🌐 Meloni e Merz rafforzano l’asse Italia-Germania
Nel vertice di Roma tra Giorgia Meloni e Friedrich Merz spiccano accordi su competitività dell’Unione Europea, difesa comune e innovazione industriale: un cambio di passo nell’asse Roma-Berlino per influenzare le politiche di Bruxelles e la geopolitica europea.
Il summit — che arriva pochi giorni dopo il Consiglio europeo straordinario di Bruxelles — segna un rafforzamento senza precedenti dell’asse Roma-Berlino, con l’intento dichiarato di rendere l’Unione Europea più competitiva, agile e strategicamente autonoma rispetto alle dinamiche internazionali.
Una alleanza “più vicina che mai”
Al termine delle consultazioni, Meloni ha sottolineato che “Italia e Germania oggi sono più vicine che mai”, definendo il vertice una “buona notizia per i nostri popoli e per l’Europa nel suo complesso”.
Nel suo discorso, la presidente del Consiglio ha invitato l’Unione Europea a “scegliere se vuole subire il proprio destino o essere protagonista”, evidenziando la necessità di un’Europa “autonoma, competitiva sul piano globale e capace di affrontare le sfide strategiche” con pragmatismo e coesione.
Questa retorica si inserisce in un contesto in cui entrambi i leader cercano di definire una visione alternativa rispetto all’attuale dominio dell’asse franco-tedesco sulla politica comunitaria.
Competitività e nuova agenda europea
Uno dei pilastri del vertice è stato il dossier della competitività UE. I due Paesi hanno convenuto che l’Unione deve cambiare ritmo e semplificare la propria burocrazia per evitare oneri inutili alle imprese europee e attirare investimenti.
Meloni ha ribadito che la politica di transizione verde ideologica — così come è stata attuata finora — ha messo “in ginocchio” alcune industrie europee senza migliorare significativamente la protezione ambientale, aprendo così un dibattito su flessibilità normativa e neutralità tecnologica.
È stato annunciato che il 12 febbraio a Bruxelles Roma e Berlino presenteranno un “non-paper” congiunto focalizzato su:
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semplificazione burocratica nell’UE;
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rafforzamento del mercato unico;
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rilancio dell’industria automobilistica con criteri di neutralità tecnologica;
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una politica commerciale ambiziosa basata su regole condivise e parità di condizioni.
Difesa, sicurezza e resilienza
Un altro esito importante del vertice riguarda gli accordi in materia di difesa e sicurezza. Meloni e Merz hanno firmato un protocollo per una cooperazione strategica rafforzata e un’intesa per potenziare la collaborazione in risposta alle “minacce crescenti” alla stabilità europea.
Il documento — non vincolante dal punto di vista giuridico internazionale — ribadisce l’impegno congiunto di Roma e Berlino nel rafforzare le capacità difensive all’interno della NATO, dell’UE, delle Nazioni Unite e dell’OSCE, con particolare attenzione alla deterrenza e alla resilienza.
A questo si aggiunge l’intenzione di stimolare progetti congiunti nei settori industriali della difesa, esercitazioni militari integrate e iniziative per la sicurezza cibernetica, in linea con una visione strategica condivisa di autonomia europea.
Un rapporto che va oltre la diplomazia di facciata
Fonti tedesche sottolineano come l’approccio di Merz con Meloni — soprattutto sui temi di competitività ed energia — suggerisca una ristrutturazione delle tradizionali dinamiche UE, dove Berlino storicamente si è frequentata di più con Parigi.
Secondo alcuni analisti politici, il vertice rappresenta non solo una stretta cooperazione bilaterale, ma la costruzione di un “asse pragmatico” mirato a influenzare l’agenda europea verso un modello più efficiente e meno ideologizzato.
Reazioni e prospettive
I commenti provenienti dalle cancellerie europee sono contrastati: se da un lato si apprezza l’intento di riformare l’UE in chiave competitiva, dall’altro alcune capitali temono che questa alleanza possa marginalizzare le tradizionali alleanze franco-tedesche all’interno del processo decisionale comunitario.
Nel dibattito interno italiano, la maggioranza ha accolto positivamente la spinta di Roma su competitività e difesa, mentre parte dell’opposizione — come spesso accade sui vertici internazionali — osserva con diffidenza un ruolo di “spalla” della Germania, richiedendo maggiore autonomia nelle scelte strategiche italiane.

Il vertice Italia-Germania tra Meloni e Merz a Roma segna un punto di svolta nei rapporti bilaterali e nell’ambizione condivisa di ridefinire alcuni cardini dell’Unione Europea, con una forte attenzione su competitività, sicurezza e autonomia strategica.
In un’Europa che deve fronteggiare sfide globali complesse — dalla competizione economica con le grandi potenze alla sicurezza collettiva — questa nuova intesa potrebbe essere interpretata come una proposta concreta di leadership condivisa rivolta a Bruxelles e oltre.
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