agli azionisti. Tuttavia, qualsiasi iniziativa deve fare i conti con una serie di vincoli normativi, finanziari e societari.
Uno dei principali ostacoli è rappresentato dalla cosiddetta passivity rule, la norma che limita le iniziative difensive di una società oggetto di un’offerta pubblica. In questo contesto, eventuali operazioni straordinarie richiederebbero il via libera dell’assemblea degli azionisti.
L’Opas di Intesa torna a premio
Nel frattempo, l’offerta di Intesa Sanpaolo ha rafforzato la propria posizione anche sul mercato.
L’andamento del titolo ha riportato l’Opas a esprimere un premio rispetto alle quotazioni di Borsa di Mps, un elemento che, almeno dal punto di vista finanziario, rende l’operazione più competitiva agli occhi degli investitori. Questo sviluppo viene osservato con attenzione dagli analisti, perché potrebbe influenzare le valutazioni degli azionisti chiamati a decidere sull’offerta nelle prossime fasi della procedura.
Il nodo delle autorizzazioni
Anche se la strada di Intesa appare oggi meno accidentata rispetto a qualche settimana fa, il completamento dell’operazione non è ancora scontato.
Restano infatti da ottenere le autorizzazioni delle autorità competenti, con particolare attenzione al giudizio dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Antitrust).
Tra gli aspetti che saranno valutati figurano:
- la concentrazione della rete degli sportelli;
- gli effetti sul mercato assicurativo;
- l’impatto nel risparmio gestito;
- la concorrenza nei servizi bancari.
Si tratta di passaggi fondamentali, destinati a incidere sui tempi e sulle eventuali condizioni dell’operazione.
Il ruolo di Anima e gli accordi commerciali
Nel quadro del risiko assume rilievo anche la posizione di Anima Holding, partner di Mps nella distribuzione del risparmio gestito.
La società ha confermato l’esistenza di un accordo commerciale con Monte dei Paschi valido fino al 2030, precisando che tutelerà i propri interessi e quelli degli azionisti indipendentemente dall’esito dell’offerta di Intesa.
Questo significa che, qualunque sia l’evoluzione dell’Opas, dovranno essere affrontati anche i temi legati alle future relazioni industriali tra i diversi soggetti coinvolti.

Le prossime tappe del risiko bancario
Le prossime settimane saranno decisive.
Il calendario delle semestrali rappresenta un momento particolarmente atteso dagli investitori, perché potrebbe offrire indicazioni sulle strategie dei principali protagonisti del settore bancario.
Il mercato guarda soprattutto ai consigli di amministrazione di:
- Banco BPM;
- Mps;
- Mediobanca;
- BPER Banca;
- Unipol.
Da questi appuntamenti potrebbero emergere elementi utili per comprendere se esistano ancora margini per iniziative alternative o se il percorso dell’Opas di Intesa sia destinato a proseguire senza ulteriori ostacoli significativi.
Un passaggio cruciale per il sistema bancario italiano
La vicenda che coinvolge Mps e Intesa va oltre il destino dei due istituti. Il confronto si inserisce infatti nel più ampio processo di consolidamento del settore bancario italiano, caratterizzato negli ultimi anni da fusioni, acquisizioni e ridefinizione degli equilibri competitivi.
Per Luigi Lovaglio il tempo per individuare una strategia alternativa si sta progressivamente riducendo, mentre Intesa continua ad avanzare sostenuta da un’offerta che il mercato considera sempre più competitiva. Le prossime decisioni dei consigli di amministrazione, insieme ai pronunciamenti delle autorità di vigilanza e dell’Antitrust, saranno determinanti per capire se il Monte riuscirà a costruire una valida alternativa oppure se il risiko bancario prenderà definitivamente la direzione indicata dall’Opas di Intesa Sanpaolo.
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