🌐 Ghislaine Maxwell: UBS gestì milioni dopo l’arresto di Epstein
UBS ha mantenuto rapporti bancari con Ghislaine Maxwell, gestendo fino a 19 milioni di dollari anche dopo l’arresto di Jeffrey Epstein e sollevando nuove domande sui controlli delle grandi banche.
L’inchiesta Reuters rivela che UBS aprì conti personali e societari per Maxwell nel 2014, pochi mesi dopo che JPMorgan Chase aveva deciso di interrompere i rapporti con Epstein a causa del rischio reputazionale associato al suo nome.

Rapporto bancario duraturo nonostante i segnali di rischio
Secondo i documenti – inclusi estratti conto, email interne e corrispondenze – UBS ha gestito per Maxwell fino a circa 19 milioni di dollari in contanti, azioni e investimenti in fondi speculativi.
La banca svizzera assegnò a Maxwell due relationship manager dedicati, professionisti che si occupano abitualmente di clienti con grandi patrimoni, e fornì servizi tipici di private banking per ricchi clienti privati.
Nonostante fosse già noto al settore finanziario che Maxwell fosse associata a Epstein – un uomo condannato nel 2008 per reati sessuali su minori – UBS non interruppe immediatamente la relazione. Le transazioni più recenti documentate risalgono a luglio 2019, cioè poco più di due settimane dopo l’arresto di Epstein da parte delle autorità federali americane.
Tra queste, nel luglio 2019, UBS eseguì un trasferimento di 130.000 dollari su istruzione di Maxwell per pagare una carta di credito American Express, e nel gennaio 2016 effettuò un pagamento di 2,5 milioni di dollari a favore di Scott Borgerson, suo marito nell’anno stesso.
Banca sotto lente: niente accuse formali ma domande aperte
UBS ha rifiutato di commentare pubblicamente perché ha accettato Maxwell come cliente nonostante l’elevato profilo di rischio evidenziato da JPMorgan.
Secondo le rivelazioni, la decisione di UBS di accogliere Maxwell avvenne subito dopo che JPMorgan, nella propria due diligence interna, aveva classificato Maxwell come “cliente ad alto rischio” a causa della sua lunga associazione con Epstein e della notorietà delle accuse mediatiche contro di lui.
Tuttavia, non risultano prove che UBS o i suoi consulenti abbiano commesso reati o violato leggi antiriciclaggio, e la banca sostiene di aver effettuato dei controlli di due diligence prima di trasferire i conti da JPMorgan.
Nell’ agosto 2019 la banca ricevette una citazione a comparire da parte di un Grand Jury e fornì all’FBI documenti relativi ai trasferimenti e alle operazioni finanziarie di Maxwell, un passo che mostra almeno una collaborazione formale con le autorità giudiziarie.
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Chi è Ghislaine Maxwell: eredità e legami
Ghislaine Maxwell, britannica naturalizzata statunitense, è attualmente incarcerata con una condanna federale a 20 anni di carcere per traffico sessuale di minori in relazione alla sua complicità con Jeffrey Epstein.
Documenti riservati recentemente trapelati mostrano inoltre che gran parte della sua ricchezza iniziale deriverebbe da trust offshore istituiti dal padre, il magnate editoriale Robert Maxwell, contraddicendo l’idea che fosse del tutto finanziariamente dipendente da Epstein.
Robert Maxwell, una figura controversa entrata nella cronaca internazionale per scandali finanziari e la misteriosa morte in mare nel 1991, ha lasciato un’eredità patrimoniale che – secondo fonti confidenziali – potrebbe spiegare almeno in parte la disponibilità di Maxwell a mantenere conti multimilionari nonostante il crescente rischio reputazionale.
La reazione del settore finanziario
L’esposizione dei documenti ha acceso un ampio dibattito pubblico internazionale sui controlli delle banche private e sulla capacità delle istituzioni globali di bilanciare la gestione dei patrimoni con i rischi reputazionali e legali.
Critici delle istituzioni finanziarie sottolineano che, nonostante le leggi antiriciclaggio e le normative KYC (“know your customer”), figure come Maxwell e i collegamenti con reti criminali come quella di Epstein possono continuare a muovere fondi attraverso canali bancari tradizionali.
Esperti di regolamentazione finanziaria evidenziano che la trasparenza e la capacità delle autorità di sorveglianza di tracciare flussi di denaro dipendono fortemente dalla cooperazione internazionale e dalla volontà delle banche di applicare standard più rigidi anche su clienti “VIP”.
Un caso emblematico sul controllo bancario
Il caso UBS‑Maxwell emerge in un momento in cui la fiducia nelle istituzioni finanziarie è sotto esame a causa di scandali di alto profilo e pressioni normative sempre più forti.
L’episodio sottolinea come anche grandi banche globali possano trovarsi a gestire clienti con profili controversi, suscitando domande sui limiti del private banking e sulla necessità di un rafforzamento delle regole di compliance a fronte di rischi etici e giudiziari sempre più evidenti.
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