11:36 am, 25 Luglio 26 calendario

Pesce balestra nel Cilento, secondo turista morso in tre giorni

Di: Alessia Sterling
🌐 Pesce balestra nel Cilento: cresce l’allarme dopo il secondo turista morso in tre giorni tra Palinuro e Pioppi. Gli esperti invitano alla prudenza, spiegano perché questa specie tropicale può diventare aggressiva e quali comportamenti adottare per evitare incidenti durante il bagno.

Due episodi ravvicinati riaccendono l’attenzione sul mare del Cilento

L’estate 2026 porta con sé un nuovo campanello d’allarme lungo le coste del Cilento, dove due episodi avvenuti nell’arco di appena tre giorni hanno acceso i riflettori sulla presenza di specie marine sempre più insolite nei nostri mari. A Palinuro, un turista di 76 anni è stato morso a un polpaccio mentre faceva il bagno, riportando una ferita profonda con un’importante emorragia. Solo il tempestivo intervento dei bagnini e del personale sanitario presente in spiaggia ha permesso di bloccare il sanguinamento e prestare le prime cure.

L’episodio segue quello verificatosi pochi giorni prima a Pioppi, sempre lungo il litorale cilentano, dove un turista svizzero di 55 anni aveva riportato una lesione analoga. In quel caso la situazione era risultata ancora più delicata perché l’uomo seguiva una terapia anticoagulante, rendendo necessario il trasporto in ospedale per le medicazioni e gli accertamenti.

La successione di due casi praticamente identici nello stesso tratto di costa ha inevitabilmente alimentato interrogativi tra residenti, bagnanti e operatori turistici, mentre cresce l’attenzione degli esperti sulle possibili cause.

Il principale sospettato è il pesce balestra

Sebbene non vi sia ancora una conferma definitiva sulla specie responsabile, gli elementi raccolti fanno convergere i sospetti sul pesce balestra, conosciuto a livello internazionale come triggerfish.

Si tratta di un pesce appartenente alla famiglia dei Balistidi, facilmente riconoscibile per il corpo robusto, la testa massiccia e soprattutto per una potentissima mascella dotata di circa 22 denti, progettata dalla natura per rompere gusci di molluschi, ricci di mare e crostacei.

Proprio questa straordinaria forza del morso rende le ferite particolarmente profonde anche quando il contatto con l’uomo è di brevissima durata.

Gli specialisti sottolineano che il pesce balestra non considera normalmente l’essere umano una preda. Gli episodi di aggressione sono infatti piuttosto rari e avvengono quasi esclusivamente in circostanze ben precise.

Perché il triggerfish può mordere i bagnanti

Contrariamente all’immagine di un pesce aggressivo per natura, il pesce balestra è generalmente tranquillo.

Il comportamento cambia però durante il periodo riproduttivo, quando gli esemplari difendono con grande determinazione il nido contenente le uova. In questa fase qualsiasi intruso che attraversi il loro territorio può essere percepito come una minaccia.

Anche un semplice nuotatore che passa inconsapevolmente sopra il nido può provocare una reazione difensiva.

Gli studiosi spiegano inoltre che il pesce balestra non attacca necessariamente in orizzontale. Spesso protegge un’area che si sviluppa verso la superficie formando una sorta di cono immaginario. Chi attraversa questa zona può essere inseguito e morso nel tentativo di allontanarlo.

È un comportamento documentato anche in numerose aree tropicali, dove questa specie è presente da decenni e rappresenta una situazione ben conosciuta dai subacquei.

Il Mediterraneo cambia volto

La crescente presenza del pesce balestra lungo le coste italiane rappresenta uno dei tanti segnali dei cambiamenti che stanno interessando il Mar Mediterraneo.

L’aumento delle temperature marine favorisce infatti la permanenza e la diffusione di specie che fino a pochi anni fa trovavano condizioni favorevoli quasi esclusivamente nelle acque tropicali o subtropicali.

Negli ultimi anni le segnalazioni di triggerfish sono aumentate non solo nel Sud Italia ma anche lungo altre coste del Mediterraneo occidentale.

Il fenomeno interessa numerosi ecosistemi e viene monitorato con attenzione da biologi marini e istituti di ricerca, che osservano come il progressivo riscaldamento del mare stia modificando la distribuzione delle specie.

