10:32 am, 13 Febbraio 26 calendario

🌐 Rebecca Passler riammessa: il caso doping ribalta le Olimpiadi

Di: Redazione Metrotoday
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Il ricorso di Rebecca Passler contro la sospensione per doping è stato accolto e la biathleta sarà regolarmente ai Giochi di Milano-Cortina 2026: la decisione cambia la narrazione del caso doping e solleva questioni su trasparenza, procedure e controllo antidoping di alto livello.

A pochi giorni dall’inizio dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, la vicenda di Rebecca Passler – la biathleta italiana coinvolta in un caso di doping – ha vissuto un clamoroso sviluppo con l’accoglimento del ricorso che le consente di gareggiare. Dopo settimane di incertezza e tensione, la Corte Nazionale d’Appello di Nado Italia (Nadab) ha infatti annullato la sospensione provvisoria seguita alla positività al Letrozolo e riconosciuto la plausibile involontarietà del fatto, riaprendo le porte delle Olimpiadi all’atleta 24enne.

La vicenda aveva fatto notizia il 2 febbraio quando Passler, originaria di Anterselva e già considerata una promessa del biathlon italiano, era risultata positiva al letrozolo in un controllo antidoping fuori competizione, diventando il primo caso di doping legato ai Giochi di casa.

Dalla sospensione alla riammisione: cronaca di una “resa dei conti” legale

La battaglia giudiziaria di Passler è stata tormentata. Inizialmente, la biathleta aveva tentato di far annullare la sospensione provvisoria davanti alla Sezione ad hoc del Tribunale Arbitrale dello Sport (CAS) di Losanna, ma questa si è dichiarata priva di giurisdizione, indicando alle autorità antidoping italiane (Nado Italia) la strada corretta per il ricorso.

Una decisione del genere ha avuto un impatto immediato sulla gestione del caso: senza l’intervento di un organismo internazionale terzo come il CAS, è spettato alla commissione di secondo grado di Nado Italia valutare l’effettiva dinamica della positività e la possibilità di riconoscere una assunzione involontaria o contaminazione casuale della sostanza nel corpo di Passler.

E proprio questa valutazione – il cosiddetto fumus boni iuris – è stata alla base del verdetto favorevole all’atleta: secondo i giudici italiani, non sono emersi elementi concreti di dolo intenzionale, né di negligenza grave, tali da giustificare la conferma della sospensione.

Il significato della sostanza incriminata: cos’è il letrozolo?

Il letrozolo è un composto appartenente alla categoria degli inibitori dell’aromatasi, una sostanza vietata dall’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA) perché può alterare l’equilibrio ormonale e favorire indirettamente prestazioni fisiche non consentite. In ambito medico è usato principalmente nella terapia di alcuni tumori ormono-dipendenti, ma la sua presenza in un test antidoping senza adeguata autorizzazione è proibita.

Negli sport invernali e in discipline come il biathlon, l’uso di tali sostanze può teoricamente influenzare la resistenza, il recupero e la prestazione complessiva, nel complesso di resistenza, precisione e tecnica richiesti in gara. La spiegazione di contamina­zione accidentale – anche se non comune nei casi elementari – è stata al centro dell’argomentazione difensiva, sostenuta con forza dagli avvocati di Passler.

Reazioni istituzionali e personali

La Federazione Italiana Sport Invernali (FISI) ha accolto con favore la decisione di Nado Italia, ribadendo il proprio sostegno all’atleta e la fiducia nel sistema di controllo nazionale. Il presidente Flavio Roda ha sottolineato l’importanza di una valutazione giudiziaria accurata, evidenziando l’impatto emotivo e professionale che un caso simile può avere su un atleta giovane.

La stessa Passler ha espresso sollievo e gratitudine verso chi l’ha sostenuta, parlando di giorni “molto difficili” e sottolineando di aver sempre creduto nella propria buona fede.

Tuttavia, il caso non è privo di accese critiche: alcune voci nel mondo sportivo e nei commenti del pubblico internazionale hanno messo in discussione la gestione dei controlli, la trasparenza delle comunicazioni e il possibile impatto reputazionale per lo sport italiano. Altri hanno sollevato dubbi sul sistema antidoping e sui rischi di interpretazioni di contamina­zioni accidentali, auspicando procedure più rigorose e chiare.

La sfida del doping

Il caso Passler giunge in un momento delicato per i Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina, che si preparano a ospitare atleti da tutto il mondo con un’attenzione mediatica senza precedenti. La prima positività antidoping, inizialmente causa di esclusione, aveva sollevato interrogativi sulla vigilanza e la gestione delle politiche antidoping a un evento di tale portata.

Ora, con la riammisione dell’atleta italiana, la narrazione cambia, spingendo il dibattito verso temi più ampi: la responsabilità individuale degli atleti, il ruolo dei sistemi giudiziari sportivi, e il confine tra errore involontario e vantaggio competitivo illegittimo. La decisione di Nado Italia apre anche un precedente importante per casi futuri, dove la distinzione tra colpa intenzionale e semplice esposizione accidentale sarà sempre più scrutinata dalle autorità antidoping e dalla comunità sportiva internazionale.

I prossimi passi

Con Rebecca Passler pronta a unirsi al gruppo olimpico dal 16 febbraio, la sua partecipazione alle gare di biathlon potrà offrire una risposta sportiva alla vicenda giudiziaria: la possibilità di competere e dimostrare il proprio valore sul campo.

Ma oltre ai risultati sul tracciato, il caso lascia un’eredità più profonda: una spinta a ripensare il sistema antidoping, la comunicazione delle federazioni e il modo in cui la giustizia sportiva si confronta con situazioni complesse in cui l’intento rimane controverso.

In un contesto olimpico sempre più attento alla pulizia e alla credibilità delle competizioni, la storia di Rebecca Passler rappresenta non solo un capitolo personale, ma una tappa significativa nel percorso di equilibrio tra regole ferree, diritti degli atleti e trasparenza istituzionale. La riammisione di un’atleta sospettata di doping, infatti, pone domande profonde su come lo sport moderno gestisca la propria integrità e la fiducia del pubblico.

La decisione di riammmettere Rebecca Passler alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 non è solo una vittoria personale, ma un banco di prova per il sistema antidoping globale, la giustizia sportiva e la credibilità dell’evento olimpico nel suo insieme.

13 Febbraio 2026
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