MetroZibaldone: Stretto di Hormuz, giù i traffici e sale il petrolio
🌐 Le notizie del 10 agosto 2026: lo Stretto di Hormuz torna al centro della crisi mondiale: il traffico delle navi scende ai minimi, il petrolio supera gli 89 dollari e le trattative tra Stati Uniti e Iran si complicano. In Colombia il terremoto di magnitudo 7,4 fa almeno 164 vittime, mentre in Siria Bashar al-Assad viene condannato a morte in contumacia. In Italia resta in primo piano l’inchiesta sull’attentato a Sigfrido Ranucci, con l’interrogatorio di Valter Lavitola fissato per domani.
Stretto di Hormuz, il traffico marittimo precipita
Lo Stretto di Hormuz è il punto di maggiore tensione della giornata sul fronte geopolitico ed energetico. Il passaggio delle navi commerciali è sceso a soli sei transiti nella giornata di lunedì, contro una media di circa undici nell’arco dei dieci giorni precedenti e, soprattutto, contro i 130-140 passaggi che caratterizzavano il traffico prima della guerra. Dei sei movimenti registrati, quattro hanno riguardato navi per il trasporto di merci, comprese due petroliere vuote, mentre due unità hanno lasciato l’area con carichi di gas di petrolio liquefatto e combustibili residui.
La contrazione del traffico arriva mentre si allontana la possibilità di una rapida intesa tra Washington e Teheran sulla riapertura dello stretto. La trattativa si è complicata dopo che Donald Trump ha respinto la richiesta iraniana di ottenere compensazioni per i danni provocati dalla guerra e ha a sua volta chiesto risarcimenti a Teheran. Il negoziato che nei mesi scorsi aveva alimentato l’ipotesi di una normalizzazione delle rotte commerciali appare quindi nuovamente bloccato.
Il significato economico della crisi è immediato. Hormuz è uno dei principali colli di bottiglia del commercio mondiale di energia e il rallentamento dei transiti si riflette direttamente sulle quotazioni del greggio, sui costi assicurativi delle navi e sulle aspettative degli investitori.
Petrolio in rialzo, mercati sotto pressione
Il Brent è salito del 2,4%, raggiungendo gli 89,80 dollari al barile, mentre il greggio statunitense è aumentato del 2,6%, a 84,28 dollari. Il Brent aveva già guadagnato circa il 5% nella seduta precedente, confermando quanto le prospettive sullo Stretto di Hormuz siano diventate un fattore determinante per i mercati energetici.
Le Borse asiatiche hanno mostrato un andamento misto, mentre i principali listini europei hanno aperto in calo. A Hong Kong l’indice Hang Seng ha perso l’1,1%, Shanghai lo 0,8%, mentre il Kospi sudcoreano ha guadagnato lo 0,7%. Anche i future americani sono risultati leggermente negativi.
Il mercato guarda intanto all’inflazione statunitense di luglio, attesa per mercoledì. La combinazione tra petrolio più caro e nuove pressioni inflazionistiche potrebbe incidere sulle aspettative relative alla politica monetaria americana. L’oro, tradizionale bene rifugio, è salito dello 0,3%, a 4.434,20 dollari l’oncia.
Il problema non riguarda soltanto il prezzo del carburante. La riduzione dei transiti coinvolge anche gas liquefatto, prodotti petroliferi e altre merci, mentre le compagnie marittime devono valutare rotte alternative, tempi più lunghi e costi assicurativi maggiori.

Colombia, il terremoto di magnitudo 7,4 fa almeno 164 vittime
La seconda grande notizia della giornata arriva dalla Colombia, dove prosegue per il secondo giorno la corsa contro il tempo dei soccorritori dopo il terremoto di magnitudo 7,4 che ha colpito lunedì la parte occidentale e centrale del Paese.
Il bilancio disponibile nella mattinata di martedì è salito ad almeno 164 morti, ma le autorità continuano a temere che il numero delle vittime possa aumentare mentre squadre di emergenza, militari, polizia e volontari scavano tra le macerie. Il sisma è stato descritto come il più potente registrato in Colombia negli ultimi decenni.
La situazione più grave riguarda Cali, città di circa 2,2 milioni di abitanti, dove sono morte almeno 85 persone secondo il bilancio riportato nella giornata. Decine di edifici sono stati distrutti o sono rimasti gravemente danneggiati.
Particolarmente drammatica la situazione in un ospedale cittadino: alcuni piani superiori, compresi reparti destinati alla pediatria, sono crollati. Circa 600 pazienti sono stati assistiti all’esterno della struttura, mentre le squadre di soccorso hanno continuato a cercare persone rimaste intrappolate.
A Pereira il bilancio ufficiale indicato dalle autorità è di 66 vittime. Anche l’aeroporto ha subito danni durante la scossa, mentre interi isolati residenziali sono stati trasformati in cumuli di cemento e acciaio. Altre 13 persone risultano morte nel Chocó, la provincia rurale più vicina all’epicentro.
