đ Starbucks, necessita una connessione tra AI glitches e fornitori
Starbucks sta affrontando gravi problemi con AI glitches nei sistemi di inventario, una rete di fornitori frammentata e carenze diffuse di prodotti come panini e latte nei suoi store USA, indicando che la modernizzazione e lâaggiornamento tecnologico sono diventati urgenti per garantire stabilitĂ e disponibilitĂ quotidiana ai clienti.
Una catena in difficoltà : quando il caffè non basta
Starbucks, gigante mondiale del caffè con oltre 15.000 punti vendita negli Stati Uniti, si trova ad affrontare una crisi di disponibilitĂ dei prodotti che va ben oltre sporadiche carenze di latte o pasticceria. Le difficoltĂ nella sua supply chain â giĂ sotto osservazione da anni â sono emerse in modo sistemico, portando allâapparizione di scaffali vuoti, consegne in ritardo e sprechi significativi nel backâstore dei caffè.
Quattro CEO in cinque anni hanno dichiarato che i problemi di inventario stanno pesando sulle vendite e sullâesperienza dei clienti, con ripercussioni sulla redditivitĂ e sulla reputazione del marchio.
La radice del problema: AI glitches e tecnologia obsoleta
Software che fallisce
Nel tentativo di modernizzare il sistema di inventario, Starbucks ha introdotto unâapp di controllo automatico dellâinventario basata su intelligenza artificiale che utilizza LIDAR e fotocamere per rilevare livelli di latte, sciroppi e altri prodotti sugli scaffali dei negozi.
Tuttavia, questa tecnologia non ha funzionato come previsto: in vari video mostrati da baristi e manager si vedono casi in cui lâapp non riconosce prodotti correttamente o li conta male, confondendo ad esempio un tipo di latte con un altro o non segnalando oggetti presenti sugli scaffali.
Nonostante il provider NomadGo dichiari il 99% di accuratezza, molte testimonianze interne indicano errori frequenti, segnalando che lâAI non è ancora affidabile come strumento unico di gestione dellâinventario.
Fornitori frammentati
Unâaltra causa chiave delle carenze è la rete di fornitori estremamente spezzettata: Starbucks si avvale di centinaia di piccoli fornitori regionali per prodotti come tazze, coperchi, latte e pasticceria.
Questo significa che quando la domanda supera le capacitĂ di produzione di un fornitore, non esiste un meccanismo efficiente per scalare rapidamente con volumi maggiori o alternative.
Inoltre, lâobsolescenza tecnologica â come lâuso di sistemi IBM AS/400 risalenti a decenni fa per la gestione degli ordini â complica ulteriormente la sincronizzazione dei dati tra sedi, magazzini e fornitori.
âStarbucks non ha mai costruito relazioni con grandi fornitori strutturati come i suoi concorrenti,â spiega un ex dipendente, evidenziando che mancano partner affidabili capaci di rispondere rapidamente alle richieste.
Ritardi, sprechi e carenze
I problemi tecnologici e organizzativi non restano confinati ai magazzini ma si riflettono direttamente nei negozi. Baristi e manager segnalano carenze diffuse di prodotti quotidiani come latte, cupâlids e panini speciali, che in diversi casi sono andati esauriti persino nelle prime ore della mattina.
Secondo fonti âinsiderâ, meno di un terzo delle consegne di camion alle centrali di distribuzione Starbucks nel 2024 arrivava in tempo e con la quantitĂ completa di prodotti attesi â un indicatore chiaro di disfunzioni sistemiche rispetto allâobiettivo standard di affidabilitĂ del 95% nel settore.
Questa disorganizzazione produce sprechi enormi, poichĂŠ prodotti non richiesti o consegnati in eccesso devono essere buttati o donati. In un caso citato, un barista di Connecticut ha dichiarato di aver gettato tre sacchi di prodotti alimentari in una sola notte, il peggior spreco della sua carriera decennale.
Spesa alimentare come nuovo elemento di performance
Negli ultimi anni Starbucks ha trasformato il suo modello di business includendo cibo e prodotti alimentari come parte integrante dellâofferta, arrivando a rappresentare il 23% dei ricavi nel 2025.
Ma questa evoluzione ha colto di sorpresa il sistema di gestione della catena di distribuzione, che era originariamente costruito attorno a bevande con ingredienti meno deperibili e minor spazio di magazzino nei negozi.
đ âQuando hai un modello pensato per bevande e poi improvvisamente aggiungi una quantitĂ significativa di prodotti alimentari deperibili, la supply chain non è equipaggiata a scalare,â afferma un ex dipendente, descrivendo lâimpreparazione dellâazienda di fronte alla crescita del food.
Tra correzioni e critiche
Lâattuale CEO Brian Niccol, in carica dal settembre 2024, ha fatto della modernizzazione della supply chain una delle sue strategie principali.
Ha deciso di dare piĂš autonomia ai manager dei negozi per ordinare rifornimenti dai centri di distribuzione invece di affidarsi interamente ai sistemi automatizzati.
Lâapp mobile di Starbucks è stata modificata per mostrare ai clienti in tempo reale dove si verificano carenze nei negozi â una trasparenza studiata per gestire le aspettative del pubblico.
Niccol ha inoltre assunto veterani della logistica, incluso lâex capo delle operation di supply chain di Amazon Grocery, per cercare di rinnovare i processi.
Tuttavia, esperti indipendenti affermano che queste modifiche sono âtamponeâ piuttosto che riforme profonde, e che Starbucks necessita di un rinnovamento completo della supply chain per competere con rivali come McDonaldâs o ChickâfilâA che giĂ vantano sistemi piĂš robusti.

Altre pratiche del settore
Gran parte dei concorrenti della ristorazione e caffetteria ha adottato tecnologie di **standardizzazione dei fornitori e sistemi di automazione avanzata con meno fornitori sparsi per ridurre gli errori di supply chain.
In particolare, alcune catene utilizzano soluzioni di visione artificiale integrate, non solo per contare gli articoli sugli scaffali ma anche per prevedere con precisione le necessitĂ future attraverso dati storici e pattern di consumo.
Le conseguenze per clienti e investitori
Le carenze costanti nei negozi stanno influenzando non solo lâesperienza quotidiana dei clienti, ma anche i risultati finanziari dellâazienda. Anche se il titolo Starbucks è salito di circa il 5% dallâarrivo di Niccol, resta indietro rispetto allâindice S&P 500, che ha guadagnato molto di piĂš nello stesso periodo.
Le vendite negli Stati Uniti sono diminuite per sei trimestri consecutivi prima dellâultimo report, indicando che la capacitĂ di garantire disponibilitĂ regolare dei prodotti ha un impatto diretto sul fatturato.
Un gigante alla prova dellâefficienza
La vicenda di Starbucks evidenzia come, nellâera dellâintelligenza artificiale e delle catene globali di distribuzione, anche marchi consolidati possono ritrovarsi impreparati se non allineano tecnologia, fornitori e logistica in modo coerente.
Le AI glitches e la mancanza di una rete di fornitori solida hanno generato carenze, sprechi e insoddisfazione â un mix che Starbucks deve affrontare con riforme profonde, non semplici aggiustamenti tecnici.
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