2:36 pm, 13 Novembre 25 calendario

Elezioni regionali in Campania 2025

Di: Redazione Metrotoday

Il sondaggio che apre scenari e pone domande

La Campania si avvia a votare nelle giornate del 23 e 24 novembre 2025 per il rinnovo della Giunta regionale e del Consiglio. A pochi giorni dal voto, le rilevazioni d’opinione più recenti restituiscono un quadro che appare favorevole al campo largo (centrosinistra + M5S), ma con un margine non ancora rassicurante e con molte variabili ancora in gioco. Per il centrodestra l’obiettivo è recuperare terreno, mobilitare il proprio elettorato e sfruttare l’effetto liste civiche e amministrazioni locali. In questo contesto, i partiti singoli, le coalizioni, l’affluenza e il voto di opinione sono tutti fattori che possono spostare l’ago della bilancia.

I numeri del sondaggio

Secondo una delle ultime rilevazioni affidabili, il candidato del campo largo, Roberto Fico, risulta in vantaggio intorno al 53% delle intenzioni di voto rispetto al candidato del centrodestra, Edmondo Cirielli, attorno al 42,5%. Gli altri candidati insieme non superano la soglia del 5%.
Per quanto riguarda le forze politiche nel versante proporzionale, il sondaggio indica per la coalizione a sostegno di Fico: il Partito Democratico al ~19,5%, il Movimento 5 Stelle al ~10,1%. Nella coalizione del centrodestra, il Fratelli d’Italia risulta al ~15%, la Lega registra una performance modesta (intorno al 4,1%). Altre forze meno rilevanti raccolgono il resto delle preferenze. Una rilevazione precedente collocava Fratelli d’Italia al 30,4%, il PD al 19,8% e M5S al 12,1%, con Lega e Forza Italia intorno all’8‑9% ciascuna.
Sulla base di queste stime, è possibile configurare la traduzione in coalizioni: la somma dei partiti che appoggiano Fico si aggirerebbe attorno al 54‑55%, quella del centrodestra al ca. 45‑48%, con una quota residua destinata a forze minori o indecisi.

Partiti singoli:

  • FdI: ~15% (o fino a ~30% in rilevazione precedente)

  • PD: ~19,5%

  • M5S: ~10%

  • Lega: ~4‑5%

  • FI: ~6‑10%

  • Altre liste: varie preferenze minori

Coalizioni:

  • Campo Largo (PD + M5S + liste affini): ~54‑55%

  • Centrodestra (FdI + Lega + FI + moderati): ~45‑48%

  • Altri/indecisi: ~2‑3%

Il risultato del sondaggio riflette diverse dinamiche che operano nella regione, sia a livello locale che nazionale.

Il effetto “candidato forte” e il nuovo assetto politico
Fico, figura nazionale nota e sostenuto da una coalizione ampia, parte da una posizione di vantaggio. Al tempo stesso, Cirielli, pur avendo un buon profilo nel centrodestra, deve ricomporre la coalizione, mobilitare consensi e contrastare la lunga stagione di governo del predecessore della sinistra in Campania. Il vantaggio iniziale del campo largo va letto anche come eredità del governo uscente del centrosinistra, che domina la regione da vari mandati.

Radicamento territoriale e liste civiche
In Campania, come in altre regioni meridionali, contano molto il radicamento locale, le liste civiche, le reti di clientela, i sindaci e le amministrazioni comunali. Il centrodestra, pur in recupero, parte da una posizione di minor radicamento strutturale rispetto alla sinistra moderna, ma può giocare la carta delle liste civiche e di sindaci moderati per ampliare la base.

Affluenza, astensione e voto volubile
Uno dei fattori più rilevanti è l’affluenza: i sondaggi stimano una partecipazione intorno al 44‑45% o anche meno, ben al di sotto delle precedenti tornate. Un’affluenza bassa favorisce le coalizioni più mobilitate e organizzate. Al riguardo, il centrodestra punta a mobilitare il proprio elettorato “certificato”, mentre il campo progressista può soffrire se il suo elettorato resta meno compatto.

Tema programmatici e percezione dell’amministrazione
La sanità, i trasporti, l’ambiente e la gestione dei fondi europei sono al centro della campagna. Il candidato del campo largo presenta un programma che rilancia l’usato della sinistra in regione, mentre il centrodestra punta sulla novità e sulla promessa di “cambiare registro”. La percezione dell’amministrazione uscente (centrosinistra) registra valutazioni positive in parte, ma anche segni di usura che il centrodestra tenta di sfruttare.

