1:40 am, 12 Luglio 26 calendario

Erba gatta contro le zanzare: la lozione naturale

Di: Micky Astrovale
🌐 Erba gatta contro le zanzare: una ricerca condotta in Uganda mostra che una lozione a base di olio essenziale di erba gatta potrebbe offrire una protezione dalle punture paragonabile a quella del DEET, il repellente più utilizzato al mondo. Il risultato apre nuove prospettive nella prevenzione della malaria, soprattutto nei Paesi dove servono soluzioni economiche, sostenibili e facilmente reperibili.

Una pianta comune potrebbe cambiare la lotta contro la malaria

Per milioni di persone che vivono nelle aree tropicali e subtropicali, la malaria continua a rappresentare una delle principali minacce per la salute pubblica. Ogni anno la malattia provoca centinaia di migliaia di decessi e colpisce soprattutto bambini e donne in gravidanza, con un peso enorme sui sistemi sanitari dei Paesi più poveri.

In questo scenario, ogni innovazione capace di migliorare la prevenzione assume un’importanza strategica. Tra le novità più interessanti emerse dalla ricerca internazionale c’è una soluzione che arriva da una pianta conosciuta soprattutto dagli amanti dei gatti: la Nepeta cataria, meglio nota come erba gatta.

Uno studio presentato durante il congresso della Society for Experimental Biology indica infatti che una lozione ottenuta dal suo olio essenziale può offrire una protezione dalle punture delle zanzare paragonabile a quella garantita dal DEET, il principio attivo considerato il riferimento mondiale nei repellenti.

La scoperta non riguarda soltanto l’efficacia del prodotto, ma anche il suo potenziale impatto economico e sociale: la pianta può essere coltivata localmente, riducendo i costi e favorendo l’autonomia delle comunità rurali.

Perché la prevenzione resta l’arma più efficace

La malaria viene trasmessa attraverso la puntura delle zanzare del genere Anopheles infette dal parassita Plasmodium. Nonostante i progressi della medicina, interrompere il contatto tra insetto e uomo resta uno degli strumenti più efficaci per limitare la diffusione della malattia.

Negli ultimi anni la prevenzione si è basata principalmente su:

  • zanzariere trattate con insetticidi;
  • repellenti cutanei;
  • programmi di controllo delle popolazioni di zanzare;
  • diagnosi e trattamenti tempestivi.

Ridurre anche una parte delle punture significa diminuire il numero di infezioni e alleggerire la pressione sui sistemi sanitari.

Per questo motivo la ricerca di repellenti efficaci, accessibili e sostenibili rappresenta una priorità internazionale.

Lo studio condotto in Uganda

La ricerca è stata sviluppata da un gruppo di scienziati della Cardiff University insieme a ricercatori ugandesi.

L’obiettivo era verificare se una lozione ottenuta dall’olio essenziale di erba gatta coltivata localmente potesse rappresentare un’alternativa concreta ai repellenti tradizionali.

I risultati ottenuti hanno mostrato che la protezione offerta dalla formulazione è risultata comparabile a quella del DEET, il composto chimico presente nella maggior parte dei prodotti disponibili in commercio.

Il dato assume un significato particolare perché arriva da test condotti in un contesto dove la malaria rappresenta ancora un problema sanitario quotidiano e dove il costo dei prodotti importati costituisce spesso un ostacolo per molte famiglie.

Il segreto è il nepetalattone

Il composto che fa impazzire i gatti

L’elemento chiave dell’erba gatta è il nepetalattone, una sostanza naturalmente presente nel suo olio essenziale.

È proprio questo composto a provocare nei gatti la celebre reazione di euforia e gioco quando entrano in contatto con la pianta.

Da tempo gli studiosi sanno però che il nepetalattone possiede anche un’altra caratteristica molto interessante: allontana numerosi insetti, comprese le zanzare.

Negli anni diversi studi di laboratorio avevano già evidenziato questa proprietà, ma mancavano prove concrete sulla possibilità di trasformare tale sostanza in un prodotto utilizzabile su larga scala.

Come agisce contro le zanzare

Il meccanismo d’azione sembra essere simile a quello dei più comuni repellenti.

Le molecole dell’olio essenziale interferiscono con i recettori sensoriali dell’insetto, rendendo molto più difficile individuare la presenza dell’essere umano attraverso odori e sostanze chimiche emesse dalla pelle.

Di conseguenza, la zanzara perde la capacità di localizzare con precisione il bersaglio e la probabilità di puntura diminuisce sensibilmente.

Il confronto con il DEET

Da oltre settant’anni il DEET rappresenta il punto di riferimento mondiale nella protezione contro le punture di zanzara.

La sua efficacia è stata confermata da numerosi studi scientifici e continua a essere raccomandata dalle autorità sanitarie internazionali per la prevenzione delle malattie trasmesse dagli insetti.

