Un weekend dove sport, comunità e storia si intrecciano
Tra le colline che digradano verso la Valle Stura, Roburent si prepara a diventare luogo di sfida, agonismo, convivialità. Il “Trofeo San Giacomo”, manifestazione di calcio balilla organizzata dalla Federazione Italiana Giochi e Sport Tradizionali (FIGeST) in collaborazione con l’associazione locale Essere San Giacomo, rappresenta molto più di un torneo: è un incontro di generazioni, una vetrina per una disciplina che coniuga la tradizione popolare con pratiche sportive organizzate, regolamentate, di respiro nazionale.
Per tre giorni, il borgo montano torinese sarà teatro di quadrangolari e tornei per giovani e adulti, di match tra istituzioni, di “gioco libero” sotto la guida di istruttori esperti, della sfida aperta del doppio Open, Veterani, Femminile. E poi momenti istituzionali, premiazioni, attività promozionali: tutto sotto l’alto patrocinio di Regione Piemonte, Comune di Roburent e Provincia di Cuneo. Un’occasione per valorizzare lo sport tradizionale, rafforzare il tessuto sociale, attrarre pubblico, turismo, interesse per le discipline amatoriali.
FIGeST: un quadro federale, storia, cifre, ruolo
Per comprendere appieno la portata del Trofeo San Giacomo, va ricordato che il calcio balilla non è un fenomeno isolato, ma parte integrante del movimento più ampio dei giochi e sport tradizionali, sotto l’egida di una federazione – la FIGeST – che vanta storia, struttura e obiettivi precisi.
La FIGeST (Federazione Italiana Giochi e Sport Tradizionali), con sede in Perugia, è riconosciuta dal CONI, coordina numerose discipline tradizionali: dal lancio del ruzzolone al tiro con la fionda, dal calcio balilla alla lippa. È presente in gran parte del territorio nazionale con centinaia di società affiliate e decine di migliaia di tesserati.
Il calcio balilla è stato ufficialmente incluso nello statuto federale come disciplina riconosciuta, e da qualche anno la FIGeST ha iniziato a collaborare con la Lega Italiana Calcio Balilla (LICB). Ciò ha consentito di strutturare tornei, categorie (Under, Veterani, Femminile, Open, misti) e di partecipare a competizioni internazionali tramite l’International Table Soccer Federation (ITSF).
Eventi come i Campionati italiani, il Campionato delle Regioni, gare promozionali o Open aiutano a diffondere la disciplina, ad avvicinare giovani e neofiti, a consolidare una rete che va ben oltre il mero divertimento amatoriale.

Il Trofeo San Giacomo: programma, struttura e novità
L’evento che si tiene a San Giacomo di Roburent è costruito su più livelli, con un programma che alterna momenti istituzionali, promozione, competizione vera e propria. Ecco come si articolerà:
Venerdì 12 settembre (sera, ore 19.00): inaugurazione, presentazione del trofeo; quadrangolare al maxi-calcio balilla 11 vs 11 tra partner ed istituzioni. Un momento simbolico, che unisce comunità locale e figure istituzionali, in cui il calcio balilla diventa mezzo di rappresentanza sociale oltre che sportiva.
Sabato 13 settembre: a partire dalle 10 del mattino attività promozionali e “gioco libero” sotto la guida di istruttori per chi vuole avvicinarsi; nel pomeriggio, tornei Under 14, categoria adulta, doppio misto uomo‑donna. Serata con Torneo “Total Baraonda” (probabilmente formula più libera, festosa), come momento aggregativo.
Domenica 14 settembre: giornata dedicata alle sfide principali — doppio Open (no Pro in coppia), doppio Veterani, femminile; finali previste per le 19 con premiazione.
Tra le novità significative di questo Trofeo: l’attenzione particolare ai giovani (Under 14), la formula mista, la partecipazione di istituzioni e pubblico, la promozione dello sport come strumento culturale e turistico. Anche la dimensione locale è importante: si rafforza il ruolo del borgo, si crea valore per l’economia del territorio (ospitalità, ristorazione, traffico, visibilità).
Perché eventi come questo contano? Non è solo il gesto competitivo, ma la rete di significati che si intrecciano:
Sport tradizionale come identità – Il calcio balilla è parte della memoria collettiva italiana: oratori, bar, circoli, feste di paese, estati in compagnia. Portarlo in manifestazioni ufficiali significa riconoscere la sua dimensione culturale.
Educazione, inclusione, comunità – Chiunque può giocare: giovani, veterani, donne ‒ il torneo “doppio misto”, le formule Under 14, le partecipazioni libere lo testimoniano. Il gioco diventa incontro generazionale, occasione di socialità.
Valorizzazione del territorio – Roburent non è solo luogo di sport, ma borgo alpino, ambiente montano, comunità rurale. Questi eventi aiutano a contrastare lo spopolamento, a creare occasioni di visibilità, a generare ritorni economici locali.
Pratica regolamentata, formazione, agonismo responsabile – Non è solo “mettere un biliardino e sfidarsi”. Con FIGeST e LICB ci sono regole, categorie, arbitri, standard, formazione di istruttori. Questo eleva la pratica: da passatempo a sport riconosciuto.
Analogie, successo, svolgimento
Per valutare il potenziale del Trofeo San Giacomo, utile guardare ad eventi simili già realizzati:
Nel 2025 si sono tenute manifestazioni come il Campionato delle Regioni di calcio balilla a Carmagnola in Piemonte, che ha coinvolto rappresentative regionali, vincoli competitivi e ampio pubblico. Questo evento ha mostrato come il calcio balilla possa avere richiamo nazionale, con forti identità territoriali.
