Dazi: le Borse asiatiche chiudono in modo contrastato la seduta
Le Borse asiatiche chiudono in modo contrastato la seduta, con l’attenzione rivolta alle mosse di Donald Trump sui dazi, in particolare quelli imposti alle merci prodotte in Cina. Gli investitori sono preoccupati per gli eventuali impatti sull’andamento della crescita economica, con il timore di una recessione che diventa sempre più concreto. Tokyo ha chiuso in calo del 2,96%, mentre Hong Kong, Shanghai, Shenzhen e Mumbai hanno registrato aumenti. Allo stesso tempo, il dollaro è in caduta libera sulle principali valute, portando l’euro ai massimi dal 2022. Le Borse europee si preparano a un’avvio positivo, mentre i future di Wall Street segnalano un trend positivo dopo le perdite dei mercati americani e l’andamento contrastato delle Borse asiatiche.
Nel contesto delle tensioni commerciali, Singapore ha contestato il dazio del 10% imposto dagli Stati Uniti su alcune importazioni, sottolineando che la misura non dovrebbe applicarsi al Paese poiché registra un avanzo commerciale con gli Stati Uniti. Questa decisione ha sorpreso Singapore e va contro lo spirito dell’Accordo di libero scambio siglato tra i due Paesi nel 2004, che prevede l’assenza di dazi doganali. Anche la presidente della Camera di Commercio Americana a Singapore ha difeso i solidi rapporti commerciali tra i due Paesi, costruiti negli ultimi vent’anni grazie all’accordo di libero scambio.
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