Classica al Tramonto 2025 chiude con musica e suggestioni
Roma saluta l’estate musicale dell’Orto Botanico con tre serate speciali
La magia della musica al calare del sole si prepara al gran finale. La nona edizione di Classica al Tramonto, la rassegna estiva promossa dall’Istituzione Universitaria dei Concerti, conclude il suo percorso 2025 con tre appuntamenti capaci di attraversare epoche, culture e linguaggi diversi.
La cornice scelta per questa esperienza è uno dei luoghi più suggestivi della Capitale: il Museo Orto Botanico di Roma, ospitato negli storici ex Giardini di Cristina di Svezia, nel cuore di Trastevere. Un ambiente unico, dove natura, architettura e musica si incontrano creando un’atmosfera fuori dal tempo.
Dopo un cartellone ricco di proposte, la manifestazione si avvia alla chiusura con due serate finali che confermano la vocazione della rassegna: offrire al pubblico un’esperienza culturale accessibile, raffinata e capace di unire la tradizione della musica classica alle nuove forme della creatività contemporanea.
Gli ultimi appuntamenti vedranno protagonisti giovani talenti della musica da camera, interpreti specializzati nella tradizione brasiliana e un progetto jazz innovativo che fonde culture differenti.

Il Galà Avos celebra la grande scuola musicale italiana
Martedì 14 luglio alle ore 21.00 sarà il momento del tradizionale Galà Avos, appuntamento nato dalla collaborazione tra Classica al Tramonto e Avos Project – Scuola Internazionale di Musica, una delle realtà più interessanti nel panorama della formazione musicale romana.
La serata sarà dedicata ad alcuni dei migliori studenti della scuola, offrendo loro un palcoscenico prestigioso per confrontarsi con il pubblico all’interno di una rassegna ormai consolidata.
Il concerto sarà articolato in due momenti. La prima parte vedrà protagonista il duo formato da Francesco Pavan al violino e Mattia Casu al pianoforte, impegnato in un programma dedicato a due grandi compositori cechi: Josef Suk e Leoš Janáček.
Successivamente il duo si trasformerà in quartetto con l’arrivo di Lorenzo Lombardo alla viola e Leonardo Bruschetta al violoncello, per interpretare il celebre Quartetto per pianoforte n. 2 in mi bemolle maggiore, op. 87 di Antonín Dvořák.
Un percorso musicale che mette in dialogo tre autori accomunati dalla capacità di trasformare emozioni personali, inquietudini storiche e sensibilità poetica in un linguaggio universale.
La musica ceca tra passione, inquietudine e innovazione
Il programma del Galà Avos propone un viaggio nel cuore della tradizione musicale boema, una delle più ricche e originali della cultura europea tra Ottocento e Novecento.
La “Love Song” (Píseň lásky), Op. 7 n. 1 di Josef Suk rappresenta uno dei momenti più intensi della produzione giovanile del compositore. Scritta inizialmente per pianoforte nel 1891, l’opera racchiude il carattere lirico del tardo Romanticismo e una profonda dimensione sentimentale legata alla figura di Otilie Dvořák, futura moglie dell’autore.
La pagina musicale alterna slanci appassionati e momenti più intimi, costruendo un equilibrio tra tradizione romantica e nuove sensibilità espressive.
Di particolare interesse sarà anche la Sonata per violino e pianoforte JW VII/7 di Leoš Janáček, una composizione che riflette pienamente il linguaggio originale del musicista ceco.
Janáček rompe gli schemi della forma classica tradizionale attraverso una scrittura caratterizzata da frammenti brevi, tensioni improvvise e un forte legame con il ritmo del linguaggio parlato. Il risultato è una musica intensa, inquieta e profondamente moderna, capace di restituire emozioni immediate.
A chiudere il concerto sarà il Quartetto per pianoforte n. 2 op. 87 di Antonín Dvořák, una delle opere più mature del compositore.
La composizione unisce energia ritmica, invenzione melodica e richiami alla musica popolare slava. Dal tema iniziale fino al movimento finale, il quartetto mostra la capacità di Dvořák di fondere profondità emotiva e vitalità musicale.

