Fundraising e innovazione, la rivoluzione silenziosa di AISM
🌐 Fundraising innovativo nel nonprofit: Alessandra Piccioni di AISM racconta come tecnologia, intelligenza artificiale e lavoro di squadra possano trasformare la raccolta fondi senza perdere il valore delle relazioni umane.
Innovare il fundraising senza dimenticare che, prima di ogni strategia, ci sono le persone. È questa la sfida al centro della nuova puntata di “Humans of Nonprofit”, il podcast ufficiale del Festival del Fundraising prodotto da Arkage, che ospita Alessandra Piccioni, Responsabile Raccolta Fondi Individui e Innovazione di AISM e vincitrice del premio Fundraiser dell’Anno 2026.
Intervistata da Pasquale Borriello di Arkage, Alessandra racconta un percorso professionale costruito attraverso esperienza, curiosità e capacità di adattamento, offrendo una riflessione sul futuro della raccolta fondi nel Terzo Settore.
Un settore in continua trasformazione, dove nuove tecnologie, dati e strumenti digitali aprono possibilità inedite, ma dove il vero elemento distintivo resta sempre lo stesso: la capacità di creare relazioni autentiche con le persone.
Il fundraising cambia, ma il rapporto umano resta centrale
Negli ultimi anni il mondo della raccolta fondi ha vissuto una profonda evoluzione. Le organizzazioni nonprofit hanno dovuto confrontarsi con nuovi comportamenti dei donatori, piattaforme digitali, strumenti di analisi sempre più avanzati e una crescente attenzione alla misurazione dell’impatto.
In questo scenario, innovare è diventata una necessità.
Ma innovazione, secondo la prospettiva raccontata da Alessandra Piccioni, non significa inseguire ogni nuova tecnologia o trasformare il fundraising in un processo esclusivamente digitale.
Significa soprattutto trovare nuovi modi per comprendere le persone, ascoltarle e costruire con loro un rapporto più forte.
La tecnologia può ampliare le possibilità, ma non può sostituire la fiducia, l’empatia e il legame che nasce tra un’organizzazione e la propria comunità.
È proprio questo equilibrio tra cambiamento e continuità uno dei temi principali della conversazione.

La storia di Alessandra Piccioni: il valore del mettersi in gioco
Nel corso dell’episodio, Alessandra ripercorre il proprio percorso nel fundraising, raccontando come la crescita professionale sia stata il risultato di scelte, incontri e capacità di affrontare nuove sfide.
Uno degli elementi più importanti della sua esperienza è il coraggio di mettersi in gioco, una qualità fondamentale in un settore dove spesso bisogna trovare soluzioni nuove a problemi complessi.
Il fundraising, infatti, non è soltanto tecnica o comunicazione. È anche capacità di interpretare i cambiamenti sociali, comprendere le motivazioni dei sostenitori e lavorare insieme agli altri per raggiungere obiettivi comuni.
La crescita di una raccolta fondi efficace nasce raramente dal lavoro di una singola persona. Al contrario, richiede collaborazione tra competenze diverse: comunicazione, marketing, gestione dei dati, progettazione e relazione con i donatori.
Innovazione nel nonprofit: cambiare senza perdere la propria identità
Uno dei passaggi centrali della puntata riguarda il significato della parola innovazione.
Nel nonprofit innovare non significa semplicemente adottare nuovi strumenti, ma migliorare continuamente il modo in cui un’organizzazione realizza la propria missione.
Questo processo può riguardare una campagna di raccolta fondi, una modalità di comunicazione, un percorso dedicato ai sostenitori o un sistema interno di lavoro.
La vera innovazione nasce dalla capacità di osservare ciò che funziona, individuare ciò che può essere migliorato e sperimentare nuove strade.
È quella che Alessandra definisce una sorta di “silenziosa rivoluzione del fare”: un cambiamento costruito attraverso piccoli passi quotidiani, attenzione ai dettagli e costanza.
Non sempre le trasformazioni più importanti arrivano da grandi rivoluzioni improvvise. Spesso nascono dalla somma di tanti miglioramenti realizzati nel tempo.
Comunicazione e raccolta fondi: due mondi sempre più uniti
Un altro tema affrontato durante l’intervista riguarda il rapporto tra comunicazione e fundraising.
Nel panorama attuale, queste due dimensioni non possono più essere considerate separate.
Una campagna di raccolta fondi efficace nasce dalla capacità di raccontare una storia, trasmettere un valore e coinvolgere il pubblico in un percorso condiviso.
La comunicazione non serve soltanto a informare, ma a creare connessioni.