Influenza nazionale e immagine dei partiti
Non va ignorato l’effetto nazionale: un partito come FdI, guidato a livello centrale, influenza anche le dinamiche regionali; allo stesso modo, la performance nazionale del PD, M5S, Lega e FI condiziona gravemente il consenso regionale. In questo senso, la Campania funge da “termometro” delle forze politiche italiane nel Mezzogiorno.

I rischi e le incognite

  • Affluenza bassa: se l’affluenza scenderà sotto la soglia stimata, la rappresentatività del voto si riduce e le alleanze locali potranno fare la differenza.

  • Effetto liste locali: mimo le rilevazioni nazionali, alle regionali contano molto le liste provinciali, i sindaci, le preferenze personali. Questo può alterare la distribuzione dei consensi tra coalizioni.

  • Volatilità dell’elettorato: in Campania l’elettorato è tradizionalmente volatile; la presenza di M5S e di ex deluchiani che possono abbandonare la coalizione uscente genera variabili complesse.

  • Tempi ristretti della campagna: la definizione tardiva delle candidature (anche tra le coalizioni) può aver penalizzato alcune forze e aver favorito chi ha attivato prima la mobilitazione.

  • Effetti nazionali e “onda” mediatica: se un fatto nazionale (politico, giudiziario o economico) immettesse un fattore imprevisto, potrebbe alterare il consenso regionale nelle prime ore della campagna elettorale.

Cosa cambia per i partiti maggiori

Parte del PD – Un dato attorno al ~19,5% segnala una risalita rispetto alle precedenti performance regionali. Se confermato, il PD rafforzerebbe la leadership nel campo progressista in Campania, ottenendo margini migliori e un peso maggiore nella futura governance.
Movimento 5 Stelle – Al ~10,1%, il M5S conferma una presenza stabile ma non trainante. La sua collocazione all’interno della coalizione del campo largo sarà cruciale: se riuscirà a mobilitare il proprio elettorato e attrarre nuovi consensi, può migliorare la posizione contrattuale dopo il voto.
Fratelli d’Italia – Con valori tra il 15% e oltre in alcune rilevazioni, FdI appare come la forza trainante del centrodestra in Campania. Però dovrà convincere l’insieme della coalizione e attrarre moderati per rilanciare la competizione.
Lega e Forza Italia – Con percentuali più basse, queste forze del centrodestra sono dipendenti dall’appeal regionale di FdI e dal buon funzionamento delle liste civiche e dei sindaci. Il loro ruolo nel determinare la vittoria resta importante, ma anche subordinato.

La Campania ha un ruolo simbolico nel panorama nazionale: è una regione popolosa, con forte peso elettorale e dinamiche politiche complesse. Una vittoria del campo largo rafforzerebbe la narrativa di un centrosinistra che “resiste” al Sud; al contrario, un recupero del centrodestra segnerebbe un’ulteriore espansione della sua egemonia anche nelle regioni meridionali.
In questo senso, la Campania è un laboratorio: se i sondaggi che la vedono in vantaggio del campo largo fossero confermati, sarebbe un segnale: i moderati, le candidature civiche, le alleanze, possono ancora fare la differenza. Se invece emergesse un ribaltamento, segnerebbe la capacità del centrodestra di ridurre distanze anche nei territori storicamente più difficili.

Il sondaggio in vista delle regionali in Campania 2025 restituisce un vantaggio percepito per il campo largo (centrosinistra + M5S), ma con margini che non consentono cali di tensione e giocano a favore di una battaglia comunque aperta. Il centrodestra, con la forza di Fratelli d’Italia e delle liste civiche, può tentare la rimonta, ma ha davanti una partita in salita.
Se i numeri fossero confermati, la vittoria del campo largo rafforzerebbe la lezione che nei territori del Sud serve coalizione ampia e forte mobilitazione. Se invece emergesse un ribaltamento o un recupero, si aprirebbe una fase politica più competitiva e incerta per la Campania.
Al netto delle conclusioni, ciò che il sondaggio racconta è anche un’evoluzione della politica nella regione: più pluralità, più volatilità, più importanza del voto locale. E in una Campania che cambia, il voto non è solo uno strumento di scelta, ma anche di identità e direzione.

 

13 Novembre 2025 ( modificato il 14 Novembre 2025 | 14:44 )
© RIPRODUZIONE RISERVATA