I Campionati italiani di calcio balilla al Lanciano Forum (Marche) hanno riunito nell’ultimo dicembre circa 250 giocatori di varie categorie. È emersa la volontà di dare forma stabile e regolamentata al movimento promozionale, con idee di espansione.
La federazione FIGeST ha nei suoi progetti anche centri permanenti, come il nuovo Centro Federale “Franco Boccalini” a Gualdo Tadino, struttura che includerà molte discipline tra cui il calcio balilla, e che fungerà da riferimento organizzativo, di formazione, raduno. Questo tipo di infrastrutture facilita manifestazioni come quella di Roburent.

Sfide e opportunità
Se il Trofeo San Giacomo ha potenziale, non mancano anche i nodi che dovranno essere affrontati per far sì che queste iniziative diventino parte stabile dello scenario sportivo italiano.
Le sfide
Logistica e risorse: organizzare tornei che richiedono tavoli professionali, sedi adeguate, personale per arbitraggio, servizi accessori. In località montane come Roburent l’accessibilità, l’alloggio per partecipanti esterni, infrastrutture possono essere limitate.
Visibilità e sostenibilità: serve promuovere l’evento perché arrivi a un pubblico più ampio; investire in comunicazione, collaborazione con media locali/nazionali. Assicurare che non siano eventi sporadici ma ciclici, con continuità.
Regolamentazione e standard: uniformità dei regolamenti, qualità degli impianti, trasparenza nelle categorie (Open, Veterani, Femminile, Under). Garantire che tutti i match rispettino criteri condivisi per la correttezza e la sicurezza.
Coinvolgimento giovanile: mantenere vivo interesse tra i più giovani è fondamentale. Spesso è più facile avvicinarsi al gioco amatoriale, ma il salto verso competizioni può essere percepito come troppo impegnativo.
Finanziamenti / patrocinio: eventi di questo tipo dipendono da enti locali, sponsor, federazioni. Bisogna trovare il bilanciamento tra gratuità per partecipanti/promozione e copertura dei costi.
Le opportunità
Turismo sportivo: Roburent e zone limitrofe possono attrarre visitatori, famiglie, appassionati che restano qualche giorno, consumano, scoprono il territorio. Eventi legati allo sport possono diventare driver locale.
Crescita della disciplina: manifestazioni ben organizzate aumentano il numero di tesserati, migliorano la qualità, consentono un circuito agonistico nazionale più strutturato.
Inclusione: formule miste, categorie per giovani, femminili, veterani possono allargare la platea; il calcio balilla non ha barriere fisiche particolari, può essere molto inclusivo.
Ritorno culturale: preservare e valorizzare lo sport tradizionale come parte del patrimonio immateriale, rafforzare la memoria sociale, creare opportunità di collaborazione con scuole e istituzioni culturali.
Roburent e l’Alta Val Tanaro
Roburent non è una realtà qualsiasi. È un comune montano in provincia di Cuneo, parte dell’Alta Val Tanaro, con paesaggi alpini, storia, tradizioni pastorali, turismo estivo e invernale. Portare sport come il calcio balilla in luoghi come questo ha effetti che vanno oltre la singola manifestazione.
Economia locale: strutture ricettive, ristoranti, negozi, trasporto locale beneficiano della presenza di partecipanti, famiglie, spettatori.
Visibilità del luogo: eventi nazionali/regionali qualificano un territorio, lo fanno conoscere, attraggono turismo non solo per la manifestazione ma anche per la bellezza naturale, i borghi, le offerte ambientali.
Cultura locale / coesione sociale: eventi sportivi generano occasioni di comunità, volontariato, partecipazione civica. Essere San Giacomo, associazione locale, gioca un ruolo essenziale nel far dialogare le istituzioni e i cittadini.
Il calcio balilla come sport riconosciuto e radicato
Guardando oltre il weekend, è utile riflettere su come il movimento del calcio balilla in Italia possa evolvere, sfruttando le spinte positive che eventi come il Trofeo San Giacomo offrono.
Costruzione di un calendario nazionale stabile, con tappe regolari, rotazione fra regioni, integrazione con eventi promozionali e agonistici, simile a quanto già fanno i Campionati delle Regioni o le fasi nazionali organizzate da FIGeST/Campionati italiani.
Rafforzamento della collaborazione con la LICB per migliorare la copertura, la qualità tecnica, la formazione di arbitri e istruttori.
Maggiore attenzione alle discipline femminili e giovanili, con incentivi specifici, categorie dedicate, attività promozionali nelle scuole.
Utilizzo delle nuove tecnologie: livestreaming, video amatoriali, social media, piattaforme online per far vedere partite, creare community; questo aiuta divertimento, visibilità, sponsorizzazioni.
Potenziale riconoscimento ulteriore a livello istituzionale, culturale: considerazioni per patrimonio immateriale, progetti europei che valorizzino gli sport tradizionali come elementi di identità e cultura.
Il Trofeo San Giacomo a Roburent non è semplicemente un torneo. È espressione di una Italia che cerca di mantenere vive le sue tradizioni anche in un mondo ultra‑connesso, che crede che lo sport non sia solo performance, ma incontro, identità, ambiente. È un segnale che discipline come il calcio balilla possono avere non solo spazio, ma rilevanza, se organizzate bene, sostenute da federazioni, comunità, istituzioni.
Per i partecipanti sarà battaglia sportiva, ma anche occasione di festa; per Roburent sarà palcoscenico, comunità, opportunità; per FIGeST sarà un altro passo nella diffusione di una tradizione rivitalizzata, fatta di competizione, inclusione, futuro.
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