Per questo motivo il linguaggio utilizzato dalle organizzazioni nonprofit deve essere capace di parlare alle persone in modo autentico, evitando messaggi troppo distanti o esclusivamente istituzionali.
Il donatore di oggi vuole conoscere l’impatto del proprio contributo, comprendere il cambiamento generato e sentirsi parte di qualcosa di più grande.
Il fundraising diventa quindi una forma di relazione continua, non un semplice momento di richiesta economica.
L’intelligenza artificiale nel nonprofit: opportunità e responsabilità
Tra gli argomenti più attuali affrontati nella puntata c’è anche il ruolo dell’intelligenza artificiale.
Come molti altri settori, anche il nonprofit sta iniziando a esplorare le possibilità offerte dall’AI: dalla produzione di contenuti all’analisi dei dati, dall’ottimizzazione delle campagne alla personalizzazione della comunicazione.
Ma il punto centrale resta una considerazione fondamentale: la tecnologia è uno strumento, non il fine.
L’intelligenza artificiale può aiutare fundraiser e organizzazioni a lavorare meglio, risparmiare tempo e prendere decisioni più consapevoli.
Non può però sostituire la capacità umana di comprendere bisogni, emozioni e motivazioni profonde.
Nel fundraising, infatti, il valore della relazione rimane insostituibile.
La sfida sarà quindi utilizzare le nuove tecnologie in modo responsabile, mantenendo sempre al centro la persona.

Il lavoro di squadra come motore del cambiamento
Un altro elemento ricorrente nella riflessione di Alessandra Piccioni è l’importanza del gruppo.
Le organizzazioni nonprofit più efficaci sono quelle capaci di creare ambienti dove competenze diverse collaborano verso un obiettivo comune.
Il fundraising non appartiene soltanto ai fundraiser, così come la comunicazione non appartiene esclusivamente ai comunicatori.
La costruzione di una relazione forte con i sostenitori coinvolge tutta l’organizzazione.
Dalla leadership ai team operativi, ogni persona contribuisce a definire l’esperienza che il donatore vive nel rapporto con l’ente.
Questa visione supera il concetto tradizionale di raccolta fondi come attività separata e la trasforma in una responsabilità collettiva.
AISM e il futuro della raccolta fondi
L’esperienza raccontata da Alessandra Piccioni all’interno di AISM rappresenta un esempio concreto di come il nonprofit possa affrontare il futuro combinando innovazione e attenzione alle persone.
L’Associazione Italiana Sclerosi Multipla opera da anni per sostenere la ricerca, offrire servizi alle persone con sclerosi multipla e promuovere una maggiore consapevolezza sulla malattia.
In un contesto in cui le organizzazioni devono confrontarsi con nuove esigenze sociali e nuove modalità di partecipazione, la capacità di innovare diventa fondamentale per amplificare il proprio impatto.
Ma innovare significa anche preservare ciò che rende il Terzo Settore unico: la capacità di creare comunità.
Humans of Nonprofit racconta il futuro del Terzo Settore
La puntata con Alessandra Piccioni conferma la missione di Humans of Nonprofit, il podcast dedicato alle persone, alle idee e alle strategie che stanno trasformando il mondo della raccolta fondi.
La terza stagione, powered by Arkage, continua a raccontare il futuro del nonprofit mettendo sempre gli “humans” al centro.
Il progetto nasce come spazio di confronto per fundraiser, professionisti della comunicazione e operatori del Terzo Settore interessati a comprendere come cambiano le relazioni tra organizzazioni e comunità.
Arkage è un’agenzia post-digital italiana specializzata nella creazione di esperienze capaci di integrare mondo digitale e dimensione fisica.
L’agenzia ha collaborato e collabora con importanti realtà del sociale e del nonprofit, tra cui Lega del Filo d’Oro, Meyer e Telethon.
È inoltre una Società Benefit e una B Corp certificata, un modello che interpreta il business come strumento per generare valore positivo nella società.
Il futuro del fundraising sarà tecnologico, ma resterà umano
Dalla conversazione emerge un messaggio chiaro: il fundraising del futuro non sarà soltanto più digitale, più veloce o più automatizzato.
Sarà soprattutto più capace di comprendere le persone.
Le organizzazioni che riusciranno a integrare innovazione tecnologica, competenze professionali e autenticità nelle relazioni saranno quelle maggiormente in grado di costruire comunità solide e durature.
Perché dietro ogni donazione c’è sempre una scelta personale, un valore condiviso e una relazione da coltivare.
E proprio questa silenziosa rivoluzione del fare, fatta di cura, costanza e piccoli miglioramenti quotidiani, potrebbe essere la chiave per il futuro del nonprofit.
vedi l’intero podcast su https://www.youtube.com/watch?v=tdSc-jo855A
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