1:33 pm, 21 Marzo 26 calendario

🌐 Formazione MPMI: il 70% senza piano formativo

Di: Redazione Metrotoday
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Formazione MPMI in crisi: il 70% delle imprese senza piano formativo aggiornato. FondItalia lancia l’allarme e chiede nuovi modelli di accompagnamento per sostenere crescita, competenze e competitività.

La formazione nelle MPMI italiane resta un nodo strutturale irrisolto. Nonostante venga ormai riconosciuta come leva strategica per lo sviluppo, la realtà racconta un sistema ancora fragile: il 70% delle micro, piccole e medie imprese non dispone di un piano formativo aggiornato con regolarità. Un dato che pesa non solo sulla crescita delle aziende, ma anche sulla capacità del Paese di affrontare le sfide della trasformazione digitale e dell’innovazione.

Formazione MPMI: un ritardo che frena la competitività

Il quadro che emerge evidenzia una contraddizione evidente: da un lato cresce la consapevolezza dell’importanza della formazione, dall’altro manca una reale strutturazione dei percorsi. Senza una pianificazione, la formazione perde efficacia e diventa episodica, scollegata dagli obiettivi aziendali.

La situazione peggiora analizzando le dimensioni aziendali. Tra le microimprese, solo il 17% aggiorna regolarmente il proprio piano formativo. Il dato sale al 23% nelle piccole imprese e al 37% nelle medie, ma resta comunque insufficiente. Più l’azienda è piccola, più è vulnerabile sul fronte dello sviluppo delle competenze.

Il nodo risorse: formazione autofinanziata nel 90% dei casi

Uno degli elementi più critici riguarda il finanziamento della formazione. Il 90% delle MPMI utilizza esclusivamente risorse proprie, segno di una scarsa integrazione con strumenti di supporto esistenti. Solo una minoranza, pari al 15%, ricorre ai fondi interprofessionali.

Questo dato evidenzia un limite culturale e organizzativo: molte imprese non percepiscono i fondi come strumenti strategici, ma come opportunità complesse da gestire. Il risultato è un sotto-utilizzo di risorse che potrebbero invece accelerare la crescita del capitale umano.

Le barriere alla formazione: tempo e organizzazione

Se la formazione fatica a decollare, le cause sono chiare e trasversali. Il 65% delle imprese individua nella mancanza di tempo durante l’orario di lavoro il principale ostacolo. A questo si aggiungono la carenza di risorse economiche (20%) e l’assenza di una struttura organizzativa dedicata (18%).

Solo una MPMI su cinque riesce a formare regolarmente i propri dipendenti senza incontrare difficoltà. Un dato che fotografa un sistema ancora lontano da una cultura formativa diffusa e consolidata.

Competenze richieste: il paradosso manageriale

Un altro elemento rilevante riguarda le competenze richieste dalle imprese. In cima alle priorità emergono leadership, imprenditorialità, programmazione e pianificazione. Si tratta di competenze manageriali, fondamentali per guidare il cambiamento, ma spesso carenti proprio nei vertici aziendali.

Qui emerge un vero cortocircuito: le aziende chiedono competenze strategiche, ma non sempre riescono a svilupparle internamente. Il limite normativo che impedisce di finanziare la formazione dei datori di lavoro rappresenta un freno significativo, perché blocca il rafforzamento di chi prende decisioni e orienta la crescita aziendale.

FondItalia: da erogatori a partner strategici

Di fronte a questo scenario, si fa strada una nuova visione del ruolo dei fondi interprofessionali. Non più semplici strumenti di finanziamento, ma veri e propri partner strategici delle imprese.

“Il supporto non può limitarsi all’erogazione di risorse, ma deve tradursi in accompagnamento concreto”, è il messaggio che emerge con forza. L’obiettivo è costruire una cultura della formazione stabile e duratura, capace di entrare nei processi aziendali.

Questo significa affiancare le imprese nella progettazione, nella pianificazione e nella gestione dei percorsi formativi. Solo così sarà possibile colmare il gap tra consapevolezza e azione.

Il futuro della formazione nelle MPMI

La sfida è duplice: da un lato rafforzare le competenze dei lavoratori, dall’altro trasformare la formazione in un processo continuo e integrato. Senza questo salto di qualità, le MPMI rischiano di restare indietro rispetto alle grandi imprese e ai competitor internazionali.

Servono nuovi modelli di accompagnamento, più semplici, accessibili e personalizzati. Ma serve anche un cambio culturale profondo: la formazione non deve essere percepita come un costo o un obbligo, ma come un investimento strategico.

La formazione come leva di sistema

Il dato del 70% senza piano formativo non è solo una statistica, ma un campanello d’allarme. Riguarda la competitività dell’intero sistema produttivo italiano.

Investire nella formazione delle MPMI significa investire nel futuro del Paese. Ma per farlo è necessario superare gli attuali limiti organizzativi, normativi e culturali. Solo attraverso un’alleanza tra imprese e strumenti di supporto sarà possibile costruire un ecosistema formativo efficace e inclusivo.

21 Marzo 2026 ( modificato il 22 Marzo 2026 | 22:34 )
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