3:25 pm, 21 Luglio 26 calendario

Carburanti Assotir contro nuovo taglio accise sul gasolio

Di: Redazione Metrotoday

🌐 Caro carburanti e gasolio: Assotir chiede al Governo di evitare un nuovo taglio lineare delle accise e punta su controlli dei prezzi, contrasto alle speculazioni e maggiore responsabilità nella filiera del trasporto. L’associazione degli autotrasportatori lancia l’allarme dopo il nuovo aumento del diesel legato alle tensioni internazionali e teme effetti pesanti su inflazione, consumi e imprese.

Nuovo shock energetico, l’autotrasporto torna sotto pressione

Il settore dell’autotrasporto italiano torna a fare i conti con una nuova fase di forte instabilità sui costi energetici. Dopo mesi difficili segnati dall’aumento del prezzo del gasolio e dalle conseguenze economiche della precedente crisi, gli operatori denunciano una nuova impennata che rischia di mettere nuovamente sotto pressione imprese già provate.

A lanciare l’allarme è ASSOTIR, associazione che rappresenta migliaia di imprese del trasporto merci, secondo cui la risposta alle nuove tensioni sui carburanti non dovrebbe passare attraverso un nuovo taglio generalizzato delle accise.

La posizione dell’associazione è chiara: servono controlli più efficaci sull’andamento dei prezzi, un coinvolgimento diretto della committenza e un intervento dell’Antitrust per verificare eventuali fenomeni speculativi lungo la catena economica.

Il timore è che un intervento simile a quello adottato nella precedente emergenza possa non risolvere il problema alla radice e, soprattutto, non tutelare in modo adeguato il settore professionale del trasporto.

Il gasolio torna a crescere: +18 centesimi in pochi giorni

Il nuovo aumento del prezzo del diesel arriva in una fase particolarmente delicata per il sistema economico.

Secondo Assotir, il costo del gasolio ha registrato una crescita di circa 18 centesimi al litro nell’arco di poche settimane, riportando il prezzo vicino ai livelli raggiunti durante la precedente fase critica.

L’incremento è stato collegato alle nuove tensioni geopolitiche internazionali e alle conseguenze sui mercati energetici, dove ogni crisi legata alla produzione e alla distribuzione del petrolio può tradursi rapidamente in un aumento dei costi alla pompa.

Per gli autotrasportatori il problema è particolarmente rilevante perché il carburante rappresenta una delle principali voci di spesa.

Un camion che percorre migliaia di chilometri ogni mese non può assorbire facilmente aumenti improvvisi senza conseguenze sull’intera attività aziendale.

Il rischio, secondo l’associazione, è quello di una nuova spirale nella quale gli aumenti dei costi di trasporto finiscono per riversarsi sui prezzi finali dei beni.

Assotir: “Non ripetere gli errori del passato”

La richiesta principale dell’associazione è evitare un nuovo taglio lineare delle accise.

Secondo Assotir, una misura generalizzata potrebbe avere effetti limitati e non sufficientemente mirati rispetto alle esigenze del trasporto professionale.

La critica riguarda soprattutto il fatto che un intervento rivolto indistintamente a tutti i consumatori non garantirebbe un sostegno adeguato alle imprese che utilizzano il carburante come strumento indispensabile per lavorare.

Il trasporto merci, infatti, non utilizza il gasolio per una scelta di consumo, ma come elemento produttivo.

Camion, furgoni e mezzi pesanti sono fondamentali per garantire il funzionamento della catena logistica nazionale: dalla distribuzione alimentare alla consegna delle merci, fino al rifornimento delle attività commerciali.

Per questo motivo Assotir sostiene che eventuali misure debbano essere costruite tenendo conto delle caratteristiche specifiche del settore.

Il problema della velocità degli aumenti e della lentezza dei ribassi

Uno degli aspetti evidenziati dall’associazione riguarda la diversa velocità con cui prezzi e ribassi si trasferiscono sul mercato.

Secondo Assotir, l’aumento di circa 18 centesimi del gasolio si sarebbe verificato in un periodo molto breve, mentre per assistere a una riduzione dello stesso livello nella fase precedente sarebbero stati necessari diversi mesi.

Questa dinamica alimenta il sospetto che lungo la filiera possano esistere rigidità o meccanismi che rallentano la discesa dei prezzi.

Per gli operatori del settore il tema centrale non è soltanto il livello del costo del carburante, ma anche la trasparenza del processo che porta dal prezzo internazionale del petrolio fino al distributore finale.

Un mercato più controllato, secondo Assotir, potrebbe consentire di individuare eventuali anomalie e proteggere sia le imprese sia i consumatori.

Il ruolo della committenza nella gestione dei rincari

Un altro punto centrale della posizione di Assotir riguarda il rapporto tra trasportatori e aziende committenti.

Secondo l’associazione, in questa nuova fase sarà fondamentale un maggiore coinvolgimento della committenza, chiamata a condividere gli effetti dell’aumento dei costi.

Il rischio denunciato è che gli incrementi del carburante ricadano esclusivamente sull’ultimo anello della catena, cioè sulle piccole e medie imprese di autotrasporto che materialmente effettuano il servizio.

