12:20 am, 2 Agosto 26 calendario

Digital fundraising, CESVI svela le strategie per catturare i donatori

Di: Salvatore Puzzo

🌐 Digital fundraising e nonprofit: CESVI racconta come creare comunicazione online efficace, superare gli schemi tradizionali e trasformare storytelling, dati e intelligenza artificiale in nuove opportunità di raccolta fondi.

Nel mondo della comunicazione digitale, conquistare l’attenzione delle persone è diventato uno dei compiti più complessi per qualsiasi organizzazione. Ogni giorno migliaia di contenuti competono per pochi secondi dello sguardo degli utenti, e anche le realtà nonprofit devono affrontare una sfida decisiva: raccontare cause importanti senza cadere nel sensazionalismo e riuscire a trasformare l’interesse in partecipazione concreta.

È proprio questo il tema centrale della nuova puntata di “Humans of Nonprofit”, il podcast ufficiale del Festival del Fundraising prodotto da Arkage, che ospita Michele Messina, Digital Marketing Manager di CESVI, intervistato da Alessia e Francesco.

Un episodio dedicato a fundraiser, professionisti della comunicazione, marketer e organizzazioni del Terzo Settore che vogliono comprendere come rendere più efficace la propria presenza digitale e costruire campagne di raccolta fondi capaci di coinvolgere nuovi pubblici.

Al centro della conversazione c’è una domanda sempre più importante: come può il nonprofit emergere online in un ambiente dominato dalla velocità, dalla competizione e dalla continua ricerca di attenzione?

La sfida del digitale: catturare attenzione senza perdere autenticità

La comunicazione digitale ha cambiato profondamente il modo in cui le persone scoprono, valutano e sostengono una causa.

In passato, molte organizzazioni nonprofit si affidavano soprattutto a linguaggi istituzionali, messaggi informativi e campagne basate sulla spiegazione del problema. Oggi questo approccio spesso non è più sufficiente.

Gli utenti sono esposti quotidianamente a un’enorme quantità di contenuti e decidono in pochi istanti cosa approfondire e cosa ignorare.

Per questo motivo, secondo Michele Messina, le organizzazioni devono imparare a costruire messaggi capaci di fermare lo scorrimento dello schermo, il cosiddetto “scroll”, senza però rinunciare alla propria identità.

La vera sfida è trovare un equilibrio tra efficacia comunicativa ed etica del racconto.

Un contenuto può essere emozionante e coinvolgente senza utilizzare immagini o narrazioni costruite esclusivamente per generare una reazione immediata.

Il nonprofit deve avere il coraggio di rompere gli schemi

Uno dei temi più rilevanti dell’episodio riguarda la necessità per le organizzazioni nonprofit di superare alcuni modelli comunicativi tradizionali.

Per anni molte realtà hanno raccontato il proprio lavoro attraverso schemi prevedibili: descrizione del problema, richiesta di aiuto, invito alla donazione.

Questo modello continua ad avere valore, ma nel panorama digitale attuale è necessario sperimentare nuovi linguaggi.

Innovare la comunicazione non significa cambiare la propria missione, ma trovare nuovi modi per renderla comprensibile e vicina alle persone.

Il coraggio diventa quindi una componente fondamentale. Le organizzazioni devono essere disponibili a testare formati diversi, utilizzare nuovi strumenti narrativi e comprendere meglio il comportamento dei propri pubblici.

Il digitale offre possibilità enormi, ma richiede capacità di adattamento e disponibilità a uscire dalle formule già conosciute.

Storytelling e hook: come nasce un contenuto che funziona

Uno dei punti centrali della puntata riguarda il ruolo dello storytelling nel digital fundraising.

Raccontare una storia efficace non significa semplicemente presentare informazioni o descrivere un progetto. Significa costruire una narrazione capace di creare connessione emotiva e rendere il pubblico parte di un percorso.

Nel contesto digitale assume particolare importanza il concetto di hook, ovvero l’elemento iniziale che cattura l’attenzione e spinge una persona a fermarsi.

Un buon hook può essere una domanda, un’immagine, una frase sorprendente o un dettaglio capace di aprire una storia.

La differenza tra un contenuto ignorato e uno condiviso spesso si gioca proprio nei primi secondi.

Per questo motivo i professionisti della comunicazione nonprofit devono imparare a progettare contenuti pensando non soltanto a cosa vogliono raccontare, ma anche a come il pubblico incontrerà quel messaggio.

