Caldo estremo, l’allarme: «Il cervello tra gli organi più vulnerabili»
🌐 Perché le temperature elevate possono provocare danni anche importanti e quali comportamenti adottare per proteggere la salute, soprattutto nelle ore più calde della giornata.
Le ondate di caldo estremo stanno diventando una delle principali emergenze sanitarie dell’estate. Temperature sempre più elevate, notti tropicali e livelli di umidità elevati stanno mettendo a dura prova milioni di persone, trasformando quello che fino a pochi anni fa era considerato un disagio stagionale in un vero problema di salute pubblica.
In questo contesto si inserisce l’appello del professor Silvio Garattini, tra i più autorevoli farmacologi italiani, che ha richiamato l’attenzione su un aspetto spesso sottovalutato: gli effetti che il caldo intenso può avere sul cervello e sull’intero organismo.
Intervenendo durante una trasmissione televisiva, Garattini ha spiegato come le temperature record registrate negli ultimi anni rappresentino una situazione in gran parte nuova, rispetto alla quale è necessario modificare le proprie abitudini quotidiane. Il messaggio è semplice ma estremamente chiaro: ridurre il più possibile l’esposizione al caldo è oggi una delle strategie più efficaci per prevenire conseguenze anche serie.
Il caldo estremo non è più un fenomeno eccezionale
Per decenni il caldo estivo è stato considerato un elemento normale della stagione. Oggi, però, lo scenario è profondamente cambiato. Le temperature raggiungono con sempre maggiore frequenza valori che in passato erano rari, mentre la durata delle ondate di calore continua ad aumentare.
Secondo Garattini, questa trasformazione impone una nuova consapevolezza. Le conoscenze accumulate negli anni sono infatti basate su condizioni climatiche differenti rispetto a quelle che si stanno registrando oggi.
Proprio per questo motivo, comportamenti che un tempo potevano essere sufficienti potrebbero non bastare più. Limitare l’esposizione diretta al sole, evitare gli spostamenti nelle ore centrali della giornata e ricercare ambienti freschi diventano accorgimenti fondamentali.

Perché il cervello soffre il caldo
Uno dei passaggi più significativi dell’intervento del farmacologo riguarda proprio il cervello, definito uno degli organi più sensibili alle alte temperature.
Il nostro organismo dispone di sofisticati sistemi per mantenere stabile la temperatura corporea. Quando il caldo diventa eccessivo, però, questi meccanismi possono entrare in difficoltà.
Il cervello è particolarmente vulnerabile perché coordina tutte le funzioni vitali e necessita di un equilibrio termico costante. Se la temperatura corporea aumenta oltre certi limiti, possono comparire sintomi inizialmente lievi ma destinati a peggiorare rapidamente.
Tra i segnali più frequenti figurano:
- mal di testa;
- confusione mentale;
- vertigini;
- difficoltà di concentrazione;
- stanchezza intensa;
- sonnolenza insolita.
Nei casi più gravi possono verificarsi alterazioni dello stato di coscienza, perdita di lucidità e il cosiddetto colpo di calore, una condizione che richiede un intervento medico immediato.
È proprio questo il motivo per cui Garattini invita a non sottovalutare le temperature elevate, soprattutto durante i periodi in cui il termometro supera abbondantemente i 35 gradi.
L’invito: uscire solo quando fa più fresco
Tra i consigli più concreti forniti dal professore emerge una raccomandazione precisa: uscire all’aperto soltanto quando la temperatura è più bassa.
Le prime ore del mattino e la tarda serata rappresentano generalmente i momenti più sicuri per svolgere attività fisica, passeggiare o sbrigare commissioni.
Al contrario, tra la tarda mattinata e il pomeriggio il rischio aumenta sensibilmente, soprattutto nelle città dove l’asfalto, il cemento e gli edifici trattengono il calore, facendo percepire temperature ancora superiori rispetto a quelle registrate dai termometri.
Ridurre gli spostamenti nelle ore più calde significa diminuire lo stress termico a cui viene sottoposto l’organismo.
Vestirsi nel modo corretto può fare la differenza
Un altro suggerimento che potrebbe sorprendere riguarda l’abbigliamento.
Garattini invita infatti a coprirsi adeguatamente, un consiglio che può sembrare controintuitivo ma che trova una spiegazione pratica.
