UFO, il Pentagono rilascia il filmato di Tremonton del 1952
🌐 UFO, Tremonton, Pentagono, filmato del 1952 e Project Blue Book tornano al centro dell’attenzione dopo la pubblicazione di un documento audiovisivo storico che mostra una formazione di oggetti luminosi ripresi nel cielo dello Utah. Le immagini, girate dall’ufficiale della Marina americana Delbert C. Newhouse, risalgono al 2 luglio 1952 e rappresentano uno dei casi più noti esaminati dall’Aeronautica militare statunitense. A distanza di oltre settant’anni, il materiale non offre una spiegazione definitiva sulla natura degli oggetti.
Il filmato di Tremonton torna alla luce dopo 74 anni
La scena si svolge il 2 luglio 1952, nei pressi di Tremonton, nello Utah. Newhouse, ufficiale della U.S. Navy specializzato nella fotografia, stava viaggiando con la famiglia quando sua moglie notò nel cielo una formazione di punti luminosi.
L’ufficiale decise di fermarsi e recuperare la propria macchina fotografica. Con una Bell & Howell Auto Master caricata con pellicola cinematografica a colori, realizzò una sequenza di circa trenta piedi di pellicola 16 mm.
Nel rapporto dell’epoca, Newhouse descrisse una formazione composta da numerosi oggetti brillanti. Il numero indicato nelle diverse fasi dell’indagine varia, ma il testimone parlò inizialmente di circa dieci-dodici oggetti, mentre la documentazione successiva arrivò a considerarne anche 12-14.
Il particolare che rese il caso interessante per gli investigatori fu il movimento apparentemente coordinato degli oggetti.
Non si trattava però di una ripresa cinematografica dettagliata. Nel cielo non erano presenti orizzonte, edifici, montagne o altri punti di riferimento utili a stabilire con precisione distanza, altezza, dimensioni e velocità dei corpi osservati.
Ed è proprio questa assenza di riferimenti a rappresentare ancora oggi uno dei principali limiti del filmato.
Cosa si vede nelle immagini
La pellicola recentemente resa disponibile mostra piccoli punti o forme luminose contro un cielo azzurro. Gli oggetti appaiono relativamente indistinti, soprattutto quando vengono osservati attraverso la copia cinematografica conservata negli archivi.
Non emergono dettagli che consentano di stabilire la struttura fisica dei corpi.
Non si distinguono ali, fusoliere, motori o altre caratteristiche riconducibili con certezza a un determinato tipo di velivolo. Allo stesso tempo, la qualità dell’immagine non permette neppure di escludere spiegazioni convenzionali.
Il filmato, quindi, documenta soprattutto ciò che Newhouse vide e decise di riprendere, ma non contiene da solo gli elementi necessari per stabilire cosa fossero realmente gli oggetti.
È una distinzione importante, soprattutto oggi che le immagini sono tornate al centro dell’attenzione attraverso la nuova pubblicazione del materiale storico.

Project Blue Book studiò il caso
Dopo la consegna della pellicola alle autorità militari, il caso entrò nel fascicolo di Project Blue Book, il programma dell’Air Force che dal 1952 al 1969 raccolse e analizzò segnalazioni di oggetti volanti non identificati.
Newhouse non era un osservatore occasionale privo di esperienza. La documentazione lo descrive come un professionista della fotografia militare con una significativa esperienza nelle riprese aeree.
Questo elemento contribuì all’interesse degli investigatori.
Il fascicolo di Project Blue Book ricostruisce infatti diverse fasi di analisi e mostra come le ipotesi sull’origine degli oggetti siano cambiate nel corso del tempo. Furono considerate spiegazioni naturali e convenzionali, senza che il materiale consentisse di arrivare immediatamente a una soluzione condivisa.
Il punto centrale rimaneva sempre lo stesso: le immagini erano reali, ma il soggetto ripreso non era identificabile con sufficiente certezza.
Palloni, uccelli e fenomeni ottici: le ipotesi esaminate
Una delle ipotesi prese in considerazione fu quella dei cosiddetti palloni a cuscino, utilizzati in determinati contesti e capaci, in particolari condizioni di luce, di produrre riflessi molto evidenti.
Nel dicembre 1952 gli investigatori coinvolsero anche specialisti legati alla produzione di questi palloni. Durante l’analisi comparativa, alcuni partecipanti ritennero che gli oggetti del film presentassero caratteristiche compatibili con il comportamento dei palloni.
Non tutti, però, furono altrettanto convinti.
Una delle obiezioni riguardava la luminosità apparente e il modo in cui gli oggetti sembravano muoversi nel cielo. Inoltre, le stime sulla velocità dovevano essere considerate con cautela perché dipendevano dalla posizione e dalla stabilità della macchina da presa.
Un’altra ipotesi riguardò invece gli uccelli marini.
In determinate condizioni di illuminazione, un gruppo di uccelli può riflettere la luce solare e apparire sul film come una serie di punti particolarmente luminosi. Le successive valutazioni dell’Air Force presero in considerazione anche questa possibilità.
Il fatto che siano state formulate spiegazioni differenti mostra quanto fosse complessa l’interpretazione del materiale.
Perché il caso non è mai stato chiuso definitivamente
La parola più importante, quando si parla del film di Tremonton, è incertezza.
Non perché la documentazione dimostri l’origine extraterrestre degli oggetti, ma per il motivo opposto: le immagini non contengono abbastanza informazioni per identificarli con sicurezza.
