6:39 am, 28 Gennaio 26 calendario

🌐  Del Vecchio acquisisce Monrif: nuova era per i quotidiani italiani

Di: Redazione Metrotoday
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Leonardo Maria Del Vecchio, attraverso il suo family office LMDV Capital, ha acquisito la maggioranza del gruppo editoriale Monrif, che controlla i quotidiani Il Giorno, La Nazione, Il Resto del Carlino e QN – Quotidiano Nazionale, segnando un cambiamento significativo nel panorama dell’editoria italiana con un progetto industriale di lungo periodo e investimenti in tecnologia e contenuti.

Una delle operazioni più rilevanti dell’anno nel settore dell’editoria italiana è stata ufficializzata il 22 gennaio 2026: Leonardo Maria Del Vecchio, tramite la sua società di investimento LMDV Capital, ha formalizzato l’acquisizione della maggioranza di Editoriale Nazionale, la società controllata da Monrif S.p.A. che edita alcune delle testate storiche della stampa italiana come Il Giorno, La Nazione, Il Resto del Carlino e QN – Quotidiano Nazionale.

Si tratta di un crocevia strategico nel mondo dei media italiani, perché non si tratta di una semplice operazione finanziaria, ma di un passo significativo verso la creazione di un polo editoriale strutturato e con visione digitale e industriale a lungo termine.

L’operazione in dettaglio: chi, come e perché

LMDV Capital ha presentato un’offerta vincolante accettata dal consiglio di amministrazione di Monrif, che ha deliberato di procedere alla formalizzazione dell’operazione. I termini ufficiali non sono stati resi pubblici, ma fonti di stampa segnalano che la quota acquisita si aggirerebbe intorno all’80% del capitale di Editoriale Nazionale, dando a Del Vecchio il controllo della società editoriale.

Leonardo Maria Del Vecchio — figlio del fondatore di Luxottica e già attivo nella stampa italiana con una quota del 30% nel quotidiano Il Giornale — ha spiegato che l’operazione fa parte di un “progetto industriale di lungo periodo” che riconosce il ruolo centrale dell’editoria nel Paese e che punta a rafforzare il valore dell’informazione, rispettando l’autonomia delle redazioni e investendo “con capitale paziente” in tecnologia e competenze per sostenere il lavoro giornalistico.

La controparte, rappresentata da Andrea Riffeser Monti, presidente del gruppo Monrif, ha definito l’accordo come un elemento in grado di “rafforzare il futuro di un’informazione libera e responsabile, oggi più che mai essenziale per la democrazia del nostro Paese.”

Un mercato in trasformazione

Negli ultimi anni, il settore editoriale italiano ha affrontato sfide strutturali profonde: declino delle vendite cartacee, ricavi pubblicitari in calo, concorrenza delle piattaforme digitali e necessità di innovazione tecnologica per nuovi modelli di business. In questo contesto, l’ingresso di capitali privati e strategie industriali di lungo termine è visto da molti analisti come un potenziale volano per la sostenibilità delle testate.

Del Vecchio sembra aver colto questa dinamica, proseguendo un percorso avviato lo scorso dicembre con l’acquisizione di una quota significativa de Il Giornale e ampliando la propria impronta nel panorama mediatico nazionale. Questa mossa configura l’ambizione di costruire un polo editoriale integrato, probabilmente in grado di operare sia nell’informazione tradizionale sia nei nuovi formati digitali.

Secondo osservatori industriali, questa concentrazione di quotidiani sotto una stessa proprietà potrebbe favorire economie di scala, investimenti in tecnologia, piattaforme digitali con informazioni geolocalizzate e nuove strategie di monetizzazione dell’audience. Tuttavia, non mancano anche dubbi e dibattiti sulla centralizzazione del capitale nei media e i rischi potenziali per la pluralità dell’informazione, soprattutto in un sistema mediatico polarizzato come quello italiano.

Reazioni nel mondo dell’informazione

L’effetto dell’operazione si è subito fatto sentire nei circoli dell’editoria: redazioni e comitati di redazione delle testate coinvolte sono stati convocati per confrontarsi con i nuovi proprietari, un passo considerato essenziale per rafforzare il dialogo e costruire un percorso condiviso per il futuro delle testate.

La stampa specializzata sottolinea come questa operazione non sia isolata ma si inserisca in un più ampio fenomeno di ingresso di capitali privati nei media italiani, in un momento in cui molte testate cercano modelli di sostenibilità tra abbonamenti, paywall e contenuti digitali premium.

Alcuni osservatori sottolineano anche i rischi: una maggiore concentrazione editoriale potrebbe influenzare la diversità delle voci e delle posizioni nei media tradizionali, soprattutto se le strategie di business non saranno bilanciate con salvaguardie solide per l’autonomia redazionale. Tuttavia, Del Vecchio ha più volte dichiarato che l’autonomia delle redazioni rimarrà un elemento centrale del progetto.

Il futuro dell’editoria italiana

L’operazione LMDV Capital rientra in un contesto più ampio di trasformazioni, in cui editori, investitori e piattaforme digitali competono per l’attenzione dei lettori. Mentre alcune realtà optano per una progressiva internazionalizzazione, altre puntano a rafforzare radici nazionali e identità editoriali storiche, come è il caso di Monrif ed Editoriale Nazionale.

Questo tipo di investimenti è visto anche come una reazione ai grandi cambiamenti tecnologici e alle esigenze di innovazione digitale: sviluppo di app, contenuti audio e video, podcast, modelli di abbonamento evoluti e utilizzo responsabile di dati e intelligenza artificiale per personalizzare l’esperienza di lettura.

Il progetto dichiarato da LMDV Capital mira a combinare rispetto per la tradizione dei marchi storici con nuove capacità imprenditoriali, rafforzando così la posizione delle testate italiane nel panorama della comunicazione globale.

Un cambiamento di leadership che fa discutere

L’acquisizione della maggioranza di Monrif da parte di Leonardo Maria Del Vecchio rappresenta una delle mosse più significative nel panorama editoriale italiano degli ultimi anni, con il potenziale di rimodellare non solo la gestione di importanti quotidiani nazionali, ma anche l’intera struttura del consumo dell’informazione in Italia.

Il progetto, definito da Del Vecchio come lungo, paziente e tecnologico, potrebbe segnare l’inizio di una nuova era per quotidiani storici, con l’obiettivo di conciliare qualità dell’informazione, sostenibilità economica e innovazione digitale. Tuttavia, le prossime mosse sui contenuti, sulle strategie digitali e sulla gestione delle redazioni saranno determinanti per capire se questa operazione darà frutti positivi per la pluralità e la qualità dell’informazione nel nostro Paese.

28 Gennaio 2026 ( modificato il 26 Gennaio 2026 | 1:43 )
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