Il confronto con il repellente naturale è quindi particolarmente significativo.

Secondo i ricercatori, la formulazione a base di erba gatta ha mostrato un livello di protezione paragonabile a quello ottenuto con il DEET, almeno nelle condizioni sperimentali analizzate.

Questo non significa che il prodotto naturale sia destinato a sostituire immediatamente i repellenti tradizionali, ma suggerisce che possa diventare una valida alternativa in molti contesti.

Un vantaggio economico per le comunità rurali

Uno degli aspetti più interessanti dello studio riguarda il potenziale impatto economico.

Nei Paesi dove la malaria è endemica, acquistare prodotti importati può risultare costoso, soprattutto per le famiglie che vivono nelle aree agricole.

La possibilità di:

  • coltivare l’erba gatta localmente;
  • estrarre il suo olio essenziale;
  • produrre repellenti direttamente sul territorio;

potrebbe contribuire a ridurre i costi e a rendere la protezione più accessibile.

Si tratta inoltre di una filiera agricola che potrebbe generare nuove opportunità economiche per piccoli produttori e cooperative locali.

Un aiuto nella lotta alla resistenza ai farmaci

La ricerca evidenzia anche un altro aspetto di grande rilievo.

I trattamenti contro la malaria hanno permesso di salvare milioni di vite, ma il parassita responsabile della malattia può sviluppare nel tempo forme di resistenza ai farmaci, rendendo più complessa la cura.

Per questo motivo gli esperti sottolineano da anni la necessità di investire maggiormente nella prevenzione, limitando il numero delle infezioni anziché intervenire soltanto dopo il contagio.

Ridurre le punture significa infatti diminuire anche il numero di persone che avranno bisogno delle terapie, rallentando indirettamente la comparsa di nuove resistenze.

Perché il nepetalattone non è ancora un prodotto diffuso

Una domanda sorge spontanea: se le proprietà dell’erba gatta sono conosciute da tempo, perché non esistono già repellenti naturali ampiamente diffusi?

La risposta riguarda soprattutto gli aspetti economici e industriali.

Il nepetalattone è una sostanza presente naturalmente nella pianta e non può essere brevettata nella sua forma naturale.

Questo ha ridotto nel tempo l’interesse commerciale da parte delle grandi aziende, che tendono a investire maggiormente in principi attivi protetti da brevetti.

La ricerca accademica, invece, guarda soprattutto ai benefici sanitari e alla possibilità di sviluppare soluzioni sostenibili per i Paesi a basso reddito.

La sostenibilità ambientale

L’utilizzo di una pianta coltivabile localmente presenta anche potenziali vantaggi sul piano ambientale.

Una filiera corta potrebbe infatti:

  • limitare il trasporto internazionale dei prodotti;
  • favorire coltivazioni adattate al territorio;
  • valorizzare risorse naturali già disponibili;
  • ridurre la dipendenza da materie prime importate.

Naturalmente saranno necessari ulteriori studi per valutare la sostenibilità della produzione su larga scala e gli eventuali effetti sull’ecosistema.

I prossimi passi della ricerca

Gli scienziati sottolineano che i risultati ottenuti rappresentano un passaggio importante ma non definitivo.

Prima di una diffusione commerciale sarà necessario approfondire diversi aspetti, tra cui:

  • la durata della protezione sulla pelle;
  • la stabilità della formulazione nelle diverse condizioni climatiche;
  • i costi della produzione industriale;
  • la standardizzazione dell’estrazione dell’olio essenziale;
  • eventuali autorizzazioni regolatorie.

Solo dopo queste verifiche sarà possibile valutare una distribuzione più ampia del prodotto.

Un’opportunità concreta per la salute globale

L’idea che una pianta conosciuta soprattutto per il suo effetto sui gatti possa contribuire alla lotta contro una delle malattie infettive più pericolose del pianeta dimostra quanto la ricerca sulle sostanze naturali continui a offrire prospettive sorprendenti.

L’erba gatta non rappresenta una soluzione miracolosa né sostituisce gli strumenti già disponibili, ma potrebbe aggiungere un tassello importante alle strategie di prevenzione, soprattutto nelle regioni dove il costo dei repellenti tradizionali costituisce ancora una barriera.

Se gli studi futuri confermeranno i risultati ottenuti in Uganda, la lozione a base di olio essenziale di erba gatta potrebbe diventare una nuova alleata nella riduzione delle punture di zanzara e, di conseguenza, nel contenimento della diffusione della malaria. Una soluzione semplice, naturale e potenzialmente accessibile che dimostra come innovazione e sostenibilità possano procedere insieme nella tutela della salute pubblica.

12 Luglio 2026 ( modificato il 9 Luglio 2026 | 1:46 )
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