Ciclosporiasi negli Usa, primi due morti: oltre 18mila casi è allarme.
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Toggle🌐 Ciclosporiasi Usa: registrati i primi due decessi legati alla più estesa epidemia mai documentata nel Paese. Oltre 18mila persone sono state colpite dall’infezione intestinale causata dal parassita Cyclospora cayetanensis, mentre le autorità sanitarie indagano su diversi focolai, alcuni dei quali collegati a lattuga iceberg richiamata dal mercato.
L’epidemia di ciclosporiasi segna i primi decessi negli Stati Uniti
L’epidemia di ciclosporiasi che sta interessando gli Stati Uniti compie un nuovo e preoccupante salto di gravità. Per la prima volta dall’inizio dell’ondata di contagi, le autorità sanitarie hanno confermato due decessi associati all’infezione provocata dal parassita Cyclospora cayetanensis, responsabile di una malattia intestinale che nelle ultime settimane ha colpito decine di migliaia di persone.
Le vittime erano entrambe residenti nello Stato del Michigan e presentavano importanti patologie pregresse. Secondo le autorità sanitarie locali e i Centers for Disease Control and Prevention (CDC), il quadro clinico è stato aggravato dalla grave disidratazione provocata dalla diarrea persistente, una delle principali manifestazioni della malattia.
Sebbene la ciclosporiasi sia generalmente considerata un’infezione non mortale, nei soggetti più fragili può determinare complicanze importanti, soprattutto quando la perdita di liquidi non viene compensata tempestivamente.
Oltre 18mila casi nella più ampia epidemia mai registrata
L’attuale ondata epidemica rappresenta la più estesa mai documentata negli Stati Uniti.
Secondo i dati diffusi dai CDC:
- oltre 18.000 casi sono stati segnalati nel corso della stagione;
- 6.707 infezioni sono già state confermate attraverso esami di laboratorio;
- circa 11.500 segnalazioni sono ancora in fase di verifica per stabilire se il contagio sia effettivamente avvenuto sul territorio statunitense.
La crescita del numero di casi ha spinto le autorità sanitarie federali e statali ad avviare numerose indagini epidemiologiche per individuare l’origine dei diversi focolai e limitarne la diffusione.
Il Michigan è lo Stato più colpito
Tra tutti gli Stati americani, il Michigan risulta quello maggiormente interessato dall’epidemia.
Il bilancio aggiornato comprende:
- 11.234 casi segnalati;
- 193 ricoveri ospedalieri;
- 2 decessi correlati all’infezione.
L’elevato numero di contagi ha posto sotto pressione le strutture sanitarie locali, soprattutto nei confronti dei pazienti anziani o affetti da malattie croniche, che rappresentano la fascia maggiormente esposta alle complicanze della disidratazione.

Le indagini puntano su alimenti contaminati
L’epidemia è al centro di un’indagine coordinata dalla Food and Drug Administration (FDA) e dai CDC, con l’obiettivo di individuare le fonti della contaminazione.
Uno dei principali focolai, che coinvolge nove Stati del Midwest, è stato collegato al consumo di lattuga iceberg proveniente dal Messico.
Il prodotto era distribuito dalla società Taylor Farms de Mexico, che ha disposto un richiamo volontario dei lotti interessati lo scorso 17 luglio.
Le autorità continuano comunque gli accertamenti per verificare se altri prodotti alimentari possano aver contribuito alla diffusione del parassita.
Nel frattempo viene raccomandato ai consumatori di non utilizzare gli alimenti coinvolti nei richiami e di seguire le indicazioni diffuse dalle autorità competenti.
Che cos’è la ciclosporiasi
La ciclosporiasi è un’infezione intestinale causata dal protozoo Cyclospora cayetanensis.
Il contagio avviene principalmente attraverso:
- alimenti contaminati;
- acqua contaminata.
Frutta e verdura consumate crude rappresentano tra i veicoli più frequentemente associati ai focolai epidemici, soprattutto quando vengono irrigate o lavate con acqua contaminata.
A differenza di molte infezioni batteriche, il parassita non si trasmette generalmente in modo diretto da persona a persona, poiché necessita di un periodo di maturazione nell’ambiente prima di diventare infettivo.
I sintomi dell’infezione
L’infezione può manifestarsi dopo alcuni giorni dall’esposizione.
I sintomi più frequenti comprendono:
- diarrea persistente, spesso abbondante;
- crampi addominali;
- nausea;
- perdita dell’appetito;
- calo di peso;
- affaticamento marcato;
- talvolta febbre lieve e malessere generale.
In assenza di un’adeguata reidratazione, la perdita di liquidi può provocare squilibri elettrolitici e complicanze soprattutto nei pazienti più vulnerabili.
Chi rischia maggiormente le complicanze
Nella maggior parte dei casi la ciclosporiasi tende a risolversi con un trattamento adeguato e raramente mette in pericolo la vita.
Le complicanze risultano però più probabili in alcune categorie di persone:
- anziani;
- soggetti con patologie croniche;
- persone con sistema immunitario compromesso;
- bambini molto piccoli.
È proprio in queste fasce di popolazione che la disidratazione può evolvere rapidamente fino a rendere necessario il ricovero ospedaliero.

Perché i casi aumentano in estate
Negli Stati Uniti la ciclosporiasi mostra una marcata stagionalità.
Il numero dei casi tende infatti ad aumentare tra maggio e agosto, periodo nel quale cresce il consumo di frutta e ortaggi freschi e le condizioni climatiche favoriscono la sopravvivenza del parassita negli alimenti e nell’ambiente.
L’ondata del 2026, tuttavia, presenta dimensioni nettamente superiori rispetto agli anni precedenti, motivo per cui le autorità sanitarie parlano della più ampia epidemia mai osservata nel Paese.
Come ridurre il rischio di contagio
Pur non essendo possibile eliminare completamente il rischio, alcune precauzioni possono contribuire a ridurre la probabilità di infezione:
- lavare accuratamente frutta e verdura prima del consumo;
- rispettare gli eventuali richiami alimentari disposti dalle autorità;
- utilizzare acqua potabile sicura;
- prestare particolare attenzione agli alimenti consumati crudi.
In presenza di diarrea persistente, soprattutto dopo il consumo di prodotti coinvolti in richiami sanitari o dopo viaggi in aree interessate da focolai, è consigliabile rivolgersi a un medico, in particolare se compaiono segni di disidratazione come intensa sete, riduzione della diuresi, debolezza marcata o capogiri.
L’allerta resta elevata
Le autorità sanitarie statunitensi proseguono il monitoraggio dell’epidemia mentre continuano le indagini per identificare tutte le possibili fonti di contaminazione. La conferma dei primi due decessi rappresenta un momento significativo nell’evoluzione dell’emergenza sanitaria, pur trattandosi di casi che hanno coinvolto persone già affette da gravi condizioni di salute.
L’obiettivo di FDA e CDC resta quello di interrompere la catena di trasmissione attraverso il richiamo dei prodotti contaminati, il rafforzamento della sorveglianza epidemiologica e un’informazione tempestiva ai consumatori, nella speranza di contenere un’epidemia che, per dimensioni, non ha precedenti nella storia recente degli Stati Uniti.
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