Soccorsi tra le macerie e coprifuoco
Le operazioni sono proseguite durante la notte anche con interventi manuali, quando l’impiego degli escavatori avrebbe potuto mettere a rischio eventuali superstiti. A Cali sono stati inviati mille uomini delle forze di sicurezza dopo segnalazioni di possibili saccheggi.
Il presidente Abelardo De La Espriella, entrato in carica da pochi giorni, ha dovuto affrontare così la prima grande emergenza nazionale del suo mandato. A Cali e Pereira è stato introdotto il coprifuoco notturno.
La macchina dei soccorsi resta concentrata sulla ricerca di persone disperse. La priorità è raggiungere gli edifici collassati prima che le condizioni delle strutture e il rischio di nuove scosse rendano impossibili le operazioni.

Siria, Bashar al-Assad condannato a morte in contumacia
Una svolta giudiziaria di enorme rilievo arriva dalla Siria. Un tribunale siriano ha condannato a morte in contumacia l’ex presidente Bashar al-Assad, riconosciuto colpevole di omicidi, torture, arresti arbitrari e crimini contro l’umanità commessi durante i quasi quattordici anni di guerra civile.
Si tratta della prima condanna giudiziaria emessa nei confronti dell’ex presidente dopo la caduta del suo regime. Assad è stato rovesciato nel dicembre 2024 durante l’offensiva dei ribelli che pose fine a decenni di dominio della sua famiglia. Dopo la fuga da Damasco, l’ex presidente si è rifugiato a Mosca.
La sentenza riguarda anche Atef Najib, ex funzionario della sicurezza sotto Assad, anch’egli condannato a morte.
Il procedimento ha affrontato alcuni dei crimini più gravi attribuiti all’apparato statale durante il conflitto, compresi omicidi intenzionali, torture e detenzioni arbitrarie. La guerra iniziata nel 2011 ha provocato centinaia di migliaia di morti e una delle più grandi crisi di sfollamento della storia contemporanea.
La condanna resta però, sul piano pratico, legata alla presenza dell’imputato all’estero: Assad non si trova in Siria e la sentenza è stata pronunciata in sua assenza.
Italia, il caso Ranucci-Lavitola entra nella fase dell’interrogatorio
In Italia resta al centro della cronaca giudiziaria l’inchiesta sull’attentato contro Sigfrido Ranucci. Valter Lavitola, arrestato lunedì con l’accusa di essere il mandante dell’ordigno collocato nell’ottobre scorso davanti all’abitazione del giornalista e conduttore televisivo, sarà sottoposto mercoledì 12 agosto all’interrogatorio di garanzia nel carcere romano di Rebibbia.
A Lavitola viene contestato anche il metodo mafioso. L’ordinanza di custodia cautelare ricostruisce un presunto progetto nel quale l’attentato avrebbe dovuto apparire come un atto intimidatorio senza mettere direttamente in pericolo la vita di Ranucci, con l’obiettivo, secondo l’impianto accusatorio, di accrescere la popolarità del giornalista e favorirne un futuro percorso politico.
L’interrogatorio rappresenterà il primo passaggio processuale successivo all’arresto e consentirà alla difesa di contestare formalmente le accuse davanti al giudice.
L’indagine riguarda un attentato avvenuto nell’autunno 2025 davanti alla casa del giornalista. Nel corso dei mesi successivi l’inchiesta ha portato all’individuazione di più persone e alla ricostruzione dei rapporti che, secondo gli investigatori, avrebbero preceduto l’azione.
Il caso ha assunto anche una dimensione legata alla libertà dell’informazione, perché l’obiettivo dell’attentato era un giornalista impegnato da anni nel giornalismo d’inchiesta. Sul piano giudiziario, tuttavia, restano decisive le contestazioni contenute nell’ordinanza e gli elementi che dovranno essere verificati nel corso del procedimento.

Gaza, il piano americano resta bloccato sul disarmo di Hamas
La crisi mediorientale continua anche sul fronte di Gaza, dove il nuovo piano promosso dagli Stati Uniti resta appeso alla questione del disarmo di Hamas e al ritiro delle forze israeliane.
La proposta prevede un cessate il fuoco immediato, il disarmo delle milizie, un’amministrazione palestinese tecnocratica sostenuta dagli Stati Uniti e il successivo dispiegamento di una forza internazionale incaricata di garantire la sicurezza nelle aree dalle quali Israele dovrebbe ritirarsi.
Il punto di maggiore contrasto riguarda la sequenza delle operazioni. Israele sostiene che non vi possa essere un ritiro completo prima del disarmo di Hamas. Hamas ha invece accettato il piano nella sua formulazione originaria, contestando però le condizioni aggiuntive relative anche alle armi leggere.