Il gran finale di Classica al Tramonto tra Brasile, jazz e contaminazioni
La nona edizione si chiuderà mercoledì 15 luglio con una serata costruita su due concerti diversi ma accomunati dalla ricerca musicale e dall’incontro tra culture.
Alle ore 20.30 salirà sul palco il Duo Corde Brasiliane, formato da Gianluca Persichetti alla chitarra e Massimo Aureli alla chitarra a sette corde.
I due musicisti porteranno il pubblico in un viaggio attraverso i grandi stili della musica brasiliana: Bossa Nova, Samba, Choro, Maxixe e Forrò.
Il progetto nasce da una lunga collaborazione artistica e da una profonda conoscenza della tradizione musicale sudamericana. Le due chitarre diventano così strumenti capaci di raccontare il Brasile nella sua forma più autentica, tra ritmo, improvvisazione e poesia.
Gianluca Persichetti è considerato uno degli interpreti italiani più attenti alla musica brasiliana. Nel corso della sua carriera ha collaborato con importanti musicisti e ha sviluppato un percorso artistico dedicato alle sonorità sudamericane, portando avanti un’intensa attività concertistica e discografica.
Massimo Aureli, chitarrista romano, ha invece costruito una carriera caratterizzata dall’interesse per la musica latino-americana e in particolare per la chitarra a sette corde, strumento fondamentale nella tradizione dello Choro e del Samba.
Candy Cane Snail porta sul palco jazz, elettronica e musica persiana
La chiusura ufficiale della rassegna sarà affidata alle ore 21.30 a Candy Cane Snail, progetto musicale formato da Ava Alami alla voce e Vittorio Esposito al pianoforte e synth.
Il duo rappresenta una delle proposte più originali del panorama jazz contemporaneo italiano, grazie alla capacità di fondere linguaggi apparentemente lontani: jazz, elettronica, cantautorato italiano e musica persiana.
Il nome del progetto richiama la lumaca colorata simbolo di diversità e rallentamento, una metafora che racconta una musica costruita sull’ascolto, sulla contaminazione e sulla ricerca di nuove forme espressive.
L’album “Candy Cane Snail”, pubblicato nel 2025 e prodotto in collaborazione con ReMida Productions e Cesare Mangiocavallo, è stato distribuito dall’etichetta newyorkese La Reserve Records.
Nel 2024 il progetto ha ottenuto il primo premio al concorso Isio Saba, dedicato alla creatività e all’innovazione nella musica jazz, confermando il valore di una proposta capace di unire tradizione e sperimentazione.
Candy Cane Snail ha già calcato alcuni dei palchi più importanti della scena jazz italiana ed europea, tra cui la Casa del Jazz di Roma, il Teatro Ristori di Verona, la Maison d’Italie di Parigi e la Sala Vanni di Firenze.
Due artisti giovani che raccontano una nuova generazione musicale
La voce di Ava Alami porta nel progetto un’identità artistica costruita sull’incontro tra radici persiane e cultura italiana.
La cantante jazz integra composizioni originali, standard del repertorio internazionale, musica popolare persiana e classici italiani, creando un linguaggio personale e riconoscibile.
Nel suo percorso ha partecipato ai seminari di Siena Jazz e Nuoro Jazz e ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il Premio Giovani Visionari 2024 e il Premio Isio Saba 2024.
Accanto a lei, il pianista e compositore Vittorio Esposito rappresenta una delle giovani personalità più interessanti del jazz italiano.
Classe 1998, ha ottenuto importanti riconoscimenti tra cui la finale del Premio Internazionale Massimo Urbani, il successo al festival internazionale Sibiu Jazz in Romania con il suo trio e la vittoria del Concorso per Pianisti Lelio Luttazzi nel 2023.

Un festival che rinnova il rapporto tra musica e città
Con gli ultimi concerti della nona edizione, Classica al Tramonto conferma il suo ruolo nel panorama culturale romano, proponendo un modello di spettacolo capace di valorizzare luoghi storici e nuove generazioni di artisti.
L’Orto Botanico di Trastevere diventa ancora una volta uno spazio dove la musica incontra la natura, offrendo al pubblico un’esperienza che supera il semplice ascolto.
Dalla grande tradizione cameristica europea alle sonorità brasiliane, fino alla ricerca del jazz contemporaneo, la rassegna dimostra come la musica possa continuare a creare connessioni tra epoche e culture diverse.
Il tramonto romano diventa così il momento ideale per celebrare un’estate di emozioni, incontri e nuove scoperte artistiche.
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