La questione riguarda anche il rapporto tra grandi operatori logistici e subvettori.

Assotir sottolinea come in alcuni casi i grandi vettori abbiano ottenuto adeguamenti tariffari dai clienti finali senza trasferire completamente gli stessi benefici alle aziende più piccole che svolgono concretamente il trasporto.

Una situazione definita dall’associazione come una distorsione del mercato, perché indebolisce proprio le imprese maggiormente esposte ai costi operativi.

Il rischio per le piccole imprese di trasporto

Il settore dell’autotrasporto italiano è composto in larga parte da piccole e medie imprese.

Per queste realtà anche variazioni apparentemente contenute del costo del carburante possono avere conseguenze significative sui bilanci.

Un aumento stabile del prezzo del diesel significa infatti maggiori costi quotidiani per ogni viaggio effettuato.

Se questi costi non vengono riconosciuti nelle tariffe di trasporto, il margine economico delle aziende si riduce fino a mettere a rischio la sostenibilità dell’attività.

Il problema non riguarda soltanto gli imprenditori del settore, ma l’intero sistema economico.

Un trasporto merci efficiente è indispensabile per mantenere attive le filiere produttive e garantire la disponibilità dei prodotti nei punti vendita.

L’allarme sugli aumenti dei prezzi al consumo

Assotir richiama inoltre l’attenzione sul possibile effetto del caro carburanti sui prezzi dei beni.

Secondo l’associazione, negli ultimi mesi alcuni aumenti dei prodotti alimentari e di prima necessità sarebbero stati attribuiti ai maggiori costi di trasporto in modo sproporzionato rispetto all’effettiva incidenza del carburante.

Il costo logistico, infatti, rappresenta solo una parte del prezzo finale di molti prodotti.

Per questo motivo Assotir chiede verifiche più approfondite per evitare che il trasporto venga utilizzato come giustificazione per rincari non sempre proporzionati.

Il rischio, sottolinea l’associazione, è duplice: da una parte il consumatore paga prezzi più alti, dall’altra il trasportatore viene indicato come responsabile di aumenti che spesso non dipendono direttamente dalla sua attività.

L’intervento dell’Antitrust richiesto dagli autotrasportatori

Proprio per questo motivo Assotir rinnova la richiesta di un monitoraggio da parte dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato.

L’obiettivo sarebbe verificare eventuali comportamenti anomali nella formazione dei prezzi e individuare situazioni nelle quali gli aumenti vengono trasferiti ai consumatori in misura superiore rispetto ai reali costi aggiuntivi.

Secondo l’associazione, la trasparenza rappresenta oggi uno degli strumenti più importanti per evitare che una crisi energetica si trasformi in una crisi economica più ampia.

Il controllo dei mercati non dovrebbe riguardare soltanto il carburante, ma l’intera catena che porta un prodotto dal produttore al consumatore.

Inflazione e consumi: il rischio di una nuova frenata

La preoccupazione degli operatori riguarda anche gli effetti macroeconomici.

Un nuovo aumento dei costi energetici arriva infatti in un momento nel quale molte famiglie e imprese stanno ancora facendo i conti con l’inflazione.

Quando aumentano i costi di trasporto, il rischio è che aumentino anche i prezzi finali, riducendo il potere d’acquisto dei cittadini e frenando i consumi.

Per le imprese, invece, significa affrontare nuove difficoltà in termini di programmazione e investimenti.

Dopo una fase caratterizzata da grande incertezza, il settore avrebbe bisogno di maggiore stabilità per recuperare equilibrio.

La richiesta al Governo: interventi mirati e non emergenziali

La posizione di Assotir si traduce quindi in una richiesta di cambio di approccio.

Secondo l’associazione non servono soltanto misure temporanee per affrontare l’emergenza, ma strumenti capaci di garantire maggiore equilibrio nel lungo periodo.

Monitoraggio dei prezzi, tutela della concorrenza, responsabilità condivisa nella filiera e sostegno mirato alle imprese di trasporto sono le direttrici indicate dagli operatori.

Il tema del carburante, infatti, non riguarda soltanto il costo di un pieno, ma il funzionamento dell’intero sistema economico.

Un settore strategico che chiede maggiore attenzione

La nuova crisi del gasolio riporta al centro il ruolo dell’autotrasporto come infrastruttura essenziale del Paese.

Ogni giorno migliaia di imprese garantiscono la movimentazione delle merci necessarie alla vita quotidiana, ma il loro lavoro dipende fortemente dall’equilibrio dei costi energetici.

Per questo motivo Assotir chiede che le decisioni future tengano conto della specificità del settore.

La sfida non è soltanto abbassare temporaneamente il prezzo del carburante, ma costruire un sistema nel quale imprese, consumatori e filiere produttive possano affrontare gli shock energetici con strumenti più efficaci.

Il nuovo aumento del gasolio diventa così un banco di prova per la capacità delle istituzioni di intervenire non soltanto sull’emergenza, ma sulle dinamiche profonde che determinano prezzi e competitività dell’economia italiana.

21 Luglio 2026 ( modificato il 22 Luglio 2026 | 0:59 )
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