Sul terreno, la situazione resta fragile. Israele ha ridotto le operazioni rispetto alla fase precedente, ma gli attacchi non sono completamente cessati. Secondo i dati riportati nel quadro negoziale, oltre metà del territorio di Gaza rimane sotto controllo israeliano e la popolazione, quasi interamente sfollata, è concentrata in una porzione limitata della Striscia.
La prevista forza internazionale di stabilizzazione non è ancora operativa. Marocco e Uganda hanno finora annunciato la disponibilità a contribuire con truppe, mentre altri Paesi hanno offerto personale militare, pianificatori e medici. La sua eventuale presenza sul terreno rimane quindi subordinata alla conclusione dell’accordo politico.
Italia, caldo e rischio per le città
Sul fronte interno, il caldo continua a caratterizzare la settimana di Ferragosto. Il bollettino per l’11 agosto segnala diverse città italiane sottoposte a livelli di attenzione per le temperature elevate, mentre l’anticiclone mantiene condizioni particolarmente calde sulla Penisola.
Le previsioni indicano valori massimi prossimi ai 38-39 gradi in diverse aree, con condizioni di maggiore disagio nelle grandi città e nelle zone interne.
Il quadro meteorologico interessa anche il turismo, i trasporti e i consumi energetici, con la domanda di climatizzazione destinata a rimanere elevata durante la settimana centrale di agosto.
Economia, petrolio e inflazione tornano a muoversi insieme
La crisi di Hormuz sta trasformando rapidamente una questione geopolitica in una variabile economica globale. Il rialzo del petrolio si accompagna all’aumento dei rendimenti obbligazionari e a una maggiore attenzione alle prospettive dell’inflazione.
Il Brent a 89,80 dollari e il WTI a 84,28 dollari rappresentano i valori osservati nella mattinata sui mercati internazionali. Il timore degli operatori è che un’interruzione prolungata dei flussi energetici possa trasferire il maggior costo dell’energia sui prezzi finali, complicando il lavoro delle banche centrali.
Negli Stati Uniti l’attenzione è rivolta al dato sull’inflazione di luglio previsto per mercoledì. Le attese del mercato indicano un rallentamento dal 3,5% di giugno al 3,4%, ma il nuovo aumento del petrolio introduce un elemento di rischio proprio nel momento in cui gli investitori cercano indicazioni sulla prossima decisione della Federal Reserve.
Anche il cambio euro-dollaro si è mosso marginalmente, mentre l’oro ha registrato un nuovo incremento, confermando la ricerca di strumenti considerati più difensivi in una fase di elevata incertezza.
Scienza e ambiente, domani l’eclissi solare
L’attenzione scientifica è concentrata sull’eclissi solare del 12 agosto, ormai imminente. L’evento sarà totale lungo una fascia che attraverserà l’Artico, la Groenlandia, l’Islanda, l’Atlantico e parte della Spagna, mentre in Italia sarà visibile soltanto come eclissi parziale.
La copertura del disco solare varierà sensibilmente lungo la Penisola. Sarà maggiore nel Nord Italia e progressivamente minore spostandosi verso Sud. La fase osservabile dall’Italia avverrà in prossimità del tramonto, rendendo particolarmente importanti la posizione dell’orizzonte occidentale e l’assenza di ostacoli.
A Milano la copertura prevista sarà superiore al 90%, mentre a Roma sarà nettamente inferiore. L’Italia non si troverà comunque nella fascia della totalità: il fenomeno più spettacolare sarà quindi osservabile soprattutto dalla Spagna settentrionale e dall’Islanda.
L’evento rappresenta anche uno dei principali appuntamenti astronomici dell’estate europea, con migliaia di osservatori già concentrati nelle aree attraversate dalla fascia di totalità.
Sport, Europei di nuoto: Italia protagonista a Parigi
A Parigi proseguono intanto gli Europei di nuoto, con la seconda giornata dedicata alle gare in vasca. La nazionale italiana è arrivata all’appuntamento con diversi atleti qualificati per semifinali e finali, tra cui Sara Curtis, Nicolò Martinenghi, Simone Cerasuolo, Thomas Ceccon e Simona Quadarella.
La prima giornata aveva portato all’Italia l’argento di Alberto Razzetti e diverse qualificazioni alle finali, compresa quella di Curtis nei 100 stile libero e quelle di Martinenghi e Cerasuolo nei 100 rana. Quadarella aveva conquistato l’accesso alla finale degli 800 stile libero.
Il programma dell’11 agosto ha quindi concentrato una parte consistente dell’interesse azzurro sulle gare individuali e sulle prestazioni dei campioni italiani rientrati dopo periodi di stop o preparazioni mirate. Gli Europei di Parigi proseguiranno fino al 16 agosto, con la sessione di nuoto in vasca inserita nel programma generale dei campionati europei acquatici.
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