Dal semplice contenuto alla relazione con il donatore

Il digital fundraising non riguarda soltanto la pubblicazione di contenuti online, ma la capacità di costruire relazioni nel tempo.

Un’organizzazione non può limitarsi a chiedere una donazione: deve creare fiducia, mostrare risultati e permettere alle persone di sentirsi coinvolte nella propria missione.

Il donatore digitale è sempre più informato e desidera comprendere l’impatto concreto del proprio contributo.

Per questo motivo le campagne più efficaci sono quelle che riescono a unire diversi elementi:

  • una storia riconoscibile;
  • un messaggio chiaro;
  • un linguaggio vicino alle persone;
  • una dimostrazione concreta dell’impatto generato.

La comunicazione diventa così uno strumento per creare comunità, non soltanto per raccogliere fondi.

CESVI e la trasformazione della comunicazione nonprofit

La presenza di Michele Messina, Digital Marketing Manager di CESVI, porta nella conversazione l’esperienza di un’organizzazione impegnata da anni nel campo della cooperazione internazionale, dell’aiuto umanitario e della tutela delle persone più vulnerabili.

Per realtà come CESVI, il digitale rappresenta una possibilità strategica per raggiungere nuovi sostenitori, raccontare progetti in tutto il mondo e costruire un rapporto diretto con il pubblico.

La sfida consiste nel riuscire a comunicare situazioni complesse attraverso strumenti semplici, immediati e capaci di generare partecipazione.

Il lavoro dei professionisti del digital marketing nonprofit diventa quindi un punto di incontro tra creatività, analisi dei dati e conoscenza delle persone.

L’intelligenza artificiale entra nel fundraising digitale

Tra gli argomenti affrontati nell’episodio c’è anche il ruolo dell’intelligenza artificiale nella comunicazione e nelle campagne di raccolta fondi.

L’AI rappresenta oggi uno strumento sempre più utilizzato per migliorare diversi aspetti del lavoro quotidiano: dalla scrittura dei testi all’analisi delle performance, dalla generazione di idee creative all’ottimizzazione delle campagne.

Per il nonprofit, l’intelligenza artificiale può diventare un supporto importante per rendere più efficienti i processi e sperimentare nuove modalità di comunicazione.

Non si tratta però di sostituire il lavoro umano, ma di potenziare capacità già esistenti.

La componente più importante resta infatti quella legata alla comprensione delle persone, all’empatia e alla capacità di raccontare storie autentiche.

La tecnologia può aiutare a raggiungere più persone, ma è il valore della relazione a determinare il successo di una campagna.

Humans of Nonprofit racconta il futuro della raccolta fondi

La nuova puntata di Humans of Nonprofit conferma il ruolo del podcast come spazio di confronto dedicato all’evoluzione del Terzo Settore.

Il progetto, podcast ufficiale del Festival del Fundraising, nasce per raccontare esperienze, strategie e innovazioni capaci di trasformare il modo in cui le organizzazioni nonprofit comunicano e coinvolgono le proprie comunità.

La terza stagione è powered by Arkage, agenzia post-digital italiana che mette al centro innovazione, empatia e impatto positivo.

Attraverso il podcast, Arkage racconta il futuro del nonprofit dando spazio alle persone che ogni giorno lavorano per generare cambiamento.

L’agenzia è specializzata nella creazione di esperienze capaci di integrare dimensione digitale e fisica, superando il confine tra online e offline.

Nel suo percorso ha collaborato con importanti realtà del sociale e del nonprofit, tra cui Lega del Filo d’Oro, Meyer e Telethon.

Arkage è inoltre una Società Benefit e una B Corp certificata, un modello che interpreta il business come strumento per creare valore positivo nella società.

La nuova comunicazione nonprofit passa da creatività, dati e persone

La lezione che emerge dall’intervista a Michele Messina è chiara: il futuro del digital fundraising dipenderà dalla capacità delle organizzazioni di unire tecnologia e umanità.

Servono dati per comprendere meglio i pubblici, creatività per emergere nel panorama digitale e autenticità per costruire relazioni durature.

Le organizzazioni nonprofit che riusciranno a raccontare il proprio impatto con linguaggi nuovi potranno coinvolgere generazioni diverse di sostenitori e trasformare una semplice attenzione online in un impegno concreto.

Perché nel fundraising digitale il vero obiettivo non è soltanto interrompere lo scroll, ma creare una connessione capace di durare nel tempo.

vedi il podcast su https://www.youtube.com/watch?v=pV5Z8MIkt2Q

2 Agosto 2026 ( modificato il 30 Luglio 2026 | 1:01 )
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