11:41 am, 21 Luglio 26 calendario

Dazi Usa-Canada, Trump impone tariffe del 50% su alcol e legno

Di: Soren Bytefield
🌐 Dazi Usa-Canada sono di nuovo al centro dello scontro commerciale tra Washington e Ottawa. L’amministrazione di Donald Trump ha annunciato nuove tariffe del 50% su numerosi prodotti canadesi, tra cui bevande alcoliche, legno, carta e altri beni, accusando il governo canadese di adottare pratiche discriminatorie nei confronti delle esportazioni americane.
Le misure entreranno in vigore dal 19 agosto e rischiano di aprire una nuova fase di tensione economica in Nord America, con possibili ripercussioni sulle imprese, sui consumatori e sugli equilibri commerciali internazionali.

Nuova guerra commerciale tra Stati Uniti e Canada

A meno di ventiquattro ore dalla conclusione del Mondiale di calcio organizzato con la collaborazione tra Stati Uniti, Canada e Messico, il clima di cooperazione nordamericana ha lasciato spazio a un nuovo confronto sul terreno economico.

Il presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che introduce nuovi dazi del 50% su una lunga serie di prodotti importati dal Canada, riaccendendo una disputa commerciale che sembrava essersi attenuata negli ultimi mesi.

La decisione rappresenta uno dei provvedimenti più severi adottati nei confronti di Ottawa dall’inizio del nuovo mandato presidenziale e conferma la volontà della Casa Bianca di mantenere una linea estremamente rigida nei confronti dei partner commerciali ritenuti responsabili di pratiche considerate penalizzanti per le imprese americane.

L’annuncio ha immediatamente attirato l’attenzione dei mercati internazionali, delle aziende esportatrici e degli osservatori economici, consapevoli del peso che gli scambi tra i due Paesi hanno sull’intera economia nordamericana.

Perché Washington ha deciso di aumentare i dazi

Secondo la Casa Bianca, il nuovo pacchetto di tariffe nasce dalla necessità di difendere i lavoratori americani e ristabilire condizioni di concorrenza considerate più equilibrate.

L’amministrazione statunitense sostiene che il Canada avrebbe adottato nel tempo una serie di misure capaci di ostacolare l’accesso dei prodotti americani al proprio mercato.

Tra le principali contestazioni figurano:

  • restrizioni nel settore lattiero-caseario;
  • difficoltà per alcune esportazioni automobilistiche;
  • riduzione delle importazioni di bevande alcoliche statunitensi;
  • altre politiche ritenute discriminatorie nei confronti delle aziende americane.

Secondo Washington, queste misure avrebbero creato uno squilibrio commerciale che giustifica un intervento correttivo attraverso nuove tariffe doganali.

L’obiettivo dichiarato non viene presentato come un attacco diretto al Canada, bensì come uno strumento di tutela dell’industria nazionale.

Trump paragona il Canada alla Cina

Tra gli aspetti che hanno maggiormente colpito osservatori e diplomatici vi è il tono utilizzato dalla Casa Bianca.

Donald Trump ha infatti accostato il Canada alla Cina, sostenendo che Ottawa, come Pechino, avrebbe reagito alle precedenti iniziative tariffarie americane con misure di ritorsione.

Si tratta di un paragone destinato a suscitare forti reazioni diplomatiche.

Storicamente il Canada rappresenta infatti uno degli alleati più stretti degli Stati Uniti, con relazioni economiche, politiche e militari consolidate da decenni.

L’utilizzo di un linguaggio così duro segnala la volontà dell’amministrazione americana di alzare ulteriormente il livello dello scontro commerciale.

Quando entreranno in vigore i nuovi dazi

Le nuove tariffe non saranno immediate.

L’ordine esecutivo prevede infatti che il provvedimento diventi operativo dal 19 agosto, lasciando quindi alcune settimane di tempo alle imprese per valutare le conseguenze e pianificare eventuali strategie alternative.

Questo periodo potrebbe anche rappresentare una finestra utile per eventuali negoziati tra i due governi, anche se al momento non emergono segnali concreti di una possibile mediazione.

Fino all’entrata in vigore definitiva continueranno ad applicarsi le regole attualmente in vigore.

Quali prodotti saranno colpiti

L’elenco delle merci interessate dalle nuove tariffe è particolarmente ampio.

Tra i principali beni coinvolti figurano le bevande alcoliche, un comparto di grande rilevanza per molte aziende canadesi.

Le nuove aliquote riguarderanno:

  • birra;
  • vini;
  • spumanti;
  • vermouth;
  • Marsala;
  • Tokay;
  • whisky;
  • rum;
  • vodka;
  • tequila.

Accanto agli alcolici vengono inseriti anche numerosi prodotti industriali e manifatturieri.

Legno e carta nel mirino della Casa Bianca

Uno dei settori maggiormente esposti è quello del legno, da sempre centrale nei rapporti economici tra Canada e Stati Uniti.

Le nuove tariffe interesseranno:

  • legname lavorato;
  • materiali destinati all’edilizia;
  • articoli di arredamento;
  • prodotti derivati dal legno.

