3:44 am, 6 Febbraio 26 calendario

Trump, New START e nucleare. a rischio i limiti alle armi

Di: Redazione Metrotoday
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Trump contrario alla proroga del trattato con la Russia, scoppia l’allarme mondiale sul controllo degli armamenti. Il presidente Usa chiede un nuovo accordo nucleare includendo altre potenze atomiche.

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Washington, Roma — Il trattato New START, ultimo baluardo formale di controllo degli armamenti nucleari tra Stati Uniti e Russia, è ufficialmente scaduto il 5 febbraio 2026 senza una proroga formale. Dopo mesi di discussioni e proposte, il presidente statunitense Donald Trump ha respinto l’idea di estendere il New START, definendolo «mal negoziato» e «non più adatto agli interessi strategici americani». Invece di prorogare il patto, Trump chiede l’avvio di negoziati per un “nuovo accordo nucleare moderno” che includa anche la Cina e altre potenze atomiche.

Cos’è il New START e perché conta

Il New Strategic Arms Reduction Treaty (New START) è stato firmato nel 2010 ed è stato il principale strumento di controllo degli armamenti tra le due superpotenze nucleari mondiali. Per oltre un decennio il patto ha imposto limiti vincolanti alle testate e ai vettori nucleari di Stati Uniti e Russia — circa 1.550 testate ciascuno — e ha istituito un regime di ispezioni e scambi di dati che garantivano trasparenza reciproca.

Negli ultimi anni il trattato era stato già prorogato, ma questa volta non è possibile estenderlo formalmente oltre la scadenza del 5 febbraio 2026. La mancata proroga segna la prima volta dal dopoguerra che non esiste un accordo vincolante tra le due principali potenze nucleari globali.

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Trump: “Niente proroga, serve un nuovo trattato”

In un post sul suo social Truth Social, Trump ha motivato la sua decisione dichiarando che il New START era mal negoziato e, secondo Washington, “gravemente violato”. Secondo la Casa Bianca, un semplice rinnovo non risolverebbe le criticità emerse negli ultimi anni, soprattutto in un contesto strategico mutato con l’ascesa di nuove potenze atomiche. Trump ha ribadito la necessità di elaborare un accordo più ampio e moderno che includa anche la Cina, al momento esclusa dai negoziati.

Le reazioni internazionali e lo spettro di una nuova corsa agli armamenti

La decisione americana ha suscitato preoccupazioni globali e critiche da Mosca, che aveva offerto una proroga unilaterale di un anno se gli Stati Uniti avessero accettato un’estensione congiunta. La Russia ha descritto la mancata risposta di Washington come “sconcertante”. Il rischio paventato dagli esperti è che la fine del New START apra la porta a un nuovo ciclo di riarmo nucleare senza limiti prestabiliti.

Organismi internazionali e osservatori per la pace hanno definito la situazione un momento grave per la sicurezza mondiale, sottolineando che l’assenza di limiti formali potrebbe accelerare una nuova corsa agli armamenti nucleari tra le principali potenze. Alcuni analisti temono che senza un’alternativa solida al New START, gli arsenali di Stati Uniti e Russia potrebbero espandersi rapidamente, con possibili effetti destabilizzanti sullo scenario geopolitico mondiale.

Gli ostacoli a un nuovo accordo e il ruolo della Cina

La proposta di Trump di includere Pechino in un nuovo regime di controllo delle armi è stata accolta con scetticismo da diversi Paesi. La Cina, pur essendo in fase di rapido ampliamento del suo arsenale nucleare, ha rifiutato di partecipare a negoziati multilaterali in questa fase, citando differenze nei livelli delle rispettive forze atomiche. Questo rifiuto rappresenta una delle principali barriere alla realizzazione di un nuovo trattato globale.

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Tra dialogo e tensioni: il quadro geopolitico

Nonostante il fallimento della proroga del New START, gli Stati Uniti e la Russia hanno annunciato un progressivo riavvio del dialogo militare ad alto livello dopo anni di interruzione. Alcuni diplomatici vedono queste aperture come un possibile primo passo verso un futuro accordo più articolato, anche se il clima resta segnato dalla diffidenza e dalle tensioni derivanti da conflitti regionali come quello in Ucraina.

Nel frattempo, l’Organizzazione delle Nazioni Unite e altri attori internazionali hanno esortato entrambe le parti a tornare a negoziati formali per evitare una spirale incontrollata di riarmo. La fine del New START ha riacceso l’allarme sulla fragilità dei meccanismi di controllo delle armi nucleari nel XXI secolo.

Le implicazioni per la sicurezza globale

La decisione di Trump di non prorogare il New START non è solo un punto politico: segna un cambio di paradigma nel controllo degli armamenti nucleari che rischia di rimodellare gli equilibri strategici mondiali. Senza limiti formalmente riconosciuti, gli arsenali atomici di Washington e Mosca potrebbero espandersi rapidamente, mentre la competizione nucleare cresce anche in Asia e in Medio Oriente.

In un mondo sempre più multipolare, dove la tecnologia bellica avanza e le tensioni internazionali si intensificano, la fine del New START potrebbe essere ricordata come l’inizio di una nuova, pericolosa fase di competizione nucleare globale.

6 Febbraio 2026
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