La mancanza di un punto di riferimento fisso impedisce di trasformare facilmente il movimento apparente in una misurazione affidabile. Un oggetto vicino e piccolo può apparire molto diverso da uno lontano e grande; allo stesso modo, un movimento della macchina da presa può modificare la percezione della traiettoria.
Questo problema accompagna il caso fin dalle prime analisi.
Il nuovo rilascio non cambia automaticamente questa situazione. La pubblicazione rende il materiale più facilmente accessibile al pubblico, ma non trasforma le immagini in una prova conclusiva sulla natura degli oggetti.
Il curioso cambio di scena dopo 55 secondi
C’è poi un dettaglio particolarmente singolare nella versione oggi disponibile.
Dopo circa 55 secondi, il filmato cambia improvvisamente soggetto. Le immagini degli oggetti luminosi lasciano spazio a una sequenza che appare collegata a una dimostrazione di apparecchiature per cucire.
Il passaggio è netto e sembra appartenere a un’altra ripresa.
La documentazione che accompagna il materiale suggerisce che la copia sopravvissuta possa essere stata riutilizzata o assemblata con altre sequenze. Non viene però stabilito con certezza quando sia avvenuta questa combinazione né chi abbia effettuato l’eventuale montaggio.
Anche questo particolare contribuisce all’interesse storico della pellicola.
Il materiale oggi disponibile, infatti, non coincide necessariamente con l’intero rullo originariamente girato da Newhouse. La documentazione indica inoltre che la pellicola era associata ad altre immagini di paesaggi dell’Idaho, che non fanno parte della digitalizzazione attualmente pubblicata.
Una pellicola di 70 secondi e un documento storico
La versione rilasciata nel settembre 2026 dura circa un minuto e dieci secondi. Si tratta di una digitalizzazione di una copia 16 mm a colori, non della pellicola originale della macchina fotografica.
È un particolare importante per comprendere la qualità delle immagini.
Il pubblico vede oggi un documento che ha attraversato decenni di conservazione, duplicazione e archiviazione. La qualità finale non può quindi essere confrontata semplicemente con quella che Newhouse avrebbe visto attraverso la propria macchina da presa nel 1952.
Eppure, nonostante i limiti tecnici, il filmato conserva un valore documentario notevole.
È una testimonianza diretta di un’epoca nella quale l’aviazione militare americana stava cercando di comprendere una crescente quantità di segnalazioni relative a oggetti sconosciuti nei cieli degli Stati Uniti.

Il nuovo rilascio del Pentagono
Il film di Tremonton è stato inserito nella nuova tranche di documenti pubblicata il 18 settembre 2026 nell’ambito dell’attuale programma statunitense di declassificazione dei materiali relativi agli UAP.
La pubblicazione comprende 71 file, tra documenti, video e una registrazione audio, con materiali che coprono un arco temporale molto ampio, dal 1952 fino agli anni più recenti.
All’interno della nuova raccolta il caso di Tremonton occupa una posizione particolare perché collega direttamente il dibattito contemporaneo sugli UAP alla storia delle prime grandi indagini militari americane.
Il materiale relativo all’episodio comprende infatti non soltanto il video, ma anche documenti dell’epoca, fotografie collegate all’indagine e informazioni sul percorso professionale di Newhouse.
Il risultato è un quadro più ampio rispetto alla semplice visione di pochi secondi di immagini luminose.
Cosa dimostra davvero il filmato di Tremonton
A più di sette decenni dall’episodio, la pellicola conserva il suo fascino proprio perché non offre una risposta semplice.
Dimostra che Newhouse vide e filmò una formazione di oggetti luminosi. Dimostra inoltre che il caso fu preso sul serio dalle autorità militari e sottoposto a una serie di verifiche tecniche nell’ambito di Project Blue Book.
Non dimostra invece che gli oggetti fossero astronavi extraterrestri.
Allo stesso modo, la sola pellicola non permette di affermare con certezza che fossero palloni, uccelli o un altro fenomeno naturale.
Le valutazioni storiche contenute nei documenti mostrano infatti un percorso investigativo nel quale furono considerate più possibilità. Alcune analisi successive favorirono l’ipotesi degli uccelli, mentre altri elementi dell’indagine avevano portato a esaminare anche i palloni e altri fenomeni ottici.
Il caso rimane dunque un esempio emblematico di quanto sia difficile identificare un fenomeno aereo partendo esclusivamente da immagini prive di scala e riferimenti spaziali.
Il mistero resta, ma ora il documento è pubblico
Il rilascio del filmato non chiude il caso di Tremonton. Lo riporta, piuttosto, al centro dell’attenzione con una quantità maggiore di materiale accessibile.
Dopo 74 anni, il pubblico può finalmente esaminare direttamente una copia digitalizzata di quella pellicola e confrontarla con la documentazione prodotta dagli investigatori militari dell’epoca.
Le immagini continuano a mostrare punti luminosi difficili da identificare. La loro origine resta oggetto di interpretazioni differenti, mentre i documenti storici permettono di ricostruire le ipotesi formulate nel corso degli anni.
È proprio questa combinazione a rendere il film di Tremonton uno dei documenti più interessanti della nuova pubblicazione: non perché fornisca una risposta definitiva sugli UFO, ma perché permette di osservare, fotogramma dopo fotogramma, uno dei casi che hanno contribuito alla storia dell’indagine americana sugli oggetti volanti non identificati.
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