Indossare indumenti leggeri, traspiranti e in grado di schermare la pelle dai raggi solari permette infatti di limitare l’assorbimento diretto del calore. Tessuti naturali e colori chiari aiutano inoltre la dispersione del calore corporeo, contribuendo a mantenere una temperatura più stabile.
Anche un cappello a tesa larga può rappresentare una protezione importante, soprattutto durante eventuali spostamenti inevitabili.
Chi rischia di più durante un’ondata di calore
Sebbene il caldo intenso possa mettere in difficoltà chiunque, esistono categorie particolarmente vulnerabili.
Tra queste rientrano:
- anziani;
- bambini molto piccoli;
- persone con malattie cardiovascolari;
- pazienti affetti da patologie respiratorie;
- chi assume determinate terapie farmacologiche;
- lavoratori esposti all’aperto.
Con l’avanzare dell’età diminuisce infatti la capacità dell’organismo di disperdere efficacemente il calore attraverso la sudorazione.
Anche alcune patologie croniche possono compromettere la risposta fisiologica al caldo, aumentando il rischio di disidratazione e di complicanze.

L’importanza dell’idratazione
Accanto alla riduzione dell’esposizione al sole, uno degli strumenti più efficaci per affrontare il caldo resta una corretta idratazione.
Bere acqua con regolarità, anche in assenza della sensazione di sete, consente di compensare le perdite dovute alla sudorazione.
È preferibile distribuire l’assunzione di liquidi nell’arco dell’intera giornata, evitando di attendere il momento in cui compare una sete intensa.
Allo stesso tempo, un’alimentazione ricca di frutta e verdura aiuta a reintegrare non solo acqua ma anche sali minerali indispensabili per il corretto funzionamento dell’organismo.
Attenzione ai segnali del corpo
Uno degli errori più comuni consiste nel sottovalutare i primi sintomi.
Capogiri, nausea, debolezza improvvisa o un’eccessiva stanchezza non dovrebbero mai essere ignorati durante un’ondata di calore.
Quando questi segnali compaiono è consigliabile interrompere immediatamente ogni attività fisica, spostarsi in un ambiente fresco, bere acqua e raffreddare gradualmente il corpo.
Se invece si osservano alterazioni della coscienza, difficoltà nel parlare, perdita di equilibrio o uno stato confusionale marcato, è fondamentale richiedere tempestivamente assistenza sanitaria.
Il cambiamento climatico cambia anche le abitudini quotidiane
L’intervento di Garattini richiama indirettamente anche un tema più ampio: l’adattamento della popolazione alle nuove condizioni climatiche.
Le estati degli ultimi anni mostrano come gli episodi di caldo estremo stiano diventando sempre più frequenti e prolungati.
Questo significa che molte attività quotidiane dovranno inevitabilmente essere ripensate. Dall’organizzazione degli orari di lavoro alle attività sportive, fino alla gestione degli spostamenti nelle città, tutto dovrà tenere conto di temperature che in alcune aree superano frequentemente i limiti considerati di sicurezza.
La prevenzione, in questo scenario, rappresenta l’arma più efficace.
Informazione e prevenzione restano le migliori difese
L’informazione sanitaria assume un ruolo centrale proprio perché consente ai cittadini di riconoscere i rischi prima che si trasformino in emergenze.
I consigli degli esperti non devono essere interpretati come semplici raccomandazioni generiche, ma come indicazioni pratiche basate sulle conoscenze mediche disponibili.
Evitare l’esposizione nelle ore più calde, mantenere una buona idratazione, scegliere ambienti climatizzati quando possibile e prestare particolare attenzione alle persone più fragili sono comportamenti che possono ridurre significativamente il rischio di complicanze.
Le ondate di calore rappresentano ormai una componente stabile delle estati italiane e richiedono una diversa cultura della prevenzione.
L’appello del professor Silvio Garattini va proprio in questa direzione: non considerare il caldo estremo un semplice fastidio stagionale, ma un fattore che può incidere profondamente sul benessere dell’organismo. La particolare vulnerabilità del cervello, sottolineata dal farmacologo, ricorda quanto sia importante modificare le proprie abitudini quando le temperature raggiungono livelli eccezionali.
Proteggersi dal caldo significa adottare comportamenti semplici ma fondamentali: limitare le uscite nelle ore più torride, cercare ambienti freschi, mantenere un’adeguata idratazione e ascoltare i segnali che il corpo invia. In un’estate caratterizzata da temperature sempre più elevate, la prudenza rappresenta la migliore alleata per salvaguardare la salute.
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