Anche il comparto della carta subirà un impatto significativo.

L’aumento dei costi all’importazione potrebbe riflettersi sull’intera filiera produttiva americana che utilizza materie prime provenienti dal Canada.

Non solo alcol e legno: gli altri prodotti coinvolti

L’elenco predisposto dalla Casa Bianca comprende anche beni meno noti ma comunque importanti per alcuni segmenti del commercio internazionale.

Tra questi figurano:

  • oli essenziali di pompelmo;
  • prodotti di cesteria;
  • articoli realizzati con materiali vegetali;
  • attrezzature per hockey su ghiaccio e hockey su prato, con alcune eccezioni.

La varietà delle categorie coinvolte dimostra come il provvedimento sia stato costruito per colpire diversi comparti dell’export canadese.

I prodotti esclusi dalle nuove tariffe

Non tutte le esportazioni canadesi saranno però interessate dall’aumento dei dazi.

La Casa Bianca ha escluso alcune categorie considerate strategiche per l’economia americana.

Tra queste figurano:

  • energia;
  • cloruro di potassio;
  • alcuni minerali critici;
  • pesce;
  • altre materie prime ritenute essenziali.

Queste esclusioni rispondono alla necessità di evitare ripercussioni troppo pesanti sulle catene produttive statunitensi.

In molti casi, infatti, le industrie americane dipendono direttamente dalle forniture provenienti dal Canada.

Che cosa succede all’accordo Usmca

Uno degli aspetti più delicati riguarda il rapporto con l’Usmca, l’accordo commerciale che disciplina gli scambi tra Stati Uniti, Canada e Messico.

L’introduzione di nuove tariffe anche su prodotti che rientrano nell’ambito dell’accordo rischia infatti di alimentare interrogativi sull’effettiva tenuta del sistema di libero scambio nordamericano.

Pur senza mettere formalmente in discussione il trattato, il provvedimento introduce nuovi elementi di tensione tra i tre partner.

Molti osservatori ritengono che la questione possa aprire un nuovo fronte negoziale nei prossimi mesi.

Le conseguenze per imprese e consumatori

Quando vengono introdotti nuovi dazi, gli effetti non si limitano ai governi.

Le prime conseguenze ricadono generalmente sulle imprese coinvolte negli scambi commerciali.

Le aziende canadesi potrebbero infatti vedere ridursi la competitività dei propri prodotti sul mercato americano.

Parallelamente, le imprese statunitensi che utilizzano componenti o materie prime provenienti dal Canada potrebbero trovarsi ad affrontare costi più elevati.

In molti casi, una parte di questi aumenti rischia di essere trasferita ai consumatori finali attraverso prezzi più alti.

Il peso economico delle relazioni tra Stati Uniti e Canada

Gli Stati Uniti e il Canada condividono una delle relazioni commerciali più importanti del mondo.

Ogni giorno attraversano il confine miliardi di dollari di merci destinate a industrie, negozi e consumatori.

I due Paesi sono profondamente integrati in numerosi comparti produttivi:

  • automotive;
  • energia;
  • agricoltura;
  • legno;
  • tecnologia;
  • industria manifatturiera.

Qualsiasi modifica alle condizioni commerciali rischia quindi di produrre effetti lungo l’intera catena di approvvigionamento.

Possibili reazioni di Ottawa

Al momento dell’annuncio non risultano contromisure ufficiali già adottate dal governo canadese.

Tuttavia, l’esperienza degli ultimi anni dimostra che Ottawa potrebbe valutare diverse opzioni.

Tra queste:

  • l’avvio di nuovi negoziati bilaterali;
  • ricorsi nelle sedi competenti;
  • eventuali misure commerciali di risposta;
  • sostegno alle imprese esportatrici.

Molto dipenderà anche dall’evoluzione del confronto politico tra i due governi nelle prossime settimane.

Un nuovo capitolo del protezionismo americano

La decisione della Casa Bianca conferma la strategia commerciale perseguita da Donald Trump, fondata su una maggiore tutela dell’industria nazionale attraverso l’utilizzo dei dazi come leva negoziale.

Negli ultimi anni questa impostazione ha interessato numerosi partner commerciali, dall’Europa alla Cina, fino ai vicini nordamericani.

L’obiettivo dichiarato resta quello di riequilibrare i rapporti commerciali e rafforzare la produzione interna, ma il ricorso a misure tariffarie continua a dividere economisti, imprese e istituzioni internazionali.

Per alcuni rappresenta uno strumento efficace di pressione negoziale; per altri rischia di alimentare spirali di ritorsioni e aumentare i costi per aziende e consumatori.

Con l’entrata in vigore prevista per il 19 agosto, il confronto tra Washington e Ottawa entra dunque in una nuova fase. Le prossime settimane saranno decisive per capire se prevarrà la strada del dialogo o se il Nord America assisterà a un ulteriore irrigidimento della guerra commerciale, con effetti che potrebbero estendersi ben oltre i confini dei due Paesi e influenzare gli equilibri del commercio globale.

21 Luglio 2026 ( modificato il 22 Luglio 2026 | 1:02 )
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