🌐 Due valanghe in Friuli: un escursionista morto e cinque salvi
Due valanghe si sono staccate oggi sulle montagne tra Friuli Venezia Giulia e Veneto causando la morte di uno scialpinista e il salvataggio di cinque persone. I soccorsi hanno lavorato per ore in condizioni difficili, evidenziando il rischio elevato della neve instabile e riaccendendo l’allarme sicurezza in montagna.
Tragedia e miracolo si sono intrecciati oggi sulle montagne delle Alpi Orientali: due valanghe si sono staccate nel primo pomeriggio tra Casera Razzo e Sella Nevea, provocando la morte di uno scialpinista di 29 anni e il salvataggio di altri cinque escursionisti, tra cui uno ferito lieve e quattro illesi.
L’allarme è scattato poco dopo le 14:30, quando una telefonata al numero unico di emergenza 112 ha segnalato uno stacco di neve di vaste dimensioni sulla verticale di un escursionista che stava percorrendo un itinerario di scialpinismo nei pressi di Casera Razzo, al confine tra Friuli Venezia Giulia e Veneto.
In poche ore si sono attivate squadre di soccorso di grande portata: il Soccorso Alpino e Speleologico del Friuli Venezia Giulia, Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza, unità cinofile da valanga, elicotteri sanitari e della Protezione Civile hanno lavorato fianco a fianco per localizzare le persone coinvolte. La prima valanga aveva un fronte di oltre 50 metri e un dislivello di circa 200 metri, rendendo particolarmente complessa e pericolosa la ricerca sotto la neve.

Purtroppo, dopo ore di ricerche intense, il corpo dell’escursionista travolto è stato ritrovato sepolto sotto circa un metro di neve: non rispondeva più e gli operatori ne hanno dichiarato il decesso sul posto.
Altre squadre, scattate per un secondo distacco di neve a Sella Nevea, hanno tratto in salvo cinque persone che si trovavano in escursione sul versante opposto. In questo caso la valanga ha travolto uno scialpinista sloveno che è stato estratto vivo dai compagni; era cosciente ma con vari traumi e segni di ipotermia, ed è stato stabilizzato dal medico dell’elisoccorso e poi trasferito in ospedale a Udine.
La vittima è un giovane vigile del fuoco di 29 anni, trasferitosi di recente a Trieste: gli amici e colleghi lo ricordano come un appassionato di montagna, amante dello scialpinismo e sempre attento alle condizioni meteo, tragedia che ha colpito profondamente l’intera comunità degli operatori alpini.
I bollettini della Protezione Civile Regionale segnalavano per oggi un grado di pericolo valanghe “3 – Marcato” su gran parte dell’arco alpino sopra i 1.400 metri, a causa di neve fresca, formazione di lastroni da vento e strati fragili persistenti nei pendii ombreggiati. In tali condizioni il rischio di distacchi naturali o provocati da escursionisti è significativamente aumentato.

La zona delle due valanghe è nota agli appassionati di scialpinismo e trekking invernale. Gli itinerari che collegano Casera Razzo, Col Merende, Forcella Tragonia e i percorsi da Sella Ursic alla Conca Prevala sono frequentati da escursionisti esperti, ma con la neve instabile di oggi si sono rivelati estremamente rischiosi.
Le operazioni di soccorso hanno evidenziato ancora una volta l’importanza dell’uso di apparecchi di localizzazione ARTVA, pala e sonda, oltre alla necessità di conoscere bene il bollettino valanghe prima di partire. In molti casi l’immediatezza della chiamata dei compagni e la presenza di personale addestrato ha salvato vite, come nel caso di Sella Nevea.
Gli esperti di alpinismo e sicurezza in montagna sottolineano che anche gli escursionisti più esperti devono mantenere prudenza in inverno: la neve fresca e i cambiamenti repentini delle condizioni meteorologiche possono trasformare un pendio apparentemente sicuro in un luogo estremamente pericoloso.
La tragedia in Friuli riporta l’attenzione sulle condizioni della neve e sulla prevenzione dei rischi valanghivi, soprattutto in un periodo dell’anno in cui molte persone scelgono le montagne innevate per escursioni, scialpinismo o sci fuoripista. Il bilancio di oggi, un morto e cinque scampati alla tragedia, è un monito per chi si avventura in quota.

Le autorità locali e i soccorritori raccomandano sempre di consultare il bollettino valanghe aggiornato, di muoversi in gruppo e di portare sempre con sé l’equipaggiamento di sicurezza adeguato, ricordando che il rischio zero in montagna non esiste, specie con neve instabile e condizioni climatiche variabili.
La doppia valanga sulle Alpi Orientali del Friuli Venezia Giulia e Veneto ha causato una grave perdita e ha ricordato la fragilità delle condizioni invernali in montagna. Mentre i cinque escursionisti salvati si riprendono dallo spavento e dal gelo, la morte del giovane scialpinista resta un doloroso avvertimento per la comunità montana italiana e internazionale.
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