Non solo pesce balestra: aumentano gli avvistamenti di specie tropicali

Il triggerfish non è l’unico protagonista di questa trasformazione.

Negli ultimi mesi sono aumentate le segnalazioni di barracuda, ormai presenti con una certa frequenza in diverse aree costiere italiane, e del pesce scorpione, specie invasiva originaria dell’Indo-Pacifico.

Quest’ultimo desta particolare attenzione non tanto per il rischio di attacchi deliberati quanto per la presenza di aculei velenosi, capaci di provocare intenso dolore e serie complicazioni dopo un contatto accidentale.

La diffusione di nuove specie rappresenta una delle principali sfide per il monitoraggio ambientale, perché modifica gli equilibri naturali e impone una maggiore informazione rivolta ai frequentatori delle spiagge.

I due casi del Cilento: cosa è successo

Nel primo episodio, verificatosi a Pioppi, il turista svizzero stava facendo il bagno quando ha avvertito un dolore improvviso al polpaccio. La ferita, compatibile con un morso, ha richiesto il trasferimento in ospedale anche in considerazione della terapia farmacologica seguita dall’uomo.

Pochi giorni dopo, a Palinuro, un secondo turista di 76 anni ha vissuto una situazione molto simile. Anche in questo caso il morso ha provocato una lesione profonda con abbondante sanguinamento.

La rapidità dei soccorsi ha evitato conseguenze più gravi, ma la coincidenza temporale e geografica dei due episodi ha contribuito ad alimentare il dibattito sulla presenza del pesce balestra lungo quel tratto di costa.

Le autorità invitano comunque alla prudenza nell’individuazione della specie responsabile, dal momento che non sono ancora disponibili elementi definitivi che consentano un’attribuzione certa.

Cosa fare se si viene morsi da un pesce

Gli esperti raccomandano innanzitutto di uscire immediatamente dall’acqua.

Anche una ferita apparentemente modesta può sanguinare in modo significativo oppure infettarsi a causa dei batteri presenti nell’ambiente marino.

Le principali indicazioni sono:

  • uscire dall’acqua in sicurezza;
  • lavare accuratamente la ferita con acqua pulita;
  • disinfettare la lesione;
  • coprirla con una medicazione sterile;
  • rivolgersi a un medico o al pronto soccorso in presenza di sanguinamento importante, dolore intenso, gonfiore o segni di infezione.

Chi assume farmaci anticoagulanti dovrebbe prestare particolare attenzione anche a lesioni di piccole dimensioni, poiché il rischio di emorragie può essere maggiore.

Come ridurre il rischio durante il bagno

Pur trattandosi di episodi estremamente rari, alcune precauzioni possono contribuire a diminuire le probabilità di incontri ravvicinati.

Gli esperti consigliano di evitare di inseguire o toccare pesci osservati sott’acqua, mantenere una distanza di sicurezza da eventuali esemplari territoriali e prestare particolare attenzione durante attività di snorkeling o immersione in zone rocciose, dove molte specie trovano rifugio.

Anche l’utilizzo di pinne e scarpe da scoglio può offrire una protezione aggiuntiva in alcune situazioni, pur non eliminando completamente il rischio.

Un mare sempre più ricco, ma da conoscere

Gli episodi registrati nel Cilento non devono alimentare allarmismi generalizzati, ma rappresentano un’ulteriore conferma di come il Mediterraneo stia attraversando una fase di profonda trasformazione.

L’arrivo e il progressivo insediamento di specie tropicali sono fenomeni osservati con crescente attenzione dalla comunità scientifica e impongono un nuovo approccio alla sicurezza in mare.

Per i bagnanti il rischio di essere morsi da un pesce balestra rimane molto basso, ma la conoscenza dei comportamenti di queste specie e delle corrette procedure da seguire in caso di incidente permette di affrontare il mare con maggiore consapevolezza.

Il doppio episodio avvenuto tra Pioppi e Palinuro ricorda che il mare italiano continua a offrire un patrimonio naturalistico straordinario, ma anche un ecosistema in continua evoluzione, nel quale nuove presenze richiedono informazione, monitoraggio e rispetto dell’ambiente marino.

25 Luglio 2026
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