🌐 Etnaland sequestrato per gravi violazioni ambientali: sigilli
Il celebre parco acquatico e di divertimenti Etnaland, situato a Belpasso (Catania), è stato posto sotto sequestro nell’ambito di un’indagine per gravi violazioni ambientali. Le autorità hanno scoperto un sistema illecito di gestione dei rifiuti, con combustione e interramento di immondizia, e rilevato carenze autorizzative e impiantistiche. Indagati il legale rappresentante e la società.
È scattato il sequestro preventivo dell’intero parco acquatico Etnaland, una delle maggiori attrazioni turistiche della Sicilia orientale. L’operazione è stata eseguita dalla Guardia costiera di Catania su disposizione della Procura della Repubblica del capoluogo etneo, nell’ambito di un’inchiesta per gravi violazioni di natura ambientale che coinvolge la gestione dei rifiuti e le autorizzazioni ambientali della struttura.
Le indagini, coordinate dal procuratore capo Francesco Curcio insieme al direttore marittimo della Sicilia orientale, contrammiraglio Raffaele Macauda, hanno portato alla scoperta di irregolarità nella gestione dei rifiuti prodotti dal parco, con prove di combustione illecita e successivo interramento in un terreno agricolo contiguo alla struttura.
Un sistema illecito di gestione dei rifiuti
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i rifiuti raccolti all’interno del parco – in minima parte differenziati – venivano trasportati ogni giorno nei terreni adiacenti a Etnaland, dove venivano incendiati e poi seppelliti in buche scavate appositamente.
Dalle indagini è emerso che in alcune aree il materiale di risulta ha formato strati di rifiuti di diversi metri di altezza, in un terreno classificato come seminativo e non autorizzato per tale attività.

Le ipotesi di reato contestate includono:
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Gestione di rifiuti, anche speciali, senza le dovute autorizzazioni.
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Combustione illecita di immondizia.
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Attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti.
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Inquinamento ambientale causato dalla dispersione di sostanze nocive nel suolo.
Nel procedimento risultano indagati il legale rappresentante dell’impresa, Francesco Andrea Russello, e la società Etnaland Srl in qualità di persona giuridica.
Autorizzazioni ambientali carenti e impianti mancanti
Dalle verifiche è emerso anche un quadro autorizzativo lacunoso: il parco, pur essendo soggetto alla normativa ambientale, non risultava dotato di impianti di depurazione adeguati per le acque di scarico e le autorizzazioni ambientali rilasciate in passato erano scadute ormai da anni senza rinnovo.
Secondo gli investigatori, ciò avrebbe favorito uno smaltimento dei reflui e delle acque di trattamento delle piscine non conforme alle normative, con potenziali impatti sull’ecosistema circostante.
Un’operazione nata da indagini pluriennali
La vicenda trae origine da accertamenti iniziati già nel 2022, quando la Guardia costiera aveva sequestrato un’area adibita a discarica abusiva nei pressi del parco, contenente oltre 1.000 metri cubi di rifiuti solidi urbani e attrezzature utilizzate per la gestione dei rifiuti.
In quella fase, il nucleo operativo di polizia ambientale aveva individuato grandi buche nel terreno con rifiuti bruciati e sepolti, dando avvio a un filone investigativo che ha portato, dopo ulteriori approfondimenti, al sequestro dell’intera struttura oggi.

Impatto economico e sociale
Il provvedimento ha immediatamente bloccato le attività del parco acquatico e divertimenti, che copre una superficie di circa 280.000 metri quadrati e rappresenta un punto di riferimento per il turismo estivo in Sicilia, con centinaia di dipendenti e un indotto rilevante per l’economia locale.
La chiusura del parco giunge in un periodo delicato per il comparto turistico, con la stagione estiva alle porte, e apre scenari complessi sul piano occupazionale e operativo, mentre restano da quantificare gli effetti dell’inquinamento accertato sul terreno e sulle falde circostanti.
Le prossime tappe dell’inchiesta
Gli inquirenti hanno disposto stringenti prescrizioni per l’impresa al fine di colmare le carenze ambientali riscontrate, e le attività di controllo sono state affidate agli agenti di polizia giudiziaria della Capitaneria di porto – Guardia costiera di Catania.
Una conferenza stampa è stata convocata dalla Procura etnea per fornire ulteriori dettagli sulle prove raccolte e sulle responsabilità ipotizzate, in un’inchiesta che è ancora in corso e che potrebbe portare a sviluppi giudiziari significativi nei prossimi mesi.

Il sequestro di Etnaland per gravi violazioni ambientali segna una fase critica per uno dei parchi più importanti della Sicilia, con accuse che spaziano dalla gestione illecita dei rifiuti all’inquinamento ambientale. L’indagine, iniziata nel 2022, ha portato alla luce un sistema di smaltimento illecito che ora è sotto la lente della magistratura.
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